Un fatto che mostra in maniera inequivocabile la politica ’delle corsie pereferenziali’ dell’amministrazione comunale». Così il segretario cittadino de La Destra di Fondi, Angelo Macaro, nel corso di una conferenza stampa, ha definito il caso di Villa Giulia. Si tratta di una residenza sanitaria assistita, che, ad oggi, ancora non ha visto la luce, per cui tre anni fa è stata approvata una variante al Prg. Un progetto che, per Macaro e per il dirigente provinciale di Gioventù Italiana, Francesco Ciccone, «è emblematico di una vecchia politica tesa a dare risposte più alle esigenze e agli interessi dei singoli che a quelle della collettività». «Un agricoltore-allevatore - ha spiegato Macaro - di fronte ad un’offerta vende la sua azienda agricola. Poi, in un anno circa, un piccolo fabbricato e la stalla diventano un’altra cosa. In tale lasso di tempo, nonostante le solite lungaggini della burocrazia, si riesce a portare in consiglio comunale questo problema ben quattro volte (tra l’altro la prima volta ancor prima che fosse firmato l’atto di compravendita). Anche uno sprovveduto - ha sottolineato il segretario - capisce l’importanza data a questo problema dall’amminsitrazione, tenendo conto anche del fatto che questo punto venne inserito nel programma del sindaco. Da cittadini allora ci siamo posti la domanda: chi ci ha guadagnato da questa operazione? Non certo i cittadini anziani di Fondi dato che, ad oggi, tale struttura non è mai nata. Seconda domanda: Quanti posti di lavoro ha prodotto Villa Giulia? Nessuno». La Destra, allora, chiede la pubblicizzazione alla cittadinanza della varianti al Piano regolatore e, ovviamente, l’approvazione del nuovo Prg necessario «per offrire uno sviluppo sostenibile del territorio».
Riccardo Antonilli
sabato 28 febbraio 2009
Denunciato un bracconiere
Denunciato un bracconiere di Monte San Biagio dalla Polizia provinciale. Gli uomini guidati dal colonnello Attilio Novelli, giovedì sera, hanno fermato e denunciato l’uomo nelle campagne della frazione di Vallemarina. Nell’ambito di un’attività di controllo del territorio, gli agenti della provinciale hanno realizzato una serie di posti di blocco. L’uomo, all’alt degli agenti, ha accellerato tentando di fuggire. Nel corso della fuga ha gettato dal finestrino dell’auto il suo giaccone, all’interno del quale era occultato il «bottino» dell’attività illecita. Fermato dopo un inseguimento, il monticellano è stato denunciato per i reati di uccellagine e furto venatorio. Nel frattempo sono iniziate le operazioni per ritrovare il giaccone. Una ricerca non facile sia per il buio sia perché l’indumento era rimasto impigliato nei rani di un albero. Alla fine gli uomini guidati da Novelli sono riusciti a ritrovarlo e all’interno delle varie tasche hanno rinvenuto ben 40 pettirossi, due merli e tre tordi. Come appurato successivamente, gli uccelli erano rimasti tutti impigliati in trappole precedentemente sistemate dall’uomo. Tutti gli esemplari, infatti, avevano il collo spezzato. L’indagine, comunque, non è conclusa. Ora al vaglio degli inquirenti ci sono gli eventuali acquirenti degli esemplari uccisi. La provinciale sta cercando di risalire ad un’attività di ristorazione che, in barba alle normative, acquista e vende il frutto dell’attività dei bracconieri. Per molti cacciatori che sfidano la legge, la vendita degli esemplari uccisi illegalmente è divenuta una vera e propria attività commerciale. Intanto continuano i controlli nelle «zone calde», tristemente note per i frequenti atti di caccia illecita. L’operazione di giovedì è solo una parte di un lavoro più ampio di monitortaggio e controllo che vede la polizia provinciale in prima linea nel combattere il fenomeno del bracconaggio.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Abusivismo, cinque denunce tra Itri e Fondi
Prosegue senza sosta la lotta all’abusivismo edilizio da parte dei carabinieri. Nella giornata di ieri, in due distinte operazioni, sono state denunciate ben cinque persone tra Fondi e Itri. I militari della stazione di Fondi, nel corso di un predisposto servizio, hanno denunciato in stato di libertà per “violazione delle norme sull’abusivismo edilizio” il 31enne del luogo, P.L., il 54enne di Itri, S.M. e il 58enne di Latina, D.M.M.. I primi due, su un’area sottoposta a vincoli paesaggistici, dopo aver ottenuto il 13 settembre 2001 la giusta concessione edilizia per la costruzione di un’abitazione, hanno proceduto, in fase di esecuzione, ad una variante che prevedeva uno scavo superiore a quanto già autorizzato, senza il preventivo “nulla osta” dell’amministrazione provinciale di Latina. Il terzo, impiegato comunale, omettendo la richiesta del “nulla osta” all’amministrazione provinciale, ha autorizzato i lavori. L’intera area, comprensiva di immobile in via di completamento, del valore di 250.000 euro circa, è stata sottoposta a sequestro. Mentre a Itri, i carabinieri della locale stazione hanno denunciato in stato di libertà per “lavori in corso con concessione edilizia scaduta” il 53enne del luogo, P.C. e il 33enne di Formia, C.A.. I due, nonostante la concessione edilizia scaduta, hanno continuato i lavori di costruzione di un’abitazione, omettendo, al contempo, la prevista tabellonistica di cantiere, nonché la voltura e la nomina di un nuova direzione dei lavori.
