Analizzare e discutere il risultato elettorale. Con quest’obiettivo venerdì si è riunito il circolo fondano del Partito democratico, che ha preso atto delle dimissioni irrevocabili del consigliere comunale, Paolo Giardino. L’occasione è stata utile per programmare il futuro del partito sul territorio, individuando i prossimi passi da compiere per recuperare consenso tra la cittadinanza. Innanzitutto è stato preso atto del risultato elettorale delle provinciali, in cui è stata riconfermata una forbice sempre esistente in queste competizioni con il centrodestra. Intanto, come spiega il coordinatore cittadino Bruno Fiore, il partito deve liberarsi “dove ce ne fosse bisogno dei lacci e lacciuoli che lo hanno legato a figure di riferimento sul territorio che si sono dimostrate del tutto incapaci ed inutili, se non dannose dal punto di vista elettorale”. Un segnale di cambiamento chiaro e senza mezze misure. Al tempo stesso, resta “l’obbligo politico, morale ed etico di rappresentare, insieme alle altre forze politiche del centro sinistra, l’opposizione in un territorio ogni giorno sempre più preso di mira dalla malavita organizzata”. Intanto, mentre su Fondi continua a pendere la decisione sullo scioglimento del consiglio, continuano i mutamenti nella massima assise cittadina. Va ricordato che il Pd (rappresentato dopo la rinuncia di Giardino solo da Massimo Di Fazio), comunque, finché il governo non prenderà una decisione continuerà a non partecipare alle riunioni consiliari. Prima dell’esponente del Pd, si erano dimessi nelle file del centrodestra: l’assessore alle Attività produttive Pier Luigi Avallone, amareggiato per non aver ottenuto una candidatura, e poi il consigliere Antonio Ciccarelli, sostituito con Donatella Di Biasio. Una serie di movimenti che avrebbero avuto un peso diverso in una situazione di normalità. Ma la politica fondana, finché non sarà sciolto il nodo sulla legittimità dell’attuale amministrazione, non potrà tornare alla normalità.
Riccardo Antonilli
domenica 14 giugno 2009
sabato 13 giugno 2009
Holiday, in aula contro il consulente
Si è tornati in aula sul “caso Holiday”. Davanti al Gip, Tiziana Coccoluto si è tenuta l’udienza preliminare sull’opposizione all’archiviazione presentata dal legale dei proprietari del villaggio turistico di Fondi, Corrado de Simone, in merito a una denuncia presentata dallo stesso avvocato nei confronti dell’architetto Patrizia Capolino, consulente del pm, Giuseppe Miliano che ha eseguito la perizia sulla struttura ricettiva. Quella perizia è stata fondamentale affinché il villaggio turistico finisse sotto sequestro. Per i proprietari della struttura la Capolino sarebbe colpevole di falsa perizia, per questo si sono opposti alla richiesta di archiviazione presentata dal pm, Saveriano. La Capolino, difesa dall’avvocato Francesco Tarsitano, nel caso in cui il procedimento andasse avanti, rischierebbe l’interdizione dalla professione. Il giudice si è riservato di decidere, quindi, per sapere se il tutto verrà archiviato o meno, sarà necessario attendere.
R.A.
R.A.
