sabato 31 luglio 2010

Una lottizzazione da Procura

Su quella lottizzazione da sempre gravano pesanti ombre. Adesso, a seguito di un esposto presentato lo scorso anno, la Procura di Latina ha disposto degli accertamenti. Un'inchiesta avviata per capire se le 27 villette in località Chiavino a Lenola, abbiano tutte le «carte in regola». Quelle case sono frutto di una lottizzazione convenzionata promossa dalla società «Il Nido del Nibbio srl». Il 28 luglio 2009 era arrivato l'ok del consiglio comunale dopo una lunga trafila burocratica. Prima il dipartimento Territorio della Regione Lazio condizionò il parere favorevole ad una serie di prescrizioni di natura ambientale. Il progetto, poi, ha incassato il via libera della commissione urbanistica del Comune (30 gennaio e 3 luglio del 2007) e il parere favorevole dell'ufficio tecnico comunale (15 giugno 2007). Nel 2007, il consiglio comunale di Lenola adottò il Piano urbanistico, ritenendolo conforme al vigente Prg. Il 2 agosto del 2008 ci fu il sopralluogo dei funzionari e dei tecnici della Regione, insieme a quelli del Comune e ai rappresentanti e tecnici della società promotrice, con la quale furono prescritte diverse modifiche in merito all'ubicazione di alcuni manufatti all'interno del lotto di intervento. Nel maggio 2009 è arrivato il placet dell'Asl di Latina, mentre il settore urbanistica del Comune ha attestato, carte alla mano, l'inesistenza sull'area di vincoli di uso civico. Eppure di perplessità ne sono rimaste, tanto che è partito l'esposto. I dubbi sono gli stessi sollevati anche dal consiglio comunale. Innanzitutto la zona è a rischio idrogeologico, ma soprattutto un «dato» su cui riflettere è che la società «Il Nido del Nibbio srl», quando ha presentato il progetto di lottizzazione, non era proprietaria di tutti i terreni interessati. Il settore edilizio e la gestione dell'urbanistica di Lenola, dunque, restano al centro dell'attenzione. A seguito del bando pubblicato la notte di Natale per l'affidamento dei lavori per il restauro del Comune e della Casa della Musica, la Guardia di Finanza aveva acquisito documentazione in municipio. Nei giorni scorsi si era registrato l'intervento dell'associazione contro le mafie Antonino Caponnetto che nel definire «caotica» la gestione dell'urbanistica aveva elencato alcuni dati: «La cementificazione di Chiavino e Vallebernardo; i procedimenti giudiziari a carico di professionisti tecnici; i 20 casi di abusivismo edilizio accertati da Carabinieri e Corpo Forestale solo nell'ultimo biennio; i permessi a costruire, ad esempio a Vallebernardo, sfruttando i lotti interclusi».
R.A.

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