R.A.
R.A.
giovedì 26 febbraio 2009
Blitz dei Nas in ospedale
Ieri mattina i Nas hanno fatto “visita” all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Fondi. I militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma dei Carabinieri si sono soffermati a lungo a colloquio con Sergio Parrocchia e Massimo Marciano, rispettivamente direttore sanitario e amministrativo del distretto centro. Gli uomini di quello che è divenuto il comando Carabinieri per la Tutela della Salute sembra si siano diretti anche al Pronto Soccorso. Non è chiaro il motivo della visita a Fondi, di certo c’è in piedi un’indagine sul “San Giovanni di Dio”, sembra, anche se da indiscrezioni da confermare, che i militari fossero interessati ai Poct. I discussi strumenti di analisi in uso in diversi nosocomi della provincia pontina. A Fondi, come si ricorderà, complice la paventata chiusura del laboratorio di analisi a favore dell’utilizzo dei ‘Point of Care Testing’, su tali strumenti è in piedi da mesi una battaglia portata avanti dai sindacati e dalle forze politiche di maggioranza. Sono diverse le richieste di chiarimenti presentate da Franco Addessi, dirigente provinciale della Cgil - Funzione Pubblica alla Asl sull’uso di tali apparecchiature. Al centro delle polemiche, oltre alla presunta imprecisione dei risultati offerti, ci sono anche, secondo quanto denunciato dal primo cittadino di Fondi, Luigi Parisella, la violazione di una normativa regionale che ne sconsigliava l’utilizzo, e la mancata remunerazione delle prestazioni suppletive effettuate con i discussi strumenti da parte del personale infermieristico. Tanto che un centinaio di infermieri, impiegati nei nosocomi della provincia, hanno dato mandato all’avvocato Arnaldo Faiola di presentare una richiesta di pagamento all’Azienda. Su tali strumenti si sono anche inaspriti i toni delle polemiche tra amministrazione comunale e Asl. Martedì il sindaco di Fondi, con i colleghi di Lenola, Campodimele, Monte San Biagio e Sperlonga ha convocato una conferenza stampa per illustrare tutte le perplessità sull’operato della manager, Ilde Coiro. Ora è arrivata la visita dei Nas, mentre oggi si riunisce la conferenza dei sindaci alla presenza della Coiro. Un momento di confronto, che, dalle premesse, appare tutt’altro che sereno.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 25 febbraio 2009
Abusivismo a Itri, cinque denunce
Ancora abusivismo edilizio a Itri. Ieri mattina, i carabinieri della locale stazione, dopo una lunga ed accurata indagine, hanno denunciato in stato di libertà per i reati di “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico” e “tentata truffa in concorso in danno della pubblica amministrazione” cinque persone, tutte già note alle forze dell’ordine. Si tratta di C.M., 49enne domiciliato a Ciampino, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari; di A.D., 31enne del luogo; S.R., 50enne di Ciampino; C.S., 45enne di Genzano di Roma; e S.M., 42enne del luogo. Le denunce sono scattate per un fabbricato situato in località Corano, costruito su un terreno di proprietà di C.M. e già sottoposto dai militari a sequestro preventivo il 6 maggio 2004 per l’assenza della concessione edilizia. I carabinieri, a seguito della verifica delle rispettive dichiarazioni a corredo delle istanze per l’adesione alla legge sul condono edilizio, accertavano la mendacità di tutte le predette dichiarazioni finalizzate ad ottenere ingiustamente il titolo edilizio abilitativo in sanatoria. Non è il primo caso in cui i militari del comune aurunco scoprono irregolarità legate alla legge sul condono. Nelle decine di sequestri per abusivismo edilizio portati avanti nel corso del 2008 nel territorio itrano, troppo spesso è stata riscontrata la pratica del “condono preventivo”, ovvero la presentazione della domanda di sanatoria prima di realizzare l’abuso.
R.A.
R.A.