Furto al "San Giovanni di Dio", sparisce una sonda da 40 mila euro
Furto all’interno dell’ospedale di Fondi. Giovedì, dal reparto di radiologia del “San Giovanni di Dio”, è sparita una sonda per Cpre, un esame effettuato settimanalmente nel nosocomio della piana. Ogni giovedì medici chirurghi del “San Giovanni di Dio” e del “Goretti” di Latina effettuano la visita specialistica. Due giorni fa, appena prima di entrare in sala, la sonda era poggiata su un carrello. Sono bastati pochi minuti di distrazione del personale e il prezioso e costoso strumento è letteralmente scomparso. La sonda ha un costo di circa 40 mila euro e serve ad effettuare la colangiopancreatografia retrograda endoscopica. La sparizione, ovviamente, è stata denunciata alle forze dell’ordine che stanno indagando per capire chi possa aver trafugato lo strumento diagnostico. Un fatto gravissimo, soprattutto perché consumato all’interno di un ospedale e ai danni di numerosi pazienti che necessitano dell’esame. Un duro colpo per l’ospedale della piana che, oltre alle tante e ben note problematiche e polemiche che lo stanno caratterizzando da diversi mesi a questa parte, ora deve fare i conti anche con i ladri.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
venerdì 12 giugno 2009
Distrutta dalle fiamme l'auto di un Carabiniere
Un’altra auto in fiamme a Fondi. Nella notte a cavallo tra mercoledì e giovedì una Mercedes classe C station wagon, posteggiata nel cortile di un’abitazione in via Liguria, è stata completamente distrutta da un incendio. Erano le 3 e 45 circa quando le fiamme hanno iniziato a divampare. Diversi abitanti del popoloso quartiere Portone della Corte si sono svegliati di soprassalto dopo aver sentito un boato. Immediatamente sono stati allertati i Vigili del Fuoco, che, con il prezioso supporto del Falchi - protezione civile, in un’ora circa, hanno avuto la meglio sul rogo, evitando che potesse espandersi ad altre automobili e all’abitazione. L’auto è di proprietà di un Carabiniere. Si tratta del brigadiere Giosuè Cappiello, di stanza proprio nella stazione fondana. Con i colleghi militari della locale stazione, guidata dal luogotente Emilio Mauriello, si è distinto anche per diverse operazioni. Sono proprio i militari ad indagare sul fatto. Al vaglio ci sono diverse ipotesi, anche quella della vendetta nei confronti del Carabiniere impegnato in operazioni antidroga e, più in generale, nella lotta al crimine. Dopo un periodo di relativa calma, dunque, a Fondi tornano gli incendi. E sull’ennesimo atto criminoso si registra l’intervento del sindaco, Luigi Parisella, che, a nome delle istituzioni cittadine, condanna il gesto ed esprime solidarietà alla vittima.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
giovedì 11 giugno 2009
Elezioni, dominio incontrastato del PdL
Un risultato in positivo sopra ogni aspettativa. Resta stabile, anzi cresce il consenso del Popolo della Libertà sul territorio di Fondi. E’ questo il responso delle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale. Sia Salvatore De Meo, sia Luigi Parisella fanno parte del nuovo consiglio di via Costa. Il primo, assessore comunale all’Urbanistica, ha ottenuto nel collegio Fondi II, 5.679 preferenze, pari al 50,63 %; il primo cittadino, invece, nel collegio I, 4,801, pari al 53,78%. Sommando i due risultati, a Fondi il PdL ha ottenuto 10.480 consensi, il 52,02% delle preferenze. Accanto alla riconferma dei due protagonisti della vita amministrativa fondana, Nuova Area con il candidato Franco Cardinale ha ottenuto 2,486 voti, pari al 12,34 %. Un buon risultato, considerando che Nuova Area è una formazione nata pochi mesi fa. Diversa la situazione del Partito democratico che si è attestato al 10,47%, con 2.109 voti ottenuti dai candidati nei due collegi, Andreina Roma e Crescenzo Fiore. Un risultato sotto le aspettative su cui i democratici fondani hanno intenzione di avviare una riflessione, in programma già per domani sera, con un attivo convocato per analizzare il dato elettorale e varare nuove proposte per la ricostruzione del partito sul territorio. Soddisfacente anche il risultato del consigliere comunale di Fondi Viva, Arnaldo Faiola che, candidatosi con la lista Provincia Futura, ha ottenuto 1.078 preferenze (5,35%). Sinistra Unita che, come il Pd, era in appoggio alla candidatura di Sesa Amici, con Umberto Barbato ha raggiunto quota 588 voti (2,91%). Un dato significativo che, con il 2,41% raccolto dell’Italia dei Valori, ha scongiurato il sorpasso della coalizione a sostegno di Umberto Macci (14,36%) sulla quella di Sesa Amici (15,95 %). Per Macci si sono candidati anche i