martedì 12 gennaio 2010

Anziani, anni di menzogne

Sono tre le strutture che dovevano essere adibite ad ospitare il centro anziani Purificato di Fondi. Questo almeno nelle intenzioni e nelle promesse non mantenute. Tre edifici che nel corso degli anni sono diventati la speranza degli oltre 1000 iscritti del centro anziani. Partiamo dall'ex carcere Cesare Beccaria. Un immobile destinato all'abbattimento e salvato dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici su interessamento di Rifondazione Comunista. Grazie ad un finanziamento provinciale di un milione e duecento mila euro lo stabile è stato completamente recuperato e restituito alla città nel 2005. Dopo quasi 5 anni la struttura non ha mai avuto una destinazione d'uso. Viene da chiedersi allora perché il centro anziani non possa trovare spazio nel cinquecentesco ex carcere. Entrando nel vivo delle false promesse, troviamo la struttura che affianca il Centro studi multimediale Dan Danino Di Sarra. Un rudere parzialmente recuperato in concomitanza con la realizzazione della biblioteca e ad oggi completamente abbandonato. Anzi, bisognoso di un profondo e nuovo intervento di restyling. A causa dell'inutilizzo, l'immobile è stato preso di mira dai vandali, che, oltre a graffiti e danni a porte e finestre, un paio di anni fa hanno anche dato fuoco agli interni. In risposta l'amministrazione comunale ha pensato di serrare ogni ingresso con pannelli di legno. In più occasioni, nel corso di assemblee del centro Purificato, gli amministratori comunali hanno promesso agli anziani quella struttura come possibile soluzione al sovraffollamento dell'attuale sede. In ultimo è stato l'ex ufficio tecnico di Palazzo San Francesco ad essere divenuto oggetto delle false promesse. Con lo spostamento degli uffici nella nuova casa comunale, quegli spazi, con tanto di cortile annesso e situati in pieno centro, sono stati - neanche a dirlo a margine dell'ultima tornata elettorale – l'ultimo oggetto dell'illusione. Tutto questo mentre l'attuale sede continua ad essere fatiscente e troppo piccola per il numero di iscritti. Impedendo di fatto un corretto svolgimento delle attività programmate. In conclusione un dettaglio non da poco, tutti gli edifici menzionati sono di proprietà comunale, mentre l'attuale sede è privata e per il suo utilizzo si paga mensilmente un ingente canone di locazione.
Riccardo Antonilli

Nessun commento: