domenica 31 maggio 2009

Maroni: "Su Fondi basta polemiche"

E’ “un’operazione inqualificabile” fare “inutili polemiche” sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni rispondendo a una domanda nella conferenza finale della riunione dei ministri di Giustizia e Interno del G8. Maroni ha ribadito che la richiesta di scioglimento per infiltrazioni mafiose è all’esame del consiglio dei ministri che dovrà decidere in merito. "Mai come in questo periodo - ha spiegato il ministro - la lotta alla mafia sta conoscendo una stagione di grandi successi in Italia e ciò è riconosciuto da tutto il mondo". Lo stesso Maroni, ai primi di maggio, nel corso di un question time, si era espresso a favore dello scioglimento del consiglio comunale di Fondi perché, aveva detto: "E’ importante dare un segnale preciso alla criminalità organizzata sul fatto che le istituzioni nel Lazio rappresentano un argine a qualunque tipo di infiltrazione mafiosa". Eppure un’attesa parsa ai più particolarmente lunga, ha fatto nascere polemiche sui tempi della decisione.
R.A.

mercoledì 27 maggio 2009

Tsmree, la nuova sede

Inaugurata la nuova sede del Tsmree, il centro per la tutela della salute mentale e riabilitazione dell’età evolutiva di Fondi. Dopo anni di permanenza nei vecchi e fatiscenti locali di via Fucito, il centro ora è ospitato, e già operativo da qualche mese, nell’ospedale “San Giovanni di Dio”. Hanno preso parte all’evento la manager della Asl pontina, Ilde Coiro; il vicepresidente della Regione, Esterino Montino; i consiglieri regionali Domenico Di Resta e Claudio Moscardelli, la deputata e candidata alla presidenza della Provincia, Sesa Amici; il vice sindaco di Fondi, Giulio Cesare Di Manno e il direttore del dipartimento di psichiatria infantile, Sandro Bartolomeo. L’occasione è stata utile anche per chiarire altre questioni sanitarie riguardanti il “San Giovanni di Dio”. Prima tra tutte il mantenimento del laboratorio di analisi. “I nuovi locali del Tsmree – ha spiegato la Coiro - sono una promessa mantenuta e realizzata con fondi aziendali e non regionali. Tenendo presente quella che era la vecchia struttura, assolutamente inadeguata ad ospitare il servizio, abbiamo individuato questi locali e, con grossi sforzi, siamo riusciti a ristrutturarli e dotarli dei servizi necessari”. Sul mantenimento del laboratorio, la Coiro chiude gli spazi ad ogni polemica, spiegando che “la proposta di chiusura è nata dalle disposizioni regionali, che ci imponevano di tenere aperti i laboratori con più di un milione di analisi effettuate l’anno, Fondi arriva a 450 mila. Poi abbiamo tenuto conto della presenza dei reparti di ostetricia e chirurgia e, quindi, abbiamo lasciato invariato il servizio”. Il laboratorio resta, dunque, come hanno ribadito anche Montino, Di Resta e Moscardelli. Ovviamente soddisfatti anche loro dai nuovi locali del Tsmree. Il nuovo centro è per Moscardelli: “Un altro segnale di attenzione verso l’ospedale di Fondi”, per Di Resta: “Una novità che denota in maniera tangibile l’attenzione della regione verso questo territorio”. Montino, infine, ha giudicato “sostanzialmente buono lo stato di salute del “San Giovanni di Dio”, che manterrà inalterati i suoi servizi”. Il vice sindaco Di Manno, pur prendendo atto dell’importante novità, ha spiegato che comunque “l’amministrazione comunale sarà vigile affinché le promesse vengano mantenute”.
Riccardo Antonilli