Sanità, l'affondo di Parisella
“Ci troviamo di fronte a politiche contraddittorie e che non premiano l’efficienza”. Così il sindaco di Fondi, Luigi Parisella definisce l’operato della manager dell’Asl pontina , Ilde Coiro. Ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, il primo cittadino ha spiegato, nel dettaglio, quali sono le preoccupazioni sue e dei cittadini della piana per il depotenziamento dell’ospedale “San Giovanni di Dio”. All’incontro hanno partecipato anche i sindaci di Lenola e Campodimele, Gianbattista De Filippis e Roberto Zannella, i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Monte San Biagio e Sperlonga, delle associazioni sindacali e l’ex primario di ostetricia e ginecologia, Felice Gagliardi. “Parlando di managerialità – ha spiegato Parisella – andrebbero premiati quei servizi che funzionano, mentre qui in provincia di Latina si sta andando in direzione opposta”. Sul laboratorio di analisi, ad esempio, “c’è una determina che ne ordina la soppressione a favore di un centro prelievi e, nonostante gli interventi rassicurativi di politici locali, quegli atti sono ancora in piedi, quindi la chiusura non è stata smentita. Ora si sta facendo concreta l’ipotesi di una chiusura del dipartimento di prevenzione, i cui uffici sono dislocati in via Lanza. Abbiamo scoperto che c’è stata la disdetta della locazione, mentre in un altro comune si stanno ristrutturando i locali per ospitare tale servizio. Stessa cosa sta accadendo per il servizio veterinario, fondamentale in una realtà come quella fondana che ha un mattatoio comunale”. Il sindaco ricorda poi che “per Fondi era stata indetta una gara d’appalto per il servizio di hospice, poi l’appalto è stato revocato e non si sa neanche che fine abbiano fatto i fondi stanziati dalla Regione. Anche l’unità semplice di broncopneumatologia rischia di essere accorpata ad un’altra struttura”. Per Parisella si tratta di “una serie di scelte unilaterali che si continuano a fare senza alcuna concertazione con gli enti locali”. Altro esempio portato dal primo cittadino è il reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio fondano “che, dopo la chiusura del medesimo reparto di Priverno, si trova ad avere un carico di utenze senza poter usufruire di nuovo personale. Questo manager – ha sottolineato il sindaco – va controcorrente rispetto alla scelte fatte da Marrazzo per il territorio”. Tanto che il sindaco ha scritto, lo scorso 26 gennaio, proprio al governatore regionale per esporre le varie criticità. L’auspicio di Parisella è che “si facciano scelte oculate e non politiche. Su questi temi – ha concluso –bisogna fare fronte comune, per evitare che, a danno dei cittadini, si continui a premiare l’inefficienza”. Pensiero condiviso anche dagli altri rappresentanti istituzionali presenti. Il tutto ad appena due giorni dalla conferenza dei sindaci alla presenza della Coiro, in cui si discuterà anche dei rapporti tra l’azienda e le istituzioni locali.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 23 febbraio 2009
Usi civici, il comitato diffida il Sindaco
Il comitato Selva Vetere ha diffidato il sindaco di Fondi, Luigi Parisella ad intraprendere ogni azione volta ad imporre il pagamento di un canone per arricchimento indebito. Il riferimento è ai possessori dei terreni gravati da uso civico. Sull’annosa questione resta aperto lo scontro tra Comune, cittadini e Regione. Un gioco a tre, in cui gli abitanti tentano ora di farsi mediatori tra l’ente comunale e regionale. Oltre alla diffida, infatti, i cittadini hanno rivolto un invito a Parisella “a fissare un incontro con i dirigenti responsabili della Regione Lazio al fine di valutare le possibili soluzioni da adottare per la definizione della controversia”. La volontà è quella di cercare un punto di convergenza tra le parti e non lo scontro aperto. Nel documento di diffida e invito, già depositato in comune nei giorni scorsi, il comitato ricorda le vicissitudini dei terreni della Selva. Il Comune, dopo una ricognizione sulla zona, ha inviato ai cittadini richieste di pagamento per illecito arricchimento, in seguito alla presunta occupazione indebita dei terreni soggetti ad uso civico. Poi lo scorso agosto il consigliere regionale, Domenico Di Resta ha presentato un’interrogazione per stabilire la legittimità della richiesta dell’amministrazione comunale. L’imposizione è stata giudicata illegittima dalla Pisana. Inoltre, il comitato ricorda che “il Comune non ha, nei cinque anni successivi all’approvazione del Piano Regolatore Generale, adottato i Piani particolareggiati esecutivi né ha provveduto ad adottare una speciale variante diretta al recupero urbanistico dei nuclei abusivi”. Una questione particolarmente controversa, la speranza del comitato, ora, è che la mediazione tra Comune e Regione vada a buon fine e che si riesca definitivamente a trovare una soluzione ad un problema che va avanti da diversi anni.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Sanità, la risposta del Sindaco
“Notizie allarmanti giungono dall’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi circa episodi di malasanità registratisi nei giorni scorsi”. E’ il sindaco Luigi Parisella ad evidenziare e denunciare apertamente quanto sta accadendo. Non è la prima volta che il primo cittadino interviene sull’argomento. Nelle scorse settimane, in particolare, al centro delle polemiche c’erano i Poct. Ora Parisella risponde al circolo fondano del Partito Democratico e al suo coordinatore cittadino, Bruno Fiore, intervenuto, un paio di giorni fa, in difesa dell’operato della manager dell’Asl, Ilde Coiro. Il riferimento è alla soppressione del laboratorio di analisi. “Perché Fiore – si domanda Parisella - fa finta di ignorare che ufficialmente esiste l’atto deliberativo, il 381 del 30 maggio 2008, adottato dalla Coiro con il quale ha disposto la soppressione del laboratorio? Se invece la manager su intervento di Moscardelli e di Di Resta ha cambiato parere, come sostiene l’esponente del Pd, perché non procede alla immediata revoca di tale deliberazione? Ma occorre ricordare a Fiore un piccolo particolare: le dichiarazioni rese da Moscardelli e Di Resta il 15 agosto 2008 circa l’inamovibilità del laboratorio di analisi di Fondi, furono clamorosamente smentite circa 15 giorni dopo dalla stessa manager che affermava che Fondi sarebbe stata sede di centro prelievi”. Il sindaco sulla questione sanità non ha intenzione di demordere e, per martedì, ha convocato una conferenza stampa in cui dirà la sua sul laboratorio e, più in generale, sulla gestione sanitaria del “San Giovanni di Dio”.
