Un convegno e un concorso rivolto ai più giovani per ricordare una delle pagine di storia più importanti per la città di Fondi: “La rivolta delle arance del 3 febbraio 1969”. Ieri mattina il consigliere regionale, Domenico Di Resta e Arcangelo Rotunno dell’associazione organizzatrice Forum delle Idee hanno presentato l’iniziativa. “In un momento difficile per la città di Fondi – ha spiegato Di Resta – guardare ai passaggi cruciali del passato può servire ad affrontare le difficoltà attuali”. Oltre all’appuntamento di martedì, in programma alle ore 16 e 30 presso il castello baronale, a cui daranno il proprio contributo con testimonianze dell’epoca Gaetano Carnevale, Antonio Di Fazio, Alfonso Pascale e Erasmo Fiumara, dal giorno seguente sarà possibile, per tutti i ragazzi tra 16 ed i 25 anni, partecipare a “Scriviamo insieme una pagina di storia della nostra comunità”, concorso indetto con lo scopo di favorire la conoscenza della storia della comunità fondana partendo dai ragazzi. Il concorso si dividerà in tre categorie: audiovisivi, racconti scritti e fotografia. Chiunque volesse partecipare può consultare il blog: www.larivoltadellearance.blogspot.com.
R.A.
sabato 31 gennaio 2009
Mastella: "Su Fondi il Ministro decida"
Fondi è una delle tappe scelte dell’ex Ministro della Giustizia, Clemente Mastella per ricostruire la sua creatura politica: l’Udeur. Ieri l’ex guardasigilli ha fatto una visita informale in città, intrattenendosi a pranzo con alcuni ‘fedelissimi’. Dalla piana così come da altri centri, per il parlamentare di lungo corso, si può mettere in atto “un’opera ricostruttiva, vediamo – ha spiegato – di riproporci all’attenzione dell’opinione pubblica”. Mastella, incalzato ad esprimere un giudizio sul ‘caso Fondi’ non si tira indietro e dice la sua. “E’ giusto che gli inquirenti vadano fino in fondo e diano spiegazioni ai cittadini. Di certo – ha spiegato – non si può restare in questo limbo”. Il riferimento è, ovviamente, all’attesa di una decisione del consiglio dei ministri sullo scioglimento del consiglio comunale. “Io – ha proseguito – vengo da una terra che, purtroppo, esporta camorra, qui bisogna stare attenti a non importarla. Per certi personaggi è facile arrivare in questi territori dove si può non dare nell’occhio. Bisogna stare molto attenti e le istituzioni in questo devono dare risposte alla cittadinanza”. Tornando a discutere di politica, Mastella ha spiegato che “uno spazio in cui agire c’è”, per la “fragilità delle due coalizioni principali che non hanno alla base una cementificazione abbastanza profonda”. Sulle possibili alleanze, ha spiegato che il suo movimento “vuole essere radicato al territorio”, per questo tutte le scelte “saranno fatte in ambito locale”. Comunque già dalle imminenti provinciali ha anticipato che “il Pd non è nostro amico, perché non stiamo con chi ci vuole ammazzare”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Migliozzi, probabile svolta nelle indagini
Vanno avanti le indagini da parte degli investigatori coordinati dal sostituto Procuratore della Repubblica di Latina, Chiara Riva sulla morte di Roberto Migliozzi, il 28enne di Fondi ritrovato carbonizzato il 30 dicembre scorso. Gli inquirenti attendono gli imminenti esiti degli accertamenti tecnici eseguiti dalla Polizia scientifica di Roma sul camion dell’unico indagato, Johnny Lauretti. Gli investigatori stanno analizzando diversi campioni e oggetti, nonché taniche con all’interno residui di probabile liquido infiammabile. Tutti i reperti, compresi quelli prelevati sul luogo del ritrovamento del corpo, sono stati sottoposti ad accurate analisi di laboratorio con le più recenti tecniche. Sono imminenti anche gli esiti dell’autopsia eseguita dal medico legale Filippo Milano. Al momento non si escludono, per i prossimi giorni, importanti risvolti che potrebbero portare la Procura a nuove iniziative.
R.A.
R.A.
giovedì 29 gennaio 2009
Mazzarrino: "Siamo all'emergenza democratica"
"Siamo all’emergenza democratica". Onorato Mazzarrino, commissario straordinario del monumento naturale del lago di Fondi e candidato alla carica di commissario del parco dei Monti Ausoni, non usa mezzi termini per definire la situazione della città di Fondi. Lo storico esponente socialista, nel corso di un’intervista, non si tira indietro e spiega apertamente la necessità di «voltare pagina». Come definisce l’attuale situazione politico amministrativa di Fondi? «Siamo in una fase di stallo senza margini di crescita nè individiuale nè collettiva». Giudica in maniera positiva un eventuale scioglimento del consiglio comunale? «E’ l’unica strada per rallentare gli abusi continui in atti d’ufficio e nelle libertà individiali perpetrati fino ad oggi». Quali sono le priorità per quanto riguarda i monumenti naturali di cui è attualmente commissario, quindi lago di Fondi, Giove Anxur e Campo Soriano? «Tutti e tre godranno di una programmazione di intervento celere rispetto alla lentezza delle precedenti gestioni». In particolare sul lago quali sono concretamente gli interventi da effettuare a breve? «La grande risorsa lago sarà valorizzata in senso turistico - ambientale, favorendo, da subito, le escusioni sullo specchio d’acqua. Poi va incentivato il percorso già avviato sulla pesca, con la vendita di prodotti freschi». Il suo nome viene sempre più di frequente associato alla presidenza del parco degli Ausoni... «Non so se la scelta ricadrà su di me, comunque posso annunciare che nel perimetro del parco saranno favorite le infrastrutture per il turismo e le produzioni agricole, che possono rappresentare un volano per l’economia locale attraverso la vendita diretta e senza intermediari dei prodotti». Mi conferma che un progetto pilota in questo senso è già in fase di attuazione sul laghetto degli Alfieri? «Lì ci stiamo già muovendo per realizzare strutture ecocompatibili utili a ricevere ed ospitare turisti e studenti di ogni odine e grado. Questo vuole essere un modo per incentivare la cultura dell’ambiente». Tornando a parlare di politica, come si colloca Mazzarrino nelle prossime elezioni provinciali? «Provenendo dalle file socialiste non posso fare altro che organizzare una serie di riunioni a livello provinciale per coinvolgere e caricare di orgoglio i socialisti. Il tutto per organizzare una lista che appoggi il Pd, l’unica vera alternativa al centrodestra, che in questi anni di governo ha dimostrato caratteristiche di prepotenza e illegalità diffusa, testimoniate dalle indagini su Fondi. Questa è la direzione in cui mi sto muovendo, dando il meglio di me stesso per un buon risultato del centrosinistra». E per le europee? «Il mio impegno sarà profuso a favore della sinistra democratica».