domenica 24 maggio 2009

Fondi ha la sua casa comunale

La città di Fondi ha la sua nuova Casa comunale. Ieri sera l’arcivescovo di Gaeta, monsignor Fabio Bernardo D’Onorio ha officiato la cerimonia inaugurale della nuova struttura. Presenti il primo cittadino Luigi Parisella, il senatore Claudio Fazzone, il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani e diversi esponenti della giunta municipale. Sono stati tantissimi i cittadini che hanno voluto assistere ad un momento storico per la città. Per Cusani, la Casa è “un simbolo di trasparenza”, Fazzone ha spiegato che si tratta di “un progetto importante, un’opera concreta che risponde a tante polemiche”, il senatore ha anche sottolineato il dato per cui si tratta della prima vera Casa comunale della storia di Fondi. Parisella ha spiegato che la città, attraverso il completamento di tale opera “acquista dignità e colma un vuoto che persisteva da sempre”. La prima pietra della Casa comunale è stata posata lunedì 4 dicembre 2006. Una bella cerimonia alla presenza degli stessi protagonisti: Parisella, Fazzone e giunta, ha dato il via ai lavori dell’opera più importante e significativa dell’attuale amministrazione da ieri consegnata ufficialmente alla città. Da allora sono passati due anni e mezzo. Un periodo lungo, quasi infinito per una cittadina finita nell’occhio del ciclone per vicende legate a infiltrazioni malavitose. Oltre quindici mesi di indagini, sospetti e accuse, fino alla richiesta di scioglimento del consiglio, presentata dal prefetto, Bruno Frattasi al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni e da quest’ultimo alla presidenza del consiglio dei ministri che si pronuncerà a breve sulla questione. Anche il progetto di realizzazione della Casa comunale con la riqualificazione di piazza De Gasperi è rimasto al centro delle attenzioni della commissione ispettiva nominata da Frattasi e dell’opinione pubblica. In un momento in cui tutto e tutti sono stati messi in discussione non poteva passare inosservato l’imponente progetto da 16.985.000 euro. E le polemiche sulla monumentale struttura non sono mancate neanche a margine dell’inaugurazione. Da un lato il Pd, da sempre critico nei confronti dell’opera, e dall’altro il sindaco se le sono “verbalmente” date di santa ragione. Parisella ha attaccato il governatore regionale Piero Marrazzo per la partecipazione in contemporanea e a poche decine di metri dalla nuova struttura, alla manifestazione per la legalità, accusandolo apertamente di aver portato avanti una politica di “assoluto autoritarismo” e di presentarsi poi in campagna elettorale come “il paladino della legalità”. Il circolo fondano del Pd, invece, ha ricordato il cosiddetto “ponte degli sprehi”, un piccolo ponte pedonale che doveva raccordare Casa comunale e piazza de Gasperi, costato 53.779 euro di progettazione senza aver mai visto la luce. La concomitanza dei due eventi di ieri, politicamente opposti non poteva non portare alla nascita di prevedibili polemiche tra maggioranza e opposizione.
Riccardo Antonilli

sabato 23 maggio 2009

Intervista a David Sassoli

E’ il capolista della circoscrizione Italia centrale alle elezioni europee per il Partito Democratico ed è uno dei volti più amati dai telespettatori italiani. David Sassoli, noto giornalista Rai ha scelto di entrare in politica dalla porta principale, con una candidatura di pregio e questa sera sarà in provincia di Latina, a Fondi, quale protagonista della manifestazione per la legalità “Via le mafie da Fondi”.
Quali sono le motivazioni che l'hanno spinta ad abbandonare il mestiere del giornalista a favore dell'impegno politico?
Quando Dario Franceschini mi ha chiesto di candidarmi ci ho pensato un paio di giorni e mi sono detto: se fra quattro o cinque anni le cose per questo paese dovessero andare peggio con chi potrò prendermela se mi è stato chiesto un impegno. Sono contento di mettermi al servizio della mia comunità e considero questa esperienza un grande privilegio.
Il suo volto è ormai familiare per milioni di italiani che, per anni, l'hanno seguita alla conduzione del principale telegiornale. Quanto la sua carriera giornalistica può pesare sul risultato elettorale?
La notorietà può aiutare, ma non basta. Per molti cittadini non sono uno sconosciuto, ma c’è bisogno di contenuti per rappresentare il meglio e il buono del nostro paese in Europa e il nostro futuro è in Europa. Per questo ci metto la faccia, non come Berlusconi che si presenta ma per legge non potrà nemmeno per un minuto sedere in Parlamento europeo.
Pensa che come già accaduto ad alcuni suoi predecessori, l'esperienza politica potrebbe essere passeggera. Insomma prevede un suo ritorno in Rai?
Il mio è un viaggio di sola andata e se eletto lascerò il mio mestiere.
Quale ritiene sia il ruolo dell'Europa al giorno d'oggi?
L’Europa è fondamentale. Noi la pensiamo esattamente all’opposto di come la pensa il Governo. L’Europa è una straordinaria occasione di crescita e di sviluppo. Senza l’Europa rischieremmo la fine dell’Alitalia che non riesce ad uscire dal tunnel.
E per il territorio pontino quanto può fare?
L’Europa è il luogo dove portare quanto di meglio l’Italia esprime in termini di tipicità e storia del territorio. La zona pontina è ricca di tutto questo, penso alle medie e piccole aziende agricole che in questi anni hanno investito nella specializzazione puntando su colture particolari come il kiwi o il carciofo di Sezze oppure alla produzione delle mozzarelle di bufala e le olive di Gaeta. Dobbiamo difendere i nostri prodotti di qualità, altrimenti rischiamo di perderli. A noi la pizza piace cotta al forno a legna.
Nel suo collegio rientra anche la provincia di Latina, in cui, come già avuto modo di sottolineare anche lei, c'è una situazione preoccupante dal punto di vista della legalità...
Compito della politica è difendere i cittadini. Il governo parla tanto di sicurezza, ma si dimostra forte con i deboli e debole con i forti, tagliando pesantemente le risorse alle forze dell’ordine, le uniche che possono davvero dare sicurezza ai cittadini. Le organizzazioni criminali stanno inquinando parti di questo territorio. Chiediamo una difesa più decisa dei cittadini che hanno il diritto alla legalità.
Oggi prenderà parte alla manifestazione per la legalità a Fondi, un comune che potrebbe essere sciolto per infiltrazioni malavitose. Qual è l'obiettivo di quest'appuntamento?
Chiedere al governo di accogliere subito la richiesta del prefetto di sciogliere l’amministrazione comunale. Dopo le parole del ministro Maroni la decisione sembrava presa, invece è stata rinviata per calcoli elettorali. La legalità non può essere piegata a logiche di parte e oggi sarò a Fondi per sostenere l’impegno del presidente Marrazzo e di Sesa Amici per chiedere di ripristinare condizioni di trasparenza amministrativa.
Riccardo Antonilli

