sabato 11 aprile 2009

Il Pd avvia lo scioglimento

I consiglieri comunali del Partito Democratico di Fondi, Massimo Di Fazio e Paolo Giardino hanno preparato un’istanza utile ad avviare la richiesta di scioglimento anticipato del consiglio comunale. Le prime firme raccolte, ovviamente, saranno le loro due. Poi gli esponenti del Pd tenteranno di coinvolgere i colleghi sia di minoranza sia di maggioranza, fino al raggiungimento del numero legale utile a dichiarare sciolta l’assise municipale. Un percorso quello avviato dai democratici fondani in linea con la decisione, già adottata da diversi mesi, in seguito alle indagini della commissione di accesso, di non partecipare più alle riunioni del consiglio comunale. Il gesto di richiedere lo scioglimento dal forte valore simbolico, non riuscirà a raggiungere il risultato sperato. Questo si evince chiaramente dall’atteggiamento tenuto sin dall’insediamento della commissione di accesso dai consiglieri comunali di maggioranza che, da sempre dichiaratisi estranei a qualsiasi condizionamento, hanno continuato a svolgere il proprio compito. Mentre stanno volontariamente disertando le commissioni i tre esponenti di Fondi Viva (opposizione): Fernando Di Fazio, Arnaldo Faiola e Raffaele De Bonis. Il consiglio comunale ha comunque espresso unità d’intenti nel voler conoscere il prima possibile le decisioni del governo sulla richiesta di scioglimento. Una decisione deliberata all’unanimità nel corso del consiglio straordinario sull’ordine pubblico tenutosi lo scorso 29 dicembre. La motivazione che ha spinto gli esponenti di tutti gli schieramenti a chiedere di sciogliere il nodo sulla legittimità dell’amministrazione Parisella era allora la necessità di far ripartire a pieno regime la macchina amministrativa, bloccata a lungo all’ordinaria amministrazione, e di restituire tranquillità ai cittadini. Ora, passati altri tre mesi, si torna a discutere animatamente dello scioglimento con le stesse posizioni registrate nei mesi passati. Il ruolo dei protagonisti viene giocato da un lato dal Pd che avvia l’istanza di scioglimento e dall’altro dalla maggioranza e, soprattutto, dal sindaco Luigi Parisella. Il primo cittadino mantiene intatte le sue riserve sulla richiesta inoltrata da Frattasi e attacca l’atteggiamento del Pd, convinto che le parole di Maroni siano state “travisate ad arte”. Per il sindaco: “Maroni ha risposto che era a conoscenza della richiesta di scioglimento del prefetto, ma che non spetta a lui decidere e che ha rimesso gli atti alla presidenza del consiglio dei ministri”. Quindi l’esponente governativo non avrebbe espresso alcuna opinione in merito. Neanche a dirlo, appare opposta l’opinione del Pd che, domenica scorsa, ha lanciato la campagna “Salviamo Fondi”, con una manifestazione pacifica in piazza Unità d’Italia alla presenza della deputata Sesa Amici. Proprio l’esponente democratica, nel corso dell’iniziativa, ha risposto al sindaco spiegando che “non c'è stata alcuna strumentalizzazione delle parole del ministro dell'Interno. Alla seduta della commissione antimafia, insieme con i nostri parlamentari, erano presenti numerosi esponenti di centrodestra, e non mi pare che il senso delle posizioni espresse dal ministro fosse equivocabile a nessuno”. Le parole di Maroni, qualunque sia la giusta interpretazione, non hanno il valore di un atto formale. Sono servite a far riaccendere i riflettori sul “caso Fondi”, ma la città continua a restare in attesa delle decisioni del consiglio dei ministri, organo deputato a decretare o meno lo scioglimento del consiglio.
Riccardo Antonilli

giovedì 9 aprile 2009

I Nas tornano al "San Giovanni di Dio"