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 28 gennaio 2009
E' guerra aperta tra Fondi Viva e Dario Leone
E' guerra aperta tra «Fondi Viva» e il dirigente della Polizia municipale di Fondi, Dario Leone. I consiglieri di opposizione: Fernando Di Fazio, Arnaldo Faiola e Raffaele De Bonis, assieme al capogruppo del gruppo misto, Claudio Padula sono stati querelati dal comandante. I quattro esponenti politici, lo scorso 17 settembre, in seguito a notizie stampa in cui erano riportati stralci di intercettazioni ’compromettenti’ riguardanti Leone e il dirigente del settore urbanitica Martino Di Marco, avevano scritto al sindaco chiedendo la sospensione dei due. Ora, i rappresentanti di Fondi Viva non accettano la ’mossa’ di Leone rivendicando il proprio «ruolo di consiglieri di opposizione che non può essere oggetto di intimidazione. Non è possibile - ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il capogruppo Di Fazio - che dei consiglieri che fanno una richiesta legittima vengano querelati.Noi - ha concluso - non abbiamo fatto altro che adempiere al nostro dovere». La battaglia tra maggioranza e opposizione, comunque, non si esaurisce qui. Nell’occasione, infatti, si è avuto modo di sapere come il consigliere Padula, dopo essersi visto negare in più occasioni della documentazione dagli uffici di Palazzo san Francesco, abbia impugnato carta e penna e scritto, il 18 febbraio 2008, al prefetto di Latina, segnalando la ripetatuta violazione da parte del comune sia dell’articolo 48 «diritti di informazione dei consiglieri» dello statuto comunale, sia dell’articolo 23 comma 1 del regolamento degli organi del comune di Fondi.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
"Poct, inutili allarmismi"
Non si è fatta attendere la risposta della Asl alle dichiarazioni del sindaco di Fondi, Luigi Parisella. Il primo cittadino, intervenendo nella polemica sui Poct, aveva accusato la manager della Asl, Ilde Coiro di violare apertamente la legge regionale numero 1040 del 21 dicembre 2007. «Con delibera 199 del marzo 2002 il direttore generale, Salvatore Cirignotta, - spiegano dalla Asl - deliberò l’indizione di una gara d’appalto per la fornitura in service di sistemi diagnostici e point of cares sulla base di una relazione presentata dal dirigente del servizio di Patologia Clinica, Cesare Marchetti, indirizzata al direttore sanitario, Giuseppe Di Chio e al direttore amministrativo, Benito Battigaglia. In tale relazione si sollecitava l’azienda a procedere all’acquisizione di strumentazione ’Point of Care’ anche scorporandola dalla gara unica per i laboratori, ritenendo tale strumentazione ’indispensabile’ per l’esecuzione di indagini di piccola routine ed urgenza. A seguito dell’aggiudicazione di tale strumentazione, il direttore generale Battigaglia, con delibera del 14 ottobre 2003, dispose l’attuazione di un progetto obiettivo, tenuto conto della necessità di riorganizzare i servizi di Patologia Clinica, al fine di ottimizzare le risorse economiche, strutturali, tecnologiche ed umane per le attività connesse all’utilizzo dei Poct. Con il provvedimento - prosegue la nota diffusa - si specificava che le attività connesse a tali apparecchiature rientravano in un apposito piano di riorganizzazione condiviso con i direttori dei laboratori di analisi e i dirigenti dei Dea per l’accreditamento e certificazione dei servizi nell’ambito del sistema di qualità. A tal fine l’Azienda ritenne di incentivare parte del personale coinvolto in tale attivazione e precisamente coordinatori infermieristici, capo sala e infermieri professionali. Con tale provvedimento venne disposto l’avvio del progetto obiettivo dal 15 ottobre 2003 fino al 31 dicembre 2004. Non risultano ulteriori disposizioni al prosieguo del progetto. Pertanto, alla luce di quanto esposto, - sottolineano dalla Asl - destano perplessità le affermazioni del sindaco di Fondi circa l’utilizzo dei Poct. E’ necessario sottolineare che l’Azienda sta procedendo all’espletamento di una nuova gara per i laboratori che confermi l’impiego di queste apparecchiature. Attualmente è ancora in proroga la gara aggiudicata dalla precedente Direzione aziendale». Per l’Azienda: «Le affermazioni di decessi da attribuire all’utilizzo dei Poct, non comprovate da alcun riscontro oggettivo, generano inutili allarmismi nella popolazione. La qualità e l’affidabilità dei Poct, analoga a quella delle strumentazioni tradizionali - conclude la nota - è dimostrata dalla letteratura scientifica e confermata dai controlli fatti all’azienda». Intanto Parisella ha presentato un’interrogazione a Marrazzo per chiedergli di verificare l’eventuale violazione della legge 1040.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Salto Covino, incontro tecnico per il restyling del plesso
Una riunione tecnica per valutare nel dettaglio le esigenze della scuola e gli eventuali interventi da effettuare. E’ quella tenutasi, ieri mattina, nel plesso scolastico di Salto Covino, alla presenza del vice sindaco Giulio Cesare Di Manno, del dirigente scolastico Egidio Iannone e di Gianfranco Mariorenzi, dirigente della ripartizione Lavori Pubblici. Un incontro utile a valutare le priorità in vista dell’assemblea pubblica in programma nella scuola del Salto per la settimana prossima. Le esigenze avanzate dai genitori sono state illustrate agli amministratori a più riprese nel corso degli anni. Sono decine le lettere inoltrate ai vari assessori e dirigenti susseguitisi nel tempo per chiedere interventi utili a risolvere problematiche annose. Dalla mancanza di un impianto di riscaldamento, alle infiltrazioni d’acqua, passando per l’assenza di una recinzione esterna, fino alla mancanza di una passerella per un’alunna disabile. La prima missiva, in cui si chiedeva un’adeguamento deli bagni e delle aule è datata 6 giugno 1988. Sono passati più di vent’anni e tanti, troppi disagi ancora sono senza soluzione.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
