Padula è un amministratore del comune che prima di lasciarsi andare a dichiarazioni senza fondamento dovrebbe avere l’accortezza di venire in comune a controllare i bilanci reali del mattatoio». Così il sindaco di Fondi, Luigi Parisella risponde alle dichiarazioni del consigliere comunale del gruppo misto sul mattatoio comunale, accusato di «produrre solo debiti». Per il sindaco: «Nella relazione del revisore dei conti che Padula ha usato per lanciare accuse, ci sono spese di investimento utilizzate per avviare la struttura». La relazione, relativa all’anno 2008, lascia emergere che a fronte di 90.530 euro di costi, il mattatoio ha fruttato 63.381 euro, per una perdita pari a 27.149 euro in un solo anno. «Questo - aveva spiegato Padula - perché la zootecnia non è un comparto di eccellenza del nostro territorio e quella struttura non andrà mai a regime». A dir poco opposta la visione dei fatti fornita dal sindaco. «Una struttura economica a servizio del territorio - sottolinea - non deve necessariamente produrre guadagni. Sono in perdita anche tanti altri servizi come il trasporto pubblico o la raccolta dei rifiuti. E’ vero che ci sono dei contributi, ma questi possono non bastare a coprire le spese che vengono coperte con la fiscalità generale». L’esponente di opposizione aveva accusato l’amministrazione «di puntare sul mattatoio e sulla zootecnia che non riesce a produrre alcun utile, anzi su cui si stanno perdendo diversi soldi e di non fare niente per un comparto d’eccellenza come l’agricoltura che mai come in questo periodo ha bisogno di sostegno per uscire dalla crisi». Per Parisella: «Padula con le sue affermazioni dimostra di non conoscere il funzionamento dell’amministrazione. Se non ricordo male - continua il primo cittadino - lui come consulente del comune, fu uno dei maggiori sostenitori dell’apertura del mattatoio. Strano - conclude - che ora abbia cambiato idea».
Riccardo Antonilli
giovedì 20 agosto 2009
mercoledì 19 agosto 2009
Padula: "Il mattatoio produce solo debiti"
“Il mattatoio comunale produce debiti”. A sostenerlo è Claudio Padula, capogruppo del gruppo misto nel consiglio comunale di Fondi. L’esponente di opposizione motiva le sue parole con i dati. La relazione del revisore dei conti per l’anno 2008 testimonia, infatti, che a fronte di 90.530 euro di costi, il mattatoio ha fruttato 63.381 euro, per una perdita pari a 27.149 euro in un solo anno. “Questo - spiega Padula – parlando solo del 2008, ma la situaizone è simile anche per gli anni precedenti e sarà così anche per quelli che verranno. Questo perché la zootecnia non è un comparto di eccellenza del nostro territorio e quella struttura non andrà mai a regime. E’ un’idea nata sbagliata”. Per l’esponente di opposizione: “L’amministrazione ha deciso di puntare sul mattatio e sulla zootecnia che non riesce a produrre alcun utile, anzi su cui si stanno perdendo diversi soldi e non fa niente per un comparto d’eccellenza come l’agricoltura che mai come in questo periodo ha bisogno di sostegno per uscire dalla crisi”. Nel penultimo consiglio comunale prima della pausa estiva il sindaco Luigi Parisella ha riobadito che il mattatio pur non producendo utili non produce debiti e che sostanzialmente si è arrivati ad un pareggio dei conti. “Questo – per Padula – non è vero e la relazione del revoisore dei conti lo dimostra. Non ha senso – prosegue - continuare a mentire su questi argomenti, la verità la danno i numeri e non le chiacchiere. Mi viene da chiedere anche se i residui attivi presentati dalla giunta e dall’assessore al bilancio siano reali o meno. Questo perché i revisori hanno indicato l’utilizzo di quella somma, che sarebbe di 11.300 euro, circa per il pagamento di una parte dei debiti fuori bilancio, cosa che il comune non ha fatto per cui è stato già ripreso dalla Corte dei Conti”. Accuse pesanti che non macheranno di suscitare polemiche. Il nuovo mattatoio, una delle opere più care alla giunta Parisella, per l’esponente di opposizione, invece, sarebbe sostanzialmnete inutile.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 5 agosto 2009
"Fondi, gioco rischioso"
