Un’altra visita dei Nas all’ospedale «San Giovanni di Dio» di Fondi. Gli uomini del Nucleo antisofisticazioni e sanità dell’arma dei carabinieri hanno concentrato le loro attenzioni sul Pronto soccorso del nocosmio fondano. I militari sono arrivati intorno alle 23 e 50 e sono andati via all’una e trenta circa. Quasi due ore utili a verificare i dati sul personale medico e paramedico in servizio al Pronto soccorso e per raccogliere elementi sui Poct. Stando ad alune indiscrezioni, infatti, sembra che i Nas siano parsi particolarmente interessati ai discussi strumenti di analisi in utilizzo al «San Giovanni di Dio» e in diversi altri ospedali della provincia pontina. Non è la prima volta che il Nucleo antisofisticazioni si reca all’ospedale di Fondi. Il blitz della scorsa notte rientra in un’indagine già avviata e che era emersa grazie a due precedenti visite datate 25 e 26 febbario, poco più di un mese fa. Nell’occasione i militari si erano soffermati a lungo a colloquio con Sergio Parrocchia e Massimo Marciano, rispettivamente direttore sanitario e amministrativo del distretto centro. Da loro avevano ottenuto informazioni e documentazione. Anche nei due precedenti, al centro delle attenzioni sembra ci fossero i Poct. A Fondi, negli ultimi mesi, complice la paventata chiusura del laboratorio di analisi a favore dell’utilizzo dei ‘Point of Care Testing’, su tali strumenti diagnostici è nata una guerra portata avanti da un lato dai sindacati e dalle forze politiche di maggioranza, e dall’altro dalla Asl. Sono diverse le richieste di chiarimenti presentate da Franco Addessi, dirigente provinciale della Cgil - Funzione Pubblica alla azienda sull’uso di tali apparecchiature. Al centro delle polemiche, oltre alla presunta imprecisione dei risultati offerti, c’è anche la mancata retribuzione del personale per le prestazioni effettuate con i Poct. Tanto che un centinaio di infermieri, impiegati nei nosocomi della provincia, hanno dato mandato all’avvocato Arnaldo Faiola di presentare una richiesta di pagamento all’Azienda. Sulla trasformazione del laboratorio di analisi in un centro prelievi, intanto, continuano le polemiche. In particolare è il sindaco, Luigi Parisella ad aver attaccato frontalmente la manager della Asl pontina, Ilde Coiro. Il primo cittadino, dopo una lunga serie di interventi, nella giornata di lunedì ha chiesto un incontro al presidente della regione, Piero Marrazzo per discutere della chiusura del laboratorio, in programma per il prossimo mese di giugno, e per consegnare personalmente le firme raccolte contro la chiusura del servizio.
Riccardo Antonilli
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