martedì 27 gennaio 2009
Roghi, proseguono le indagini
Vanno avanti le indagini dei Carabinieri della stazione di Fondi sugli incendi ai danni della casa di riposo Villa Maria e dell’automobile della proprietaria, verificatisi alle prime luci dell’alba di domenica. Quella dei dissidi privati resta la pista più battuta dai militari. Sul luogo non sono state rinvenute taniche, ma alcuni stoppini vegetali che gli autori dell'attentato avrebbero utilizzato per ritardare l'innesco delle fiamme e consentirsi la fuga. L’ipotesi di un coinvolgimento della criminalità organizzata è stata subito esclusa dagli inquirenti. Le attenzioni dei carabinieri si stanno rivolgendo su alcuni conoscenti e vicini di casa della vittima dell'attentato. E’ probabile che il tutto sia riconducibile ad un’incomprensione di lungo corso mal digerita da parte di qualcuno che ha pensato di vendicasi nella peggiore delle maniere. Come si ricorderà, intorno alle 5 e 40 di domenica mattina, le fiamme avevano iniziato a divampare sul portone in legno della villetta di via Francia, mandandolo in fiamme. Un’inserviente, resasi conto dell’accaduto, aveva immediatamente allarmato Mario D’Angelis, padre della proprietaria della casa di riposo, e, nel frattempo, si era data da fare per domare le fiamme. L’uomo, appena ricevuta la telefonata, era uscito dalla propria abitazione di via Madonna delle Grazie per recarsi nella casa di riposo, ma appena giunto in strada si era reso conto che anche l’auto, sempre di proprietà della figlia Laura, stava andando a fuoco. L’autore o gli autori dei roghi, comunque, oltre a causare danni alle strutture, avrebbero potuto generare conseguenze ben più ingenti alle persone ospitate dalla struttura di via Francia. Sette anziani, non autosufficienti, la cui incolumità è stata preservata dalla prontezza dell’inserviente. Come ha subito spiegato lo stesso Mario D’Angelis nè lui nè la sua famiglia hanno mai ricevuto minacce. La struttura di via Francia è operativa dal 2006 e da allora non si era mai verificato alcun episodio tale da lasciar immaginare un epilogo simile.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
"Aspri, polemiche strumentali"
Non sono passate inosservate le dichiarazioni di Arnaldo Faiola, consigliere comunale di Fondi Viva sullo stato della scuola Aspri di Fondi. L’esponente di opposizione non aveva esitato a definire lo storico edificio fondano “fatiscente”. Ora ad intervenire sono Annarita Del Sole, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Amante, ‘ospitato’ nei locali dell’Aspri e l’assessore all’Istruzione, Egidio Turchetta. “Grazie agli interventi di ristrutturazione effettuati durante i trascorsi due anni da parte dell’amministrazione Parisella che hanno richiesto l’utilizzo di ingenti risorse finanziarie, - dichiara la dirigente scolastica - tale struttura che conta ormai 70 anni di vita è tornata agli splendori di un tempo”. Per Turchetta: “Lanciare accuse generiche e strumentali nei confronti dell’amministrazione comunale, che invece per l’edilizia scolastica in questi anni ha profuso ingenti risorse finanziarie per realizzare e ristrutturare le varie sedi centrali e periferiche, è veramente ingeneroso”. Intanto, per questa mattina, è previsto un incontro tra il dirigente scolastico Egidio Iannone, Gianfranco Mariorenzi, dirigente della ripartizione Lavori Pubblici , il vice-sindaco Giulio Cesare Di Manno e lo stesso Turchetta, per valutare e definire la priorità degli interventi presso la scuola di Salto Covino, da anni in attesa di lavori di adeguamento.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 26 gennaio 2009
Fiamme alla casa di riposo
A fuoco, alle prime luci dell’alba di domenica, una Hunday Accent e il portone della casa di riposo «Villa Maria» di Fondi. Ignoti, intorno alle 5 e 40, hanno gettato del liquido infiammabile contro il portone in legno della villetta di via Francia, mandandolo in fiamme. Un’inserviente, resasi conto dell’accaduto, ha immediatamente allarmato Mario D’Angelis, padre della proprietaria della casa di riposo, e, nel frattempo, ha spento il rogo. L’uomo, appena ricevuta la telefonata, è uscito dalla propria abitazione di via Madonna delle Grazie per recarsi nella casa di riposo, ma appena giunto in strada ha trovato un’amara sorpresa: anche l’auto, sempre di proprietà della figlia Laura, stava andando a fuoco. A quel punto è scattata la chiamata ai Vigili del Fuoco che, con il supporto del Falchi - Protezione Civile, hanno domato i due roghi. Lievi i danni all’ingresso di «Villa Maria», mentre è andata completamente distrutta l’automobile. Solo la prontezza dell’intervento ha permesso di evitare che le fiamme dalla Hunday potesserro attecchire anche ad un vicino negozio. Degli autori del rogo non c’è alcuna traccia, ma le indagini, affidate ai Carabinieri della locale stazione guidati dal luogotenente Emilio Mauriello, vanno avanti. Non è ancora chiaro se i due incendi siano stati appiccati da due complici contemporaneamente o se sono frutto della stessa mano criminosa. Un solo uomo potrebbe aver lanciato, quella che presumibilmente è una bottiglia incendiaria, contro il portone e poi essersi recato nella vicina via Madonna delle Grazie dove, con un metodo simile, ha mandato a fuoco anche l’automobile. L’autore o gli autori dei roghi, comunque, oltre a causare danni alle strutture, avrebbero potuto generare