“La decisione per il comune di Fondi è stata rinviata alla prossima riunione”. Così recita il comunicato diramato dal governo al termine del consiglio dei ministri di ieri mattina. Dunque c’è ancora da attendere per sapere se il consiglio dei ministri scioglierà o meno il consiglio comunale. Il sottosegretario Luigi Casero, in risposta ad un’interpellanza urgente del Pd aveva spiegato che il punto sarebbe stato riportato all’ordine del giorno alla prima riunione utile. Così è stato, eppure dal governo si continua a prendere tempo. Non va dimenticato che lo scioglimento era stato già al centro del consiglio dei ministri lo scorso 8 maggio e che la decisione era stata rimandata per la richiesta di ulteriori approfondimenti. Ieri la decisione è stata nuovamente rimandata senza che siano state fornite spiegazioni e dopo che il governo ha decretato lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dei comuni di Fabrizia (Vibo Valentia) e Vallelunga Pratameno (Caltanissetta). Un atteggiamento che ha mandato su tutte le furie il segretario regionale e senatore dell’Italia dei Valori, Stefano Pedica, che, da giorni sta portando avanti una protesta sul mancato scioglimento di Fondi. Nel corso della conferenza stampa in cui il Ministro Maria Stella Gelmini stava presentando il “pacchetto università’, l’esponente dipietrista ha incalzato il ministro, chiedendo: “Perché ad oggi non è stato sciolto un comune dove palesemente si parla di infiltrazioni con 500 cartelle (la relazione finale della commissione di accesso agli atti, ndr) e con 17 arresti il sei di luglio. E’ evidente – ha proseguito – per quanto riguarda il mio partito che c’è qualche cosa che non va all’interno del consiglio dei ministri”. La Gelmini ha spiegato di “non essere tenuta a rispondere e ha deciso di interrompere la conferenza. L’esponente dell’Idv non si è dato per vinto ed è rimasto a Palazzo Chigi, in attesa di "risposte concrete sul mancato scioglimento del comune di Fondi. Io resterò qui ad oltranza, - ha spiegato - fino a quando non avrò una risposta da parte di un ministro. Non la voglio certamente da Maroni che quattro mesi fa ha dato il suo via libera allo scioglimento. Al presidente del Consiglio basterebbe un minuto per richiamare i ministri e decidere. Credo – ha concluso - che la lotta alla criminalità organizzata non abbia colore politico”. Intanto sulla diatriba Pedica - Gelmini si registrano le prime reazioni. ''Con l'irruzione di un manipolo di squadristi nella sala stampa di Palazzo Chigi, dove si stava svolgendo la conferenza del Ministro Gelmini, l'IdV conferma, qualora fosse ancora necessario, la sua reale natura''. Queste le parole del presidente dei deputati del PdL, Fabrizio Cicchitto. Non va dimenticato che Pedica da tempo “ha preso a cuore” le vicende legate allo scioglimento del consiglio comunale. Il senatore lo ha dimostrato anche nei mesi scorsi quando, da solo, una domenica in piazza a Fondi si era messo a leggere pubblicamente la relazione finale consegnata dal prefetto Bruno Frattasi al ministro dell’Interno Roberto Maroni. Esperienza ripetuta qualche settimana dopo in chiusura di campagna elettorale quando dal palco di piazza Unità d’Italia, dove poco dopo sarebbe intervenuto Antonio Di Pietro, aveva letto nuovamente alcuni passaggi cruciali del documento. Un modo per mostrare con le “carte” il perché il comune di Fondi debba essere sciolto per infiltrazioni mafiose.
Riccardo Antonilli
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