domenica 28 dicembre 2008

Ordine pubblico, il consiglio

E’ atteso per domani sera, a partire dalle 20 presso il castello baronale, il consiglio comunale straordinario sull’ordine pubblico della città di Fondi. La massima assise cittadina è stata convocata in seguito ai gravi episodi criminosi che si sono susseguiti nelle scorse settimane. In particolare a destare l’allarme è stato l’attentato incendiario ai danni del capannone del presidente del consiglio comunale Giorgio Fiore. Nella notte a cavallo tra sabato e domenica scorsa, ignoti hanno distrutto le vetrate di una parte dell’immobile in fase di rifinitura, facendo esplodere una tanica di benzina. Un episodio gravissimo che ha portato la Prefettura di Latina ad istituire una sorveglianza per il leader di Progetto Fondi. La politica locale, dal canto suo, ha deciso di non restare con le mani in mano, innanzitutto convocando il consiglio e poi chiedendo al prefetto di Latina, attraverso una lettera firmata dal sindaco Luigi Parisella, la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica “al fine di analizzare e valutare la delicata e grave dimensione del fenomeno delinquenziale e criminoso e assumere le necessarie determinazioni in merito”. In sede di conferenza dei capigruppo, inoltre, è stato deciso di chiedere al ministro dell’Interno, Roberto Maroni di pronunciarsi sulla richiesta di scioglimento presentata dal prefetto Frattasi, perché “prolungare oltre tempo tale decisione ministeriale consente a personaggi e interessi criminali di continuare ad alimentare tensioni e perseguire disegni contro le istituzioni democratiche e la stessa città”. Fondi è ormai “nell’occhio del ciclone” da diversi mesi. Basta ricordare che la situazione dell’ordine pubblico è stata discussa in consiglio, per la prima volta, l’8 febbraio scorso, in seguito agli incendi dolosi dell’agenzia immobiliare Peticone, della Smart dell’allora assessore ai lavori Pubblici, Riccardo Izzi e dell’auto di un commerciante. Poi, dopo qualche giorno, sono arrivati i quattro arresti per usura gravata da modalità mafiosa della Direzione distrettuale antimafia di Roma (l’operazione Damasco) e la nomina della commissione di accesso agli atti del comune di Fondi. Allora il quadro delineato in quella prima assise cambia, non si parla più di microcriminalità, ma c’è dell’altro, tanto che, purtroppo, quegli episodi non sono rimasti isolati. Non a caso, dopo più di dieci mesi, si torna parlare dello stesso argomento, in un contesto, ormai, ben diverso.
Riccardo Antonilli

sabato 27 dicembre 2008

Incidente sulla Fondi-Sperlonga , muoiono due ragazzi

Natale di sangue sulle strade di Fondi. Due ragazzi giovanissimi, il 18enne Antonio Onorato e la 16enne Ana I.D. hanno perso la vita in un incidente stradale verificatosi al chilometro 7.500 della provinciale Fondi – Sperlonga nella notte di natale. I due a bordo di una Opel Corsa, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, sono usciti di strada andandosi a schiantare rovinosamente contro un albero. Era passata da poco la mezzanotte quando il giovane ha perso il controllo della macchina. Il 18enne, nato a Maddaloni e residente a Caivano (NA), da qualche tempo frequentava Fondi dove risiedono degli zii. La giovane di origine moldava, viveva a Fondi da diversi anni in un’abitazione del centro storico con i genitori, un fratello e una sorella. Tutti e due i ragazzi sono stati sbalzati fuori dall'abitacolo. Il guidatore a pochi metri, mentre la ragazza , purtroppo, è andata a finire più lontano, inizialmente nascosta alla vista dei soccorritori. Sul posto con i carabinieri della stazione di Fondi, diretti del luogotenente Emilio Mauriello, sono prontamente accorsi i Vigili del Fuoco di Terracina. La ragazza è morta sul colpo, mentre l’Onorato, trasportato al Pronto Soccorso del "San Giovanni di Dio" di Fondi, è deceduto poco dopo, nonostante il disperato tentativo di intervento degli operatori del reparto. Sul corpo dei due ragazzi è stato già eseguito, nel primo pomeriggio di ieri, l’esame autoptico esterno dal medico legale Silvestro Mauriello. E’ probabile che all’origine della fatale uscita di strada ci sia l’alta velocità a cui l’Opel Corsa stava viaggiando. Il sinistro si è verificato proprio sul “curvone”, il tratto dove è più facile perdere il controllo dell’automobile se si sostengono velocità non consentite. Qualunque sia la causa dell’incidente resta un bilancio tragico, con due ragazzi giovanissimi vittime della strada. E purtroppo non è l’unico episodio che negli ultimi anni vedi dei ragazzi perdere la vita sulle strade della piana. E anche in tante altre occasioni, purtroppo, si tratta di giovani se non giovanissimi. Basta considerare che nella stessa notte a Fondi due giovani a bordo di uno scooter si sono procurati un frattura al femore e un trauma cranico, per capire come siano ancora tanti , troppi, gli incidenti sulle strade del nostro territorio La speranza è che nel corso del 2009 le pagine di cronaca saranno ben più povere di episodi simili a quello che ha strappato alla vita Ana e Antonio.
Riccardo Antonilli

Caso Eurospin, tutti rinviati a giudizio

Proseguono le vicende giudiziarie dei “supermaket abusivi” di Fondi. Ieri il Gup del Tribunale di Latina, Lucia Aielli ha rinviato a giudizio il dirigente del settore urbanistico del comune di Fondi, Martino Di Marco; Bruno Stravato, proprietario di Eurospin; Stefano Marciano, ex proprietario di Orizzonte; Castrese Pagiaro, proprietario della catena Orizzonte ed il tecnico Pietro Rizzi. Il reato contestato agli imputati difesi dagli avvocati Palazzo, Faiola, de Simone, Basile, Serapiglia e Giudetti, è quello di lottizzazione abusiva, per quanto riguarda il supermercato Eurospin e il centro commerciale Orizzonte situati su via Appia lato Monte San Biagio. Le vicende delle due strutture, che affondano le radici lontano, balzano al centro delle cronache a gennaio 2006, quando le due attività commerciali vengono poste sotto sequestro per l’ipotesi di reato di lottizzazione abusiva. Poi, dopo poche settimane, la Procura concede la facoltà d’uso, tanto che ad oggi sia Orizzonte sia Eurospin continuano a lavorare. La concessione venne data agli affittuari delle due attività commerciali, in quanto terzi in buona fede e, soprattutto, datori di lavoro per circa sessanta persone. Al centro del procedimento ci sono le diverse licenze che hanno autorizzato l’apertura dei due centri, la cui prima è datata 1966, poi il cambio di destinazione dei due capannoni che da depositi si sono trasformati in attività commerciali e le vicende della società che gestiva i due immobili, un tempo unica, che, ben ventidue anni fa, si è separata. Ieri, inoltre, Mario Izzi, noto imprenditore fondano proprietario della Cedis Izzi, ha chiesto di potersi costituire quale parte civile nel procedimento, ma la richiesta è stata respinta. Ora per capire come finirà la vicenda non resta che attendere il proseguimento del percorso giudiziario. Per ora l’unico dato di fatto è un nuovo capitolo legato alle lottizzazioni abusive sul territorio di Fondi. I casi sono tanti e, talvolta, eclatanti. E’ il caso, ad esempio, dell’Isola dei Ciurli, il complesso di villette mai ultimate, abbattute a dicembre 2007 dopo oltre 40 anni di vicende giudiziarie. Non ne mancano altri più recenti come l’Holiday Village, che ha portato a Fondi il poco onorevole riconoscimento della bandiera nera di Goletta Verde. Una vicenda quella del campeggio fondano, trasformato in villaggio turistico, che ha tenuto banco a lungo. Infine ci sono anche i 34 villini del residence La Selva, per cui è in corso il processo di appello dopo la condanna in primo grado ad un anno e quattro mesi del costruttore del residence e del dirigente del settore urbanistico del comune, Di Marco. Lo stesso rinviato a giudizio nel procedimento riguardate Orizzonte ed Eurospin.
Riccardo Antonilli

Piromane ai domiciliari

La Corte di Appello di Roma ha confermato la sentenza di condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per Giuseppe Di Girolamo, il piromane 53enne arrestato il 10 agosto 2007 a Monte San Biagio. Rispetto alla dura condanna, emessa a febbraio scorso dal Tribunale di Terracina, la Corte romana gli ha concesso gli arresti domiciliari. Di Girolamo era stato bloccato dagli uomini del Nipaf mentre, in compagnia del 38enne Attilio Minchella (anche lui condannato a tre anni ai domiciliari) nelle montagne di Fontana San Vito, era intento ad appiccare un incendio. Gli uomini della forestale, da oltre una settimana, si erano appostati in vari punti della zona, aspettando che Di Girolamo iniziasse a far partire i roghi. Quando lo hanno bloccato e arrestato, intorno alle 4 del mattino, stava trasportando una busta con 19 zampironi. Dopo l’arresto la vicenda iniziò a far discutere. Il pubblico ministero di turno, infatti, non convalidò l’arresto, perché non ritenne le loro azioni configurabili come atti preparatori. Il giorno dopo, invece, sulla base di una documentazione che faceva riferimento a periodi precedenti, lo stesso Procuratore capo, Giuseppe Mancini chiese l’applicazione del fermo di indiziato di delitto. Un caso che diede luogo anche a polemiche nazionali, tanto che l’allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella avviò l’istruttoria per un procedimento disciplinare nei confronti del Pm che non aveva convalidato l’arresto. L’inchiesta rivelò che, in realtà, si era trattato semplicemente di una corretta interpretazione delle norme penali. L’anno 2007 è stato uno dei più duri per la provincia pontina sul fronte degli incendi boschivi. Su 326 episodi registrati dal Corpo forestale, che hanno provocato la distruzione di 6 mila ettari di superficie, ben 315 sono stati classificati come dolosi, mentre solo i restanti 11 colposi, cioè causati dalla negligenza e dall'imperizia di qualche proprietario terriero. Un numero di roghi tale da rappresentare il 40% circa di quelli accaduti nel Lazio nello stesso periodo. Purtroppo il passare del tempo non ha risollevato le sorti della provincia, basta ricordare i tanti, troppi incendi boschivi, che hanno contraddistinto l’estate 2008.
R.A.

lunedì 22 dicembre 2008

Atti intimidatori, i precedenti

La notte tra il 6 e il 7 dicembre ignoti danno alle fiamme il rimorchio di un camion posteggiato presso un distributore di benzina al bivio per Sant’Anastasia. Le fiamme vengono domate dai Vigili del Fuoco prima che possano attecchire alla motrice e alla pompe di carburante. Il rogo è doloso, lo testimonia una tanica di benzina ritrovata nelle vicinanze del Tir. E’ solo uno dei tanti attentati che hanno, purtroppo, contraddistinto la città negli ultimi mesi. A dicembre 2007, Fondi balza al centro delle cronache per l’incendio doloso di una Smart di proprietà della moglie dell’allora assessore ai Lavori Pubblici, Riccardo Izzi, mentre, appena pochi giorni prima, era stata distrutta da un altro rogo una Ford Fiesta di proprietà di un commerciante. Poi a marzo viene distrutta dalle fiamme una Renault Twingo di proprietà della sorella del presidente del consiglio comunale, Giorgio Fiore. Ma non sono solo le auto a bruciare. Nel periodo di fuoco che ha iniziato a destare l’attenzione sul problema ordine pubblico, ad andare in fiamme era stata l’agenzia immobiliare Peticone, di proprietà di Massimo Anastasio Di Fazio, finito in cella nell’ambito dell’operazione Damasco della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. La stessa agenzia, circa un anno prima di essere distrutta, era stata oggetto di un altro atto intimidatorio di particolare gravità: ignoti avevano esploso diversi colpi di pistola contro la struttura. Poi, dopo qualche mese di relativa tranquillità – almeno sul fronte attentati e intimidazioni - ecco che a Fondi si inizia a sparare, prima ai danni di un commerciante contro cui due malviventi realizzano un vero e proprio agguato, finito con un colpo di pistola esploso ai danni della vittima (ferita ad un piede), poi un’automobile viene ritrovata dal proprietario con quattro fori di proiettile sul cofano. Ed ora un capannone di proprietà del presidente del consiglio viene dato alle fiamme. Una situazione allarmante, soprattutto per una città come Fondi, da dieci mesi ormai costantemente al centro delle cronache.
R.A.

