La Corte di Appello di Roma ha confermato la sentenza di condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per Giuseppe Di Girolamo, il piromane 53enne arrestato il 10 agosto 2007 a Monte San Biagio. Rispetto alla dura condanna, emessa a febbraio scorso dal Tribunale di Terracina, la Corte romana gli ha concesso gli arresti domiciliari. Di Girolamo era stato bloccato dagli uomini del Nipaf mentre, in compagnia del 38enne Attilio Minchella (anche lui condannato a tre anni ai domiciliari) nelle montagne di Fontana San Vito, era intento ad appiccare un incendio. Gli uomini della forestale, da oltre una settimana, si erano appostati in vari punti della zona, aspettando che Di Girolamo iniziasse a far partire i roghi. Quando lo hanno bloccato e arrestato, intorno alle 4 del mattino, stava trasportando una busta con 19 zampironi. Dopo l’arresto la vicenda iniziò a far discutere. Il pubblico ministero di turno, infatti, non convalidò l’arresto, perché non ritenne le loro azioni configurabili come atti preparatori. Il giorno dopo, invece, sulla base di una documentazione che faceva riferimento a periodi precedenti, lo stesso Procuratore capo, Giuseppe Mancini chiese l’applicazione del fermo di indiziato di delitto. Un caso che diede luogo anche a polemiche nazionali, tanto che l’allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella avviò l’istruttoria per un procedimento disciplinare nei confronti del Pm che non aveva convalidato l’arresto. L’inchiesta rivelò che, in realtà, si era trattato semplicemente di una corretta interpretazione delle norme penali. L’anno 2007 è stato uno dei più duri per la provincia pontina sul fronte degli incendi boschivi. Su 326 episodi registrati dal Corpo forestale, che hanno provocato la distruzione di 6 mila ettari di superficie, ben 315 sono stati classificati come dolosi, mentre solo i restanti 11 colposi, cioè causati dalla negligenza e dall'imperizia di qualche proprietario terriero. Un numero di roghi tale da rappresentare il 40% circa di quelli accaduti nel Lazio nello stesso periodo. Purtroppo il passare del tempo non ha risollevato le sorti della provincia, basta ricordare i tanti, troppi incendi boschivi, che hanno contraddistinto l’estate 2008.
R.A.
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