giovedì 21 maggio 2009

Casa comunale, l'attesa è finita

Sarà inaugurata sabato la nuova Casa comunale della città di Fondi. La cerimonia di consegna è in programma per le ore 20. Officerà l’arcivescovo di Gaeta, monsignor Fabio Bernardo D’Onorio, saranno presenti il senatore Claudio Fazzone, il sindaco Luigi Parisella e il presidente della provincia di Latina, Armando Cusani. La prima pietra della nuova Casa comunale è stata posata il 4 dicembre 2006 propio da Parisella e Fazzone. Da allora a Fondi di cose ne sono successe. L’immagine stessa della città non è più quella di tre anni e mezzo fa. Tanto che, complici le note vicende che hanno travolto l’amministrazione, la monumentale opera della giunta Parisella (appalto da oltre 18 milioni di euro) è stata da sempre al centro di aspre polemiche. Da parte sua l’amministrazione comunale ha sempre difeso il grande progetto che, comprensivo della riqualificazione di piazza De Gasperi, contribuirà a cambiare sostanzialmente il centro cittadino. «Sarà una giornata storica – dichiara Parisella – che vede Fondi dotarsi di una sede prestigiosa molo sentita dai cittadini, che contribuirà a qualificare l’intera attività amministrativa, a migliorare il rapporto con i cittadini nella erogazione dei servizi pubblici e a ridisegnare il volto stesso della città. Un ringraziamento particolare per la realizzazione di questa opera e per la stessa riqualificazione di piazza De Gasperi – continua il primo cittadino – va indirizzato al senatore Fazzone, che nella veste di presidente del Consiglio regionale del Lazio rese possibile l’individuazione e l’erogazione delle risorse necessarie». Intanto continuano febbrilmente i lavori di rifinitura della nuova struttura. Il traffico sulle strade adiacenti sarà deviato fino a sabato per buon parte della giornata per permettere il rifacimento del manto stradale.
R.A.

"Via le mafie da Fondi", Sassoli in piazza con il Pd

"Via le mafie da Fondi". E’ questo il tema cardine attorno a cui ruoterà la manifestazione nazione del Partito Democratico per la legalità, organizzata per sabato sera, a partire dalle 19 e 30, in piazza Unità d’Italia. Prenderanno parte all’iniziativa David Sassoli, candidato alle elezioni europee; Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio e Sesa Amici, candidata alla presidenza della Provincia. Durante la manifestazione sono previsti collegamenti satellitari in diretta televisiva e su maxi schermo con cinque piazze italiane. In particolare, sono previsti collegamenti in video con l’onorevole Dario Franceschini, coordinatore nazionale del Partito Democratico e Rita Borsellino. «Sarà una grande manifestazione - recita una nota diffusa dal coordinatore cittadino del Pd, Bruno Fiore - per ribadire l’impegno dell’intera città a favore della legalità, contro la criminalità e le infiltrazioni mafiose». Con questa iniziativa il Partito Democratico «continua la sua battaglia per riaffermare che la città di Fondi va difesa da un attacco sempre più pesante da parte delle organizzazioni malavitose che, con i ripetuti continui attacchi agli imprenditori locali, tentano la carta della strategia della tensione criminale». Il Pd invita «tutta la cittadinanza a partecipare, per dare un segnale forte di presenza e risposta a chi, in modo del tutto incosciente continua a negare l’esistenza di un’emergenza legalità sul nostro territorio». Un appuntamento che, pur giungendo in piena campagna elettorale, va a toccare l’argomento scottante che ha definitivamente cambiato l’immagine della città: le infiltrazioni mafiose. Una questione che, da oltre quindici mesi, continua a restare al centro dell’attenzione sia della politica sia della società civile. Questo perché si stanno moltiplicando gli atti intimidatori ai danni di attività produttive e, soprattutto, per la concreta possibilità che si arrivi, a giorni, allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.
Riccardo Antonilli

mercoledì 20 maggio 2009

Incendio alla Cobal, le reazioni

Piovono gli interventi sul nuovo attentato incendiario a Fondi. “Questo territorio – dichiara il presidente della commissione Sicurezza e Lotta alla criminalità nella Regione, Luisa Laurelli - sta affrontando da solo un attacco criminoso divenuto sempre più cruento negli ultimi mesi. E’ una situazione grave, non ci stanchiamo di ripeterlo”. Sulla stessa linea la deputata e candidata alla presidenza della provincia, Sesa Amici che torna a chiedere lo scioglimento del consiglio comunale “ritenendo questo il primo e il più importante passo verso il ripristino delle garanzie fondamentali”. Anche Bruno Fiore chiede “una risposta puntuale per scongiurare che la situazione fondana scivoli verso uno stato d’animo sempre più di paura”. Mentre per il sindaco, Luigi Parisella gli esponenti del Pd “speculano indegnamente anche sugli ultimi episodi, come fatti che giustificano, a loro dire, lo scioglimento del consiglio comunale”.
R.A.

