Ieri pomeriggio il commissario del Comune di Fondi, Guido Nardone si è insediato nel nuovo municipio. L’ex prefetto di Venezia, nominato lunedì, dopo le dimissioni in blocco del consiglio comunale, ha preso possesso dell’ente locale e stamane, nel corso di una conferenza stampa, si presenterà alla città. Neanche il tempo di arrivare che già si parla di “dopo Nardone”. Non va dimenticato, infatti, che, presumibilmente venerdì, il consiglio dei ministri si pronuncerà sulla richiesta di sciogliemento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Qualora il governo optasse per lo scioglimento, la reggenza di Nardone durerebbe pochi giorni. Al commissariamento attuale definibile come “ordinario” e dovuto alle semplici dimissioni dell’amministrazione, ne seguirebbe uno straordinario conseguente allo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Eppure proprio le dimissioni arrivate ad un anno e mezzo dalla richiesta di commissariamento del prefetto Frattasi, al di la delle motivazioni fornite dall’ormai ex sindaco, si svelano come una via d’uscita utile ad evitare lo scioglimento e a giungere già a marzo a nuove elezioni. Preoccupazioni in tal senso vengono espresse dal Comitato permanente di lotta alle mafie, per cui “le dimissioni del sindaco e dei consiglieri di maggioranza sono la riprova che il centro destra fondano, dietro consiglio del senatore Fazzone, ha voluto sfidare fino al limite la legalità nel tentativo di evitare lo scioglimento richiesto dalla commissione prefettizia per infiltrazioni mafiose. Esse – per il Comitato - non sono altro che una sostanziale ammissione di responsabilità”. Una ferma condanna viene espressa nei confronti anche delle dichiarazioni del presidente della Provincia, Armando Cusani. “In un quadro già così drammatico, - recita la nota diffusa - assumono un carattere di particolare incidenza sul piano dell’opinione pubblica le incredibili dichiarazioni di Cusani, il quale, parlando delle inchieste svolte dall’autorità giudiziaria sul ‘caso Fondi’, ne ha attribuito la responsabilità a ‘pezzi deviati dello Stato’. Una gravissima offesa, questa, alle istituzioni tutte, dalla magistratura alle forze dell’ordine, dal ministro dell’interno al prefetto di Latina, a tutti quegli organismi investigativi, giudiziari, amministrativi dello Stato, oltreché associativi e politici, che per anni si sono prodigati in uno sforzo generoso teso ad accertare il gravissimo danno arrecato alla legalità ed allo Stato di diritto”. Non è solo il Comitato ad aver risposto al presidente della Provincia, con le sue dichiarazioni Cusani ha fatto arrabbiare anche pezzi del PdL: gli ex An non hanno gradito.
Riccardo Antonilli
Nessun commento:
Posta un commento