Si è aperto con la dichiarazione di astensione del gruppo consiliare del Pd il consiglio comunale della città di Fondi, tenutosi ieri sera nel castello baronale. Massimo Di Fazio ha spiegato che il suo partito manterrà la linea dell’astensione finché non saranno noti i risultati dell’indagine condotta dalla commissione di accesso. Poi l’assessore al bilancio Pietro Cacciola ha letto la sua relazione sul primo punto all’ordine del giorno, ovvero la variazione al bilancio annuale di previsione dell’esercizio finanziario 2008, successivamente approvato dall’assise. Subito dopo lo stesso Cacciola è passato al secondo punto: il riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio. Argomento questo che non ha mancato di suscitare accese polemiche. Proprio Di Fazio ha ripreso la parola per chiedere delucidazioni sul debito contratto dal comune con la Cogest spa, società che ha riscosso tra il ’98 e il 2001 la Tarsu e l’Ici per conto del comune. «Mentre si parla di risanamento - ha spiegato il consigliere di opposizione - i debiti vanno per fatti loro». A quel punto l’assessore Pierluigi Avallone ha ritenuto doveroso fornire una risposta. Un tentativo di fare chiarezza che non ha soddisfatto il consigliere di «Fondi Viva» Arnaldo Faiola che ha sottolineato «l’enormità delle spese che il comune si è accollato per la convenzione». «A fronte di quasi 500mila euro - ha proseguito - ci sono altri 200mila euro circa più altri oneri. Perché abbiamo aspettato tutto questo tempo?» si è domandato il Faiola. Prima della votazione non è mancato uno scambio di battute al vetriolo tra il primo cittadino e il consigliere d’opposizione Massimo Di Fazio. Un consiglio, quindi, che rispetto alla scorsa assise è rimasto, almeno nella prima parte, incentrato sui punti all’ordine del giorno, evitando di sfociare in polemiche politiche legate alle indagini della commissione di accesso. Va ricordato, infatti, che le dichiarazioni del sindaco Luigi Parisella sulle modalità di insediamento della commissione hanno lasciato una lunga scia di polemiche. Al tempo stesso non si erano risparmiati attacchi frontali tra gli schieramenti politici.
R.A.
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