conseguenze ben più ingenti alle persone ospitate dalla struttura di via Francia. Sette anziani, non autosufficienti, la cui incolumità è stata preservata dalla prontezza dell’inserviente. Dopo aver raccolto tutti gli elementi utili sul posto, il lavoro investigativo sta prendendo in esame il passato della famiglia D’Angelis, cercando di capire se ci siano stati eventuali dissidi e malumori tali da portare a una vendetta del genere. Come ha spiegato lo stesso Mario D’Angelis nè lui nè la sua famiglia hanno mai ricevuto minacce. La struttura di via Francia è operativa dal 2006 e da allora non si era mai verificato alcun episodio tale da lasciar immaginare un epilogo simile. Unica ombra, le diverse segnalazioni inoltrate alla Polizia per dei tossicodipendenti che, in passato, si ritrovavano dietro alla villetta e che sono stati allontanati in più occasioni dagli agenti. Esclusa completamente la mano della criminalità organizzata sui due roghi è probabile che il tutto sia riconducibile ad un’incomprensione mal digerita da parte di qualcuno che ha pensato di vendicasi nella peggiore delle maniere.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
venerdì 23 gennaio 2009
Incidente mortale, ricoverato all'Icot il 50enne fondano
E' ricoverato con una prognosi di trenta giorni all’Icot di Latina A.F., il 50enne operatore del Mof di Fondi coinvolto nell’incidente stradale di mercoledì sera in cui ha perso la vita il 37enne Fabio Lia. L’uomo nel tragico schianto ha riportato la frattura di una vertebra, comunque, al momento, le sue condizioni non sono preoccupanti. Il 50enne inizialmente è stato trasportato dai sanitari del 118, accorsi sulla Fondi - Sant’Anastasia luogo dell’incidente, al Pronto soccorso del San Giovanni di Dio, da lì, vista l’assenza di posti letto negli altri nosocomi della provincia, si è optato per il trasferimento dell’Istituto del capoluogo. Come si ricorderà la vittima dello schianto viaggiava in direzione mare a bordo di una Ford Fiesta, quando si è scontrato frontalmente sulla propria corsia di marcia con un Range Rover, guidato da A.F.. Purtroppo il 37enne è morto sul colpo. Sul luogo dell’impatto sono prontamente giunti i carabinieri della stazione di Fondi, coordinati dal luogotenente Emilio Mauriello, la Polizia stradale di Terracina e la polizia municipale. L’impatto è avvenuto all’altezza del caseificio Casa Bianca intorno alle 18 e 30. Pur essendo ancora al vaglio degli inquirenti, si avanzano già le prime ipotesi sulla dinamica dello schianto, secondo le quali a causare lo scontro sarebbe stato un sorpasso azzardato da parte di uno dei due conducenti.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Faiola: "L'Aspri è fatiscente"
I bambini sono costretti a fare lezione in una struttura fatiscente e pericolosa. Basta considerare che ci sono infiltrazioni d’acqua vicino all’impianto elettrico». Così il consigliere comunale di Fondi Viva, Arnaldo Faiola descrive la situazione del primo circolo didattico Alfredo Aspri, in cui è ’ospitato’ anche l’Istituto comprensivo Enrico Amante. Dopo aver visitato l’immobile, mercoledì mattina alla presenza, tra l’altro, dell’assessore all’Istruzione Egidio Turchetta e del dirigente scolastico dell’Amante Annarita Del Sole, l’esponente di opposizione denuncia il grave stato di degrado in cui versa la storica struttura del centro cittadino. «La cosa che più mi ha meravigliato - prosegue - è che gli insegnanti mi hanno presentato i problemi presenti, così come hanno già fatto i genitori». Faiola non usa mezzi termini nel dire che «la situazione fa rabbrividire. Inoltre - prosegue - ho potuto appurare che ci sono altri problemi legati innanzitutto alla mensa, per qualità e quantità del cibo, e poi ai bagni che versano in uno stato pietoso». L’intervento di Faiola arriva a poche ore dalle polemiche sul plesso scolastico di Salto Covino, in cui il consigliere annuncia di voler andare «il prima possibile per verificare quali sono le reali condizioni della struttura». A margine del suo intervento chiarificatore sulla scuola del Salto, il sindaco, Luigi Parisella aveva spiegato come, in sei anni, la sua amministrazione ha «ristrutturato tutte le scuole di Fondi». Per l’esponente di Fondi Viva, alla luce di quanto appurato nell’Aspri si tratta: «di una grande menzogna. Se il sindaco venisse con me come ha già fatto l’assessore Turchetta, potrebbe verificare di persona la realtà. Piuttosto che parlare in questo modo - conclude - pensassero seriamente al futuro di questa città». Nel frattempo, dopo la manifestazione di lunedì sotto al comune, anche i genitori degli alunni di Salto Covino e il presidente del consiglio di istituto criticano le parole pronunciate da Parisella. «Il sindaco forse non ricorda - spiegano - che dal ’96 fino ad oggi abbiamo inviato decine di lettere in comune per denunciare i noti problemi relativi al riscaldamento, all’impianto elettrico, alla mancanza della palestra e quant’altro e finora l’amministrazione, dopo le sollecitazioni, ha risposto solo con sporadici interventi tampone». Intanto si aspetta l’incontro promesso dagli amministratori nel plesso del Salto.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 21 gennaio 2009
Salto Covino, Parisella stempera le polemiche