Ancora intimidazioni, fiamme alla Cobal

Continua la lunga scia di fuoco contro le attività commerciali della città di Fondi. Nella notte a cavallo tra domenica e lunedì ad essere distrutti dalle fiamme sono stati un furgone e diverse migliaia di cassette di plastica di proprietà della Cobal. Ignoti, intorno all’una e trenta, hanno appiccato il rogo ai danni di un Iveco Daily cassonato e delle cassette di plastica, dove viene sistemata e trasportata la frutta lavorata all’interno del capannone dell’azienda fondana. L’incendio è stato acceso e si è sviluppato all’esterno del cortile della Cobal situato in via Pantanello, nella nuova area artigianale della città. Un passante, notando le fiamme, ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono giunti immediatamente i Falchi – Protezione civile, seguiti dai Vigili del fuoco. Le operazioni di spegnimento sono andate avanti a lungo e hanno evitato che il rogo potesse procurare danni ancor più gravi. Anche se, nonostante la prontezza dimostrata sia dagli uomini della Protezione civile sia dai Vigili del fuoco, i danni, secondo una prima stima, ammonterebbero a circa 100 mila euro. In via Pantanello sono arrivati anche gli agenti del commissariato di Polizia di Fondi, guidati dal vice questore Massimo Mazio a cui sono affidate le indagini e i Carabinieri della locale stazione. La Cobal, di proprietà della famiglia Lippa, è un’azienda storica della città di Fondi che, da circa un anno e mezzo, si è trasferita nella nuova struttura situata all’interno dell’area artigianale, dopo essere stata a lungo in altri capannoni situati ai bordi della Fondi - Sant’Anastasia. Gemino Lippa ci ha spiegato “di non aver mai ricevuto minacce”, così come Alessandro, il figlio, che, anche alla luce dei recenti precedenti, si è domandato “se in un comune come Fondi che conta 40 mila abitanti sia sufficiente l’attuale presenza delle forze dell’ordine”. Intanto le indagini su quest’ultimo e sugli altri incendi ai danni della fabbrica di imballaggi Fidaleo e della ditta di noleggio di mezzi edili Elispanair proseguono a ritmo serrato. Al momento, per quanto riguarda l’incendio alla Cobal, nessuna pista può essere esclusa. Gli inquirenti stanno cercando di capire anche se ci sia una relazione tra i vari incendi, quindi se la mano criminosa è la stessa o se ci sono più soggetti impegnati nel ben poco nobile intento di incendiare strutture e materiali delle attività produttive fondane. L’unico dato certo resta la scia di episodi criminosi che sta allarmando la cittadinanza e cambiando radicalmente in negativo l’immagine di Fondi.
Riccardo Antonilli
Continua la lunga scia di fuoco contro le attività commerciali della città di Fondi. Nella notte a cavallo tra domenica e lunedì ad essere distrutti dalle fiamme sono stati un furgone e diverse migliaia di cassette di plastica di proprietà della Cobal. Ignoti, intorno all’una e trenta, hanno appiccato il rogo ai danni di un Iveco Daily cassonato e delle cassette di plastica, dove viene sistemata e trasportata la frutta lavorata all’interno del capannone dell’azienda fondana. L’incendio è stato acceso e si è sviluppato all’esterno del cortile della Cobal situato in via Pantanello, nella nuova area artigianale della città. Un passante, notando le fiamme, ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono giunti immediatamente i Falchi – Protezione civile, seguiti dai Vigili del fuoco. Le operazioni di spegnimento sono andate avanti a lungo e hanno evitato che il rogo potesse procurare danni ancor più gravi. Anche se, nonostante la prontezza dimostrata sia dagli uomini della Protezione civile sia dai Vigili del fuoco, i danni, secondo una prima stima, ammonterebbero a circa 100 mila euro. In via Pantanello sono arrivati anche gli agenti del commissariato di Polizia di Fondi, guidati dal vice questore Massimo Mazio a cui sono affidate le indagini e i Carabinieri della locale stazione. La Cobal, di proprietà della famiglia Lippa, è un’azienda storica della città di Fondi che, da circa un anno e mezzo, si è trasferita nella nuova struttura situata all’interno dell’area artigianale, dopo essere stata a lungo in altri capannoni situati ai bordi della Fondi - Sant’Anastasia. Gemino Lippa ci ha spiegato “di non aver mai ricevuto minacce”, così come Alessandro, il figlio, che, anche alla luce dei recenti precedenti, si è domandato “se in un comune come Fondi che conta 40 mila abitanti sia sufficiente l’attuale presenza delle forze dell’ordine”. Intanto le indagini su quest’ultimo e sugli altri incendi ai danni della fabbrica di imballaggi Fidaleo e della ditta di noleggio di mezzi edili Elispanair proseguono a ritmo serrato. Al momento, per quanto riguarda l’incendio alla Cobal, nessuna pista può essere esclusa. Gli inquirenti stanno cercando di capire anche se ci sia una relazione tra i vari incendi, quindi se la mano criminosa è la stessa o se ci sono più soggetti impegnati nel ben poco nobile intento di incendiare strutture e materiali delle attività produttive fondane. L’unico dato certo resta la scia di episodi criminosi che sta allarmando la cittadinanza e cambiando radicalmente in negativo l’immagine di Fondi.
Riccardo Antonilli