R.A.
R.A.
Pd, sulla sanità da Parisella solo menzogne
Non si stemperano le polemiche sulla sanità. Dopo i ripetuti interventi del sindaco, Luigi Parisella sull’operato della manager dell’Asl, Ilde Coiro, ora ad intervenire è il circolo fondano del Partito Democratico. “Chiaramente il sindaco Parisella – recita una nota diffusa - utilizza qualsiasi argomento pur di attaccare frontalmente ed in modo strumentale la direzione della Asl provinciale e la politica sanitaria della Regione Lazio, arrivando persino ad utilizzare i comunicati sindacali”. Un’accusa grave quella del Pd, convinto che “dipingere il reparto di ginecologia ed ostetricia come un ‘reparto allo sfascio’ è offensivo per tutti gli operatori che dirigono e lavorano con serietà professionale e grande umanità tutti i giorni, garantendo un livello altissimo alle proprie prestazioni”. Ma il ‘nodo cruciale’ delle polemiche resta sempre lo stesso: il laboratorio di analisi. Per i democratici fondani “si insiste ancora sulla questione laboratorio, dimenticando che nulla è cambiato negli ultimi mesi nella funzionalità di questo importante servizio, grazie anche all’interessamento dei consiglieri regionali Di Resta e Moscardelli, che hanno avuto dalla Coiro le dovute rassicurazioni sul mantenimento dello stesso. Si stravolge addirittura la verità, inventando di sana pianta una notizia inesistente, quale è quella del trasferimento a Terracina degli uffici del dipartimento di prevenzione, comprendente l’ufficio di veterinaria, igiene pubblica e medicina del lavoro, situati in via Giovanni Lanza. E’ bastato che fossero effettuati dei lavori di ristrutturazione degli uffici di prevenzione situati a Terracina, che erano in uno stato di quasi inagibilità, per far pensare ad uno spostamento dei servizi territoriali in quella città”. Il circolo del Pd, a tal proposito, spiega di aver “chiesto chiarimenti alla Coiro, ricevendo precise rassicurazioni non solo sul mantenimento degli attuali servizi di prevenzione a Fondi, ma, se il comune si rendesse disponibile a dare ulteriori spazi, si potrebbero potenziare questi stessi servizi con altri sportelli. Accanto a tutto ciò, per il Partito Democratico “il sindaco dimentica di dire che da qualche giorno opera regolarmente all’interno del San Giovanni di Dio il nuovo servizio del Tmsree, in locali di circa 400 metri quadri interamente realizzati ex novo e con economie interne alla Asl, tolti definitivamente dai locali del tutto inadeguati di via Fucito”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
domenica 22 febbraio 2009
Motorino in fiamme
Ancora fiamme a Fondi. Questa volta un rogo di origine dolosa, intorno alla mezzanotte di giovedì, ha distrutto uno scooter. Il Malaguti F10, di proprietà di un giovane, era posteggiato in via Tito Speri, sotto l’abitazione del proprietario, quando ignoti hanno dato alle fiamme il mezzo. Immediatamente gli abitanti della zona hanno allertato i Vigili del Fuoco. La squadra 3 A di Terracina si è precipitata sul posto e, in pochi minuti, è riuscita a domare l’incendio, evitando che le fiamme potessero attecchire ad altri mezzi e alle abitazioni circostanti. Un altro fatto inquietante nella città di Fondi, dopo i tanti, troppi, roghi dolosi e atti intimidatori che stanno segnando il territorio della piana. L’ennesimo episodio da vagliare per le forze dell’ordine, che stanno tentando di risalire agli autori del gesto criminoso, indagando, innanzitutto, sulle motivazioni che possano aver portato fino al rogo.
R.A.
R.A.
martedì 17 febbraio 2009
Mof protagonista a Berlino
Il Mof protagonista della più grande fiera internazionale del settore ortofrutticolo, la “Fruit Logistica di Berlino”. L’evento organizzato nei giorni scorsi ha visto la partecipazione del Mercato ortofrutticolo fondano con uno stand di oltre 200 metri quadri, capeggiato dal presidente, Pino la Rocca e dall’amministratore delegato, Enzo Addessi. Anche il Ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia ha visitato lo stand Mof nel corso della kermesse. La Rocca e Addessi hanno avuto così modo di illustrare l’attuale situazione commerciale, le iniziative in cantiere e le prospettive del mercato fondano. Tutti hanno condiviso la tesi secondo cui, per uscire da un momento notoriamente stagnante della commercializzazione ortofrutticola, è necessario puntare su nuovi mercati e su Paesi che fanno registrare un’espansione dei consumi. Per raggiungere questo obiettivo bisogna ovviamente attrezzarsi per competere con altre strutture e con altre nazioni a loro volta impegnate nella ricerca di nuovi sbocchi commerciali, facendo leva sulla produzione locale di qualità e sui numerosi servizi che il sistema Mof, unico nel suo genere, riesce a garantire ai propri clienti. “La presenza alla Fruit Logistica di Berlino serve appunto - ha spiegato La Rocca - per esplorare la potenzialità di questi nuovi canali, prendere gli opportuni contatti e procedere ad operare concretamente. Ad alimentare un relativo ottimismo per il futuro contribuiscono sicuramente gli apprezzamenti da parte di numerosi buyers stranieri sia per l’assortimento sia per la qualità dei prodotti offerti dal sistema Mof”.