Abbiamo già fatto predisporre un piano di ristrutturazione e già in passato siamo intervenuti più volte per sistemare quello che non andava». Così il sindaco di Fondi, Luigi Parisella interviene sulla situazione del plesso scolastico di Salto Covino, dopo che genitori e alunni, martedì mattina, hanno dato vita ad un enorme girotondo sotto Palazzo san Francesco per protestare contro lo stato di abbandono della scuola. Dopo il girotondo i manifestanti sono stati ricevuti dal vice sindaco, Giulio Cesare Di Manno e dal dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici, Gianfranco Mariorenzi. I genitori, quindi, hanno presentato le diverse problematiche con cui i bambini sono costretti a convivere quotidianamente. Innanzitutto la mancanza di un impianto di riscaldamento, poi l’assenza di una recinzione e di spazi dedicati alle attività ludiche, come una palestra. Di Manno, da parte sua, ha accolto le richieste dei genitori, illustrando una bozza del progetto sul quale l’amministrazione sta lavorando. I genitori hanno chiesto la convocazione di un’assemblea pubblica, da tenersi a scuola, entro un paio di settimane. A quel punto, il sindaco e gli altri amministratori saranno chiamati a dare risposte concrete, precisando modalità e tempi di esecuzione del progetto. Intanto il primo cittadino spiega che «il progetto già c’è, ora bisogna solo mettere a disposizione le risorse necessarie. La bozza - spiega - tiene conto di tutte quelle problematiche che già ci erano state presentate in passato. Il riscaldamento - sottolinea Parisella - è il problema più complesso da risolvere, perché, per la distanza con le abitazioni vicine e la mancanza di una recinzione, è impossibile installare un bombolone per il gas. Nel frattempo comunque siamo già intervenuti comprando le stufe elettriche che sono in uso nella scuola». Parisella, infine, sottolinea come in sei anni la sua amministrazione abbia «ristrutturato tutte le scuole di Fondi. Attualmente - conclude - mancano solo altri piccoli interventi e quindi è nostra intenzione impegnarci anche per il plesso di Salto Covino».
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
venerdì 16 gennaio 2009
Migliozzi, c'è un indagato
C’è un sospettato per la morte di Roberto Migliozzi, il 28enne trovato carbonizzato il 30 dicembre dello scorso anno. Si tratta di Johnny Lauretti, 30enne amico di lunga data della vittima, iscritto nel registro degli indagati per omicidio e omissione di cadavere. Già nelle scorse settimane il Lauretti era stato posto al centro dell’attenzione da parte degli inquirenti. Il 7 gennaio una decina tra poliziotti del commissariato di Fondi e carabinieri della compagnia di Gaeta, che insieme conducono le indagini, avevano notificato il provvedimento di sequestro di un furgone Iveco al 30enne pregiudicato. Gli inquirenti, intorno alle 10 e 30 di mattina, si erano recati nel quartiere Portone della Corte, dove il Lauretti si trovava a casa con la ex moglie e le due figlie, notificando il sequestro del mezzo, disposto dal Pm Chiara Riva. Allora Lauretti non era ancora indagato, anzi l’uomo, difeso dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, si era recato spontaneamente in commissariato a Fondi per fornire elementi utili. Proprio quel furgone potrebbe essere la chiave nelle indagini. In mattinata, i Ris di Roma effettueranno i propri rilievi per verificare se quel mezzo abbia a che fare con la tragica scomparsa del Migliozzi. Migliozzi era stato trovato privo di vita e gravemente ustionato sulla soglia di una baracca adiacente la casa in campagna di famiglia in via Capocroce, 21 a Fondi. Era stato il fratello della madre, Concetta Gargiulo, deceduta appena un mese fa, ad effettuare la macabra scoperta. Lo zio, in tarda mattinata, era andato a potare alcune piante nel terreno di famiglia, quando, arrivato in prossimità della baracca, si era trovato davanti il nipote ormai privo di vita e con ustioni su tutto il corpo. Per il 28enne sembra che la prematura scomparsa della madre fosse stato un colpo duro da sopportare, tanto che pare soffrisse di alcuni disagi psicologici, derivanti dalla tragica scomparsa. Motivazioni che avevano indirizzato l’attenzione degli inquirenti, almeno nella prima fase, verso un probabile suicidio o un incidente. Sono da tenere sempre presenti anche i primi risultati dell’autopsia, eseguita a Latina dal medico legale, Filippo Milano, che non hanno fatto emergere alcun segno di lesione traumatica. Quindi non ci sono segni di colluttazione. Il decesso del 28enne sembra essere stato causato dalle fiamme che gli hanno provocato ustioni su tutto il corpo. Ovviamente per avere più certezze si dovranno attendere i risultati dell’esame istologico e tossicologico, per cui è necessario aspettare sessanta giorni. Nel frattempo, comunque, i risultati che potrebbero determinare l’indirizzo dell’inchiesta sono quelli dei rilievi che i Ris effettueranno questa mattina.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
giovedì 15 gennaio 2009
Abusivismo edilizio, due denunce
Ancora sequestri per abusivismo edilizio a Itri. Questa volta i carabinieri della locale stazione, nella giornata di martedì, hanno denunciato in stato di libertà, per violazione delle norme di ampliamento in difformità alla concessione edilizia ed assenza della prescritta tabella, il 33enne, C.L. e il 23enne, A.L., entrambi del luogo. I due, su due distinti immobili destinati a depositi agricoli siti in località Monte Vivolo, hanno realizzato, in violazione alle concessioni edilizie rilasciate, un aumento della superficie coperta rispettivamente di 26 e 27 metri quadri. I due cantieri, inoltre, sono risultati privi della prescritta tabellonistica. Gli immobili, del valore rispettivamente di 300.000 e 250.000 euro circa sono stati sottoposti a sequestro. Dopo un periodo di relativa calma, dunque, torna d’attualità il fenomeno abusivismo nel comune di Itri. Il 2008 è stato un anno segnato da continue operazioni volte a debellare la piaga abusivismo. Se ne ricordano oltre quaranta portate a termine soprattutto dai carabinieri della