Lo ha sempre detto e torna a ribadirlo adesso che il consiglio dei ministri ha deciso di rimandare nuovamente la decisione sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi. «Non si può parlare di un caso Fondi senza parlare di un caso provincia di Latina». Così il consigliere comunale di Fondi Viva, Arnaldo Faiola, da sempre uno dei maggiori oppositori della giunta Parisella commenta lo «strano rinvio». «Se pezzi di governo - spiega - si impegnano per fermare un provvedimento del genere, il gioco è molto più grosso di quello che si possa pensare. Quando un ministro - continua - dichiara che il consiglio comunale va sciolto e poi non va fino in fondo, non ci può essere altra spiegazione. A questo punto la domanda da porsi è: dove arrivano gli interessi che partono da Fondi?». Accuse pesanti, che seguono di un giorno quelle di un altro esponente locale, il coordinatore cittadino del Partito democratico Bruno Fiore, che, nel rispondere al sindaco Luigi Parisella che aveva definito «saggia» la scelta di analizzare il caso alla luce della nuova legge in materia di scioglimento dei consigli comunali, aveva attaccato apertamente il governo Berlusconi, accusato di aver scritto «una delle pagine più nere della lotta alla criminalità organizzata» e di combattere la mafia «solo a chiacchiere». Sul caso, intanto, si registra anche l’intervento dell’esponente pontino del Pd, Giuseppe Pannone, per cui: «Il centrodestra ha inventato una nuova tipologia di area protetta, una istituzione sottoposta ad una lenta e inesorabile decantazione, una zona franca in cui la forza della legge si attutisce fino quasi a scomparire. E’ forse questo il vero significato della denominazione ’Salto di Fondi’, non una mera denominazione topografica, piuttosto una enclave, un territorio a sovranità limitata». Per Pannone: «Se la comunità pontina non si indigna e non reagisce di fronte all’aggressione perpetrata scientificamente in danno alle più elementari regole della convivenza comune, mantenendo un contegno desistente, vuol dire che è talmente intimorita da produrre una perniciosa condiscendenza che è l’anticamera dell’illegalità diffusa».
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
martedì 4 agosto 2009
Rinvio, per Parisella è una decisione "saggia"
La decisione del consiglio dei ministri di venerdì scorso sul caso Fondi è stata «saggia», perché «si pone nella direzione di acquisire un quadro conoscitivo più dettagliato della specifica realtà dei fatti». Così il sindaco Luigi Parisella tona ad intervenire sull’ennesimo rinvio del governo in merito allo scioglimento del consiglio comunale fondano. Come si ricorderà il consiglio dei ministri ha deciso di prendere in esame nuovamente il caso alla luce della nuova legge parlamentare 94 del 17 luglio 2009. Parisella ricorda che: «In base alla nuova normativa non basta più un semplice indizio per sciogliere i consigli comunali e provinciali a causa di fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o altro. Devono invece emergere «concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso e similare degli amministratori». «Si tratta quindi di una normativa che rafforza i principi garantisti nei confronti di assemblee elettive, espressione diretta del ‘corpo elettorale’ nel suo esercizio sovrano di voto». Per il primo cittadino, dunque «non si è trattato di alcun escamotage o fatto scandaloso, come affermato da chi in questi mesi ha fatto del caso Fondi una vicenda nazionale, ma di una scelta ponderata». Il sindaco, poi, come già fatto dal senatore Claudio Fazzone, se la prende con il presidente della Regione, Piero Marrazzo. «Gravissimo – dichiara - risulta il comportamento di Marrazzo, altro campione della legalità a senso alternato, che, mentre si affanna a sollecitare lo scioglimento del consiglio comunale di Fondi, è totalmente assente e silente di fronte ad una campagna di stampa che ha descritto il Mof sotto il controllo assoluto delle organizzazioni malavitose, ledendo la dignità di centinaia di operatori ortofrutticoli e dell’indotto. Occorre ricordare – prosegue - che la Regione ha la maggioranza delle quote societarie e nomina il presidente del consiglio di amministrazione». Per Parisella, inoltre, la città di Fondi «ha apprezzato molto la decisione assunta dal consiglio dei ministri che scaturisce da un contesto avvelenato sin dall’inizio dell’accesso della commissione prefettizia da laceranti giochi di potere, coperti da parte di un arrogante e straripante esercizio di informazione dei media che ha prodotto danni rilevantissimi all’immagine e alla storia di Fondi e alla sua economia. La saggia decisione - conclude il sindaco - si proietta verso un conclusivo superamento della vicenda, ridando onore e dignità alle istituzioni locali e all’intera comunità». Una visione dei fatti a dir poco opposta rispetto a quella del Pd, che aveva definito la mancata decisione «una delle più brutte pagine della lotta alla criminalità organizzata della storia contemporanea d’Italia» e aveva attaccato il governo, accusandolo di«lasciare il via libera nel controllo del territorio alle mafie camorristiche e n’dranghetiste».