In fiamme il capannone di Giorgio Fiore

Ennesimo attentato incendiario a Fondi. Questa volta a essere dato alle fiamme è stato un capannone adibito a deposito agricolo di proprietà del presidente del consiglio comunale, Giorgio Fiore. Nella notte a cavallo tra sabato e domenica, intorno alle 2 e 30, ignoti hanno appiccato le fiamme alla struttura situata ai bordi di via Appia lato Monte San Biagio. Il rogo è stato avviato con l’utilizzo di una tanica piena di benzina, sistemata all’interno di una parte in fase di rifinitura. La deflagrazione ha mandato in frantumi i vetri delle finestre e ha danneggiato un centinaio di cassette in plastica contenenti pomodori, pronti per la commercializzazione. Sul luogo si sono precipitati i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della stazione diFondi, coordinati dal Capitano della Compagnia di Gaeta Daniele Puppin e la Polizia di Stato di Fondi. Sul grave episodio indagano i Carabinieri che, al momento, non escludono alcuna pista. Fiore oltre che imprenditore è anche un uomo politico di lungo corso, che ricopre una carica di prestigio in un comune difficile come Fondi. Per ora non è dato sapere in che direzione si stia rivolgendo l’attenzione degli inquirenti. Il magazzino dato alle fiamme è uno dei tre di proprietà dell’azienda agricola che fa capo a Fiore. La struttura in cemento armato conta circa 10 mila metri quadri di superficie ed è poco utilizzata. All’interno, infatti, a parte le cassette distrutte dal rogo c'era poco o nulla. Va tenuto presente che una parte del capannone era ancora in fase di rifinitura, si stavano ultimando i lavori per realizzare un ufficio. Fiore è stato già sentito dai militari, ma, ovviamente, il contenuto del colloquio rimane sotto stretto riserbo. Le uniche certezze, per ora, sono la natura dolosa dell’incendio e un precedente simile risalente a marzo, quando ad essere data alle fiamme era stata l’automobile di proprietà della sorella del presidente del consiglio. Un fatto quello che fece scalpore, perché collocato temporalmente non troppo lontano da altri attentati che risvegliarono l’attenzione della città sulla situazione dell’ordine pubblico. Anche l’episodio del capannone giunge in un periodo di grande tensione per Fondi. L’atto criminoso arriva a pochi giorni dagli spari contro un’automobile in via Spinete II, dalla rapina a mano armata in cui è stato ferito un commerciante e dall’incendio del rimorchio di un camion in località sant’Anastasia. Una serie di episodi inquietanti, quasi certamente privi di collegamento, ma che contribuiscono, purtroppo, a tenere alto il livello di tensione in città.
Riccardo Antonilli

sabato 20 dicembre 2008

Fondo di investimento, soldi spariti

“A distanza di circa un mese, nonostante la richiesta di risarcimento danni, non è ancora arrivata alcuna risposta da Banca Fideuram in merito all’operazione di liquidazione del fondo comune d’investimento denominato Credit Suiss Target Return Euro, effettuata dalla società di gestione Credit Suiss il 27 ottobre scorso”. A renderlo noto è l’avvocato Mario Brizzi, che tutela gli interessi dei clienti dell’Istituto di credito che hanno visto scomparire all’improvviso diverse migliaia di euro investite nel fondo. Brizzi si dice pronto a citare in giudizio la Fideuram Spa, qualora l’istituto di credito non provvederà a rimborsare i suoi clienti (quattro solo nel comune di Fondi) delle ingenti perdite subite. La società, infatti, il 24 ottobre scorso, senza alcuna informazione preventiva, ha sospeso l’operatività del comparto e il 27 ottobre ha provveduto a chiuderlo, bloccando le operazioni di sottoscrizione e di rimborso avviando ufficialmente la procedura di liquidazione, privando così gli investitori della disponibilità delle somme investite senza alcun vincolo. Il legale tiene a precisare che “i promotori, negli ultimi tempi, hanno venduto il prodotto a piene mani, facendo sottoscrivere i relativi contratti e garantendo un ritorno assoluto dell’investimento; nel documento di offerta, tuttavia, si sottolineava la possibilità di oscillazioni temporanee dei prezzi che, a questo punto, vista la chiusura del comparto, sono state rese definitive. Quindi - conclude Brizzi – tra qualche mese la Fideuram Spa dovrà comparire in giudizio davanti al Tribunale di Latina, sezione distaccata di Terracina, per rispondere di inadempienza contrattuale”. Un lavoro di vendita quello dei promotori che, stando a quanto sostiene il legale, si è esteso in tutto il sud pontino. Quindi i quattro fondani che hanno investito decine di migliaia di euro a testa, non sarebbero che una piccola parte dei cittadini cui la Fideuram deve delle spiegazioni. Come mai sia stata presa la decisione di chiudere improvvisamente il fondo d’investimento, purtroppo, ad oggi gli investitori non possono ancora saperlo e non avranno modo di conoscere la fine che hanno fatto i propri risparmi finché l’istituto di credito non fornirà risposte chiare. Una situazione particolarmente difficile quella degli investitori del fondo Credit Suiss Target Return Euro che, in un periodo di recessione come l’attuale, si trovano privati chi di una parte, chi di quasi tutto l’ammontare dei propri risparmi.
Riccardo Antonilli

Il consiglio approva, al via le alienazioni

Il consiglio comunale ha approvato tutti i punti proposti all’ordine del giorno. Una seduta, quella di mercoledì sera, dai toni pacati, che senza polemiche sulla situazione della città, ha visto l’approvazione di importanti provvedimenti, tra cui quello di rimandare alla conferenza dei capigruppo la redazione di un documento congiunto per chiedere lo stato di calamità naturale, in seguito ai danni provocati dal maltempo negli ultimi giorni. Le prime votazioni hanno riguardato ben quattro delibere di giunta relative all’alienazione di terreni di uso civico. Un tema, questo, su cui, proprio per la proposizione nella massima assise cittadina, si sono riaccese le polemiche tra il commissario del Monumento Naturale del lago di Fondi Onorato Mazzarrino e il sindaco, Luigi Parisella. Il primo aveva spiegato che il comune, portando all’ordine del giorno le proposte di alienazione, “sta procedendo con grande fretta, impedendo così alle famiglie di godere dei benefici che saranno introdotti dalla legge regionale numero 378 del 30 aprile 2008, presentata dal consigliere regionale Domenico Di Resta e, in questi giorni, al vaglio della commissione Agricoltura e Usi Civici, che reintrodurrà le riduzioni in presenza di abusi di necessità abitativa”. Per Mazzarrino, infatti, “l’attuale valutazione del riscatto dei terreni è insostenibile per la maggior parte delle famiglie che lì risiedono”. Parisella, in risposta, aveva giudicato l’intervento del commissario del Lago “strumentale e fatto da chi, tanti anni fa, ha bloccato le alienazioni e le legittimazioni”. Il sindaco, inoltre, ha ricordato che “l’alienazione non la fa il comune, ma nasce su richiesta dei cittadini. L’amministrazione – aveva sottolineato – non può impedire al cittadino di usufruire di un diritto, in vista di una legge regionale ancora non approvata”. Al centro dell’attenzione, successivamente, è stata posta l’approvazione del Piano di Arredo Urbano, della zona omogenea riguardante l'area prospiciente il centro storico, compresa tra piazza IV Novembre, viale Vittorio Emanuele III e Piazza Unità d’Italia. Inoltre, dopo una lunga attesa, è stato approvato il progetto preliminare: “Realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria in località Spinete”; a cui ha fatto seguito l’approvazione definitiva del progetto di sistemazione di via Spinete I, in variante al Piano regolatore generale. Due novità particolarmente gradite agli abitanti del nuovo quartiere, purtroppo, ancora privo di alcuni servizi basilari. Infine, è stato approvato il Progetto preliminare di collegamento tra la statale 637 e il Palazzetto dello Sport , in variante al Prg e sono stati riconosciuti alcuni debiti fuori bilancio.
Riccardo Antonilli

mercoledì 17 dicembre 2008

Usi civici, Mazzarrino chiede di "frenare"

Questa sera si riunisce il consiglio comunale della città di Fondi, all’ordine del giorno spiccano ben quattro delibere di giunta riguardanti l’alienazione di terreni di uso civico. Approda nella massima assise cittadina, quindi, l’annosa questione dei terreni della contrada Selva Vetere. Eppure per Onorato Mazzarrino, commissario straordinario del Monumento Naturale del Lago di Fondi: «Il comune sta procedendo con grande fretta sull’argomento, impedendo così alle famiglie di godere dei benefici introdotti dalla legge regionale numero 378 del 30 aprile 2008 presentata dal consigliere regionale Domenico Di Resta e, in questi giorni, al vaglio della commissione Agricoltura e Usi Civici, che reintrodurrà le riduzioni in presenza di abusi di necessità abitativa. Il riscatto di quei terreni stimato dal comune - prosegue Mazzarrino - è insostenibile per la maggior parte delle famiglie che lì risiedono». Il commissario, per chiarire fino in fondo la questione, ne ripercorre le tappe principali. «A fronte delle prime proposte di alinazione del perito demaniale di nomina regionale, - spiega - il comitato di Selva Vetere raccolse 780 firme per la modifica dell’articolo 8 della legge regionale 6/2005. Con la raccolta di firme - sottolinea Mazzarrino - si chiedeva di ripristinare le riduzioni del prezzo di alienazione previste da due precedenti leggi regionali (la 1/86 e la 57/96) che intervenivano in caso di abuso di necessità in presenza di prima casa, attività turistica, commerciale o agricola». Quindi la proposta di legge di Di Resta è indirizzata a reintrodurre quanto annullato dalla 6/05. Per Mazzarrino è «incomprensibile» come «in questo clima di positività, con la legge al vaglio della commissione, il comune abbia questa fretta. Alla luce di quanto detto - continua - sarebbe opportuno sospendere le attuali proposte di alienazione, al fine di consentire a tutti i richiedenti delle alienazioni gi stessi benefici di riduzione previsti nella prossima legge regionale, così da evitare tensioni sociali tra chi oggi non può beneficiare di queste riduzioni e chi, tra pochi mesi, a legge approvata, ne potrà usufruire». Un invito che difficilmente sarà accolto dal consiglio, chiamato già questa sera a vagliare le quattro proposte, ma, altrettanto difficilmente, la vicenda dei terreni e delle famiglie di Selva Vetere potrà dirsi chiusa in seguito al parere della massima assise.
Riccardo Antonilli

lunedì 15 dicembre 2008

Spari contro un'auto

Ancora spari a Fondi. Dopo la rapina a mano armata ai danni di un commerciante di giovedì scorso, questa volta ad essere presa di mira da ignoti è stata l’automobile di un operaio edile 53enne. Intorno alle 5 del mattino di ieri l’uomo si è svegliato sentendo delle forti esplosioni, inizialmente non ha dato peso ai rumori, giudicandoli dei “botti di capodanno” sparati in anticipo da qualche maleducato. Ma ieri mattina, arrivato vicino alla sua Seat Ibiza in via Spinete II, ha notato quattro fori sul cofano anteriore. Il 53enne, a quel punto, non ci ha pensato due volte e si è recato al commissariato di Polizia di Fondi per sporgere denuncia verso ignoti. Immediatamente gli uomini della scientifica, inviati in via Spinete II, hanno analizzato i fori sul cofano dell’automobile, certificando l’atto intimidatorio. Si tratta di colpi di pistola. L’uomo avrebbe riferito alla Polizia di non aver mai subito atti del genere in passato e, soprattutto, di non nutrire neanche alcun sospetto sui possibili autori dell’atto criminoso. Intanto le indagini degli uomini diretti da Marinelli poseguono battendo ogni pista. Raccolti dalla scientifica tutti gli elementi utili, ora si sta cercando di capire le motivazioni che possano aver spinto gli ignoti ad esplodere i colpi di arma da fuoco. Un fatto che resta comunque gravissimo, alla luce di quanto accaduto giovedì scorso. Due atti criminosi, con tanto di armi da fuoco e colpi esplosi, che ridestano l’attenzione sul problema sicurezza nella città di Fondi. I due episodi sono profondamente diversi, soprattutto perché gli spari della notte a cavallo tra sabato e domenica, fortunatamente, sono stati indirizzati verso un’automobile, senza alcun danno alle persone.
Riccardo Antonilli

sabato 13 dicembre 2008

Rapina a mano armata, un ferito

Lo hanno aspettato sotto casa, a volto coperto, armati con una pistola e un’accetta per portargli via l’incasso della giornata. Vittima dell’agguato il 53enne fondano Gino Pannozzo, commerciante di prodotti ortofrutticoli, proprietario di due stand al Mercato Ortofrutticolo di Fondi. L’uomo, intorno alle 13.30 dopo una mattinata di lavoro, stava tornado a casa in compagnia del genero, in via Ripa in contrada Querce, quando è stato fermato e minacciato con le armi da due banditi. Sono seguiti attimi di terrore, con il 53enne che non ha mollato il borsello con l’incasso della giornata. I malviventi non si sono arresi, ne è nata una colluttazione da cui è partito un colpo che ha ferito la vittima dell’agguato ad un piede. A quel punto i rapinatori, senza riuscire a portare via il bottino, sono risaliti sulla Fiat Seicento rossa a bordo della quale avevano aspettato la vittima sotto casa, dirigendosi a forte velocità verso il centro cittadino. Avvisati i soccorsi, il Pannozzo è stato trasportato d’urgenza al «San Giovanni di Dio», dove è stato ricoverato con una prognosi di trenta giorni. Sul luogo della rapina si sono recati i carabinieri della locale stazione, guidati dal luogotenente Emilio Mauriello. I militari stanno tentando di capire chi possa aver premeditato il colpo ai danni del commerciante fondano. Per ora non si esclude alcuna pista. Stando ai fatti, di certo, si tratta di qualcuno che conosce bene i movimenti dell’uomo. I malviventi, evidentemente, hanno studiato a fondo le abitudini del fondano, va ricordato, infatti, che si sono piazzati con l’automobile, risultata rubata a Roma, sotto casa della vittima. L’utilitaria è stata in seguito abbandonata in centro, dove è stata rintracciata dai carabinieri. Probabilmebte i due l’hanno scambiata con una vettura più potente con cui fuggire. E’ possibile che si siano diretti nella zona di Roma, dove era stata rubata la Seicento. Anche perché, stando ad una prima ricostruzione, sembra che i due avessero un forte accento romano. Un episodio grave, che non mancherà di riaccendere discussioni sull’ordine pubblico e la sicurezza in città. Fortunatamente i danni sono stati limitati, la presenza di un’arma da fuoco e il colpo partito avrebbero potuto portare a conseguenze ben più gravi.
Riccardo Antonilli

