lunedì 2 novembre 2009

Concessioni, le tracce nella relazione di Maroni

Il caso delle concessioni edilizie firmate da un impiegato del Suap, anziché dal dirigente competente, inizia a delinearsi con più chiarezza. Ad essere stato approvato in questo modo, tra gli altri, sarebbe un progetto, particolarmente ingente, su cui ci furono accesi scontri tra maggioranza e opposizione anche in commissione urbanistica. Tale opera, ad oggi, è stata ultimata. La pratica, seguita appunto dallo Sportello Unico Attività Produttive, fu poi avallata da un impiegato dello stesso senza che il progetto fosse esaminato e approvato, come da prassi, dal dirigente del settore. La questione è emersa nei giorni scorsi grazie ad una denuncia dell’associazione Caponnetto. Tanto che l’associazione contro le mafie aveva chiesto al comando provinciale dei Carabinieri di Latina ed ai commissari prefettizi di verificare se “la notizia è fondata e se prima del rilascio della certificazione siano stati e vengano effettuati tutti i controlli necessari ad impedire ulteriori infiltrazioni nel tessuto economico e sociale fondano da parte di eventuali soggetti sospettati di collegamenti con la criminalità organizzata”. Che l’urbanistica sia uno dei settori più delicati all’interno di un Comune non è un segreto, se poi il Comune è oggetto di indagini per infiltrazioni mafiose allora la questione si fa più delicata. Basta analizzare la relazione presentata dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni al consiglio dei ministri per chiedere lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, per rendersi conto che i sospetti sono molti. “La commisione (di accesso agli atti, ndr) – recita il documento – ha acclarato come nell’amministrazione comunale si siano radicate anomalie organizzative e procedurali nonché illegittimità gravissime quanto diffuse, i cui esiti hanno spesso oggettivamente favorito soggetti direttamente o indirettamente collegati alla criminalità organizzata”. E non solo, sono state rilevate “irregolarità nell’attività posta in essere in alcuni settori amminstrativi, tra cui, segnatamente, quello dell’urbanistica, che hanno agevolato,, in diverse circostanze, interessi economici di soggetti collegati a esponenti della criminalità di tipo mafioso”.
Riccardo Antonilli

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