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Il Governo rinvia, Fiore: "E' una vergogna"
Il Consiglio dei Ministri ha deciso di non decidere e lo ha fatto nel modo più improbabile, dal punto di vista del procedimento, e nel modo più smaccatamente colluso con i rappresentanti politici del Partito delle Libertà nel comune di Fondi e in provincia di Latina”.
Così il giorno dopo l’ennesima mancata pronuncia del governo sul “caso Fondi”, Bruno Fiore, coordinatore cittadino del Pd, torna sulla questione e lo fa senza peli sulla lingua, attaccando apertamente l’operato governativo. Un attacco al governo, accusato di coprire anche i più censurabili comportamenti dei propri amministratori.
“Questo significa – prosegue - che il Consiglio dei Ministri del governo Berlusconi ha deciso che a Fondi e nel sud pontino le mafie camorristiche e n’dranghetiste possono continuare tranquillamente la loro opera di controllo del territorio.
Con la ‘nota di Palazzo Chigi’ di ieri (venerdì, ndr) è stata scritta una delle più brutte pagine della lotta alla criminalità organizzata della storia contemporanea d’Italia. Il governo Berlusconi esclusivamente per difendere i suoi rappresentanti politici sul territorio e stracciando qualsiasi senso di giustizia e legalità ha prodotto un obbrobrio giuridico, pretendendo che su eventuali reati commessi si applichi una Legge che entrerà in vigore successivamente. Cosa significa tutto ciò se non insabbiamento e vergognoso atto di copertura ‘politica’ di quegli amministratori locali e di quei politici che non potevano essere diversamente salvati se non con una momentanea ‘sospensione’ del giudizio”.
Dopo la manifestazione di venerdì davanti a Palazzo Chigi, Fiore annuncia che: “Il Partito Democratico continuerà con serenità il proprio impegno affinché la battaglia per il ripristino della legalità nel nostro territorio diventi patrimonio comune di tutta la collettività. L’incontro avuto con il segretario nazionale Dario Franceschini, è servito proprio a ribadire che questo impegno verrà rafforzato e vedrà un’iniziativa di livello nazionale a Fondi nei primi giorni di settembre.
Al Sindaco Luigi Parisella e agli stracci della sua amministrazione e della sua maggioranza, - continua - diciamo che non ha nulla di che rallegrarsi dal ’rinvio della vergogna’. Perché né lui, né la sua amministrazione, sono stati assolti. Anzi,- conclude - tutto quanto sta succedendo dal settembre 2008 dimostra che non vi era e non vi è nessuna possibilità di assoluzione politica del suo operato”.
R.A.
Così il giorno dopo l’ennesima mancata pronuncia del governo sul “caso Fondi”, Bruno Fiore, coordinatore cittadino del Pd, torna sulla questione e lo fa senza peli sulla lingua, attaccando apertamente l’operato governativo. Un attacco al governo, accusato di coprire anche i più censurabili comportamenti dei propri amministratori.
“Questo significa – prosegue - che il Consiglio dei Ministri del governo Berlusconi ha deciso che a Fondi e nel sud pontino le mafie camorristiche e n’dranghetiste possono continuare tranquillamente la loro opera di controllo del territorio.
Con la ‘nota di Palazzo Chigi’ di ieri (venerdì, ndr) è stata scritta una delle più brutte pagine della lotta alla criminalità organizzata della storia contemporanea d’Italia. Il governo Berlusconi esclusivamente per difendere i suoi rappresentanti politici sul territorio e stracciando qualsiasi senso di giustizia e legalità ha prodotto un obbrobrio giuridico, pretendendo che su eventuali reati commessi si applichi una Legge che entrerà in vigore successivamente. Cosa significa tutto ciò se non insabbiamento e vergognoso atto di copertura ‘politica’ di quegli amministratori locali e di quei politici che non potevano essere diversamente salvati se non con una momentanea ‘sospensione’ del giudizio”.
Dopo la manifestazione di venerdì davanti a Palazzo Chigi, Fiore annuncia che: “Il Partito Democratico continuerà con serenità il proprio impegno affinché la battaglia per il ripristino della legalità nel nostro territorio diventi patrimonio comune di tutta la collettività. L’incontro avuto con il segretario nazionale Dario Franceschini, è servito proprio a ribadire che questo impegno verrà rafforzato e vedrà un’iniziativa di livello nazionale a Fondi nei primi giorni di settembre.
Al Sindaco Luigi Parisella e agli stracci della sua amministrazione e della sua maggioranza, - continua - diciamo che non ha nulla di che rallegrarsi dal ’rinvio della vergogna’. Perché né lui, né la sua amministrazione, sono stati assolti. Anzi,- conclude - tutto quanto sta succedendo dal settembre 2008 dimostra che non vi era e non vi è nessuna possibilità di assoluzione politica del suo operato”.