R.A.
R.A.
Mazio è il nuovo commissario
Massimo Mazio è ufficialmente il nuovo dirigente del commissariato di polizia di Fondi. Da ieri, l’ex commissario capo di Formia ha preso le redini del commissariato fondano, subentrando al vice questore Eugenio Marinelli. Quest’ultimo è approdato al vertice del commissariato di Ischia, dove subentra al vice questore Antonio Vinciguerra. Il nuovo commissario, già da alcune settimane, ha sostituito l’ex dirigente in permesso, coordinando alcune operazioni ed indagini. Dopo l’esperienza formiana, con la proficua collaborazione con il vice questore Cristiano Tatarelli, Mazio si trova ora alle prese con un territorio, purtroppo, da tempo contraddistinto da un susseguirsi costante di fatti criminosi.
R.A.
R.A.
lunedì 16 febbraio 2009
Auto in fiamme nell'autorimessa
Auto in fiamme ieri mattina a Fondi. Intorno alle 12 e 30 alcuni automobilisti di passaggio hanno notato una Punto cabrio rottamata e posteggiata nel recinto di un’autorimessa ai bordi di via Diversivo Acquachiara. Immediatamente la squadra 11 A dei Vigili del Fuoco di Fondi è intervenuta bloccando l’incendio che avrebbe potuto coinvolgere anche le altre automobili. Non ci sono dati certi sulla natura del rogo, nessun innesco è stato trovato e quindi è probabile che le fiamme siano di natura accidentale. Dopo lo spegnimento non è stata esclusa l’ipotesi che l’incendio sia partito dal canneto che circonda l’autorimessa per poi andare a coinvolgere la vettura. Tanta paura per gli automobilisti di passaggio, ma nessun danno di rilievo.
R.A.
R.A.
giovedì 12 febbraio 2009
Migliozzi, altri coinvolti nella morte del 28enne
Ci sarebbero altre persone coinvolte nella morte di Roberto Migliozzi, il 28enne ritrovato carbonizzato lo scorso 30 dicembre. Secondo alcune indiscrezioni i risultati degli esami eseguiti dalla Polizia scientifica di Roma sul camion dell’unico indagato, Johnny Lauretti, avrebbero lasciato emergere la presenza di altre persone sul mezzo nella notte in cui il Migliozzi ha perso la vita. Si tratta, al momento, solo di indiscrezioni. Qualora tali ’voci’ venissero confermate, l’indagine potrebbe subire una svolta radicale andando a coinvolgere altre persone. Va ricordato che, nei giorni scorsi, la Polizia aveva annunciato la presenza sul mezzo di taniche di benzina, probabilmente, riconducibili alla targica fine del 28enne. Oltre ai risultati ufficiali dei rilievi della scientifica sul mezzo sequestrato lo scorso 6 gennaio, l’inchiesta riceverà imput preziosi anche dai risultati dell’autopsia sul corpo del Migliozzi, eseguita il primo gennaio dal medico legale Filippo Milano. Dall’esame esterno non è emerso alcun segno di lesione traumatica, quindi la vittima non è deceduta in seguito a percosse. Come si ricorderà la morte del giovane sembrava in un primo momento inputabile a un suicidio o a un incidente, poi, con il prosieguo dell’indagine, queste ipotesi sono cadute. Successivamente, dopo che Lauretti, difeso dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Giulio Mastrobattista, si era recato volontariamente in commissariato per parlare dell’amico scomparso, era arrivato il sequestro del mezzo e l’iscrizione del Lauretti nel registro degli indagati.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 11 febbraio 2009
Cgil: Ostetricia è al collasso
Il reparto di ostetricia del San Giovanni di Dio è ormai al collasso. A denunciarlo è il dirigente provinciale della Cgil – funzione pubblica, Franco Addessi. In una nota rivolta alla manager dell’Asl, Ilde Coiro, al direttore amministrativo, Giuseppe Testa e al direttore sanitario, Carlo Saitto spiega come “la chiusura della unità operativa di ostetricia dell’ospedale di Priverno, che garantiva l’assistenza a circa 500-600 partorienti l’anno, sta portando al collasso operativo l’unità complessa di ostetricia–ginecologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, dovuto, soprattutto, all’abnorme carico di lavoro che quotidianamente le ostetriche turniste h 24, operanti presso la struttura, devono sopportare. Al, seppur prevedibile, incremento del numero di parti che, per forza maggiore, saranno espletati nei prossimi mesi e che attualmente si stanno portando a termine presso tale unità operativa complessa, non ha fatto seguito una adeguata soluzione organizzativa che avrebbe dovuto garantire livelli di assistenza ostetrica in sala parto o nelle sale di degenza ordinaria ritenuti in qualche modo ‘accettabili’ senza frustrare ed aggravare lo stress psicofisico del personale ostetrico turnista di servizio”. Per il sindacalista: “La dotazione organica già carente e preesistente alla chiusura dell’ospedale di Priverno si è pienamente aggravata. Infatti, delle tre ostetriche assegnate all’ospedale di Fondi, provenienti per trasferimento dall’ospedale di Priverno, soltanto una ha preso effettivo servizio presso l’unità di ostetricia–ginecologia, creando un aumento dei carichi di lavoro per il personale intollerabile. Tutto ciò – conclude - porterà al collasso operativo la struttura dell’ospedale di Fondi”.