mercoledì 10 dicembre 2008

Piove nell'ufficio del Giudice di pace, la denuncia di Fusco

Problemi strutturali e non solo per gli uffici del Giudice di pace di Fondi. A segnalare la difficile situazione in cui versano i locali dell’ex Pretura di Fondi è il presidente del Comitato di fatto in difesa dei cittadini di Fondi, Francesco Fusco. In una lettera rivolta ai cittadini, l’avvocato fondano spiega che «quando piove, al II piano, dove si trovano gli uffici del Giudice di Pace, l’acqua arriva all’interno e così gli impiegati sono costretti a chiamare l’ente proprietario della struttura per chiedere di eseguire le riparazioni necessarie». Il responsabile del comitato, inoltre, ci ha spiegato di aver constatato personalmente il disagio di chi lavora in quell’immobile. Quando piove la situazione descritta è indegna di un luogo di così grande importanza. Gli impiegati sono costretti a piazzare bacinelle sul pavimento per fermare l’acqua e sulle pareti sono sempre visibili grosse macchie di umidità. Per Fusco è necessario «portare a termine interventi strutturali sull’immobile, che, ad oggi, dimostra molti più anni di quelli che ha». E’ opportuno ricordare che lo stesso immobile ospita anche il comando della Polizia municipale. Nella lettera, inoltre, viene sottolineato che «la pianta organica del personale non è coperta, e, nonostante diversi solleciti al Ministero competente, non si provvede ad integrare il personale mancante». Fusco spiega come l’ufficio continui ad andare avanti «grazie al continuo sacrificio cosciente dello scarso personale, anche se, per le difficoltà, sono stati costretti a ridurre gli orari di apetura dell’ufficio al pubblico. Forse - prosegue - più che fare riforme su riforme dei codici, che si accavallano ultimamente, si dovrebbero dedicare al settore giustizia più personale di cancelleria, risorse finanziarie e nominare più Giudici. Non ha senso - continua Fusco - fare riforme se poi fra udienza e udienza passa tantissimo tempo e si assiste nel campo penale al triste fenomeno strisciante di amnistie di fatto, a causa delle prescrizioni dei reati. Per fortuna a Fondi - conclude - abbiamo un bravo e giusto Giudice di Pace». Ora la spenza di Fusco e soprattutto di chi in quegli uffici lavora quotidianamente è che arrivino presto interventi strutturali, utili a porre fine ad un disagio inaccettabile.
Riccardo Antonilli

Pescherie contro ambulanti

Le pescherie della città di Fondi si sono unite per chiedere verifiche rispetto alla normativa sulla commercializzazione del pesce fresco. In un esposto, indirizzato al sindaco Luigi Parisella, al comando della Capitaneria di porto di Terracina, alla Asl di Latina - servizio veterinario, alla tenenza della Guardia di Finanza di Fondi e al comando dei Vigili urbani di Fondi, i proprietari delle pescherie fondane richiamano l’attenzione «sulla necessità e l’urgenza che gli organi preposti effettuino maggiori controlli su tutte le attività commerciali del comune, al fine di tutelare la salute pubblica, evitare vere e proprie frodi commerciali, ristabilire le giuste regole del libero mercato a difesa degli operatori onesti». La motivazione che ha spinto il gruppo di esercenti a scrivere l’esposto è «il possibile verificarsi di violazioni alle norme che potrebbe avvenire soprattutto da parte dei commercianti ambulanti itineranti e a posteggio fisso nei mercati domenicali». Tra le violanzioni possibili elencate nell’esposto di leggono: «La vendita di prodotti congelati spacciati per freschi, la vendita di molluschi e frutti di mare senza essere dotati delle attrezzature obbligatorie, il mancato rispetto delle etichette con esposizione della denominazione commerciale della specie, del metodo di produzione e della zona di cattura».
Riccardo Antonilli

martedì 9 dicembre 2008

Camion in fiamme, paura a Fondi

Un incendio di natura dolosa ha distrutto il rimorchio di un camion. E’ accaduto intorno alle 22.15 di sabato, all’altezza del bivio per Sant’Anastasia a Fondi. Il mezzo pesante era parcheggiato nel piazzale di un distributore di carburante, quando ignoti hanno appiccato le fiamme al rimorchio. Alcuni passanti, allarmati dalla vicinanza del mezzo alle pompe di carburante hanno allertato i Vigili del Fuoco che, giunti sul posto, sono riusciti a domare il rogo evitando il peggio. Il tempestivo intervento dei pompieri di Terracina ha permesso di salvare la cabina del camion e altri mezzi posteggiati nelle vicinanze. Poco distante dal rimorchio i Vigili hanno rinvenuto anche una tanica di benzina utilizzata per appiccare il rogo. Quindi, accertata la natura dolosa del fatto, gli uomini del commissariato di Polizia di Stato di Fondi, guidati dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli, stanno tentando di risalire agli autori dell’episodio che getta nuove ombre su un territorio martoriato dalla piaga degli incendi dolosi. A dicembre 2007 Fondi balza al centro delle cronache per l’incendio doloso di una Smart di proprietà della moglie dell’allora assessore ai lavori Pubblici, Riccardo Izzi, mentre, appena pochi giorni prima, era stata distrutta da un altro rogo una Ford Fiesta di proprietà di un commerciante. A gennaio 2008 le automobili iniziano ad essere bruciate anche a Monte San Biagio. Prima viene rinvenuta una lattina piena di liquido incendiario vicino a una fila di autovetture, poi a marzo due macchine vanno a fuoco. Sempre a marzo, tornando a Fondi, viene distrutta dalle fiamme una Renault Twingo di proprietà della sorella del presidente del consiglio comunale, Giorgio Fiore. Un mese dopo, nella vicina Itri, sono sei le autovetture distrutte da un rogo doloso in pieno centro. Una lunga serie di fatti inquietanti, a cui si va ad aggiungere l’episodio di sabato sera.
Riccardo Antonilli

Indagini, Parisella scopre le "carte"

Un’analisi della “situazione insostenibile” che sta vivendo la città di Fondi. Il sindaco Luigi Parisella e il capogruppo di Fondi Viva e sfidante dell’attuale primo cittadino alle ultime amministrative, Fernando Di Fazio si sono messi a confronto sul presente, ma, soprattutto, sul futuro della città. L’occasione è stata la trasmissione televisiva LiberaMente di Canale7, condotta da Enzo Di Manno. Ovviamente l’attenzione è stata incentrata sulla richiesta di scioglimento del consiglio comunale avanzata dal prefetto di Latina, Bruno Frattasi al ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Così quando il discorso è andato a vertere sulle motivazioni per cui il prefetto ha avanzato la richiesta di scioglimento, il sindaco, senza mezzi termini, ha spiegato che si tratta di “atti facilmente smentibili”, non a caso il primo cittadino è andato in onda con diversi documenti utili a mostrare la trasparenza della sua amministrazione. Uno dei punti cruciali della relazione di Frattasi è il presunto accreditamento da parte del sindaco del figlio di un boss presso il consiglio comunale per fargli vincere alcuni appalti. Per Parisella non c’è “niente di più falso”. Il sindaco ha spiegato che la commissione è venuta a conoscenza di “tale presunto accreditamento dalle dichiarazioni di due dipendenti che hanno mentito spudoratamente e che dovranno risponderne civilmente e penalmente. Credo – ha proseguito – che una commissione che vuole accertare la verità avrebbe dovuto sentire anche il sottoscritto”. Il sindaco ha anche sottolineato quanto la sua amministrazione ha fatto negli anni passati per contrastare le eventuali infiltrazioni malavitose. ”Con il prefetto Pironti – ha dichiarato – avevamo avviato un lavoro per monitorare tali fenomeni. Quella era la strada giusta. Noi non possiamo sapere se chi opera apparentemente nelle regole in realtà non è una persona per bene. La lotta alla mafia – ha sottolineato – no si fa con le interrogazioni (il riferimento è chiaramente a Orlando e Realacci) ma con la concertazione tra le istituzioni e le forze del’ordine. La quinta mafia – ha continuato - non è un’invenzione dei giornali ma è un problema reale che va combattuto, ma non può essere il comune da solo a farlo”. Per Di Fazio “è necessario che il ministro decida sulle sorti del comune il più presto possibile, per mettere fine a una situazione divenuta ormai insostenibile”. Sul ricorso al Tar sulla nomina della commissione, il sindaco ha spiegato che “è stato presentato in seguito al diniego del prefetto a farci conoscere alcuni atti. Si tratta di due organi dello Stato che la vedono in maniera diversa e che ricorrono a un terzo per fare chiarezza”. Per Parisella, infatti, le motivazioni addotte alla nomina “erano troppo generiche”. Per il capogruppo di Fondi Viva “pur rispettando la legittimità del ricorso, dal punto di vista della dialettica politica” la sua lista ha “espresso alcune critiche”. Non sono mancati accenni ad altri temi, uno su tutti l’istituzione del Parco Naturale dei Monti Ausoni, realizzato per Parisella in seguito “al ricatto della sinistra radicale che ha minacciato Marrazzo di far cadere il governo regionale”.
Riccardo Antonilli

mercoledì 3 dicembre 2008

Lago, è allarme pesca di frodo

Dopo i bracconieri e gli scarichi illeciti, ancora problemi al Lago di Fondi.
Questa volta, i Pescatori del lago rendono noto che, lunedì mattina alle ore 9 circa, sono stati avvistati due soggetti che, all’esterno della foce del Canale di Sant’Anastasia con una rete a maglia stretta, hanno provveduto, in pochi attimi, a catturane un grosso secchio di ciechette di anguilla e a dileguarsi rapidamente dalla zona di pesca. Le guardie ittiche, composte sia dai Pescatori del Lago di Fondi che dell’associazione EkoClub, coordinate da Augusto Parisella e Giuseppe Della Corte, sono arrivate troppo tardi sul posto. Le guardie, infatti, erano impegnate contemporanemente in accertamenti sul canale canneto, sul quale sono state istallate attrezzature da pesca da persone non in regola con le licenze. Con tutta probabilità si trattava di pescatori di frodo che, privi dei permessi, si recano, periodicamente, al lago di Fondi prelevando grosse quantità di ciechette di anguilla per poi venderle nelle regioni del nord Italia, dove il prodotto raggiunge prezzi di vendita di 300 euro al chilogrammo.
Da tempo si discute su tavoli tecnico scientifici della situazione legata alla sopravvivenza e ripopolamento dell’anguilla. Ad oggi, la normativa statale prevede ancora molte scappatoie per gli avventurieri che si spostano nelle varie regioni italiane a depretare branchi di ciechette di anguilla. La questione anguilla è stata comunque sollecitata a tutti i livelli dal presidente dell’associazione Pescatori del Lago di Fondi, Augusto Parisella e dal presidente dell’associazione l’Ardiglione, Giovanni Pannozzo. L’argomento, infatti, è stato oggetto di discussione già sul tavolo blu regionale per la pesca. Inoltre è notizia recente che è stato costituito anche un tavolo ministeriale con l’intento di rivedere l’intero piano normativo nazionale che concede a singoli, anche di fuori regione, concessioni ministeriali applicabili sull’intero territorio nazionale, senza il dovuto controllo delle autorità provinciali deputate al controllo ittico e salvaguardia del territorio. La proposta è quella di annullare le concessioni ministeriali oggi in vigore, concedendo solo ed esclusivamente alle Province la possibilità di concedere autorizzazioni, salvaguardando così le comunità locali dei pescatori di professione e l’ecosistema dei territori.
Riccardo Antonilli