R.A.
Fazzone: "Marrazzo non ci dia lezioni"
Le sue dichiarazioni della scorsa settimana hanno fatto scalpore. Ora, Claudio Fazzone, dopo aver chiesto una commissione d’inchiesta per verificare l’operato del prefetto Bruno Frattasi, torna a dire la sua sul “caso Fondi”. Le prime parole le spende per rispondere al governatore regionale. “Invece di impartire improbabili lezioni di moralità, - attacca Fazzone - Marrazzo farebbe bene a guardare in casa propria, a cominciare dalle Asl romane e dalle vicende giudiziarie che hanno interessato dirigenti da lui scelti e nominati. Rispetto al comune di Fondi – continua - il governo é stato preciso e puntuale e ha sempre agito in maniera trasparente: se non ha ritenuto di sciogliere l’amministrazione é perché evidentemente non ha ravvisato nella relazione presentata elementi che giustificassero tale decisione, e ha correttamente stabilito che qualsiasi ulteriore determinazione non potrà essere assunta se non in base alla nuova normativa”. Per il coordinatore provinciale del PdL: ”Quel che è invece imbarazzante è che dal giorno in cui la commissione si è insediata, Marrazzo ha iniziato a chiedere con insistenza lo scioglimento del comune, sperando di avere la stessa fortuna che lo ha assistito nel coprire lo scandalo che ha investito la sanità nella regione da lui governata. Il presidente del Lazio – conclude il senatore - farebbe bene inoltre ad attenersi a quanto pubblicamente dichiarato dagli inquirenti e a ricordare che l’ordinanza che tanto scalpore ha suscitato riguardava un ex assessore che da noi è stato cacciato, mentre presso lo schieramento di Marrazzo ha trovato appoggio e protezione per essere utilizzato contro il PdL in campagna elettorale”.
R.A.
R.A.
Izzi torna libero
Riccardo Izzi torna in libertà. Il Tribunale ha sciolto la riserva sul Riesame dell’ex assessore ai Lavori Pubblici del comune di Fondi, annullando l’ordinanza di custodia. Una revisione nel merito che mutasostanzialmente la posizione di Izzi nell’ambito dell’inchiesta. Sono state accolte le motivazioni della difesa, affidata all’avvocato Giulio Mastrobattista. Nel corso del riesame il legale aveva messo in discussione l’ipotesi associativa contestata ai coinvolti e la contestazione del reato di abuso di ufficio. «Alla luce delle considerazioni fatte nei confronti dei funzionari del comune, - ci aveva spiegato Mastrobattista - tutti rimessi in libertà, dovrebbero esserci delle ricadute positive sulla posizione del mio assistito». Izzi, infatti, essendo un esponente politico potrebbe essersi macchiato del reato indirettamente, solo attraverso l’azione del dirigente di riferimento. Tommasina Biondino, Gianfranco Mariorenzi, Dario Leone e il suo vice, Pietro Munno sono tornati a casa e ora è la volta anche dell’ex assessore. Sempre ieri il Tribunale ha fatto una scelta opposta per altri coinvolti: Giuseppe Bracciale e i fratelli Franco e Pasqualino Peppe, che resteranno in carcere. Una decisione che delinea un quadro diverso rispetto a quello iniziale. Bracciale e i Peppe, così come Venanzio Tripodo e parzialmente Carmelo, infatti, con altri coinvolti fanno parte del filone d’inchiesta riguardante il Mof. Un capitolo di Damasco, slegato da quello riguardante il comune per cui si sta assistendo lentamente alla scarcerazione dei coinvolti. Nei giorni scorsi la decisione di confermare il carcere per Venanzio Tripodo aveva scatenato accese polemiche sollevate dall’avvocato difensore Maria Antonietta Cestra che, oltre ad annunciare ricorso in cassazione, aveva gridato alla scandalo e appoggiato l’ipotesi complottista spiegando che la mancata decisione sullo scioglimento del consiglio e le seguenti proteste avevano indirettamente influenzato il giudizio sul suo assistito. Un legame tra le due inchieste, quella amministrativa riguardante il comune e quella penale c’è ed è stato spiegato pubblicamente dal sottosegretario Luigi Casero, che, in sintesi, ha spiegato che il ritardo sullo scioglimento era una scelta voluta del governo per permettere agli inquirenti di proseguire serenamente con Damasco. Il «caso Fondi» poi è stato portato all’ordine del giorno del consiglio dei ministri e rimandato, prima di essere affrontato nuovamente ieri con un esito, a dir poco, singolare.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
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