"Un commissario prefettizio non dovrebbe mai mancare a manifestazioni del genere, soprattutto perché si tratta di una manifestazione dell'identità culturale di una città. Squallido che non sia praticamente presente a nessuno degli eventi che si tengono in questa realtà che adesso il dottor Nardone rappresenta istituzionalmente". Così il senatore Claudio Fazzone, domenica scorsa, è intervenuto nel corso della cerimonia di premiazione del Premio di poesia Libero De Libero. Affermazioni sull’assenteismo del commissario che non potevano passare inosservate. Il senatore non è nuovo ad attacchi del genere. Va ricordato che lo stesso aveva minacciato, in più occasioni, di querelare il prefetto di Latina, Bruno Frattasi per falso. Tanto che anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva preso le difese di Frattasi. Ma Fazzone non si è fermato, e sempre nel corso del De Libero, ha detto la sua anche sull’assenza di luminarie natalizie: "Fondi non merita un Natale al buio, ed era compito preciso del commissario assicurare a questa città delle luci che manifestassero l'arrivo di una festività sempre estremamente sentita". Poi, qualche altra parola l’ha spesa sul caso Fondi: “Noi siamo sempre orgogliosi di vivere in questa città dove la mafia non c'è. Esistono sicuramente traffici di droga o altro da controllare, come è ragionevole che sia in un posto dalle grandi prospettive economiche”. Dunque continua la difesa a spada tratta della città da parte del senatore fondano, anche a costo di attaccare altre figure istituzionali e anche nel corso della cerimonia di premiazione di un concorso prestigioso, che si trasforma in luogo utile a generare polemiche. Tornando alle sue dichiarazioni su Frattasi, va ricordato che queste hanno spinto le forze di centrosinistra a presentare una mozione nei vari consigli comunali della provincia. Un documento di solidarietà al prefetto, che – come prevedibile – è stato bocciato dalla amministrazioni di centrodestra. Le stesse hanno approvato un’altra mozione in cui genericamente si condanna la criminalità organizzata. Ora, dopo l’attacco a Nardone, resta da vedere se dal comune arriverà una risposta del commissario prefettizio.
Riccardo Antonilli
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