martedì 2 dicembre 2008

Buoni pasto, infermieri sul piede di guerra

Si dice “esasperato” dal trattamento riservato ai dipendenti della Asl “ai quali non viene corrisposto quanto dovuto da oltre nove mesi”, Franco Addessi, dirigente provinciale della Cgil – Funzione Pubblica, che annuncia un ricorso al Giudice del lavoro sulla mancata erogazione dei buoni pasto. "Mi faccio portavoce – spiega Addessi - della situazione che penalizza e offende la professionalità di tutta la categoria, che aspetta dopo nove mesi che, alle promesse, seguano i fatti”. Il sindacalista, quindi, ripercorre le tappe della vicenda. “L'azienda, il 27 marzo scorso, decise di corrispondere i buoni mensa ai dipendenti che ne avessero avuto diritto. A definire l'accordo, con la manager Ilde Coiro e il direttore amministrativo, Giuseppe Testa, ci furono i tre sindacati confederali e quello autonomo. Passano i mesi e l'azienda, a quel primo passo, ha fatto seguire solo il silenzio più totale. Si arriva al 20 ottobre, quando, con contrattazione decentrata l'azienda, che affermava di non essere in grado di contabilizzare le effettive giornate lavorative dei suoi dipendenti in tempi rapidi, causa il mancato funzionamento per questa operazione dei computer, si impegna a corrispondere, nelle more del conteggio delle giornate effettivamente svolte, un blocchetto da dieci buoni pasto, per rimandare il saldo definitivo al momento in cui i computer avranno contabilizzato al dettaglio le giornate lavorative effettivamente prestate. Siamo giunti a dicembre – sottolinea - e del "contentino" provvisorio di dieci buoni al mese nemmeno l'ombra”. Addessi, quindi, spiega che , secondo alcune indiscrezioni, “sembra che i direttori amministrativi di presidio dispongano di soli 250 blocchetti”, quindi insufficienti per i dipendenti. “Sembra pure – continua - che i blocchetti nuovi non verrebbero stampati prima di Natale, con il rischio, che dato il lungo ponte di festività di fine anno, se ne possa parlare solo dopo l’Epifania”. A questo punto il dirigente della Cgil, in attesa di risposte concrete dall’azienda, lancia una provocazione: “Abbiamo chiesto ad Andrea Riccardi, presidente della fondazione Sant'Egidio, che conosco personalmente e che viene periodicamente a Fondi, di aggiungere più di qualche posto a tavola, per i pranzi di Natale, Capodanno e dell'Epifania, che la sua associazione prepara per i poveri".
Riccardo Antonilli

Minaccia i genitori, arrestato

Un dramma familiare, segnato da minacce e ricatti. E’ questo quello cui hanno posto fine gli uomini della Polizia di Stato di Fondi, guidati dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli, nella notte a cavallo tra venerdì e sabato. Gli agenti della squadra volante sono intervenuti, intorno alle ore 20.30, presso l'abitazione di una famiglia del Salto di Fondi, in seguito alla chiamata di una donna, che, in forte stato di agitazione, ha invocato l’intervento per essere stata minacciata di morte, unitamente al proprio coniuge, dal figlio di circa trent’anni. I poliziotti, giunti sul posto, hanno trovato il giovane armato di due grossi coltelli intento a minacciare di morte la madre, il tutto davanti agli agenti. Quest'ultimi sono riusciti, con non poca difficoltà, in considerazione del fisico robusto e della foga dell'uomo, a sedarlo e a fargli consegnare le armi. Motivo delle minacce, a dire dei genitori, le continue e reiterate richieste di denaro che il giovane, disoccupato, faceva già da alcuni anni per poter acquistare sostanze stupefacenti delle quali fa abitualmente uso. Il 30enne viveva con la moglie e un figlio con i genitori, in quella casa dove si è consumata la “notte di follia”. Disoccupato e con problemi di droga chiedeva continuamente denaro alla madre e al padre. L’arrestato, nonostante fosse incensurato, non era la prima volta che estorceva denaro ai genitori, ma, finora, non si era mai arrivati a minacce di morte e coloro che lo hanno messo al mondo hanno sempre tentato di assecondarlo nei limiti del possibile. Quello che è accaduto la scorsa notte non ha lasciato scampo alla madre, costretta a chiedere l’intervento degli uomini di Marinelli. Ora, almeno, il figlio avrà modo di riflettere sull’accaduto e anche di tentare di allontanarsi dal vizio che lo ha portato a minacciare di morte i genitori. Gli agenti, dopo aver constato la gravità della situazione, hanno proceduto alla perquisizione nell'abitazione e nell'auto del giovane e all'interno di quest'ultima hanno rinvenuto circa tre grammi di marijuana ed un altro coltello lungo 21 centimetri. L'uomo è stato tratto in arresto per i reati di estorsione e lesioni ed associato presso la casa circondariale di Latina a disposizione dell'autorità giudiziaria. La sostanza stupefacente ed i tre coltelli, ovviamente sono stati posti sotto sequestro.
Riccardo Antonilli

lunedì 24 novembre 2008

Laboratorio di analisi, il nuovo dirigente

Il laboratorio di analisi del San Giovanni di Dio di Fondi ha un nuovo dirigente. Si tratta del dottor Sergio Iacuele, che subentra alla dimissionaria dottoressa Angela De Carlo. Una nomina provvisoria, in attesa di un nuovo primario, eppure il nuovo incarico è una bella soddisfazione per il fondano da anni impegnato nel nosocomio della piana. Un professionista apprezzato Iacuele che ha avuto modo di specializzarsi nel corso di 14 anni trascorsi presso il Dipartimento di biologia animale dell’Università “La Sapienza” di Roma. Il neo dirigente ha saputo mettere a disposizione della collettività la sua professionalità anche in ambiente extra ospedaliero, ad esempio con la realizzazione di diversi laboratori didattici delle scienze nelle scuole, come ha fatto ad esempio a Terracina presso il Liceo scientifico “Leonardo da Vinci”, dove ha realizzato uno splendido laboratorio di biologia e chimica. Stesso impegno profuso a Fondi, nella scuola media “Enrico Amante”, dove è in fase di allestimento un altro laboratorio. Le vicende del discusso laboratorio fondano, quindi, sembrano trovare una nota positiva con l’incarico affidato a Iacuele. Non va comunque dimenticato che, al di là delle polemiche, le motivazioni che hanno portato alla scelta di dimettersi della De Carlo, nominata primario del laboratorio il primo novembre scorso, sono strettamente di natura personale. La De Carlo, infatti, è anche responsabile del laboratorio analisi dell’ospedale “Fiorini” di Terracina ed è impegnata nella scuola per infermieri. Una serie di impegni che le hanno impedito di accettare di buon cuore la nomina.
R.A.

Opere pubbliche, finanziamenti dalla Regione

Il comune di Fondi è stato inserito nei finanziamenti del Piano triennale delle Opere pubbliche della Regione Lazio per due interventi significativi: l’adeguamento del plesso scolastico “Domenico Purificato”, per complessivi 265.000 euro, finalizzati all’adeguamento dell’impianto antincendio, all’abbattimento delle barriere architettoniche e all’adeguamento delle strutture ai fini della prevenzione degli infortuni (legge 626); l’altro intervento riguarda la realizzazione dell’illuminazione pubblica in via Rene presso la contrada San Magno, per 122.220 euro. Soddisfatto il circolo fondano del Pd che in una nota spiega: “Continua così l’attenzione che la Regione Lazio ed, in particolare, l’assessorato alle Opere pubbliche, guidato dall’onorevole Bruno Astorre rivolge al nostro territorio. Due interventi, quelli finanziati nel Piano triennale, particolarmente significativi, il primo rivolto all’edilizia scolastica e il secondo alla realizzazione dell’illuminazione in una delle contrade più popolate di Fondi. Dopo l’approvazione della legge regionale che istituisce il Parco naturale regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, nonché l’ente del Parco stesso che amministrerà anche il Monumento naturale Tempio di Giove Anxur, di cui il Partito Democratico si è fatto promotore insieme alle associazioni ambientaliste e venatorie; - concludono i democratici fondani - accogliamo con profonda soddisfazione questo ulteriore segnale di attenzione rivolto al nostro territorio”.
R.A.

Canile sequestrato, ricorso al Riesame

La titolare della cooperativa “La Mimosa” di Fondi, M. T. M. non ci sta e ha già dato mandato ai propri legali di ricorrere presso il Tribunale del Riesame per chiedere il dissequestro del canile di via Sant’Oliva, per cui sono scattati i sigilli venerdì mattina ad opera della Polizia provinciale. A spiegare le motivazioni della decisione ci pensa l’ingegner Mario Forcina, perito della difesa. "C'è stata – spiega - una fretta per nulla giustificata da riscontri reali ed è stata data in pasto agli organi mediatici una versione dei fatti che il collegio legale difensivo dimostrerà priva di quei fondamenti che possano autorizzare una chiusura forzata, priva del reale riscontro di ipotetici reati, tutti da dimostrare. Entro poi nel merito di un aspetto tecnico -prosegue Forcina - per ricordare che, dopo la prima ispezione del marzo scorso, era stato dato incarico a un'equipe di etologi di monitorare la condizione psicologica dei 750 esemplari canini assistiti nella struttura e provenienti anche da diversi comuni della provincia, tra i quali Pontinia, Fondi, Sezze Romano e Minturno. Ebbene il controllo dell'equipe si è concretizzato in un lasso di tempo che non ha raggiunto neppure un'ora di orologio”. Tempi troppo stretti per il perito, che continua: “Tutti sanno che un lavoro del genere richiede non solo giorni, ma anche mesi e, per qualche caso, anche un anno di studio. Ecco - conclude - perché riteniamo oltremodo affrettato e privo di un qualsiasi reato effettivamente provato il provvedimento, avverso il quale il collegio difensivo darà battaglia, anche per cautelare, con la futura richiesta di danni materiali e morali l'attività e il nome della nostra assistita". Si annuncia battaglia, quindi sulla struttura di San Magno. E’ comunque opportuno ricordare come si è giunti al sequestro operato dal colonnello Attilio Novelli e dai suoi uomini. Le indagini della provinciale, sono partite da un sopralluogo effettuato a marzo 2008, citato anche dal perito della difesa. Successivamente, gli uomini di Novelli sono andati avanti fino alla consegna dell'informativa in Procura. Qui il Pm, Marco Giancristofaro ha ipotizzato diversi reati a carico del canile. Si va dallo scarico di rifiuti non autorizzati, passando per la violazione della normativa urbanistica, al maltrattamento di animali, fino al disturbo della quiete pubblica e all’emissione di odori molesti. Quindi il Giudice per le indagini preliminari, Tiziana Coccoluto ha disposto il sequestro preventivo.
Riccardo Antonilli

sabato 22 novembre 2008

Sequestrato il canile

E’ finito sotto sequestro il canile “La Mimosa” di Fondi. I sigilli, per l’area situata in via Sant’Oliva in contrada San Magno a Fondi, sono scattati in seguito alle indagini della Polizia Provinciale, partite da un sopralluogo effettuato a marzo 2008. Successivamente, gli uomini guidati dal colonnello Attilio Novelli sono andati avanti con le indagini fino alla consegna dell'informativa in Procura. Qui il Pm, Marco Giancristofaro ha ipotizzato diversi reati a carico del canile. Si va dallo scarico di rifiuti non autorizzati, passando per la violazione della normativa urbanistica, al maltrattamento di animali, fino al disturbo della quiete pubblica e all’emissione di odori molesti. Quindi il Giudice per le indagini preliminari, Tiziana Coccoluto ha disposto il sequestro preventivo, eseguito, ieri mattina a partire dalle ore 10.00, sempre dalla Polizia Provinciale, accompagnata dai tecnici dell’Asl. La responsabile del canile, M.T.M. è stata nominata custode legale dell’area sotto sequestro. Sono oltre settecento i cani ospitati dalla struttura di via Sant’Oliva. Randagi provenienti da diversi comuni della provincia pontina. La Mimosa, infatti, è un centro convenzionato con numerose amministrazioni comunali, da cui riceve sovvenzioni per offrire ricovero ai cani. Non è la prima volta che il canile si trova al centro dell’attenzione, già in seguito alla “visita” della Polizia provinciale di marzo, erano nate le prime polemiche sulla gestione della struttura, con diversi esponenti politici e associazioni, di alcuni comuni convenzionati, che avevano chiesto di verificare le condizioni dei cani. Ad esempio a Sezze sia alcuni consiglieri comunali sia realtà associative, quali gli “Amici di Lupo”, avevano chiesto di trovare un’altra sede ai randagi appartenenti al comune di Sezze, ricoverati presso “La Mimosa”. Ora che c’è un sequestro preventivo per una lunga serie di reati, tra cui maltrattamenti su animali, è molto probabile che anche altre amministrazioni valuteranno l’opportunità delle convenzioni stipulate con il canile di San Magno.
Riccardo Antonilli