lunedì 18 maggio 2009

Sanità, la Cgil torna all'attacco

Si riaccendono le polemiche tra i sindacati e la Asl. Come già successo nei mesi scorsi è soprattutto il dirigente provinciale della Cgil, Franco Addessi a farsi sentire e a prendere di mira la gestione della manager provinciale, Ilde Coiro. Al centro delle polemiche, in particolare, ci sono i Poct, il mancato riconoscimento della indennità di rischio e dei buoni pasto. Su tali questioni è in piedi, oramai, una battaglia legale. Il calendario di udienze fissate su tali argomenti è quanto mai fitto. Sull’indennità di rischio si andrà in aula il 22 settembre, sui Poct sono già fissate quattro udienze riguardanti diversi gruppi di dipendenti provenienti dai nosocomi di Fondi (29 settembre), Formia (13 aprile 2010) e Gaeta (15 giugno 2010), mentre una riguarda il sindacalista Addessi (17 novembre). Sui buoni pasto, invece, il procedimento andrà a sentenza sempre il 17 novembre. Una lunga serie di controversie che nei mesi scorsi ha visto inasprirsi i toni tra azienda e dipendenti. Intanto è tornata al centro dell’attenzione della politica anche un’altra problematica: il laboratorio di analisi. Dopo le rassicurazioni fornite dal vice presidente della giunta regionale, Esterino Montino sul mantenimento del servizio presso il “San Giovanni di Dio”, il primo cittadino di Fondi, Luigi Parisella era tornato all’attacco, annunciando la mobilitazione popolare contro la gestione sanitaria della Coiro e la mancanza di un atto formale che garantisse il mantenimento del laboratorio. Un intervento che ha scatenato la ferma risposta di esponenti del Partito democratico sia a livello regionale che locale, risposta corredata anche dalla nota del 12 maggio - Protocollo 18418/A001/2009 inviata dalla Asl di Latina alla Regione Lazio, nella quale è affermato testualmente che: “Fa pure eccezione l’ospedale di Fondi afferente al presidio ospedaliero centro, per il quale la presenza della unità operativa di ostetricia rende necessario il mantenimento di una attività diagnostica locale adeguata alle caratteristiche assistenziali dello stabilimento”. Quindi un atto formale c’è, eppure i toni non tendono a stemperarsi.
Riccardo Antonilli

Il Pd attacca: "il Sindaco finanzia la campagna elettorale con i soldi dei cittadini"

“Parisella finanzia la sua campagna elettorale con i soldi dei cittadini di Fondi”. Così il circolo fondano del Partito democratico mette sotto accusa il comportamento del sindaco e candidato alle provinciali per il PdL, Luigi Parisella. Il riferimento dei democratici è a un manifesto, affisso in questi giorni, con l’intestazione del comune di Fondi e firmato dal sindaco, intitolato “Laboratorio d’analisi verso la chiusura. L’imbroglio della Coiro e le responsabilità del Pd”. Il mezzo di propaganda per Bruno Fiore, coordinatore cittadino del Pd, contiene “affermazioni false, non rispondenti a quanto deliberato dalla Asl di Latina con la nota inviata alla Regione Lazio il 12 maggio - Protocollo 18418/A001/2009, nella quale è affermato testualmente che ‘Fa pure eccezione l’ospedale di Fondi afferente al presidio ospedaliero centro, per il quale la presenza della unità operativa di ostetricia rende necessario il mantenimento di una attività diagnostica locale adeguata alle caratteristiche assistenziali dello stabilimento’”. Pertanto, il Pd: “ribadisce che nessuna chiusura del laboratorio analisi è stata programmata”. La nota inviata alla Regione rende indiscutibile la scelta. “Solo il sindaco Luigi Parisella e la sua maggioranza traballante, - sottolinea Fiore - continuano la loro guerra politica contro la dirigente della Asl e il Partito democratico”. Per il Pd: “Il sindaco fa questo in un modo scorretto ed illegale, utilizzando i soldi dei cittadini di Fondi per far stampare ed affiggere un manifesto pieno di menzogne e che, altro non è, se non un manifesto elettorale contro la Asl, il Partito democratico e la giunta regionale guidata da Piero Marrazzo. Se fossimo in un paese normale – attacca Fiore - un sindaco candidato alle elezioni provinciali avrebbe dovuto sentire il dovere di autosospendersi dal suo incarico per il periodo elettorale. Non solo questo sindaco, che si trova seduto su una polveriera politica e che vede i maggiori rappresentanti della sua giunta abbandonarlo al suo destino, ormai segnato anche dalle ultime dichiarazioni del ministro dell’interno Maroni, non sente il bisogno di dare un segnale, anche minimo, di trasparenza al suo operato. Luigi Parisella e la sua maggioranza sentono che il terreno sotto i loro piedi è oramai franato, a causa delle gravissime responsabilità politiche che porteranno il consiglio comunale di Fondi ad essere sciolto per infiltrazioni mafiose. Questi signori – conclude la nota dei democratici fondani - dovranno rispondere davanti all’intera collettività oltre che, eventualmente, alla magistratura, per aver portato un’intera città in una situazione di totale degrado dal punto di vista istituzionale, politico ed economico”.
Riccardo Antonilli