Un’altra visita dei Nas all’ospedale «San Giovanni di Dio» di Fondi. Gli uomini del Nucleo antisofisticazioni e sanità dell’arma dei carabinieri hanno concentrato le loro attenzioni sul Pronto soccorso del nocosmio fondano. I militari sono arrivati intorno alle 23 e 50 e sono andati via all’una e trenta circa. Quasi due ore utili a verificare i dati sul personale medico e paramedico in servizio al Pronto soccorso e per raccogliere elementi sui Poct. Stando ad alune indiscrezioni, infatti, sembra che i Nas siano parsi particolarmente interessati ai discussi strumenti di analisi in utilizzo al «San Giovanni di Dio» e in diversi altri ospedali della provincia pontina. Non è la prima volta che il Nucleo antisofisticazioni si reca all’ospedale di Fondi. Il blitz della scorsa notte rientra in un’indagine già avviata e che era emersa grazie a due precedenti visite datate 25 e 26 febbario, poco più di un mese fa. Nell’occasione i militari si erano soffermati a lungo a colloquio con Sergio Parrocchia e Massimo Marciano, rispettivamente direttore sanitario e amministrativo del distretto centro. Da loro avevano ottenuto informazioni e documentazione. Anche nei due precedenti, al centro delle attenzioni sembra ci fossero i Poct. A Fondi, negli ultimi mesi, complice la paventata chiusura del laboratorio di analisi a favore dell’utilizzo dei ‘Point of Care Testing’, su tali strumenti diagnostici è nata una guerra portata avanti da un lato dai sindacati e dalle forze politiche di maggioranza, e dall’altro dalla Asl. Sono diverse le richieste di chiarimenti presentate da Franco Addessi, dirigente provinciale della Cgil - Funzione Pubblica alla azienda sull’uso di tali apparecchiature. Al centro delle polemiche, oltre alla presunta imprecisione dei risultati offerti, c’è anche la mancata retribuzione del personale per le prestazioni effettuate con i Poct. Tanto che un centinaio di infermieri, impiegati nei nosocomi della provincia, hanno dato mandato all’avvocato Arnaldo Faiola di presentare una richiesta di pagamento all’Azienda. Sulla trasformazione del laboratorio di analisi in un centro prelievi, intanto, continuano le polemiche. In particolare è il sindaco, Luigi Parisella ad aver attaccato frontalmente la manager della Asl pontina, Ilde Coiro. Il primo cittadino, dopo una lunga serie di interventi, nella giornata di lunedì ha chiesto un incontro al presidente della regione, Piero Marrazzo per discutere della chiusura del laboratorio, in programma per il prossimo mese di giugno, e per consegnare personalmente le firme raccolte contro la chiusura del servizio.
Riccardo Antonilli

martedì 7 aprile 2009

Laboratorio, Parisella chiede un incontro a Marrazzo

Il sindaco di Fondi, Luigi Parisella continua la battaglia per scongiurare la chiusura del laboratorio di analisi dell’ospedale “San Giovanni di Dio”. Ieri mattina il primo cittadino ha scritto al governatore regionale, Piero Marrazzo per chiedere un incontro urgente sull’argomento, utile anche a consegnare di persona le migliaia di firme raccolte nelle scorse settimane. Parisella ricorda che secondo quanto proposto dalla manager della Asl pontina, Ilde Coiro il laboratorio sarà tramutato in un centro prelievi entro il nove giungo. “Su tale inaudita e gravissima decisione, che sconfessa l’indirizzo di politica sanitaria regionale in materia di analitica di laboratorio, - dichiara il sindaco - né Marrazzo né Montino, nonostante siano stati interpellati dal sottoscritto, hanno inteso fornire alcuna risposta, in spregio a ogni senso di leale collaborazione e rispetto istituzionale, più volte invocato in maniera strumentale dal coordinatore locale del Pd Bruno Fiore, che invece di imputare a Marrazzo tale mancata relazione istituzionale, accusa inopinatamente la parte politica e istituzionale disposta al confronto. D’altronde, il danno che sta provocando l’uso dei Poct in termini di inaffidabilità clinica e scientifica, di spreco di risorse finanziarie, di attacco alla salute dei cittadini con episodi di malasanità denunciati espressamente dai primari ospedalieri nell’ambito dell’incontro a cui erano presenti anche gli esponenti politici del Pd, non deve essere più tollerato e consentito”. Per Parisella: “Il laboratorio d’analisi di Fondi, che rientra appieno nei parametri e negli standard qualitativi e quantitativi previsti dalla stessa programmazione regionale, non deve essere degradato a mero punto prelievi, comportando tale scellerata decisione un conseguente depotenziamento ed una oggettiva dequalificazione dell’intera struttura ospedaliera fondana. L’incontro urgente richiesto al presidente Marrazzo – conclude - si colloca nella direzione di testimoniare la volontà di un intero bacino d’utenza di circa 60 mila abitanti, con reparti d’emergenza come l’ostetricia, chirurgia, pediatria, medicina e pronto soccorso onde evitare e scongiurare la chiusura definitiva del laboratorio d’analisi per il 9 giugno”. Una tematica di particolare delicatezza, che sta coinvolgendo da vicino la società civile non solo di Fondi, ma anche di Lenola, Monte San Biagio, Campodimele e Sperlonga. Un esempio può chiarire quanto la questione sia sentita: sul portale Facebook si registrano oltre 1126 iscritti al gruppo “No alla chiusura del laboratorio analisi ospedale di Fondi”.
R.A.