mercoledì 19 novembre 2008

Caso Poct, l'Asl tace

Dalla Asl tutto tace. La manager Ilde Coiro sembra non avere alcuna intenzione di rispondere ai circa 100 infermieri non remunerati per l’utilizzo dei Poct. L’avvocato Arnaldo Faiola di Fondi, a nome e per conto degli infermieri impiegati negli ospedali di tutta la provincia, ha presentato, circa un mese e mezzo fa, al direttore generale dell’Asl la richiesta del pagamento delle prestazioni suppletive effettuate con i Poct (Point of care testing). Gli strumenti per effettuare analisi ai pazienti sono al centro delle polemiche da tempo, per i costi di gestione e per la scarsa precisione dei risultati forniti. Ora Faiola si dice “pronto a scrivere ancora, finché la manager non si deciderà ad esprimersi” e giudica “drammatica tale situazione, in cui dei lavoratori non vengono retribuiti e neanche degnati di una risposta”. Nella nota inviata dal legale alla manager, si ricorda che un progetto dell’Asl ne prevedeva l’utilizzo fino al 2004 e che, dopo quella data, “non risultano altri atti che ne abbiano previsto l’attività” . Eppure gli infermieri sono costretti ad utilizzarli senza essere rimborsati per tale servizio. La missiva dell’avvocato, oltre a tentare di ottenere il pagamento delle prestazioni effettuate in tutti questi anni, chiede alla Coiro di pronunciarsi sul problema. I Poct, infatti, sarebbero l’alternativa ai laboratori di analisi, eppure non godono di una buona fama. A loro carico c’è già una sentenza sfavorevole del Tribunale di Montepulciano, seguita da quella della Corte d’appello. Per il giudice, infatti, i Poct possono essere utilizzati esclusivamente da personale specializzato (analisti di laboratorio) e l’attività pretesa (la stessa richiesta dalla Asl pontina, ovvero l’uso dei Poct da parte degli infermieri) è illecita per non essere compatibile con le attività esercitabili dall’infermiere. “L’Asl – ha spiegato Faiola qualche settimana fa - sa benissimo le cose come stanno e non capisco perché si ostinino a non dare risposte chiare. Finché continuerà ad esserci un atteggiamento così evasivo - prosegue - non potrà mai esserci un rapporto di fiducia con i dipendenti”. Gli infermieri intanto continuano ad aspettare il dovuto e ad utilizzare, come se fosse la prassi, i Poct. D’altronde sono costretti a farlo, questo compito ormai, non si sa bene perché, sembra rientrare nelle loro mansioni ordinarie, eppure una spiegazione a questi lavoratori sarebbe il caso di darla. Soprattutto perché continuano a svolgere una mansione suppletiva senza alcuna retribuzione.
Riccardo Antonilli

Chirurgia d'eccellenza al San Giovanni di Dio

Ennesimo intervento d’eccellenza per l’equipe del reparto di chirurgia del San Giovanni di Dio di Fondi. A renderlo noto è M.C, una donna residente a Roma ma originaria di Lenola. M.C., dopo un ricovero d’urgenza nell’ospedale capitolino Sant’Andrea, si è vista costretta a rivolgersi a Fondi per farsi togliere la colecisti in laparoscopia. A Roma, infatti, non le avevano assicurato l’intervento poco invasivo. Eppure, come spesso accaduto negli ultimi tempi l’operazione laparoscopica, eseguita in sala dal dott. Vincenzo Viola, è perfettamente riuscita. Tanto che quando la donna, per altre complicazioni, si è rivolta al medico di papa Giovanni Paolo II, Gennaro Nuzzo, questi ha tenuto a complimentarsi con il vice primario fondano, sembra, inoltre che il primario del Gemelli lo abbia invitato a far parte della sua equipe.
R.A.

Parco degli Aurunci, i nuovi regolamenti

Approvati regolamenti per sostenere le attività rurali nel territorio del Parco Naturale dei Monti Aurunci. Il consiglio direttivo dell’ente Parco ha approvato una serie di regolamenti relativi al sostegno delle attività agro-silvo-pastorali nel territorio del Parco degli Aurunci. Gli strumenti di gestione individuati dai tecnici dell’ente di tutela ambientale sono il frutto di una importante fase di concertazione, stabilita con le associazioni di categoria che operano nell’area protetta. Si tratta di validi strumenti che vanno ad implementare le disposizioni del precedente regolamento realizzato a carattere transitorio. In base alla legge regionale sulle aree protette è stato definito un piano di indennizzo per allevatori che subiscono danni da fauna selvatica e un regolamento relativo alle utilizzazioni boschive. Inoltre, il Parco ha deliberato delle iniziative che vanno nella direzione del sostegno alle attività colturali e zootecniche, come, ad esempio, il regolamento che offre l’opportunità di indennizzo per i danni da fauna inselvatichita e una serie di strumenti economici per sostenere le colture biologiche o tradizionali, rivolte sia agli imprenditori agricoli sia agli operatori nel settore anche a carattere privato e di sussistenza. I regolamenti approvati rappresentano un importante e valido strumento per sostenere le economie rurali in un territorio fortemente modellato dall’attività antropica, rispettando una priorità individuata dall’ente Parco, quella di operare scelte di gestione del territorio nella piena consapevolezza da parte dei fruitori dell’area protetta. “Abbiamo sostenuto un percorso comune – dichiara il presidente del Parco degli Aurunci, Giovanni Ialongo - che ha messo a confronto le istanze degli operatori nel settore agro-silvo-pastorale, i tecnici dell’ente e le opportunità fornite dalle leggi in vigore, per intraprendere un discorso basato sulla concertazione e sulla condivisione di intenti per approdare, da una parte ad una sempre maggiore consapevolezza da parte di coloro che abitano il territorio verso le tematiche ambientali, e dall’altra di sostenere le attività economiche nell’ottica del rispetto delle tecniche di coltivazione tradizionale e della salvaguardia delle colture autoctone.”
R.A.

giovedì 13 novembre 2008

Ricattava l'ex amante, condannata

Ricattava da dieci anni il suo ex amante, minacciandolo di rivelare alla moglie la loro relazione. E’ stata condannata a due anni e sei mesi di reclusione e al pagamento di 800 euro di multa per estorsione. Si tratta della fondana Sistina Saturnino, che, fino al dicembre 2007, per dieci lunghi anni, ha ricattato il gaetano Libero Viola, sposato con figli, che aveva intrattenuto anni addietro una relazione con lei. A dicembre 2007, esasperato dalle continue richieste di denaro della Saturnino, la vittima si era rivolta ai carabinieri. I militari, in accordo con il Viola, si erano appostati e avevano colto sul fatto la Saturnino intenta ad incassare 200 euro da parte dell’uomo. Il Pubblico Ministero, Chiara Riva aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione e al pagamento di 1200 euro di multa. Ieri mattina, nelle aule del Tribunale di Latina, il Giudice, Lucia Aielli ha condannato a due anni e sei mesi la donna, difesa dall’avvocato Maria Cristina Sepe. Assente, nel corso del procedimento, la vittima, che aveva espresso l’intenzione di constituirsi come parte civile, ma, su eccezione della difesa, è stata allontanta dal processo. L’uomo, a costo di mettere a rischio il proprio matrimonio, ha preferito denunciare alle forze dell’ordine quanto stava accadendo. Dopo dieci anni di minacce, richieste continue e pressanti di denaro, per un ammontare di diverse decine di migliaia di euro, Libero Viola ha messo in allerta i carabinieri, efficaci nel mettersi ad indagare sulla donna, fino all’appostamento che ha permesso di coglierla sul fatto e di mettere fine al suo ricatto. Una scappatella pagata a caro prezzo del gaetano, il cui tentativo di liberarsi dell’amante aveva innescato un torbido ricatto. Un piano evidentemente ben studiato dalla fondana, che non ha mai dato segni di cedimento nelle richieste e nella volontà di sottrarre denaro alla vittima. Non basterebbe la vendetta a giustificare dieci anni di estorsione e non è bastata nelle aule del Tribunale del capoluogo, che ha fermato definitivamente la donna. Una sorta di circolo vizioso, generato dalla paura di quanto potesse accadere se la fondana avesse parlato. Il terrore ha portato la vittima ad accontentare per lunghi anni la sua amante, finché le richieste non sono divenute letteralmente insostenibili.
Riccardo Antonilli

Altre tre denunce per abusivismo edilizio

Altre tre persone denunciate a Fondi per abusivismo edilizio. Nella mattinata di lunedì, i carabinieri della locale stazione hanno deferito all’autorità giudiziaria in stato di libertà per «abuso edilizio» G.P. e R.E., entrambi 61enni campani e D.M.B., 57enne del luogo. I militari hanno sequestrato un manufatto in cemento della superficie di circa 360 metri quadri. La struttura, allo stato grezzo, comprendente il piano interrato, il piano rialzato e il piano primo con relative coperture, è stata costruita in difformità rispetto a quanto previsto dal progetto approvato. Il valore dell’immobile sequestrato ammonta a 150.000,00 euro circa. Un altro duro colpo inferto al fenomeno illecito dell’abusivismo edilizio, quindi, da parte dei carabinieri. Negli ultimi mesi, in tutto il sud pontino, sono decine le strutture sequestrate e le persone denunciate dai militari per opere realizzate senza le dovute autorizzazioni. A Fondi la diffusione del fenomeno è particolarmente allarmante, basta riportare alla mente i cinque capannoni e il frantoio di via Ponte Perito, sequestrati ad agosto dai carabinieri del comando provinciale. Un provvedimento, quello di militari dell’arma, che giunse dopo oltre sei mesi di indagini e che portò anche a sei denunce. Nei guai finirono i proprietari degli immobili: Salvatore La Rosa e sua moglie Rosaria Garruzzo, il figlio dei due Cristian La Rosa, titolare dell’impresa esecutrice dei lavori, il geometra Mauro Filippi, il direttore dei lavori, Giuseppe Savona e il dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Martino Di Marco. Lo stesso Di Marco, pochi giorni dopo, tornò al centro delle cronache per il coinvolgimento in un’altra operazione riguardante il Condominio «La Selva», un complesso di villini sulla Flacca sequestrato il 6 settembre, in seguito a una sentenza penale emessa nei confronti del dirigente comunale e del costruttore per il reato di lottizzazione abusiva. Ma non è solo Fondi a destare preoccupazione, basta riflettere sulle oltre 30 operazioni antiabusivismo effettuate sul territorio del comune di Itri nei mesi scorsi dai carabinieri della locale stazione. Evidentemente, anche gli 11.000 ettari metri quadri di estensione territoriale di cui il comune itrano può godere fanno gola a chi vuole costruire senza «preoccuparsi» di ottenere le dovute autorizzazioni.
Riccardo Antonilli

martedì 11 novembre 2008

Scuole, iscrizioni in aumento e vecchi problemi strutturali

Integrazione, attenzione al sociale e apertura al mondo del lavoro, sono questi i tratti peculiari che caratterizzano le scuole della città di Fondi. Nell’epoca dell’autonomia scolastica gli Istituiti superiori della città non stanno a guardare e vanno al passo coi tempi. Così come anche, logicamente con modalità diverse, le medie. Le novità principali dell’anno scolastico in corso sono la ritrovata autonomia dell’Itis Pacinotti, legato fino allo scorso anno al Liceo classico Gobetti. Mentre, andando a guardare le medie, ci si trova di fronte un passaggio inverso: la Don Milani del quartiere Portone della Corte è unita alla Garibaldi. Non ci sono state mobilitazioni particolari dei ragazzi, segno rispetto agli anni passati della mancanza di problemi legati alla carenza di aule e alla presenza di strutture fatiscenti. L’unico sciopero che ha visto uniti i ragazzi della maggior parte della scuole di Fondi è quello arrivato, in giornate di piena protesta, contro la Riforma Gelmini, per il resto lezioni regolari. Eppure c’è qualche cosa che non va a livello strutturale, a farlo presente è la dirigente scolastica della Garibaldi – Don Milani, Civita Paparello. Problemi strutturali riguardanti la sede della Garibaldi, già presenti da anni nella media fondana, nota da sempre per l’attenzione alla musica e allo sport, che da qualche tempo iniziano a creare particolari disagi. Tanto che la dirigente ha intenzione di inviare agli enti competenti un servizio fotografico che testimoni lo stato della scuola, tra intonaci che cadono e infissi arrugginiti. Altri problemi si sono verificati nella sede della Don Milani, dove, dopo i lavori per la risistemazione dell’immobile, ci sono stati episodi che lasciano, quantomeno, perplessi. Il nuovo impianto di riscaldamento perde acqua e questo ha portato, pochi giorni fa, alla caduta di alcuni pannelli del controsoffitto. Quindi, la dirigente chiede maggiore controllo sull’esecuzione dei lavori all’interno degli edifici scolastici, per evitare il ripetersi di circostanze così sgradevoli e pericolose per gli studenti. Non va dimenticato che complessivamente le due sedi contano ben 759 alunni. Tornando alle superiori, si trova in tutti gli istituti una leggera tendenza in aumento delle iscrizioni. L’Itis Pacinotti è frequentato attualmente da 730 studenti, più trentotto iscritti nella sede distaccata di San Cosma. Anche qui qualche problema strutturale c’è. L’attuale sede inizia ad avere una certa età e non va dimenticato che era destinata inizialmente ad altro uso. Tanto che il dirigente scolastico, Mario Fiorillo auspica che il progetto di realizzare una nuova sede vada in porto, anche perché, oltre agli attuali indirizzi di studio (elettronica e telecomunicazioni, informatica, elettrotecnica e Liceo scientifico tecnologico), è previsto, per il prossimo anno, l’arrivo di quello in tecnologie alimentari. Il Liceo Gobetti conta 135 iscritti al primo anno su un totale di 577 studenti, con un notevole incremento rispetto all’anno scorso (circa una classe). Ogni carenza di aule è stata risolta grazie alla succursale di via Doria, in cui sono ospitati una decina di studenti. All’Itc De Libero si contano 153 matricole su 575 studenti totali per i corsi mattutini, mentre, per il serale, potenziato negli ultimi anni, gli iscritti sono 116. Tra i tanti progetti realizzati dalla scuola diretta da Anna Maria Masci è opportuno segnalare la partecipazione dei ragazzi alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in programma dal 13 al 16 novembre a Salerno, frutto del lavoro svolto dagli studenti nello scorso anno e della collaborazione con il Comune, la Provincia e la Pro Loco. Un interscambio tra scuola e enti che si rinnova continuamente nell’Itc fondano.
Riccardo Antonilli

lunedì 10 novembre 2008

Fazzone accusa Marrazzo: "Offende Fondi"