martedì 12 maggio 2009

Giunta, Avallone si dimette

“Sono venuti meno i presupposti e le motivazioni per continuare nel mio impegno amministrativo”. Per questo Pierluigi Avallone, assessore alle Attività Produttive e Cultura ha rinunciato, ieri mattina, alla sua delega. L’ormai ex assessore non commenta, ma la lettera di dimissioni consegnata al sindaco parla chiaro. La decisione, non a caso, è giunta dopo l’ufficializzazione dei candidati del PdL alle prossime elezioni provinciali. Tra questi Avallone non c’è, ma ci sono l’attuale sindaco, Luigi Parisella e l’assessore all’Urbanistica, Salvatore De Meo. Eppure la candidatura di Avallone sembrava un dato certo. Evidentemente la decisione dei vertici del partito di optare per altri candidati, giunta probabilmente nelle ultime ore utili a stilare la lista con i nominativi, non è stata digerita dall’assessore. E’ da escludere il passaggio di Avallone ad altre forze politiche. Lui, da sempre uno dei più votati e già assessore al Bilancio nella precedente giunta, resterà nel PdL. Altri consiglieri, invece, sembrano allontanarsi sempre più dalla maggioranza a favore di altre correnti, “Nuova Area” su tutte. Una serie di movimenti e di cambi di identità politica che potrebbero ufficializzarsi tra pochi giorni, quando la campagna elettorale entrerà nel vivo. Sempre a breve si potrebbe assistere al già annunciato rimpasto in giunta, con la probabile riduzione degli assessori. Il tutto, va sempre ricordato, mentre il consiglio dei ministri potrebbe pronunciarsi, da un momento all’altro, sullo scioglimento del consiglio comunale.
Riccardo Antonilli

Laboratorio di analisi, Parisella torna all'attacco

Le rassicurazioni sul mantenimento del laboratorio di analisi dell’ospedale “San Giovanni di Dio” sono un “inganno”. Così il sindaco di Fondi, Luigi Parisella definisce le dichiarazioni dei consiglieri regionali Claudio Moscardelli, Domenico Di Resta e del vice presidente della Regione Lazio, Esterino Montino del 17 aprile scorso, in merito al mantenimento del servizio presso il nosocomio fondano. L’ennesimo attacco del primo cittadino sulla questione sanità si basa sul fatto che a quelle parole non è seguita la revoca del provvedimento del 5 dicembre 2008 della manager della Asl, Ilde Coiro con cui si disponeva la soppressione del laboratorio d’analisi entro il 9 giugno 2009. “L’artificioso gioco di sponda tra Moscardelli, Di Resta e compagni e la Coiro, complici lo stesso Marrazzo e Montino, - dichiara Parisella - non è più consentito. La farsa è finita. Prendere in giro le istituzioni rappresentative dei comuni di Fondi, Lenola, Sperlonga, Campodimele, Monte San Biagio, le rispettive popolazioni non è più tollerato. Le circa diciottomila firme apposte dai cittadini del comprensorio nella petizione a Marrazzo a difesa del laboratorio d’analisi di Fondi sono state dallo stesso inopinatamente ignorate”. Pertando, per il sindaco, “occorre procedere immediatamente alla mobilitazione popolare. Tutte le richieste (lettere, telegrammi, interrogazioni) inoltrate da settimane, mesi e anni scorsi dal sottoscritto - continua Parisella - al presidente Marrazzo per un confronto istituzionale sui molteplici problemi del nostro comprensorio (sanità, grande viabilità, rifiuti, ambiente, urbanistica) sono state sistematicamente disattese. Nemmeno una telefonata di circostanza. Altro che rapporti istituzionali tanto invocati dal coordinatore cittadino del Partito Democratico, Bruno Fiore: qui siamo al cospetto di una vera e propria ineducazione da parte del presidente Marrazzo. Pertanto, - conclude il sindaco - bando alle chiacchiere, basta con le false promesse elettorali, gli inganni. E’ ora della mobilitazione popolare, le cui forme e modalità saranno comunicate agli organi istituzionali preposti all’ordine e alla sicurezza pubblica”. La questione laboratorio, dunque, è tutt’altro che chiusa. Sulla paventata chiusura, nei mesi scorsi, tra la Coiro e Parisella c’è stato un vero e proprio duello senza esclusione di colpi. Oltre agli interventi politici, va ricordato, che c’è stata anche una petizione popolare e alcune manifestazioni simboliche per dire di no al declassamento del laboratorio a centro prelievi.
R.A.

