Il Consiglio dei Ministri ha deciso di non decidere e lo ha fatto nel modo più improbabile, dal punto di vista del procedimento, e nel modo più smaccatamente colluso con i rappresentanti politici del Partito delle Libertà nel comune di Fondi e in provincia di Latina”.
Così il giorno dopo l’ennesima mancata pronuncia del governo sul “caso Fondi”, Bruno Fiore, coordinatore cittadino del Pd, torna sulla questione e lo fa senza peli sulla lingua, attaccando apertamente l’operato governativo. Un attacco al governo, accusato di coprire anche i più censurabili comportamenti dei propri amministratori.
“Questo significa – prosegue - che il Consiglio dei Ministri del governo Berlusconi ha deciso che a Fondi e nel sud pontino le mafie camorristiche e n’dranghetiste possono continuare tranquillamente la loro opera di controllo del territorio.
Con la ‘nota di Palazzo Chigi’ di ieri (venerdì, ndr) è stata scritta una delle più brutte pagine della lotta alla criminalità organizzata della storia contemporanea d’Italia. Il governo Berlusconi esclusivamente per difendere i suoi rappresentanti politici sul territorio e stracciando qualsiasi senso di giustizia e legalità ha prodotto un obbrobrio giuridico, pretendendo che su eventuali reati commessi si applichi una Legge che entrerà in vigore successivamente. Cosa significa tutto ciò se non insabbiamento e vergognoso atto di copertura ‘politica’ di quegli amministratori locali e di quei politici che non potevano essere diversamente salvati se non con una momentanea ‘sospensione’ del giudizio”.
Dopo la manifestazione di venerdì davanti a Palazzo Chigi, Fiore annuncia che: “Il Partito Democratico continuerà con serenità il proprio impegno affinché la battaglia per il ripristino della legalità nel nostro territorio diventi patrimonio comune di tutta la collettività. L’incontro avuto con il segretario nazionale Dario Franceschini, è servito proprio a ribadire che questo impegno verrà rafforzato e vedrà un’iniziativa di livello nazionale a Fondi nei primi giorni di settembre.
Al Sindaco Luigi Parisella e agli stracci della sua amministrazione e della sua maggioranza, - continua - diciamo che non ha nulla di che rallegrarsi dal ’rinvio della vergogna’. Perché né lui, né la sua amministrazione, sono stati assolti. Anzi,- conclude - tutto quanto sta succedendo dal settembre 2008 dimostra che non vi era e non vi è nessuna possibilità di assoluzione politica del suo operato”.
R.A.
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