“Mentre Piero Marrazzo passeggiava per le vie di Fondi, pontificando incensato dalla sua corte, ha trovato normale insultare i cittadini di Fondi circa un presunto necessario “rinascimento sociale e civile della città””. Così il senatore Claudio Fazzone, commenta la visita di giovedì scorso del governatore della Regione Lazio al Palazzo del Principe di Fondi. “Marrazzo – prosegue Fazzone - non sa o finge di non sapere tutte le cose positive che sono avvenute quando lui forse neppure conosceva Fondi. Ha visitato il Palazzo del Principe rallegrandosi dell’opera meritoria di restauro promossa dalla “sua” Regione Lazio, arrivando a dichiarare che grazie a lui l’opera è stata promossa e finanziata”. Tuttavia, per il senatore del PdL “il presidente della Regione dimentica di dire, che, se è stato possibile recuperare alla fruizione del pubblico un bene importante come Palazzo del Principe, questo lo si deve esclusivamente alla giunta Storace-Fazzone”. Fazzone , in seguito, rincara la dose, spiegando che sull’Isola dei Ciurli “ci vogliono far intendere che tutti quelli che hanno subito la disavventura dell’Isola dei Ciurli fossero delinquenti o dediti al malaffare, senza contare che tra questi c’è anche chi aveva comprato quel terreno all’asta dallo Stato italiano e, fidandosi delle garanzie fornite, vi aveva investito tutti i suoi risparmi e che ora si trova sul lastrico. Sorprende ancor più – conclude - che neppure Onorato Mazzarrino, che era al suo fianco, si ricordasse che proprio lui (oggi asserito campione di legalità nel suo nuovo ruolo di commissario del Monumento del Lago di Fondi nominato dallo stesso Marrazzo) nella rivestita qualità di sindaco ed amministratore di Fondi rilasciò licenze in sanatoria e concessioni che legalizzavano il ‘mostro’”.
R.A.

Isola dei Ciurli, il Comune chiude per Legambiente

“Siamo stati cacciati dall’area dove sorgeva l’ecomostro, da cartelli e catene messi nottetempo dal comune di Fondi”. Non ci sta Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio costretto, insieme a 400 studenti, a tante associazioni e comitati, a dover spostare all’ultimo minuto la prima “Festa Regionale della Legalità Ambientale”, promossa da Legambiente in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio ed i circoli Legambiente di Fondi, Monte San Biagio e Sabaudia. Giunti sulla Flacca, ieri mattina intorno alle ore 10.00, gli organizzatori hanno trovato chiuso l’accesso all’area dell’ex Isola dei Ciurli, pur essendo stati autorizzati della questura e aver invitato a partecipare anche il comune. Nonostante il disagio, grazie alla collaborazione del commissariato di Fondi, la “Festa Regionale della Legalità Ambientale” è andata a buon fine, spostandosi nella spiaggia di fronte all’area in cui sorgeva il più grande ecomostro della regione, con diverse attività di educazione ambientale, una mostra sull’area dell’Isola dei Ciurli, stand, un’esibizione del gruppo di musica popolare “Canzoniere dell’Appia” e tante altre iniziative solidali. “Abbiamo voluto lanciare un messaggio forte e chiaro per la legalità, - spiega Parlati - coinvolgendo centinaia di giovani in una grande festa nel luogo dove la legalità ha vinto contro il più grande ecomostro del Lazio, un'area che va subito aperta completamente ai cittadini realizzando sentieri e pannelli didattici per la fruizione, superando la sciatta gestione del comune di Fondi, che in un anno non ha combinato niente e oggi ha anche tentato di rovinare l'iniziativa, chiudendo nottetempo gli accessi all'area apponendo anche dei cartelli di un fantomatico cantiere che non esiste da nessuna parte. Nel Lazio – prosegue - è allarmante la situazione dell'illegalità ambientale, dall'abusivismo edilizio, al traffico illecito di rifiuti, dall'inquinamento delle acque a quello atmosferico, con pesanti interessi e infiltrazioni della criminalità organizzata. I cittadini sono pronti e disponibili, lo dimostrano giornate come questa, - conclude - ora servono reazioni più decise da parte delle istituzioni, con una nuova stagione di abbattimenti degli abusi e l'inserimento dei reati ambientali nel codice penale, per farla pagare cara a chi compie scempi ambientali”.
Riccardo Antonilli

sabato 8 novembre 2008

Parco e Monumento martedì in consiglio

Approda finalmente in consiglio regionale la proposta di legge per l’istituzione del Parco naturale dei Monti Ausoni e del Monumento naturale del Lago di Fondi. Se ne discuterà mercoledì alle ore 11.30. Un passo importante, particolarmente sul territorio fondano, che arriva pochi giorni dopo la visita del presidente della Regione, Piero Marrazzo a Fondi. Il governatore, nel corso della visita al Palazzo Baronale in fase di restauro, ha ribadito l’importanza di alcune scelte effettuate per il territorio della piana, in particolare l’istituzione del Monumento del Lago e l’abbattimento dell’Isola dei Ciurli. Giudicate i primi due passi di un percorso che attraverso cultura, legalità e trasparenza porterà ad “un rinascimento sociale e civile della città”. E quei due primi passi sono al centro della prima “Festa Regionale della Legalità Ambientale”, organizzata da Legambiente Lazio con i circoli Legambiente di Fondi e Monte San Biagio e Sabaudia, in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio e l’osservatorio regionale Ambiente e Legalità, per questa mattina alle ore 10.00, nell’area dove sorgevano gli scheletri dell’Isola dei Ciurli. Una giornata che sarà caratterizzata dalla presenza di oltre 400 studenti, di istituzioni e forze dell’ordine, con stand informativi, attività di educazione ambientale, una mostra fotografica e degustazioni di prodotti tipici. “Per questa nuova iniziativa per la legalità, contro l’abusivismo edilizio, – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - abbiamo scelto l’area fortemente simbolica di Fondi, dove è stato abbattuto il più grande ecomostro del Lazio per lanciare un segnale forte, coinvolgendo giovani studenti, istituzioni e forze dell’ordine. Sarà una grande festa, - sottolinea - ce n’è bisogno per diffondere la cultura della legalità”. Parlati, in seguito, non manca di polemizzare con il sindaco di Fondi, Luigi Parisella, accusato di aver dato “poca disponibilità, emersa – continua il presidente di Legambiente - a poche ore dall’iniziativa. Il sindaco, coinvolto e invitato da diversi mesi, con la sua scarsa collaborazione, legata non si sa bene a quali motivi, sta tentando di rovinare la festa ai tanti cittadini già pronti a parteciparvi”. Sono stati invitati oltre ai sopraccitati studenti delle scuole dell’area, Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio; Filiberto Zaratti, assessore regionale all’Ambiente; rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni della società civile.
Riccardo Antonilli

giovedì 6 novembre 2008

Stupro di gruppo a Fondi, convalidati gli arresti dei due indiani

Convalidati gli arresti dei due indiani fermati dalla Polizia di Fondi per aver sequestrato e stuprato, con altri due connazionali, una 18enne rumena. Ieri mattina i due, con gli avvocati difensori Giusi Grigali e Mariella Spata, sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Cario avvalendosi della facoltà di non rispondere. Una notte terribile quella a cavallo tra venerdì e sabato per la giovane, che, rimasta sola in località Salto, aveva accettato il passaggio dei quattro indiani che, dopo averla condotta in una baracca, hanno abusato di lei per tutta la notte. Intorno alle tre del mattino la ragazza è riuscita a a scappare dalla baracca. Giunta in prossimità di un’abitazione ha inziato ad urlare chiedendo aiuto. Accolta da una famiglia della zona che ha provveduto a chiamare la Polizia, la giovane, in seguito, è stata accompagnata al Pronto Soccorso dagli uomini diretti dal vice questore Eugenio Marinelli. Altri agenti intanto si sono messi sulle tracce degli stupratori.
Riccardo Antonilli

Laboratorio analisi, il primario riceve l'incarico e si dimette

Appena ricevuto il nuovo incarico si è dimesso il nuovo primario del laboratorio analisi dell’ospedale «San Giovanni di Dio» di Fondi. Le motivazioni che hanno portato alla scelta della dottoressa Angela De Carlo, nominata primario del discusso laboratorio fondano il primo novembre scorso, sono strettamente di natura personale. Non va dimenticato, infatti, che la De Caro è anche responsabile del laboratorio analisi dell’ospedale «Fiorini» di Terracina ed è impegnata nella scuola per infermieri. Quindi il laboratorio resta momentaneamente «scoperto» in attesa di una nuova nomina, mentre sono ancora vive le polemiche sulla scelta di declassare la struttura fondana a centro prelievi.
Riccardo Antonilli

Pagamenti agli infermieri, la Asl non risponde

Non è giunta ancora alcuna risposta dalla Asl ai circa 100 infermieri non remunerati per l’utilizzo dei Poct. L’avvocato Arnaldo Faiola di Fondi, a nome e per conto di degli infermieri impiegati negli ospedali di tutta la provincia, ha presentato, circa un mese fa, al direttore generale dell’Asl, Ilde Coiro la richiesta del pagamento delle prestazioni suppletive effettuate con i Poct (Point of care testing). Gli strumenti per effettuare analisi ai pazienti sono finiti «nell’occhio del ciclone» per i costi di gestione e per la scarsa precisione dei risultati forniti. Nella nota inviata da Faiola alla manager nelle scorse settimane, si ricorda che un progetto dell’Asl ne prevedeva l’utilizzo fino al 2004 e che, dopo quella data, «non risultano altri atti che ne abbiano previsto l’attività» . Eppure gli infermieri sono costretti ad utilizzarli senza essere riomborsati per tale servizio. La missiva dell’avvocato, oltre ad tentare di ottenere il pagamento delle prestazioni effettuate in tutti questi anni, chiede alla Coiro di pronunciarsi sul problema. «L’Asl - spiega Faiola - sa benissimo le cose come stanno e non capisco perché si ostinino a non dare risposte chiare. Finché continuerà ad esserci un atteggiamento così evasivo - prosegue - non potrà mai esserci un rapporto di fiducia con i dipendenti». Gli infermieri intanto continuano ad aspettare il dovuto. Intanto a Itri uno dei disagi generati dai tagli dell’Asl ha trovato soluzione grazie al comune. E’ ripartito da ieri, infatti, il servizio dello sportello amministrativo del Cup, interrotto con il pensionamento dell’ultima addetta dell’Asl. Ora, ogni mercoledi e ogni lunedi per tre ore al giorno, lo sportello torna a fornire consulenza grazie a un’impiegata comunale che, attraverso un protocollo, fornirà il servizio per conto dell’Asl.
Riccardo Antonilli

martedì 4 novembre 2008

Nuova sede per i Falchi

Nuova sede operativa per i Falchi - Protezione Civile di Fondi. Da alcuni giorni l’associazione di volontariato del presidente Mario Marino si è trasferita nella nuova sede più ampia, sita in via Vittorio Occorsio, 14. “Ringraziamo – afferma Marino - l’amministrazione comunale che ci ha consentito, con il suo contributo, di trasferirci nella nuova sede, più adatta alle nostre esigenze. Riteniamo che la considerazione dimostrata, in più occasioni, dagli enti pubblici rappresenti il premio per il nostro impegno in ogni settore della Protezione Civile: dalle emergenze meteorologiche, agli incendi boschivi, all’assistenza nelle grandi manifestazioni. In quest’ottica la nuova sede – conclude - ci consentirà di elevare la qualità della nostra attività di volontariato”. Inoltre, già da ieri, hanno preso servizio presso la sede operativa dei Falchi, quattro volontari del servizio civile nazione con il progetto “Bianca e Bernie” del Cesv.
R.A.