sabato 9 maggio 2009

Elezioni, suolo pubblico off limits

Un atto «illegittimo» e «contrario alla libertà costituzionale di manifestazione del pensiero politico». Così il coordinatore cittadino del Partito Democratico di Fondi, Bruno Fiore definisce la deliberazione della giunta municipale di Fondi 193 del 5 maggio intitolata: «Occupazione di suolo pubblico per la propaganda elettorale. Linee di indirizzo». Nella delibera si stabilisce che le uniche due piazze in cui si potranno svolgere le manifestazioni elettorali per le elezioni provinciali ed europee sono quelle di piazza Duomo e piazza Santa Maria. Il Pd denuncia «l’illegittimità di tale delibera e chiede l’intervento del prefetto di Latina, Bruno Frattasi, perché intervenga immediatamente per ristabilire l’agibilità democratica nella città di Fondi. Per idemocratici fondani la deliberazione è «totalmente illegittima», in quanto «vengono ristretti e condizionati a soli due luoghi centrali tutte le manifestazioni elettorali di una città che si espande su un territorio molto vasto»; inoltre «è compito della prefettura stabilire le norme che regolano i comizi elettorali, i cortei, le manifestazioni e altre iniziative». «A tutto ciò - continua Fiore - si aggiunga che, a seguito di una nostra richiesta come Pd di tenere una manifestazione elettorale in piazza Duomo per il 23 maggio, che vedrà la partecipazione del capolista alle elezioni europee, David Sassoli e quella probabile del giornalista e scrittore Roberto Saviano, oltre che del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo e di altri candidati, siamo stati autorizzati a condizione di utilizzare esclusivamente il palchetto all’uopo istallata dal comune. Un palchetto di circa 4 metri quadri». Per il Pd: «Tutto ciò è assurdo e contrario a qualsiasi norma di garanzia della libera espressione del pensiero politico durante la campagna elettorale».
Riccardo Antonilli

mercoledì 6 maggio 2009

Rapporto Ecomafie, preoccupazione su Fondi

Il ‘caso Fondi’ al centro del Rapporto Ecomafie 2009 di Legambiente. “Siamo molto preoccupati – ha spiegato Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio - visto che dopo otto mesi dalla relazione del prefetto di Latina non si ha ancora una risposta certa sullo scioglimento del consiglio comunale, positiva o negativa che sia, mentre è stata di recente aperta un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul Mof, il grande mercato ortofrutticolo che si trova proprio nel comune pontino.” Analizzando il rapporto per argomenti si nota come Fondi appaia in diverse categorie. Innanzitutto nell’abusivismo: “Ogni tanto non mancano le vittorie sul terreno della legalità. – recita il Rapporto - Dopo l’abbattimento dell’ecomostro più grande della Regione Lazio, quello dell’Isola dei Ciurli, ormai da parecchi mesi si attende la decisione definitiva circa lo scioglimento dello stesso consiglio comunale della città. Legambiente continua intanto la sua battaglia contro vecchi e nuovi ecomostri, come il complesso turistico Holiday Village, situato sempre a Fondi, direttamente sul mare, al momento sotto sequestro, oppure il complesso turistico alberghiero Punta Cetarola, situato in località Montepiano, nel comune di Sperlonga, in un’area ‘supervincolata’”. Particolare attenzione viene riservata al Mof, in relazione alle Agromafie: “Nel Lazio, l’interesse principale risiede senz’altro nel mercato ortofrutticolo di Fondi, visto che è il più grande d’Italia ed uno dei più importanti d’Europa, con 4mila operatori: qui vengono lavorati e trasformati 12 milioni di quintali di prodotti, per un giro d’affari di circa un miliardo di euro, che non può non richiamare l’attenzione della criminalità organizzata. Iniziata negli anni sessanta, quando a Fondi erano arrivate alcune famiglie perdenti delle guerre interne alla ‘ndrangheta, negli ultimi anni l’invasione criminale del sud del Lazio ha assunto contorni preoccupanti, tanto da portare a dire che la provincia di Latina è sotto il controllo criminale della camorra e della ‘ndrangheta. Sarebbe questa – continuano da Legambiente - la cosiddetta ‘Quinta mafia’, che sta nascendo a sud di Roma e ha forti interessi anche nella capitale. Ed è proprio intorno al mercato ortofrutticolo che sembra saldarsi una stretta alleanza tra mafiosi e politici laziali, su cui i magistrati stanno ancora indagando”.
Riccardo Antonilli

