“E’ incredibile la smentita e la delegittimazione del ministro dell’Interno”. Così Maria Rosaria Ingenito, segretario dell’Unadir (il sindacato dei prefetti) ha esordito dal palco di piazza IV Novembre , ieri sera a Fondi, ricordando la mancata decisione del governo sulla richiesta di scioglimento su cui il ministro Maroni aveva dato parere favorevole. La Ingenito era stata già protagonista nell’esprimere solidarietà al prefetto Frattasi nel corso del comizio dell’Italia dei Valori dello scorso 9 settembre. Il segretario Unadir ha ricordato che “Il prefetto Frattasi non è solo, perché il suo operato è stato avallato dal ministro. Siamo convinti – ha proseguito - che il governo non dimentica che il prefetto rappresenta il governo sul territorio e che il suo operato vada supportato”. Per il segretario Unadir “mai come in questo momento è necessaria e indispensabile la presenza e la permanenza di Frattasi in provincia di Latina, se c’è una volontà politica autentica di ristabilire la legalità. Solo così sui può dare un messaggio di chiarezza”. Nel ricordare che “il ministro ha annunciato di nuovo che nella prossima seduta la richiesta sarà esaminata”, la Ingenito ha sottolineato come sia “importante pensare al dopo”. Per questo ha rivolto “un appello al ministro dell’Interno, al presidente del consiglio dei ministri e al Presidente della Repubblica”, affinchè “non si nomini un capro espiatorio come commissario, così come accaduto con il prefetto Dalla Chiesa a Palermo, il cui sacrificio – ha dichiarato – mi sento di ricordare e onorare. Dico no alle mattanze, si alle regole. Ora ci vuole chiarezza”. Per la Ingenito è necessario che, dopo l’eventuale scioglimento, “il prossimo commissario prefettizio abbia le stesse caratteristiche di Frattasi, poteri speciali e la possibilità di nominare una sua squadra di lavoro”. “Come segretario Unadir – ha continuato - mi ha profondamente offeso l’ipotesi di mettere sotto inchiesta il prefetto Frattasi”. La Ingenito, inoltre, nel sottolineare un aspetto emerso anche nel corso del comizio dell’IdV, ha spiegato che: “Fotografare i cittadini che applaudono in una piazza per iscriverli nel ‘libro nero’ è un grave oltraggio alla democrazia. A meno che – ha concluso ironicamente il suo intervento – quando è stato illustrato il programma di governo non vi è stato spiegato che con il vostro voto da cittadini sareste diventati sudditi”.
Riccardo Antonilli
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