Itri, case popolari al freddo

Si avvicina l’inverno e i residenti della case popolari di Itri rischiano di restare senza riscaldamento. A denunciarlo è il presidente dell’autogestione del lotto 4 Ater, scale D ed E, Claudio Ciccarelli. Andiamo per gradi, nel 2006 l’Ater ha provveduto alla sostituzione della caldaia centralizzata del sopraccitato condominio. Eppure da quella data sembra letteralmente sparita la documentazione inerente la caldaia con il relativo collaudo. Tanto che allo stato attuale non è possibile attivare i riscaldamenti, in quanto nessuna ditta, né tantomeno il presidente dell’autogestione, sono pronti ad assumersi tale responsabilità. Lo scorso anno l’impianto era stato attivato in attesa dell’arrivo della documentazione e per venire incontro alle esigenze dei residenti delle palazzine, per lo più anziani. Ma, dopo altri lunghi ed inutili mesi di attesa, inizia a rendersi concreta l’ipotesi che tale documentazione sia ormai irreperibile. “Si avvicina – spiega Ciccarelli – la data del 15 novembre, che presumibilmente dovrebbe segnare l’inizio dell’attivazione dei riscaldamenti; ma, dopo innumerevoli telefonate e fax del mese di maggio, luglio e ottobre, non ci sono ancora segnali dall’ente. L’unica certezza – sottolinea – è che quest’anno tante famiglie, principalmente composte da anziani, resteranno senza riscaldamenti, con le conseguenze che si lasciano immaginare. Sembra che tale stato di cose – conclude – riguardi anche altri lotti Ater a Itri”.
Riccardo Antonilli

domenica 2 novembre 2008

Pescatori del Lago, un accordo per l'ecosostenibilità

Un accordo in nome della ricerca e dell’eco sostenibilità. E’ quello stipulato tra la Cooperativa dei Pescatori del Lago di Fondi e la Cooperativa Cypraea di Roma, società che offre servizi in campo ambientale e consulenza alle imprese agroalimentari. "Un punto saldo - spiega Augusto Parisella,vice presidente della Coop. dei Pescatori - per il futuro sviluppo delle attività ecosostenibili della Cooperativa e di collaborazione con gli enti. I ricercatori della Cypraea sono già all'opera per realizzare progettazioni con la Regione Lazio e il Monumento Naturale del Lago di Fondi. La Coop Cypraea – prosegue Parisella - è diventata socio della Coop Pescatori costituendo una componente scientifica autonoma, per la presentazione e realizzazione di progetti tecnico-scientifici relativi all'attività svolta dai Pescatori del Lago e sullo sviluppo ecosostenibile del Lago di Fondi". Il rapporto si è concretizzato dopo l'adesione al Life, in cui è stato presentato un progetto di riqualificazione del Lago di Fondi in Accordo con il Monumento Naturale del Lago, la Regione Lazio, la Cooperativa dei Pescatori, la Cypraea, l'Università della Tuscia e il Cnr. Nei prossimi giorni il tavolo di lavoro scientifico sarà ricevuto dall'assessore Regionale alla Pesca, Daniela Valentini in Regione Lazio, per l'individuazione di nuovi progetti finalizzati al miglioramento della qualità della vita dei Pescatori del Lago e delle attività ittiche eco sostenibili. E’ opportuno ricordare che Cypraea rappresenta un punto di riferimento per le imprese e gli enti pubblici che necessitano di assistenza tecnica nel settore agroalimentare ed ambientale. Cypraea offre assistenza all'implementazione del "sistema qualità" nelle aziende agroalimentari, della pesca e dell'acquacoltura.
R.A.

Tentata violenza, paura per una 18enne

Una episodio di tentata violenza sessuale dai contorni incerti, quello su cui stanno indagando gli uomini della Polizia di Stato di Fondi, diretti temporaneamente dal dirigente Rita Cascella. Una 18enne albanese, P. C., alle sei del mattino di ieri, ha telefonato in commissariato per denunciare un tentativo di violenza carnale. La ragazza ha ricostruito ai poliziotti la propria versione dei fatti, è stata quindi accompagnata al Pronto Soccorso del San Giovanni di Dio, dove gli accertamenti medici sembra non abbiano evidenziato alcun segno di violenza esterno, mentre, ovviamente, resta riservato l’esito della visita ginecologica. Un dato su cui gli inquirenti stanno tentando di far luce. La ragazza, dopo aver passato una serata in compagnia di quattro immigrati indiani in un appartamento al Salto di Fondi, con cui ha cenato e bevuto, sostiene di essere stata costretta con la forza ad avere rapporti. I quattro, quindi, sembra volessero chiudere la serata costringendo la giovane a soddisfarli sessualmente. Tanto che, alle prime luci dell’alba, la 18enne è riuscita a chiamare la Polizia per denunciare il fatto. Nella tarda mattinata sono stati fermati due dei quattro presunti aguzzini risultati, tra l’altro, privi del permesso di soggiorno. La Polizia ha provveduto ad ascoltarli nel tentativo di chiarire definitivamente la situazione. Sono troppi i punti oscuri della vicenda che non permettono una ricostruzione chiara dei fatti. Se violenza c’è stata, o comunque se la ragazza si è ribellata al tentativo di abuso, come mai non sono state ritrovate tracce? E soprattutto la giovane, domiciliata a Roma, come mai stava passando la notte con i quattro al Salto di Fondi? Domande cui gli inquirenti stanno tentando di dare risposta. Sulla vicenda vige il massimo riserbo da parte degli organi inquirenti. Finora sono emerse solo indiscrezioni, utili a ricostruire, in parte un fatto tanto torbido quanto inquietante e dai contorni sfumati. Si avrà di certo modo di saperne i più una volta messe a confronto le varie dichiarazioni e tracce raccolte.
Riccardo Antonilli

Bagni al mercato, vandalismo e disagi

Tamponato momentaneamente con due bagni chimici, il disagio derivante dall’inagibilità dei Wc del mercato domenicale sarà risolto definitivamente nelle prossime settimane. A comunicarlo è l'assessore al Commercio del comune di Fondi, Pierluigi Avallone, informato dalla Polizia locale della "totale inagibilità, a causa di ripetuti atti vandalici, dei quattro bagni”. "Per questa domenica i circa 300 rivenditori e le migliaia di avventori - spiega Avallone - usufruiranno di bagni chimici. Nel frattempo, con la massima urgenza, si stanno riattivando le strutture originarie, messe in funzione, controllate, ispezionate e certificate come idonee da ispettori Asl prima del primo febbraio 2008, data di apertura del mercato. Mi preme però denunciare - sottolinea l’assessore - il fatto assurdo che la non agibilità dei Wc è stata provocata, quasi totalmente, da atti vandalici”. La ditta incaricata di ripulire gli impianti, infatti, ha trovato negli scarichi dei water oggetti di ogni genere, dai portafogli vuoti rubati in precedenza, alle stampelle. Va ricordato che i problemi dei bagni sono iniziati con la fiera di Sant’Onorato, quando l’utenza è aumentata esponenzialmente rispetto al mercato domenicale. La speranza ora è che situazioni del genere non si ripetano nel tempo, altrimenti, conclude Avallone: “Sarà l'amministrazione comunale stessa a chiudere il mercato, per mancanza delle più elementari norme di igiene".
Riccardo Antonilli

giovedì 30 ottobre 2008

Sei anni di carcere per spaccio

E' stato condannato a 6 anni di reclusione Elia Martelli, il fondano arrestato lo scorso gennaio dai carabinieri per spaccio di droga. Si è tenuta ieri l’udienza preliminare davanti al giudice Giuseppe Cario, alla presenza del legale dell’arrestato, l’avvocato Maurizio Forte. I sei anni sono frutto dello sconto di pena ottenuto grazie al rito abbreviato. Martelli, 42 enne pregiudicato, era stato acciuffato dagli uomini del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Gaeta, con cinque dosi di eroina di 1,1 grammi ciascuna, una dose di cocaina di 0,2 grammi, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi. I militari avevano fatto irruzione nella sua abitazione, dove si trovava agli arresti domiciliari. Le manette per lui sono scattate in seguito alle indagini relative all’arresto risalente a pochi giorni prima di Fabio Guglietta, sorpreso dai militari nel centro storico di Fondi, con indosso 4,5 grammi di eroina e 3,4 grammi di hashish. I due erano moltro vicini, tanto che il 30 settembre dello scorso anno erano stati arrestati insieme dalla Polizia di Stato di Fondi. La rete di rapporti nell’ambiente dello spaccio di Martelli non si riduceva al Guglietta. Appena 24 ore dopo il suo arresto era stata fermata ad un posto di blocco della Polizia a Formia, la convivente, Silvia Cervo. La donna, portata in commissariato e perquisita, era stata trovata in possesso di diversi grammi di eroina. La 40 enne, inoltre, aveva effettuato il viaggio per l’acquisto della droga con la figlia, nel tentativo di evitare i controlli.
Riccardo Antonilli

Furto notturno al Cross

Furto al supermercato Cross di Fondi. Un colpo notturno, messo a segno tra domenica e lunedì, fruttato 98.000 euro ai malfattori. Sulla rapina stanno indagando i carabinieri della stazione di Fondi. I militari stanno tentando di ricostruire la dinamica del furto, per risalire agli autori. I primi ad accorgersi di quanto accaduto sono stati i dipendenti che, di primo mattino, si sono recati nell’esercizio commerciale. I ladri, evidentemente esperti nel «mestiere», hanno dapprima disattivato l’allarme e l’impianto di videosorveglianza, e, successivamente, una volta intruifolatisi nel supermercato, hanno scassinato il gabbiotto che custodisce la cassaforte. Un colpo portato a segno, non a caso, la domenica sera, prima del ritiro del contante da parte di un furgone blindato. Non va dimenticato, inoltre, che il Cross è vicino all’attuale sede del mercato domenicale, in cui si recano centinaia di persone che approfittano della presenza del market per fare la spesa. Proprio lì vicino si è consumato un altro tentativo di rapina nei confronti del punto vendita di elettrodomestici Trony. Un colpo finito male, al contrario di quello portato a segno con successo a luglio. Quella volta i malviventi si intrufolarono nell’esercizio commerciale attraverso un buco nella parete posteriore del magazzino, certi di non dare nell’occhio. E, seppure interrotti dall’allarme, riuscirono a portare via oggetti per un valore di oltre 50.000 euro.
Riccardo Antonilli

lunedì 27 ottobre 2008

Acquedotto, l'invito del sindaco

Potrebbe finalmente trovare soluzione l’emergenza idrica del comune di Lenola. Sono terminati, infatti, i lavori per il nuovo acquedotto. E’ stata la società Acqualatina a comunicarlo nella giornata di sabato. Tanto che il sindaco, Gian Battista De Filippis ha diramato un’ordinanza per chiedere alla società di attivate il nuovo impianto. “Considerato che lo stesso acquedotto – recita l’ordinanza - è stato realizzato a servizio dei comuni di Lenola e Vallecorsa allo scopo di risolvere l'annosa questione della grave carenza idrica nei due territori; che lo stato di grave disagio potrebbe continuare e addirittura peggiorare per il prossimo mese di novembre (come avvenuto lo scorso anno nello stesso periodo); che il perdurare della carenza idrica provoca indubbiamente incontrollabili azioni di protesta da parte della cittadinanza, stremata da una situazione non più sostenibile, generando altresì forme di degrado”. Quindi per motivi di ordine pubblico, ambientali, di igiene e di decoro per la popolazione, il primo cittadino giudica “non più tollerabile attendere l'avvio del nuovo impianto”. Tanto che De Filippis “ordina alla società Acqualatina di attivare tempestivamente l'acquedotto di cui all'oggetto, e comunque entro giorni tre dal ricevimento della presente. II comando di Polizia locale – conclude il sindaco - è incaricato di controllare l'adempimento di quanto previsto nella presente ordinanza”. D’altronde l’annoso disagio dei cittadini di Lenola è divenuto, ormai, insostenibile. La speranza è che Acqualatina attivi l’impianto senza ritardi.
R.A.