fondani espressione de La Destra, Francesco Ciccone e Angelo Macaro che hanno ottenuto 271 voti (1,34%). Intanto, messa da parte la parentesi elezioni, va sempre ricordato che sul consiglio comunale di Fondi è pendente la richiesta di scioglimento del consiglio comunale. Tema principe della campagna elettorale appena trascorsa e su cui il consiglio dei ministri a breve si pronuncerà. La dimostrazione di fiducia data dagli elettori a due dei principali protagonisti (sindaco e assessore all’urbanistica) della giunta comunale, non può comunque far dimenticare quella che è stata una lunga ed intensa indagine e sui cui risultati è nata una rischiesta di scioglimento presentata prima dal prefetto Bruno Frattasi al ministro Roberto Maroni e poi da Maroni al consiglio dei ministri.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 8 giugno 2009
Medicina, chiusi il day ospital e neurologia
Anche il reparto di Medicina dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Fondi è al collasso. Dal primo giugno sono chiusi il Day ospital e l’ambulatorio di Neurologia. Due servizi importanti, dunque, del nosocomio fondano che vengono meno. Ovviamente la situazione crea non pochi disagi agli utenti che vengono dirottati a Formia e Latina. La situazione, che dovrebbe essere momentanea, è causata dall’assenza di due medici per malattia, bloccati da seri problemi di salute. La loro assenza porta il personale del reparto a solo tre medici, tra cui il primario. I tre stanno sostenendo ritmi di lavoro estenuanti per garantire almeno i servizi necessari. Sulla situazione, oltre alle lamentele di diversi cittadini, raccogliamo anche l’appello della Cgil – Funzione Pubblica che, con il dirigente provinciale Franco Addessi, si domanda “perché l’azienda non proceda allo spostamento di medici da altri reparti a Medicina o all’assunzione di altri dottori, ma preferisca chiudere due servizi. Questa – prosegue Addessi – è l’ennesima dimostrazione della volontà della Asl di colpire il “San Giovanni di Dio””. La paura dei sindacati e della cittadinanza è che, anziché momentanea, la chiusura diventi definitiva. Un'altra questione legata al nosocomio fondano che è destinata a suscitare polemiche. Dopo mesi di botta e risposta e dichiarazioni “al vetriolo” sulla paventata e poi scongiurata chiusura del laboratorio di analisi, l’ospedale di Fondi continua a restare al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. D’altronde quando si parla di ospedale si parla della salute dei cittadini e, nel caso del “San Giovanni di Dio”, dei cittadini di un comprensorio molto vasto.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
giovedì 4 giugno 2009
Indennità di rischio, infermieri sul piede di guerra
Continua il braccio di ferro tra Asl e sindacati. Questa volta le recriminazioni della Cgil – Funzione pubblica, che interviene con il dirigente provinciale, Franco Addessi, riguardano le indennità di rischio. La retribuzione di 5,16 euro per ogni giornata di servizio viene riconosciuta infatti solo ad alcuni infermieri della provincia pontina. Tra questi, da aprile, non ci sono più quelli impiegati nel Pronto soccorso del «San Giovanni di Dio» di Fondi. Mentre il personale in servizio, ad esempio, nel «Goretti» di Latina percepisce l’indennità. I motivi che hanno portato l’azienda a riconoscere l’indennità solo ad alcuni infermieri ce li spiega Addessi. «La Asl – dichiara - sembra pagare solo coloro che arrivano fino alle aule di tribunale e si vedono riconoscere il dovuto. Il 4 giugno 2008 – prosegue il sindacalista – il tribunale di Latina ha dato ragione ad un gruppo di infermieri e ha condannato l’azienda non solo al pagamento dell’indennità di rischio, ma anche a 5.600 euro di spese di giudizio e ad altri 3.800 per onorari e spese generali. Mi domando – continua – come mai, alla luce di questo precedente, la Asl non si decida a riconoscere a tutto il personale l’indennità e si ostini, invece, ad ingaggiare onerose battaglie legali a spese dei contribuenti. Quella dell’indennità è un’altra tegola che la politica aziendale della manager Ilde Coiro fa cadere sulle teste dei lavoratoti». Va ricordato, infatti, che la Cgil da mesi sta ingaggiando vere e proprie battaglie con l’azienda. Tra le tante, va ricordata, quella per il mantenimento del laboratorio di analisi. Un servizio che, come hanno assicurato la manager Coiro e il vice presidente della Regione Lazio, Esterino Montino la scorsa settimana in occasioen dell’inaugurazione del nuovo Tsmree, resterà invariato.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
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