Ancora incendi notturni, auto ed escavatori distrutti

Altri attentati incendiari a Fondi. Dopo il rogo doloso ai danni della fabbrica di imballaggi Fidaleo, questa volta ad essere presi di mira sono stati un’automobile e alcuni mezzi edili. Ambedue gli incendi si sono consumati nella notte a cavallo tra lunedì e martedì. L’automobile, una Mercedes classe A, di proprietà di P.S., imprenditrice, è stata completamente distrutta dalle fiamme che l’hanno avvolta intorno all’una meno dieci. E’ stata la proprietaria residente in via Morelli e Salvati, in una palazzina ai piedi della quale era posteggiata la macchina, ad essersi resa conto di quanto stava accadendo e ad aver allertato i Vigili del Fuoco. Le operazioni di spegnimento non sono servite a salvare l’automobile. Sul luogo non sono stati rinvenuti né inneschi né tracce di liquido infiammabile. Per questo non è esclusa l’ipotesi del corto circuito. Sul fatto, comunque, indaga la Polizia. Poco più di un’ora più tardi qualcuno ha gettato del liquido infiammabile nel cortile dove erano posteggiati i mezzi edili della ditta Spanair sulla provinciale Fondi – Lenola, nelle vicinanze del cimitero comunale. In pochi minuti il rogo si è propagato da un mezzo all’altro, coinvolgendo quattro escavatori. Intorno alle 2 e 30, per il calore, è scattato l’allarme a infrarossi della ditta, quindi si sono messi in moto i Vigili del Fuoco e i Falchi – Protezione civile che sono riusciti a salvare dalla forza delle fiamme due mezzi e l’abitazione situata sopra la sede della ditta di noleggio di mezzi d’opera. Anche su questo secondo episodio sono in corso le indagini della Polizia che ha inviato alcuni agenti dalla Questura per effettuare un sopralluogo e ascoltare il titolare. Lui dichiara di non aver mai ricevuto minacce o intimidazioni, l’attività è operativa da poco più di un mese e gli affari andavano bene. Non si può escludere un nesso tra gli ennesimi due episodi criminosi. Se la mano è la stessa ed è autrice anche di qualcun’altro dei tanti fatti che stanno caratterizzando negativamente la città, allora non si può più parlare di bravate ma di strategia del terrore. Il ben poco onorevole obiettivo, in questo caso, sarebbe raggiunto, considerando che la lunga serie di episodi sta preoccupando, come non mai, la cittadinanza fondana. Qualora gli autori fossero diversi, i timori della cittadinanza sarebbero più che giustificati dalla presenza di più soggetti autori di intimidazioni e attentati. La speranza ora è che il lavoro investigativo riesca a far luce,il prima possibile, su questi ultimi due episodi.
Riccardo Antonilli

lunedì 4 maggio 2009

Inferno di fuoco alla Fidaleo

Fiamme alla fabbrica di imballaggi Fidaleo. Nella tarda serata di sabato, ignoti hanno dato fuoco a diverse centinaia di cassette in plastica nel cortile retrostante il capannone, situato ai bordi di via Appia lato Monte San Biagio. Erano le 11 e 30 circa, quando, attraverso un foro praticato nel cortile retrostante la fabbrica di imballaggi, qualcuno si è insinuato all’interno e ha appiccato le fiamme ai bancali sui cui erano sistemate le cassette prodotte nel vicino capannone. In pochi minuti il rogo, alimentato dalla plastica, si è propagato e le lingue di fuoco si sono sollevate di diversi metri, divenendo visibili anche dalla vicina Appia. Il fumo denso e acre ha messo in allerta anche diversi automobilisti di passaggio, incuriositi e preoccupati per quanto stava accadendo. Sul posto sono prontamente intervenute due squadre dei Vigili del Fuoco di Terracina, tre squadre dei Falchi – protezione civile di Fondi, la Polizia che sta indagando sul fatto e i Carabinieri della locale stazione. A dare il proprio contributo nelle operazioni di spegnimento ci si sono messi anche gli operai e i proprietari della fabbrica di imballaggi. Non è stato semplice spegnere l’incendio ed evitare che potesse attecchire al capannone. I mezzi dei pompieri e dei Falchi sono stati impegnati per diverse ore. Sul fatto vanno avanti le indagini, sul luogo non sono stati trovati inneschi, ma non ci sono dubbi sulla natura dolosa del fatto. L’unico dato certo per ora, è che chi ha messo in pratica l’atto doloso ha agito assumendosi seri rischi. La Fidaleo, infatti, lavora 24 ore su 24, quindi, quando sono state appiccate le fiamme c’erano operai a lavoro a poche decine di metri da dove la mano criminosa ha agito. Nessuno dei lavoratori, però, si è reso conto di quanto accaduto, tanto che a chiamare i Vigili del Fuoco è stata un abitante della zona. L’accesso al cortile è garantito da una stradina laterale sterrata. Poi, per chi ha dato il la al rogo, è stato necessario scendere e avvicinarsi al cortile a piedi, passando attraverso le sterpaglie. Da lì è stata tagliata la rete metallica per entrare all’interno. Un altro fatto criminoso che contribuisce a far crescere la preoccupazione della cittadinanza. E’ passata appena una settimana dagli spari ai danni del caffè Imperial. Un altro episodio di particolare gravità che ha contribuito a riaccendere i riflettori sulla situazione dell’ordine pubblico, a cui si aggiunge, ora, anche l’incendio di sabato notte.
Riccardo Antonilli