Petardo in classe, paura alla Don Milani

Un grave atto di vandalismo nei confronti della scuola media Don Milani di Fondi. Sabato mattina il personale scolastico ha rinvenuto, all’interno di un’aula della scuola del quartiere Portone della Corte, un petardo artigianale, ricavato da un tubo di plastica di circa due centimetri e mezzo con all'interno 2 grammi di polvere pirica. Lo stesso, secondo la ricostruzione dei carabinieri accorsi sul posto, è stato lanciato nell’aula da ignoti, dopo aver aperto senza danneggiare la finestra dell’Istituto scolastico. Il petardo, reso inerte attraverso l’immersione in acqua, è stato sottoposto a sequestro. Le indagini dei carabinieri del luogo restano aperte a tutte le piste. Ogni traccia è analizzata dettagliatamente per risalire all’autore e alla provenienza dell’ordigno. Non è la prima volta che la scuola fondana diviene, purtroppo, protagonista di episodi del genere. Già un paio di anni fa ignoti appiccarono un incendio nelle stanze della segreteria scolastica. Allora i fatti sembrarono molto lontani da una bravata, tanto che i danni furono ingenti e non mancarono sospetti di presunte ritorsioni nei confronti del dirigente scolastico. Nel caso di ieri la situazione sembra ben diversa, per fortuna l’ordigno non è esploso e non ha causato danni. Inoltre le dimensioni e la fattura del petardo non lasciano spazio a ombre e sospetti, è una bravata, grave, ma comunque imputabile a uno o più vandali. Qualcuno che magari ha voluto vendicarsi sulle strutture di una bocciatura o forse, ancor più semplicemente, il gesto è imputabile a qualcuno che ha deciso di spendere il suo tempo nel tentare di far del male a dei ragazzi e a danneggiare un edificio pubblico. Purtroppo, infatti, tutta la zona ha conosciuto, nel corso degli ultimi anni, una crescita di vandalici, contro una serie di edifici e servizi creati per lo sviluppo del quartiere. Dal centro studi multimediale Dan Danino Di Sarra, fino all’ex centro sociale, in parte restaurato e incendiato prima che i lavori potessero terminare.
Riccardo Antonilli

venerdì 24 ottobre 2008

Itri, revocato lo sciopero degli operatori ecologici

Revocato lo sciopero di tre giorni degli operatori ecologici della cooperativa Prisma di Itri. La decisione è giunta dopo un incontro tra il sindaco Giovanni Agresti, il direttore generale della Cgil-Funzione pubblica, Francesco Meschino e il presidente della cooperativa, Gianfranco Di Mascolo. Da novembre, infatti, il comune corrisponderà alla Prisma 2,00 euro in più per ogni dipendente, mentre, dal prossimo anno, l’importo pro capite aumenterà di altri due euro. Quindi il 30 ottobre e il 3 e 4 novembre i dipendenti lavoreranno normalmente, certi della soluzione di un problema sollevato, nei mesi scorsi, a più riprese. Va ricordato, inoltre, che a febbraio si svolgerà la gara d’appalto per il servizio della raccolta differenziata, mentre alla Prisma resterà il compito dello spazzamento del suolo.
R.A.

Bilancio del Parco, Ialongo stempera le polemiche

Il presidente del Parco Naturale dei Monti Aurunci, Giovanni Ialongo risponde alle accuse dei consiglieri dell’ente naturalistico Claudio Cardogna, Raffaele Mancini e Onorato Di Manno, che hanno bocciato il Bilancio di Previsione 2009. Il documento, per la prima volta in dieci anni, è stato respinto dal consiglio che, comunque, non ha poteri deliberativi. «Come consiglio direttivo - spiega Ialongo - abbiamo messo in campo tavoli tecnici volti alla collaborazione e alla concertazione, abbiamo intrapreso un dialogo con tutti i sindaci dei comuni del Parco e con i rappresentanti e i delegati delle diverse istituzioni presenti sul territorio, accogliendo sempre richieste e istanze e lavorando insieme alla realizzazione di un progetto territoriale che guarda al futuro e ci impone di superare le logiche di contrapposizione». Oltre a stemperare le polemiche, Ialongo spiega quali sono gli obiettivi del bilancio: «Garantire un consolidamento della sensibilità verso le tematiche ambientali e, nello stesso tempo, offrire delle opportunità di sviluppo in settori come il turismo e le attività agro-zootecniche tradizionali».
R.A.

Il Gabbiano, indagati "eccellenti"

La Procura della Repubblica di Latina ha iscritto nel registro degli indagati «per abuso d’ufficio» e «violazione dei vincoli ambientali» il dirigente della Polizia Muncipale di Fondi, Dario Leone e la segretaria del comune, Celestina Labbadia. La decisione della Procura è arrivata dopo lunghe e accurate indagini del Nipaf di Latina, in merito all’abbattimento del campeggio «Il Gabbiano» e alla successiva creazione di un parcheggio sull’area dove sorgeva la struttura ricettiva. Dopo la demolizione del camping dello scorso 27 maggio, il comune ha indetto una gara d’appalto per la realizzazione e la gestione di un parcheggio. La gara è stata vinta dalla cooperativa Luna Nera di Fondi. Fin qui tutto in regola, eppure c’è un dettaglio che non è sfuggito agli inquirenti. Il terreno su cui sorgeva Il Gabbiano, oltre ad essere demaniale ha anche una destinazione d’uso agricolo. In sintesi lì non era possibile costruire alcun parcheggio. Un altro capitolo, quindi, nell’annosa questione del campeggio fondano. Il comune aveva sequestrato il campeggio già dal 13 dicembre 2007, garantendo ai proprietari la possibilità di smontare autonomamente le strutture, senza, quindi, passare alla demolizione. Un accordo che avrebbe garantito un risparmio sia per il comune sia per i prorpietari che avrebbero recuperato almeno i materiali. Eppure, la mattina del 27 maggio, sono arrivate le ruspe, senza alcun preavviso e, soprattutto, senza motivazioni apparenti. Una «fretta» parsa ingiustificata ai proprietari. Non va dimenticato, infatti, che allora era ancora in pieno sviluppo il «caso Holiday», per la cui salvezza il sindaco si stava battendo strenuamente. Tanto che Romano Rambelli, uno dei proprietari de Il Gabbiano non si trattenne dal lanciare qualche sospetto sulla «disparità di trattamento con cui il comune sta trattando noi e altri campeggi. Non capiamo - ha sottolineato - perché il primo cittadino si sia mosso in loro difesa e, a quanto è dato sapere, anche il senatore Claudio Fazzone è andato addirittura a parlare con il giudice per cercare una soluzione in favore della riapertura, mentre con noi, che abbiamo meno abusi di loro, si comportano in maniera a dir poco opposta». I primi sospetti sulla sorte del campeggio sono nati anche dalla destinazione post abbattimento scelta dal comune. La demolizione de Il Gabbiano, inizialmente, doveva rientrare nelle opere di rinaturazione della duna, quindi, la vasta area di circa tre ettari doveva tornare a completa disposizione dei cittadini. Invece è nato un parcheggio.
Riccardo Antonilli

L'Idv organizza la Giornata della Legalità

A poche settimane dall’elezione del segretario cittadino, l’Italia dei Valori ha organizzato per domenica a Fondi, in piazza Unità d’Italia, la «Giornata della legalità». L’iniziativa, che andrà avanti per tutta la giornata, prevede la raccolta firme contro il Lodo Alfano. Sarà anche l’occasione per i cittadini fondani per avere un dialogo con il segretario Bruno Mattei e con i consiglieri comunali che si sono avvicinati all’Italia dei Valori. Alla manifestazione è stato invitato anche l’onorevole Leoluca Orlando, portavoce del partito che fa capo ad Antonio Di Pietro. Orlando, compatibilmente con i propri impegni, presenzierà alla «Giornata della legalità». Un impegno concreto, chiaro segnale della volontà della sezione fodana del partito di impegnarsi immediatamente sul territorio. L’Idv sarà impegnata nella raccolta firme contro il Lodo Alfano anche in altre piazze di numerosi comuni della provincia nel corso di tutto il week-end.
R.A.

Anche i democratici fondani manifestano per "salvare l'Italia"

Cresce in questi giorni in tutt’Italia la grande mobilitazione per la manifestazione nazionale del Partito Democratico di sabato. Sarà, come ha affermato il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni, «La tappa conclusiva del cammino iniziato questa estate con la raccolta di milioni di firme per salvare l’Italia dal declino politico, economico e morale al quale il governo della destra sta contribuendo in modo determinante con le sue scelte, con le sue decisioni». «Si tratta di scelte e decisioni - spiegano i democratifi fondani - che hanno avuto fin qui un solo fondamentale scopo, quello di tutelare e garantire gli interessi personali del presidente del consiglio, e almeno due gravissimi risultati: aver riportato il nostro Paese al tempo dei conflitti istituzionali, delle leggi ad personam e della confusione tra interessi privati e cosa pubblica; lasciando all’ultimo posto i problemi veri degli italiani, alle prese con un diffuso impoverimento, con salari e stipendi che hanno perso potere d’acquisto, con pensioni che non bastano più per arrivare a fine mese, con risparmi che rischiano di perdere il loro valore. La scuola pubblica viene attaccata alle sue fondamenta con una pseudo riforma fatta solo di tagli e di scelte che la fanno tornare indietro di qualche decennio». Per questo il Partito Democratico ha voluto una grande manifestazione: «perché siamo preoccupati per l’Italia, e perché vogliamo dare voce a milioni di italiani che non ne possono più delle politiche del governo e che aspettano altre risposte alle loro domande e ai loro bisogni». I democratici di Fondi non faranno mancare la loro presenza all’appuntamento di sabato.
R.A.

mercoledì 22 ottobre 2008

Infermieri sul piede di guerra

Infermieri sul piede di guerra per il mancato pagamento da parte dell’Asl delle prestazioni suppletive effettuate con i Poct (Point of care testing). Oltre ad aver inviato alla manager dell’Asl pontina Ilde Coiro la richiesta di pagamento, il legale dei numerosi infermieri non retribuiti, Arnaldo Faiola ha inviato una nota informativa alla Procura della Repubblica di Latina. Una nota che, oltre a sottolineare il sopraccitato mancato pagamento, chiede alla Procura di far luce sull’utilizzo dello strumento diagnostico. I Poct, è opportuno ricordarlo, sono utilizzati per effettuare analisi sui pazienti durante l’orario di chiusura dei laboratori di analisi. Già nei mesi scorsi si erano accese le polemiche su tali macchinari ritenuti imprecisi e, soprattutto, dispendiosi. Faiola, inoltre, ricorda che il progetto di utilizzo dei Poct era previsto dal 15 ottobre 2003 al 31 dicembre 2004 e che, dopo quella data, non ci sono altri atti che ne abbiano previsto l’attività. In sintesi la strumentazione in questione, teoricamente in fase sperimentale, viene utilizzata abitualmente dagli infermieri che, però, non vegnono pagati per tale compito. «Se l’Asl non prevede il pagamento delle prestazioni con i Poct, - spiega Faiola - perchè si continuano a spendere migliaia di euro per l’acquisto, peraltro sempre dalla solita casa farmaceutica, dei costosissimi reagenti necessari per il funzionamento degli stessi, ben sapendo che, data la breve scadenza della loro valenza operativa, vengono gettati ancora intatti negli appositi raccoglitori?». Si attendono riposte.
R.A.

Incidente, una condanna

E' stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione per omicidio colposo, pena sospesa, e a quattro mesi di sospensione della patente, Begu Ionel, il romeno protagonista dell’incidente stradale del nove dicembre 2007 sulla provinciale Fondi - Sperlonga in cui ha perso la vita un bambino di tre anni. Difeso dall’avvocato Marco Ferri, l’uomo è comparso ieri mattina a Latina davanti al pubblico ministero, Marco Giancristofaro e al giudice per le indagini preliminari, Tiziana Coccoluto. Il bambino vittima dello schianto viaggiava in macchina con Bagu e con la mamma, mentre il padre della vittima era rimasto a casa a Itri con l’altro figlio di appena tre mesi. Lo schianto, generato dalla forte velocità della Citroen C2, è stato fatale. La macchina, dopo essere uscita fuori strada, è andata a schiantarsi contro un palo dell’illuminazione elettrica. Un impatto violentissimo che ha scaraventato il piccolo contro il parabbrezza. Doveva essere una passeggiata per la mamma e il piccolo che si erano fatti accompagnare a Fondi dall’amico di famiglia. Un giro al mercato domenicale, purtroppo, finito in tragedia.
R.A.

martedì 21 ottobre 2008

Commissione, tensione e veleni in attesa delle decisioni

In città si dava quasi per certo l’inserimento all’ordine del giorno nel consiglio dei Ministri di venerdì scorso della proposta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi. Invece, al contrario delle aspettative, ci sarà ancora da attendere. La tensione resta alta nella politica e tra la gente che vuole capire quale sarà il destino del comune. Tanto che ormai sembra vacillare anche la certezza dell’intenzione del Ministro di proporre lo scioglimento. Se, invece, tale intenzione ci fosse realmente, allora non resta che aspettare qualche giorno, perché, a meno di ulteriori ritardi, entro la settimana in corso, il decreto dovrebbe arrivare. Intanto tra dubbi e incertezze che non tendono a sfumare, la politica si sta scatenando tra inviti allo scioglimento e quelli opposti volti a verificare l’operato del prefetto. Da un lato Rifondazione Comunista, a livello locale e non solo, ritiene Fondi e il territorio del sud pontino appetibile e già ampiamente compromesso dalle infiltrazioni; dall’altro il primo cittadino ritiene la situazione ben diversa da come è stata dipinta dall’opposizione. Proprio Parisella, appena pochi giorni fa, ha spiegato che “i nodi veri verranno al pettine, a prescindere dalle pieghe e dalle conclusioni dei prossimi giorni. I cittadini - ha proseguito - sanno di essere stati amministrati dai loro legittimi rappresentanti e non da forze occulte. Le trasformazioni profonde, i grandi problemi affrontati in questi anni di duro lavoro sono nella consapevolezza dei nostri concittadini, il cui vasto consenso ripetuto ormai in più elezioni non è solo l’espressione di una fiducia, ma è anche l’espressione di una sovranità e di una dignità che nessun disegno malefico e anti istituzionale di carattere contingente ed episodico potrà mai ledere e sovvertire”. Restano, ovviamente, al di la delle opinioni quelle che saranno le scelte. Decisioni che arriveranno dopo una lunga e accurata indagine.
Riccardo Antonilli