R.A.
R.A.
La Finanza torna in Comune
Le fiamme gialle hanno nuovamente fatto visita al comune. Come già accaduto nel corso della scorsa settimana, gli uomini della Guardia di Finanza sono tornati a palazzo san Francesco per visionare alcuni atti. Una ‘visita’ eseguita nella massima discrezione e su cui non sono emersi dettagli. Sembra comunque che al centro dell’attenzione ci siano incartamenti riguardanti l’ufficio del personale e quindi alcuni concorsi. Intanto sul ‘caso Fondi’ continuano a registrarsi numero interventi volti ad accelerare la decisione del consiglio dei ministri dell’eventuale scioglimento del consiglio. La scorsa settimana nell’ordine erano stati il senatore Stiffoni della Lega Nord ad appellarsi al ministro dell’Interno Roberto Maroni per lo scioglimento e il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando. Quest’ultimo, già nei mesi scorsi, aveva chiesto di adottare il provvedimento attraverso un’interrogazione parlamentare. Sulla scia dell’intervento di Orlando anche l’associazione contro le mafie “Caponnetto” torna sul ‘caso’, chiedendo l’organizzazione di “manifestazioni pubbliche di protesta davanti ai Palazzi romani”. Per la Caponnetto a Fondi, ormai, “regna il far west, con sparatorie, attentati incendiari, traffici colossali di sostanze stupefacenti e chi ne ha più ne metta”. Tanto da poter parlare di “emergenza democratica”. In effetti anche il consiglio comunale, alla luce dell’atto intimidatorio ai danni del capannone del presidente del consiglio, Giorgio Fiore, nel corso di un’assise straordinaria sulla sicurezza, aveva chiesto, in maniera unitaria, al consiglio dei ministri di decidere sulle sorti dell’amministrazione, proprio per restituire tranquillità ai cittadini. Per ora, comunque, al di là degli appelli e degli interventi politici, non resta che attendere, mentre in città la tensione resta alta.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 9 febbraio 2009
Appalto per la differenziata, i dubbi di Rifondazione
“Sono molte le perplessità che scaturiscono da un’attenta analisi della gara di appalto per le attività di raccolta dei rifiuti solidi urbani del comune di Itri”. A sostenerlo è il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Luca Iudicone. Sono due gli elementi al centro della critica: gli automezzi e i posti di lavoro. “Innanzitutto – spiega Iudicone - nella documentazione è scritto chiaramente che la ditta vincitrice dell'appalto, qualora gli automezzi del comune si rivelassero inadeguati, potrà utilizzare automezzi propri. Ovviamente a spese del comune. Ci chiediamo, allora, - continua - qualora la ditta vincitrice dovesse fornire i suoi automezzi, chi stabilisce il prezzo?” Ma il “punto più preoccupante è quello relativo all'occupazione. Nessuna garanzia, infatti, - continua - è data agli attuali 24 lavoratori impegnati nella raccolta rifiuti. Sei di loro, quelli impegnati nello spazzamento della città, hanno sicuramente il posto a rischio, in quanto detto servizio è stato stralciato da quello della raccolta rifiuti. Ma neanche i restanti 28, che attualmente si occupano della raccolta porta a porta, hanno garanzie”. Infatti “se da un lato l'amministrazione calcola per la base d'asta un numero di ore sufficienti a impiegare 18 lavoratori, dall'altro non obbliga da nessuna parte la ditta appaltatrice a impiegare operai per tutte le ore calcolate”.
R.A.
R.A.