Orlando su "Fondi e la quarta mafia"

"Finalmente lo scioglimento del consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose fa un passo avanti". Ad affermarlo è il portavoce nazionale dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, riferendosi a quanto nei giorni scorsi aveva annunciato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni in commissione antimafia. "Dopo molti mesi dalla proposta del prefetto di Latina e dopo numerose sollecitazioni ed atti ispettivi parlamentari – sottolinea - il governo prende atto della gravità della situazione in una vasta area del basso Lazio. Le mafie vanno contrastate nelle tre regioni in cui tradizionalmente sono radicate, Sicilia, Calabria e Campania, ma anche, in ragione della mobilità dei capitali illeciti, in quelle aree ignorate dalla grande opinione pubblica e quindi più 'sicure' per gli affari sporchi. E' quella che ci ostiniamo a chiamare la quarta mafia, presente nel basso Lazio, in Puglia, Abruzzo e che si sta estendendo in molte regioni, dall'Umbria alla Lombardia". Ennesimo grido di allarme dell’esponente dipietrista che già nei mesi scorsi si era interessato al “caso Fondi” attraverso un’interrogazione parlamentare rivolta a Maroni. L’intervento di Orlando segue di appena un giorno la manifestazione pubblica del Partito Democratico, tenutasi in piazza Unità D’Italia alla presenza della deputata Sesa Amici e anticipa di poche ore l’altra iniziativa del Pd che prevede l’avvio della raccolta di firme propedeutica allo scioglimento del consiglio. I primi a sottoscriverla saranno Massimo Di Fazio e Paolo Giardino che hanno invitato i loro colleghi consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione a firmare.
Riccardo Antonilli

lunedì 6 aprile 2009

Legalità, il Pd in piazza con Sesa Amici

I consiglieri comunali, il coordinatore cittadino e i sostenitori del Partito Democratico di Fondi ieri mattina sono scesi in piazza e, accompagnati dalla deputata Sesa Amici, hanno dato il via alla campagna “salviamo Fondi”. Alla luce di quanto affermato dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni che ha definito “doveroso” lo scioglimento del consiglio comunale, i democratici si sono fatti promotori della campagna informativa e della richiesta di scioglimento anticipato del consiglio. Già domani il gruppo consiliare avvierà la raccolta delle firme. La Amici, alla luce di quanto dichiarato dal sindaco di Fondi, Luigi Parisella ha voluto ribadire il senso della posizione espressa da Maroni. “Non c'è stata alcuna strumentalizzazione delle parole del ministro dell'Interno, - spiega - al contrario di quanto ha cercato di sostenere il sindaco di Fondi. Alla seduta della commissione antimafia, insieme con i nostri parlamentari, erano presenti numerosi esponenti di centrodestra, e non mi pare che il senso delle posizioni espresse dal ministro fosse equivocabile a nessuno. Il primo cittadino Parisella dovrebbe pensare a tutelare l'istituzione che guida, mentre la sua unica preoccupazione sembra sia quella di fornire interpretazioni fumose per restare a tutti i costi al suo posto. La verità – sottolinea - è ormai emersa ed è nero su bianco nella relazione del prefetto. Su un'unica cosa concordiamo con Parisella: confidiamo anche noi che il consiglio dei ministri sappia assumere la decisione più saggia”.
Riccardo Antonilli

Faiola: "C'è un'emergenza legalità"