locale stazione, comandati dal maresciallo Giovanni Persico. I reati sono sempre gli stessi: “costruzione edilizia in totale assenza di concessione”, “falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico”, “truffa in danno della pubblica amministrazione” e altri. Ma quello che più desta preoccupazione in paese è la quantità di richieste di condono presentate per opere ancora non realizzate. Secondo alcune denunce pubbliche sarebbero oltre 600 le istanze di condono “preventivo” giacenti negli uffici comunali. Una pratica che, va ricordato, è illegale. Gli 11.000 ettari di estensione territoriale di cui il comune itrano può godere, evidentemente, fanno gola a chi vuole costruire senza “preoccuparsi” di ottenere le dovute autorizzazioni o che le zone da cementificare siano sottoposte a vincolo paesaggistico. Le località “Santo Stefano”, “Magliana”, solo per citarne un paio, tutte situate fuori dal centro abitato si stanno trasformando, sotto gli occhi dei cittadini, in aree residenziali.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 10 gennaio 2009
Agguato, si segue la pista della droga
Vanno avanti nel più stretto riserbo le indagini dei carabinieri della compagnia di Terracina sull’atto intimidatorio subito da Andrea Pannone nella serata di giovedì. Gli inquirenti sembrano prediligere la pista legata allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, le cui condizioni già non gravi sono in miglioramento, resta ricoverato al “Dono Svizzero” di Formia e si rifiuta di collaborare con i militari. Pannone, 36enne residente a Monte San Biagio, è rimasto ferito alle gambe e ad una mano da ben quattro colpi di pistola esplosi da tre ignoti che lo hanno aspettato, a bordo di una Fiat, davanti all’ex casello ferroviario che la vittima utilizza come abitazione. Appena lo hanno visto arrivare, sono scesi e hanno esploso i colpi di arma da fuoco. La vittima, che è riuscita a ripararsi dietro la propria automobile, nonostante le ferite, è riuscita a risalire in macchina e recarsi da solo presso il pronto soccorso del vicino ospedale «San Giovanni di Dio» di Fondi. Qui i sanitari hanno eseguito le prime medicazioni e ne hanno ordinato il trasferimento presso il «Dono Svizzero» di Formia. La pista della vendetta negli ambienti dello spaccio viene prediletta dai carabinieri, anche alla luce dei precedenti di Pannone. Il 36enne, infatti, è già noto alle forze dell’ordine, in particolare per reati legati appunto allo spaccio di droga. L’episodio di giovedì è l’ennesimo atto intimidatorio di una gravità inaudita che si verifica sul territorio della piana. L’agguato subito da Pannone, consumatosi a Monte San Biagio, fa seguito ad altri gravi atti criminosi che hanno contraddistinto la realtà della vicina Fondi negli ultimi mesi. A dicembre un episodio molto simile ha fatto finire in ospedale, con una ferita da arma da fuoco al piede, un commerciante ortofrutticolo di Fondi. Anche in quel caso la vittima si era trovato gli assalitori sotto casa. Eppure i due episodi sono profondamente diversi. Nel caso di Pannone i malviventi non hanno cercato di rubare alcun incasso, ma solo ed esclusivamente di colpire e spaventare la vittima. Si tratta probabilmente di una vendetta in piena regola. Qualunque sia l’origine della sparatoria resta la preoccupazione per l’ennesimo episodio criminoso consumatosi sulla piana.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Agguato sotto casa, gambizzato
E’ stato un agguato in piena regola quello portato a termine da ignoti
ai danni di Andrea Pannone. L’uomo, 36enne residente a Monte San Biagio,
è rimasto ferito alle gambe e ad una mano da ben quattro colpi di pistola.
Il tutto si è verificato intorno alle 22 e 45 di mercoledì sera sull’Appia
nel territorio di Monte San Biagio. Erano in tre e lo hanno aspettato,
a bordo di una Fiat, davanti all’ex casello ferroviario che la vittima
utilizza come abitazione. Appena lo hanno visto arrivare, sono scesi e
hanno esploso i colpi di arma da fuoco. La vittima, nonostante le ferite,
è riuscita a risalire in macchina e recarsi da solo presso il pronto soccorso
del vicino ospedale «San Giovanni di Dio» di Fondi. Qui i sanitari hanno
eseguito le prime medicazioni e, ritenendo necessario un intervento chirurgico
per le ferite alle gambe, ne hanno ordinato il trasferimento presso il
«Dono Svizzero» di Formia. Le condizioni nel nosocomio formiano sono state
giudicate meno gravi del previsto e così il Pannone è stato ricoverato,
senza essere operato, con una prognosi di trenta giorni. L’inchiesta sul
grave episodio intimidatorio è stata affidata ai carabinieri della compagnia
di Terracina. Gli inquirenti, oltre ad aver raccolto elementi utili suo
luogo del’agguato, stanno scavando nelle frequentazioni e nel passato della
vittima. Il 36enne, infatti, è già noto alle forze dell’ordine, in particolare
per reati legati allo spaccio di droga. Un fatto gravissimo che pone nuovi
interrogativi sulla situazione ordine pubblico nel territorio della piana.
L’agguato, consumatosi a Monte San Biagio, fa seguito ad altri gravi atti
criminosi che hanno contraddistinto la realtà della vicina Fondi negli
ultimi mesi. A dicembre un episodio molto simile ha fatto finire in ospedale,
con una ferita da arma da fuoco al piede, un commerciante ortofrutticolo
di Fondi. Anche in quel caso la vittima si era trovato gli assalitori sotto
casa. Ma nel precedente si trattava di due rapinatori che cercarono di
strappare via dalle mani del commerciante un borsello contenete l’incasso
della giornata; nel caso di mercoledì, invece, le motivazioni sono diverse
e ancora oscure. L’obiettivo era quello di ferire e «avvisare» la vittima.
