domenica 25 ottobre 2009

Masso cade su un'abitazione, panico a Monte San Biagio

Panico venerdì sera, intorno alle 22 e 30, in un’abitazione di Monte San Biagio. Tre massi, a causa del maltempo, si sono staccati dalla montagna che sovrasta via Portella superiore. Due sono rotolati senza conseguenze, il terzo, invece, più grande e pericoloso è andato a finire sul tetto di un’abitazione. L’impatto è avvenuto all’altezza della camera da letto della casa indipendente, all’interno della quale stavano riposando Antonella Teseo, 35enne con il figlio di cinque anni Samuele. Il masso è andato prima a finire sul tetto per poi cadere dietro l’abitazione, distruggendo una porzione del soffitto. Sul letto dove stavano dormendo mamma e figlio sono cadute pietre e calcinacci. Tanta paura per la donna e per il figlioletto sorpresi nel sonno da un fatto impensabile, la prima idea venuta in mente alla madre, ancora terrorizzata per quanto stava accadendo,, è stata quella di un terremoto. Immediatamente sono stati allertati i mezzi del 118 che hanno provveduto a trasportare i due al Pronto Soccorso del San Giovanni di Dio di Fondi. Qui i sanitari li hanno medicati e dimessi. Non sono state riscontrate fratture ed è stata scongiurata qualsiasi grave conseguenza. Sul posto sono giunti anche i Vigili del Fuoco di Terracina, i Carabinieri della stazione di Monte San Biagio e la locale Polizia municipale. Un episodio che fa riflettere sulla necessità di mettere in sicurezza la zona, dove sorgono diverse abitazioni non protette da fatti come quello di venerdì. Manca completamente nella parte più alta della montagna una rete per la protezione dalla caduta massi. Una situazione di cui il sindaco di Monte San Biagio, Gesualdo Mirabella si sta interessando. Il primo cittadino, ieri mattina, si è recato sul posto per constatare quanto fosse accaduto. “ La zona – ha detto - è ad alto rischio frane, ci stiamo muovendo con la Regione per metterla in sicurezza”. La speranza è che si prendano provvedimenti in tempi brevi, per evitare che episodi come questo possano ripetersi.
Riccardo Antonilli

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