domenica 8 febbraio 2009
Elettrosmog, manifestazione in piazza
Circa 400 persone ieri mattina hanno sfilato per le vie di Fondi per manifestare contro le “antenne selvagge”. Semplici cittadini del quartiere Portone della Corte e gli alunni della scuola media Don Milani si sono radunati, intorno alle 9 e 30, davanti alla chiesa di San Paolo e da lì sono partiti alla volta di palazzo San Francesco. Un lungo corteo animato da slogan e cartelli contro l’elettrosmog. L’iniziativa di ieri, organizzata dal comitato “No elettrosmog”, è nata in seguito alla riunione della commissione urbanistica del comune di Fondi dello scorso 29 gennaio sul tema. Le risposte date dall’amministrazione nell’occasione non sono piaciute al presidente del comitato, Luigi Parisella che, in seguito alla riunione, ha spiegato come “Innanzitutto si è in presenza di una normativa nazionale per la cui necessaria applicazione occorre considerare la specificità del contesto territoriale locale, al fine di prevenire eventuali conflitti con le popolazioni che legittimamente temono l’insorgere di rischi di inquinamento da elettrosmog da tali antenne. Un ruolo fondamentale in tal senso è attribuito all’Arpa Lazio, organismo deputato a monitorare costantemente il livello di tollerabilità dell’elettrosmog nelle aree interessate”. Proprio per questo, per Parisella “occorre dotarsi di linee di indirizzo mirate sostanzialmente ad individuare aree comunali compatibili con i piani delle compagnie telefoniche, con cui necessita una preventiva consultazione. Ciò consentirebbe di incentivare la disinstallazione di alcune antenne presenti in luoghi densamente abitati, offrendo spazi pubblici a canone zero per un certo numero di anni e fissare, in seguito, un canone di riscossione che il comune potrebbe utilizzare per specifici progetti”. Alla manifestazione di ieri hanno preso parte anche i rappresentanti locali di Legambiente, de La Destra e del Partito Democratico, tutti uniti da una problematica che, già nei mesi scorsi, era balzata al centro dell’attenzione, grazie ad un convengo organizzato dal comitato di San Magno. Nell’occasione i tecnici dell’Arpa rassicurarono i cittadini sul livello di emissioni registrato sul territorio comunale.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
venerdì 6 febbraio 2009
Spari contro "Sposabella"
Si spara ancora a Fondi. L’ennesimo atto intimidatorio sul territorio della
piana si è consumato ai danni del negozio di abbigliamento Sposabella in
Corso Italia. Intorno alle due della notte a cavallo tra meroledì e giovedì,
ignoti hanno esploso cinque colpi calibro nove ai danni della vetrina dell’esercizio
commerciale, posto in pieno centro, a pochi passi da piazza Unità D’Italia.
Una brutta sorpresa per il proprietario di Sposabella, Giuseppe Tammetta
che, giunto dinnanzi all’ingresso del negozio, ieri mattina intorno alle
8, si è subito reso conto dell’accaduto, allertando i carabinieri della
locale stazione. I militari, giunti sul posto, hanno raccolto tutti gli
elementi utili. Così, basandosi sul luogo di ritrovamento dei bossoli,
hanno potuto appurare che i malviventi hanno esploso i colpi dal marciapiede
situato sul lato opposto della strada rispetto al negozio preso di mira.
Ora gli inquirenti stanno tentando di capire quali siano le mitivazioni
alla base del gesto. Esclusa da subito la pista del racket, restano in
piedi le ipotesi di vecchie ruggini sfociate in un atto clamoroso e anche
quella legata ai dissidi interni tra i componenti della famiglia. Va ricordato
che sono quattro i negozi gestiti dalla famiglia, tre dei quali si trovano
proprio su Corso Italia, mentre il quarto è una ’filiale’ di Sposabella
aperta da qualche anno a Latina. La distanza da cui sono partiti gli spari
lascia intendere che si potrebbe trattare di persone abituate a maneggiare
armi. Inoltre si tratta, certamente, di soggetti sicuri di se e della possibilità
di scappare senza dare nell’occhio. Nonostante l’ora tarda, Corso Italia
è situata in pienissimo centro ed è circondata da centinaia di abitazioni.
Non è la prima volta che i negozi di abbigliamento dei Tammetta sono presi
di mira da malviventi. Il 4 marzo 2006 i ladri fecero visita due degli
esercizi situati in centro a Fondi: Hurrà e proprio Sposabella. Nell’occasione
furono trafugati capi firmati per un valore di oltre 40.000 euro. Furti
consumati ad un paio di giorni di distanza l’uno dall’altro, in ambedue
i casi le vetrine furono distrutte a colpi di martello. Le indagini della
Polizia portarono all’arresto di quattro pregiudicati campani, giudicati
gli autori di quelli e di altri furti in zona.
Riccardo Antonilli
piana si è consumato ai danni del negozio di abbigliamento Sposabella in
Corso Italia. Intorno alle due della notte a cavallo tra meroledì e giovedì,
ignoti hanno esploso cinque colpi calibro nove ai danni della vetrina dell’esercizio
commerciale, posto in pieno centro, a pochi passi da piazza Unità D’Italia.
Una brutta sorpresa per il proprietario di Sposabella, Giuseppe Tammetta
che, giunto dinnanzi all’ingresso del negozio, ieri mattina intorno alle
8, si è subito reso conto dell’accaduto, allertando i carabinieri della
locale stazione. I militari, giunti sul posto, hanno raccolto tutti gli
elementi utili. Così, basandosi sul luogo di ritrovamento dei bossoli,
hanno potuto appurare che i malviventi hanno esploso i colpi dal marciapiede
situato sul lato opposto della strada rispetto al negozio preso di mira.
Ora gli inquirenti stanno tentando di capire quali siano le mitivazioni
alla base del gesto. Esclusa da subito la pista del racket, restano in
piedi le ipotesi di vecchie ruggini sfociate in un atto clamoroso e anche
quella legata ai dissidi interni tra i componenti della famiglia. Va ricordato
che sono quattro i negozi gestiti dalla famiglia, tre dei quali si trovano
proprio su Corso Italia, mentre il quarto è una ’filiale’ di Sposabella
aperta da qualche anno a Latina. La distanza da cui sono partiti gli spari
lascia intendere che si potrebbe trattare di persone abituate a maneggiare
armi. Inoltre si tratta, certamente, di soggetti sicuri di se e della possibilità
di scappare senza dare nell’occhio. Nonostante l’ora tarda, Corso Italia
è situata in pienissimo centro ed è circondata da centinaia di abitazioni.