Riccardo Antonilli
ai danni di Andrea Pannone. L’uomo, 36enne residente a Monte San Biagio,
è rimasto ferito alle gambe e ad una mano da ben quattro colpi di pistola.
Il tutto si è verificato intorno alle 22 e 45 di mercoledì sera sull’Appia
nel territorio di Monte San Biagio. Erano in tre e lo hanno aspettato,
a bordo di una Fiat, davanti all’ex casello ferroviario che la vittima
utilizza come abitazione. Appena lo hanno visto arrivare, sono scesi e
hanno esploso i colpi di arma da fuoco. La vittima, nonostante le ferite,
è riuscita a risalire in macchina e recarsi da solo presso il pronto soccorso
del vicino ospedale «San Giovanni di Dio» di Fondi. Qui i sanitari hanno
eseguito le prime medicazioni e, ritenendo necessario un intervento chirurgico
per le ferite alle gambe, ne hanno ordinato il trasferimento presso il
«Dono Svizzero» di Formia. Le condizioni nel nosocomio formiano sono state
giudicate meno gravi del previsto e così il Pannone è stato ricoverato,
senza essere operato, con una prognosi di trenta giorni. L’inchiesta sul
grave episodio intimidatorio è stata affidata ai carabinieri della compagnia
di Terracina. Gli inquirenti, oltre ad aver raccolto elementi utili suo
luogo del’agguato, stanno scavando nelle frequentazioni e nel passato della
vittima. Il 36enne, infatti, è già noto alle forze dell’ordine, in particolare
per reati legati allo spaccio di droga. Un fatto gravissimo che pone nuovi
interrogativi sulla situazione ordine pubblico nel territorio della piana.
L’agguato, consumatosi a Monte San Biagio, fa seguito ad altri gravi atti
criminosi che hanno contraddistinto la realtà della vicina Fondi negli
ultimi mesi. A dicembre un episodio molto simile ha fatto finire in ospedale,
con una ferita da arma da fuoco al piede, un commerciante ortofrutticolo
di Fondi. Anche in quel caso la vittima si era trovato gli assalitori sotto
casa. Ma nel precedente si trattava di due rapinatori che cercarono di
strappare via dalle mani del commerciante un borsello contenete l’incasso
della giornata; nel caso di mercoledì, invece, le motivazioni sono diverse
e ancora oscure. L’obiettivo era quello di ferire e «avvisare» la vittima.
Riccardo Antonilli
giovedì 8 gennaio 2009
Carbonizzato, svolta nelle indagini
Svolta nelle indagini sulla morte di Roberto Migliozzi. Ieri mattina una decina tra carabinieri e poliziotti hanno notificato il provvedimento di sequestro di un furgone Iveco al 30enne pregiudicato, Johnny Lauretti. Gli inquirenti, intorno alle 10 e 30 di mattina, si sono recati nel quartiere Portone della Corte, dove il Lauretti si trovava a casa con la ex moglie e le due figlie, notificando il sequestro del mezzo che l’uomo utilizza per acquistare e vendere materiale ferroso. Come ha specificato il legale del 30enne, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo: “Lauretti non è indagato, ma è solo una persona informata dei fatti. Nei giorni scorsi, - sottolinea il legale – avendo saputo che il mio assistito era attenzionato in seguito all’amicizia con il Migliozzi e per i precedenti legati allo spaccio di stupefacenti, ci siamo presentati spontaneamente in commissariato, per rilasciare agli inquirenti dichiarazioni utili. Il mio assistito – conclude – non ha nulla da nascondere, siamo tranquilli”. Il sequestro, probabilmente, servirà agli uomini diretti dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli, per verificare se sul mezzo siano presenti tracce di sangue o liquido infiammabile, riconducibili alla scomparsa del 28enne fondano. Il lavoro degli inquirenti, comunque, continua a 360 gradi e non esclude altre ipotesi. Per ora si sta battendo ogni pista per scongiurare il coinvolgimento di terzi nella tragica scomparsa. Va sempre tenuto presente che i primi risultati dell’autopsia, eseguita a Latina dal medico legale, Filippo Milano, non hanno fatto emergere alcun segno di lesione traumatica. Quindi non ci sono segni di colluttazione. Il decesso del 28enne sembra essere stato causato dalle fiamme che gli hanno provocato ustioni su tutto il corpo. Ovviamente per avere più certezze si dovranno attendere i risultati dell’esame istologico e tossicologico, per cui è necessario aspettare sessanta giorni. Il sequestro, quindi, non deve far pensare ad un cambio di rotta investigativo, ma va inteso semplicemente come la conseguenza di un’indagine che non esclude ancora alcuna pista. Le ipotesi suicidio o incidente restano pienamente valide.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
martedì 6 gennaio 2009
Politica, le spaccature
Non sarà un anno semplice quella appena iniziato per l’amministrazione comunale di Fondi. Come già accaduto nel corso di quasi tutto il 2008, la macchina amministrativa stenterà a ripartire a pieno regime, almeno finché il ministro dell’Interno Roberto Maroni non si pronuncerà sulla richiesta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi, presentata l’8 settembre scorso dal prefetto di Latina, Bruno Frattasi. Una situazione che ha spinto il consiglio comunale, in maniera unitaria, a chiedere al ministro di decidere celermente sulle sorti dell’amministrazione comunale. In una città ancora sconvolta dal grave atto intimidatorio ai danni del capannone del presidente del consiglio comunale Giorgio Fiore, preceduto da altri gravi atti criminosi, l’unica strada per ritrovare serenità è quella di sciogliere il “nodo” sulla legittimità dell’amministrazione Parisella. Al di là dell’unità dei presenti (20 consiglieri su 31) nel corso del consiglio straordinario sull’ordine pubblico del 29 dicembre scorso, non sono mancate le polemiche tra gli schieramenti politici. Il Partito Democratico continuerà a non presentarsi nei consigli comunali e nelle commissioni finché Maroni non si pronuncerà. L’altra forza di centrosinistra, Fondi Viva continuerà