mercoledì 20 maggio 2009

Ancora intimidazioni, fiamme alla Cobal

Continua la lunga scia di fuoco contro le attività commerciali della città di Fondi. Nella notte a cavallo tra domenica e lunedì ad essere distrutti dalle fiamme sono stati un furgone e diverse migliaia di cassette di plastica di proprietà della Cobal. Ignoti, intorno all’una e trenta, hanno appiccato il rogo ai danni di un Iveco Daily cassonato e delle cassette di plastica, dove viene sistemata e trasportata la frutta lavorata all’interno del capannone dell’azienda fondana. L’incendio è stato acceso e si è sviluppato all’esterno del cortile della Cobal situato in via Pantanello, nella nuova area artigianale della città. Un passante, notando le fiamme, ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono giunti immediatamente i Falchi – Protezione civile, seguiti dai Vigili del fuoco. Le operazioni di spegnimento sono andate avanti a lungo e hanno evitato che il rogo potesse procurare danni ancor più gravi. Anche se, nonostante la prontezza dimostrata sia dagli uomini della Protezione civile sia dai Vigili del fuoco, i danni, secondo una prima stima, ammonterebbero a circa 100 mila euro. In via Pantanello sono arrivati anche gli agenti del commissariato di Polizia di Fondi, guidati dal vice questore Massimo Mazio a cui sono affidate le indagini e i Carabinieri della locale stazione. La Cobal, di proprietà della famiglia Lippa, è un’azienda storica della città di Fondi che, da circa un anno e mezzo, si è trasferita nella nuova struttura situata all’interno dell’area artigianale, dopo essere stata a lungo in altri capannoni situati ai bordi della Fondi - Sant’Anastasia. Gemino Lippa ci ha spiegato “di non aver mai ricevuto minacce”, così come Alessandro, il figlio, che, anche alla luce dei recenti precedenti, si è domandato “se in un comune come Fondi che conta 40 mila abitanti sia sufficiente l’attuale presenza delle forze dell’ordine”. Intanto le indagini su quest’ultimo e sugli altri incendi ai danni della fabbrica di imballaggi Fidaleo e della ditta di noleggio di mezzi edili Elispanair proseguono a ritmo serrato. Al momento, per quanto riguarda l’incendio alla Cobal, nessuna pista può essere esclusa. Gli inquirenti stanno cercando di capire anche se ci sia una relazione tra i vari incendi, quindi se la mano criminosa è la stessa o se ci sono più soggetti impegnati nel ben poco nobile intento di incendiare strutture e materiali delle attività produttive fondane. L’unico dato certo resta la scia di episodi criminosi che sta allarmando la cittadinanza e cambiando radicalmente in negativo l’immagine di Fondi.
Riccardo Antonilli
Continua la lunga scia di fuoco contro le attività commerciali della città di Fondi. Nella notte a cavallo tra domenica e lunedì ad essere distrutti dalle fiamme sono stati un furgone e diverse migliaia di cassette di plastica di proprietà della Cobal. Ignoti, intorno all’una e trenta, hanno appiccato il rogo ai danni di un Iveco Daily cassonato e delle cassette di plastica, dove viene sistemata e trasportata la frutta lavorata all’interno del capannone dell’azienda fondana. L’incendio è stato acceso e si è sviluppato all’esterno del cortile della Cobal situato in via Pantanello, nella nuova area artigianale della città. Un passante, notando le fiamme, ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono giunti immediatamente i Falchi – Protezione civile, seguiti dai Vigili del fuoco. Le operazioni di spegnimento sono andate avanti a lungo e hanno evitato che il rogo potesse procurare danni ancor più gravi. Anche se, nonostante la prontezza dimostrata sia dagli uomini della Protezione civile sia dai Vigili del fuoco, i danni, secondo una prima stima, ammonterebbero a circa 100 mila euro. In via Pantanello sono arrivati anche gli agenti del commissariato di Polizia di Fondi, guidati dal vice questore Massimo Mazio a cui sono affidate le indagini e i Carabinieri della locale stazione. La Cobal, di proprietà della famiglia Lippa, è un’azienda storica della città di Fondi che, da circa un anno e mezzo, si è trasferita nella nuova struttura situata all’interno dell’area artigianale, dopo essere stata a lungo in altri capannoni situati ai bordi della Fondi - Sant’Anastasia. Gemino Lippa ci ha spiegato “di non aver mai ricevuto minacce”, così come Alessandro, il figlio, che, anche alla luce dei recenti precedenti, si è domandato “se in un comune come Fondi che conta 40 mila abitanti sia sufficiente l’attuale presenza delle forze dell’ordine”. Intanto le indagini su quest’ultimo e sugli altri incendi ai danni della fabbrica di imballaggi Fidaleo e della ditta di noleggio di mezzi edili Elispanair proseguono a ritmo serrato. Al momento, per quanto riguarda l’incendio alla Cobal, nessuna pista può essere esclusa. Gli inquirenti stanno cercando di capire anche se ci sia una relazione tra i vari incendi, quindi se la mano criminosa è la stessa o se ci sono più soggetti impegnati nel ben poco nobile intento di incendiare strutture e materiali delle attività produttive fondane. L’unico dato certo resta la scia di episodi criminosi che sta allarmando la cittadinanza e cambiando radicalmente in negativo l’immagine di Fondi.
Riccardo Antonilli

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