Non è la prima volta che i negozi di abbigliamento dei Tammetta sono presi
di mira da malviventi. Il 4 marzo 2006 i ladri fecero visita due degli
esercizi situati in centro a Fondi: Hurrà e proprio Sposabella. Nell’occasione
furono trafugati capi firmati per un valore di oltre 40.000 euro. Furti
consumati ad un paio di giorni di distanza l’uno dall’altro, in ambedue
i casi le vetrine furono distrutte a colpi di martello. Le indagini della
Polizia portarono all’arresto di quattro pregiudicati campani, giudicati
gli autori di quelli e di altri furti in zona.
Riccardo Antonilli
giovedì 5 febbraio 2009
Incendio al negozio, in quattro a giudizio
Quattro rinvii a giudizio per l’incendio di Sport Time, il negozio di abbigliamento dato alle fiamme a Fondi il 14 luglio 2006. Lo ha deciso il Gup, Giuseppe Cario che ha fissato per il 17 aprile, presso il Tribunale di Terracina, la data per l’udienza del procedimento a carico di Ernesto e Valentina Olia, Maria Teresa Bianchi e Filomena Russo. I quattro sono accusati di aver dato fuoco al negozio con lo scopo di truffare l’assicurazione.
R.A.
R.A.
Tir della droga diretto al Mof
Fermato con 310 chilogrammi di hashish diretti al Mercato Ortofrutticolo di Fondi. Si tratta di un autotrasportatore spagnolo bloccato sulla provinciale Fondi - Lenola, martedì sera, dagli uomini del Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Fondi. L’operazione, portata avanti in collaborazione con il Goa di Catanzaro, è frutto di una lunga indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Le fiamme gialle domenica sono salite a Ventimiglia, hanno atteso fino a lunedì l’arrivo del mezzo pesante, poi lo hanno seguito fino alla strada che congiunge Fondi e Lenola. Così i finanzieri hanno avuto modo di appurare che, nel rimorchio del camion tra centinaia di cassette di frutta, erano stato occultati gli oltre tre quintali di stupefacente, il tutto senza che l’autotrasportatore ne sapesse nulla. Tanto che l’uomo, dopo il fermo iniziale, è stato rilasciato. Il blitz è giunto dopo mesi di intercettazioni eseguite dal Goa su ordine dell’antimafia. Il maxi sequestro è solo un primo passo di un’inchiesta sul traffico internazionale di droga. Ora gli inquirenti stanno tentando di risalire a chi ha caricato il camion con i panetti di hashish e stanno ricostruendo il percorso che la droga avrebbe compiuto una volta giunta a destinazione. Il coinvolgimento delle fiamme gialle fondane lascia chiaramente intendere che la droga era diretta, con il tir carico di frutta, al Mof. Da qui lo stupefacente sarebbe stato smistato nel territorio pontino. L’inchiesta, comunque, non è conclusa, anzi il sequestro di martedì non è che un primo passo di un’operazione che potrebbe portare a risvolti eclatanti. Resta da capire, infatti, a chi fosse indirizzato il carico di ’roba’.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
martedì 3 febbraio 2009
Lenola, è scontro sul parcheggio
E’ scontro tra maggioranza e minoranza a Lenola sulla costruzione del parcheggio di via della Mola. Nel corso dell’ultima assise consiliare la minoranza ha dato lettura di una mozione in cui si chiede la trattazione dell’argomento nel prossimo consiglio. Il gruppo di minoranza chiede al sindaco “la revoca dell’incarico conferito al dirigente dell’ufficio urbanistica per aver, senza alcuna competenza in materia di lavori pubblici, – settore assegnato ad un altro funzionario - maggiorato, rispetto al vigente prezziario regionale, con propria determinazione, il prezzo dei lavori di sbancamento del 366%, stravolgendo il progetto preliminare approvato dalla giunta nel mese di marzo”. Per la minoranza, inoltre, la “procedura di gara è stata espletata a trattativa privata tra poche imprese locali”. Inoltre l’opposizione chiede “la revoca dell’incarico di assessore ai Lavori Pubblici conferito a Giuseppe Tatarelli, del quale sono palesi le responsabilità politiche sull’argomento”. Infine, “a tutela degli interessi dell’ente”, si chiede “la trasmissione della proposta di deliberazione, nonché tutti gli atti in essa richiamati, alla Procura generale della Corte dei Conti di Roma, affinché provveda ad accertare le eventuali responsabilità in ordine ai fatti illustrati”. Tutto ciò per la maggioranza non è altro che “una provocazione bella e buona che non ha un minimo di fondamento. Hanno parlato infatti dei lavori del parcheggio che sarebbero stati concessi a trattativa privata (come se avessimo chiamato una ditta a caso), - spiegano - quando invece tutti sanno che è stata effettuata una regolare gara d'appalto invitando non una ditta bensì nove. Si butta fumo negli occhi con la speranza che qualcuno ci creda. Inoltre il processo di partecipazione dei cittadini, nel corso del quale è stato stabilito di effettuare una determinata opera pubblica in caso di finanziamento è stato portato avanti come prescriveva la normativa regionale, né più né meno. Non abbiamo capito – conclude la maggioranza consiliare - se in alcuni casi la minoranza è distratta o ci prova…”.
R.A.
R.A.