Il consigliere della lista civica di opposizione Fondi Viva, Arnaldo Faiola, preso atto delle dichiarazioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni sullo scioglimento del consiglio comunale, torna sull’argomento a modo suo, senza risparmiare niente a nessuno. “Fermarsi solo a Fondi – spiega – è troppo semplice, questa è solo la punta dell’iceberg. Per fare chiarezza – sottolinea Faiola – è necessario andare fino in fondo individuando di chi sono le colpe. Mi viene da chiedermi come mai fino a poco tempo fa nessuno sembrava essersi accorto di nulla. Dov’era la Procura? Come mai le tante grida di allarme sono sempre cadute nel vuoto?”. Per l’esponente di opposizione, Fondi, così come Terracina, vanno intesi come due casi da incastrare nel caso giustizia che sta interessando tutta la provincia di Latina”. Soddisfazione per le parole del ministro viene espressa dal segretario regionale del Partito Democratico, Roberto Morassut. "Si tratta – dichiara - di un atto importante, benché sarebbe stato opportuno fosse avvenuto con maggiore celerità, che può contribuire a riaffermare il principio di legalità e trasparenza nell'area pontina e restituire fiducia e speranza alle forze economiche e imprenditoriali sane della provincia di Latina". Per Lorenzo Parlati di Legambiente Lazio: “Serve una risposta definitiva, il consiglio dei ministri deve al più presto rendere nota la decisione, per restituire certezze ai cittadini, alle imprese, alle istituzioni stesse”.
R.A.

Scioglimento, la reazione di Parisella

Per lui elementi tali da portare allo scioglimento del consiglio comunale non ci sono mai stati, tanto meno adesso che “si stanno strumentalizzando le dichiarazioni rese dal ministro dell’Interno”. Il sindaco di Fondi, Luigi Parisella continua a difendere la sua amministrazione, anzi annuncia battaglia a tutti coloro che hanno infangato il nome suo e della città. “Indipendentemente da come andranno le cose – ci ha spiegato – noi andremo fino in fondo. Chiunque ha sbagliato dovrà pagare”. E per il primo cittadino non ci sono ruoli o posizioni che tengano. “Se effettivamente quello che è stato pubblicato dai giornali è parte della relazione redatta dal prefetto Frattasi, allora è piena di falsità”. Come spiegato in precedenza le dichiarazioni rese giovedì da Maroni nell’audizione in commissione antimafia sono ben diverse da ciò che ha lasciato intendere “qualche esponente della sinistra”. “A latere di un’audizione su altri argomenti, - ha sottolineato Parisella - una deputata del Partito Democratico ha chiesto al Ministro se fosse a conoscenza della proposta di scioglimento. Maroni ha risposto che ne era a conoscenza, ma che non spetta a lui decidere e che ha rimesso gli atti alla presidenza del consiglio dei ministri. Poi la deputata del Pd ha lasciato intendere che il ministro avesse espresso un parere, quando non è così”. Per il primo cittadino questo dimostra che la sinistra “ormai allo sbando, tenta di concentrare l’attenzione dell’opinione pubblica su Fondi, prova ne sono i tanti interventi della Regione, che non ha competenza in materia, nel richiedere lo scioglimento del consiglio. La Regione ha competenza su altri argomenti su cui sta portando avanti una politica disastrosa, come ad esempio i rifiuti, che cerca di coprire attraverso questa campagna mediatica su Fondi”. Quindi il primo cittadino, così come l’intera città, resta in attesa della decisione del consiglio dei ministri. Sui tempi non ci sono certezze, non ce ne sono mai state da sette mesi a questa parte e non ce ne sono neanche adesso che Maroni ha interrotto un silenzio tombale sulla richiesta di scioglimento, qualunque sia la corretta interpretazione delle sue parole. Sta di fatto che l’audizione in commissione antimafia appare come un’altra scossa del terremoto che ha toccato la città da un anno a questa parte. Segno che ancora non è il momento di poter tornare alla tranquillità. Per questo bisogna attendere gli atti ufficiali dell’organo deputato, il consiglio dei ministri, sul cui pronunciamento Parisella annuncia che “non inneggeremo né alzeremo barricate. Saremo rispettosi, - ha concluso - come lo siamo stati fino ad oggi, delle decisioni degli altri organi politici, istituzionali e della giustizia amministrativa”.
Riccardo Antonilli