a disertare solo le commissioni, così come Claudio Padula del gruppo misto. Una diversità di atteggiamento che ha portato anche alla nascita di qualche polemica interna all’opposizione. Qualche spaccatura non manca neanche nella maggioranza. Antonio Forte di Alleanza Fondana non parteciperà ai consigli in attesa delle determinazioni del ministro. Qualcun’altro come Xenio Bortone (Forza Italia) risulta assente già da diverse riunioni, al pari di Maurizio Cima dell’Udc. Va sottolineato che sia la giunta sia il consiglio hanno lavorato continuamente all’ordinaria amministrazione e all’approvazione di alcuni punti di rilievo, nonostante le indagini e la seguente richiesta di scioglimento. Ma, mentre l’incertezza continuerà ad aleggiare in città e nelle stanze di palazzo san Francesco, portando con se un carico di polemiche e veleni, altri grandi temi che attendono di essere esaminati resteranno irrisolti. Per tentare di uscire da questo “limbo” il consiglio ha invitato Maroni a decidere, la speranza, ora, è che i tempi siano stretti.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Carbonizzato, le indagini
Proseguono a ritmo serrato le indagini del commissariato di Polizia di Fondi, diretto dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli, sulla morte di Roberto Migliozzi. Come si ricorderà il 28enne fondano è stato trovato privo di vita e gravemente ustionato, sulla soglia di una baracca adiacente la casa in campagna di famiglia in via Capocroce a Fondi, nella tarda mattinata di martedì 30 dicembre. Sono diverse le piste che continuano ad essere battute dagli inquirenti. Le ipotesi suicidio o incidente restano quelle predilette, anche perché i primi risultati dell’autopsia, eseguita a Latina dal medico legale, Filippo Milano, non hanno fatto emergere alcun segno di lesione traumatica. Quindi non ci sono segni di colluttazione. Il decesso del 28enne sembra essere stato causato dalle fiamme che gli hanno provocato ustioni su tutto il corpo. Ovviamente per avere più certezze si dovranno attendere i risultati dell’esame istologico e tossicologico, per cui è necessario aspettare sessanta giorni. Va anche ricordato che la vita del Migliozzi non era stata particolarmente semplice negli ultimi tempi. Il 28enne, di recente, aveva perso la madre e anni addietro il padre. Per lui sembra che la prematura scomparsa della genitrice fosse stato un colpo duro da sopportare, tanto che pare soffrisse di alcuni disagi psicologici, derivanti dalla tragica scomparsa. Migliozzi attualmente era disoccupato e aveva a suo carico una arresto datato 23 ottobre, giorno in cui era stato fermato a Formia dalla Polizia, perché trovato in possesso, con Paolo Corsini di 26 anni e Kwasi Yunima Adjei di 28 anni, cittadino extracomunitario originario del Ghana e domiciliato a Minturno, di 40 grammi di cocaina. All’arresto era seguita la condanna a dieci mesi, pena sospesa. Le indagini, comunque, restano aperte e non è escluso che gli uomini di Marinelli vogliano accertare, attraverso l’ascolto di persone vicine al deceduto, che non vi siano altri “lati oscuri” nella prematura scomparsa del fondano.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
venerdì 2 gennaio 2009
Muore carbonizzato, è mistero
E’ mistero sulla morte del 28enne Roberto Migliozzi, trovato privo di vita e gravemente ustionato sulla soglia di una baracca adiacente la casa in campagna di famiglia in via Capocroce, 21 a Fondi. E’ stato il fratello della madre, Concetta Gargiulo, deceduta appena un mese fa, ad effettuare la macabra scoperta. Lo zio, in tarda mattinata, era andato a potare alcune piante nel terreno di famiglia, quando, arrivato in prossimità della baracca, si è trovato davanti il nipote ormai privo di vita e con ustioni su tutto il corpo. Sul posto, in seguito, sono arrivati gli uomini del commissariato di Polizia di Fondi, diretti dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli che hanno provveduto ad effettuare i rilievi di rito, il pubblico ministero Chiara Riva e il medico legale, Milano. Sul corpo del giovane fondano è stata disposta l’autopsia in programma per domani a Latina. Solo l’esame autoptico potrà chiarire se la tragica scomparsa del Migliozzi si deve ad un incidente o alla volontà del giovane. Le uniche certezze, per ora, sono che il 28enne è stato ritrovato con le gambe aperte e le braccia anchilosate, in una posizione tale da lasciar intendere che si sia dimenato a lungo prima di perdere la vita e che sul posto non sembra essere stata rilevata alcuna traccia di qualche combustibile che avrebbe potuto dare il la alle fiamme. Secondo i primi rilievi la morte del Migliozzi risale alle prime ore del mattino, ben prima, quindi, del ritrovamento dello zio. Il 28enne, che aveva di recente perso la madre e anni addietro il padre, lascia due sorelle e due fratelli. Per lui sembra che la prematura scomparsa della madre fosse stato un colpo duro da sopportare, tanto che pare soffrisse di alcuni disagi psicologici, derivanti dalla tragica scomparsa. Migliozzi attualmente era disoccupato. Per il 28enne, il 23 ottobre scorso, era anche scattato l’arresto a Formia, ad opera della Polizia, perché trovato in possesso, con Paolo Corsini di 26 anni e Kwasi Yunima Adjei di 28 anni, cittadino extracomunitario originario del Ghana e domiciliato a Minturno, di 40 grammi di cocaina. Arresto seguito da una condanna con patteggiamento a dieci mesi di reclusione e al pagamento di 2.600 euro di spese processuali, pena sospesa. Al di là dei motivi che hanno provocato la scomparsa del 28enne, resta un grande dolore dei famigliari e conoscenti di Roberto. Il vuoto lasciato dal giovane è stato testimoniato dal via vai continuo di persone che ieri si è stretto intorno alla famiglia.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli