Svolta nelle indagini sulla morte di Roberto Migliozzi, il 28enne fondano il cui corpo è stato trovato carbonizzato lo scorso 30 dicembre. L’unico indagato, il 30enne Johnny Lauretti, difeso dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Giulio Mastrobattista, è stato convocato dalla Polizia scientifica di Roma per il 15 ottobre. Dunque, dopo mesi di assoluto silenzio e riserbo da parte degli inquirenti, si registra una novità importante. In quella giornata sarà effettuato un accertamento tecnico irripetibile, per cui è richiesta la presenza dell’indagato per omicidio e occultamento di cadavere. L’obiettivo degli inquirenti sembra sia verificare la presenza di sostanze accelleranti la combustione su alcuni reperti trovati accanto al corpo del 28enne. Migliozzi era stato trovato privo di vita e gravemente ustionato sulla soglia di una baracca adiacente la casa in campagna di famiglia in via Capocroce, 21 a Fondi. Era stato il fratello della madre, Concetta Gargiulo, deceduta poco tempo prima, ad effettuare la macabra scoperta. Lo zio, in tarda mattinata, era andato a potare alcune piante nel terreno di famiglia, quando, arrivato in prossimità della baracca, si era trovato davanti il nipote ormai privo di vita e con ustioni su tutto il corpo. Per il 28enne sembra che la prematura scomparsa della madre fosse stato un duro colpo da sopportare, tanto che pare soffrisse di alcuni disagi psicologici, derivanti dalla tragica scomparsa. Motivazioni che avevano indirizzato le ipotesi degli inquirenti, almeno nella prima fase, verso un probabile suicidio o un incidente. Dopo pochi giorni, però, l’attenzione degli inquirenti si era spostata sul Lauretti, amico di lunga data del Migliozzi e come lui gravato da precedenti legati al mondo della droga. Era il 7 gennaio quando una decina tra poliziotti del commissariato di Fondi e carabinieri della compagnia di Gaeta avevano notificato il provvedimento di sequestro di un furgone Iveco al 30enne pregiudicato. Furgone sul quale la scientifica aveva successivamente effettuato i rilievi. Allora Lauretti non era ancora indagato, anzi l’uomo si era recato spontaneamente in commissariato a Fondi per fornire elementi utili. Poi era arrivata l’iscrizione nel registro degli indagati. A carico del Lauretti non è stato mai emesso alcun provvedimento restrittivo, e, al tempo stesso, le indagini sono continuate senza accantonare la sua posizione. Segno che persistono forti sospetti, ma manca un supporto probatorio forte, elemento che potrebbe giungere dall’accertamento del 15 ottobre.
Riccardo Antonilli
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