Per lui elementi tali da portare allo scioglimento del consiglio comunale non ci sono mai stati, tanto meno adesso che “si stanno strumentalizzando le dichiarazioni rese dal ministro dell’Interno”. Il sindaco di Fondi, Luigi Parisella continua a difendere la sua amministrazione, anzi annuncia battaglia a tutti coloro che hanno infangato il nome suo e della città. “Indipendentemente da come andranno le cose – ci ha spiegato – noi andremo fino in fondo. Chiunque ha sbagliato dovrà pagare”. E per il primo cittadino non ci sono ruoli o posizioni che tengano. “Se effettivamente quello che è stato pubblicato dai giornali è parte della relazione redatta dal prefetto Frattasi, allora è piena di falsità”. Come spiegato in precedenza le dichiarazioni rese giovedì da Maroni nell’audizione in commissione antimafia sono ben diverse da ciò che ha lasciato intendere “qualche esponente della sinistra”. “A latere di un’audizione su altri argomenti, - ha sottolineato Parisella - una deputata del Partito Democratico ha chiesto al Ministro se fosse a conoscenza della proposta di scioglimento. Maroni ha risposto che ne era a conoscenza, ma che non spetta a lui decidere e che ha rimesso gli atti alla presidenza del consiglio dei ministri. Poi la deputata del Pd ha lasciato intendere che il ministro avesse espresso un parere, quando non è così”. Per il primo cittadino questo dimostra che la sinistra “ormai allo sbando, tenta di concentrare l’attenzione dell’opinione pubblica su Fondi, prova ne sono i tanti interventi della Regione, che non ha competenza in materia, nel richiedere lo scioglimento del consiglio. La Regione ha competenza su altri argomenti su cui sta portando avanti una politica disastrosa, come ad esempio i rifiuti, che cerca di coprire attraverso questa campagna mediatica su Fondi”. Quindi il primo cittadino, così come l’intera città, resta in attesa della decisione del consiglio dei ministri. Sui tempi non ci sono certezze, non ce ne sono mai state da sette mesi a questa parte e non ce ne sono neanche adesso che Maroni ha interrotto un silenzio tombale sulla richiesta di scioglimento, qualunque sia la corretta interpretazione delle sue parole. Sta di fatto che l’audizione in commissione antimafia appare come un’altra scossa del terremoto che ha toccato la città da un anno a questa parte. Segno che ancora non è il momento di poter tornare alla tranquillità. Per questo bisogna attendere gli atti ufficiali dell’organo deputato, il consiglio dei ministri, sul cui pronunciamento Parisella annuncia che “non inneggeremo né alzeremo barricate. Saremo rispettosi, - ha concluso - come lo siamo stati fino ad oggi, delle decisioni degli altri organi politici, istituzionali e della giustizia amministrativa”.
Riccardo Antonilli
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