mercoledì 27 gennaio 2010
Stupro, spuntano le ronde
L’episodio, seppur dai contorni ancora incerti, è inquientante. La violenza sessuale di gruppo ai danni della 25enne fondana Simona N. di venerdì, allarma la cittadinanza. Ecco allora che arriva la reazione e inizia a venire fuori l’idea di organizzare ronde cittadine per evitare che episodi simili si ripetano. Se ne parla nelle piazze, sui forum on line e l’idea trova il favore del segretario cittadino di Forza Nuova, Giampaolo Costa. «Siamo stati tra i primi - spiega - ad essere favorevoli a questa soluzione, per le tante richieste che ci ha avanzato la gente. Abbiamo raccolto centinaia di firme e chiesto un incontro al commissario prefettizio Guido Nardone per portare avanti questa iniziativa. Siamo anche favorevoli - prosegue - all’estensione del progetto strade sicure, con l’esercito a presidiare la città, anche alla provincia di Latina e al nostro territorio». Per lo stupro sono stati fermati quattro cittadini indiani. Immigrati, due dei quali irregolari. «A Fondi - continua Costa - viviamo quotidianamente problemi legati al grande afflusso di immigrati. Spesso si tratta di clandestini che lavorano nelle nostre campagne. Riteniamo - conclude - che vadano puniti innanzitutto coloro che sfruttano queste persone e al tempo stesso espulsi gli irregolari, per ovviare a problematiche di ordine pubblico». Intanto le indagini della Riccardo Antonilli
lunedì 25 gennaio 2010
Stupro di gruppo, quattro fermi
La prelevano con la forza, la portano in un casolare abbandonato e, a turno, ne abusano sessualmente. Questo l’incubo vissuto, nella serata di venerdì, dalla 25enne fondana N. S., stuprata da quattro indiani. Il “branco” di extracomunitari è stato fermato. Gli agenti della squadra volante del commissariato di Polizia di Fondi, diretto dal vice questore Massimo Mazio, intorno alle 20, si sono recati presso piazzale delle Regioni, nel quartiere Portone della Corte. Qui un’amica delle vittima dello stupro, consumato poco prima, ha chiesto l’intervento della Polizia. Gli agenti, sul posto, hanno trovato la ragazza vittima del branco in un visibile e profondo stato di prostrazione fisica e psicologica, che, in lacrime, ha riferito quanto accaduto. Una ricostruzione dolorosa, quella della vittima, che ha raccontato di essere stata prelevata con la forza e violentata, in una abitazione posta nelle vicinanze del Boschetto, un noto ristorante, ubicato sulla provinciale Fondi - Lenola. Gli investigatori, alla luce del racconto e dello stato della giovane, hanno richiesto l’intervento di un’ambulanza che ha trasportato la 25enne al “San Giovanni di Dio”. Qui i sanitari l’hanno sottoposta alle cure del caso e refertata con una prognosi di sette giorni. La donna, quindi, ha indicato al personale operante il luogo dove si era consumato il barbaro evento. Immediatamente si è messa in moto la macchina delle ricerche. Non ci hanno messo molto i poliziotti a rintracciare i quattro cittadini extracomunitari, le cui fattezze fisiche corrispondevano alla descrizione resa dalla vittima. Prontamente sono stati fermati e identificati come autori della violenza sessuale di gruppo. Un’accurato sopralluogo effettuato in un secondo momento dalla Polizia scientifica nel casolare, triste scenario dello stupro di gruppo, ha consentito di rinvenire numerose tracce che hanno confermato la violenza. Tutti i reperti raccolti sono stati posti sotto sequestro. Vista la gravità degli eventi e non escludendo la possibilità di fuga da parte di tutti gli indagati, oltre alla necessità di eseguire una più attenta identificazione di due dei quattro indiani privi di documenti e di permesso di soggiorno, gli agenti guidati da Mazio hanno proceduto al fermo di tutti gli stranieri e alla successiva traduzione degli stessi presso la casa circondariale di Latina, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sono state ore terribili, quelle vissute venerdì da N. S., ferite che difficilmente riuscirà a cancellare.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Villa Maria, dopo un anno un altro attentato
Un anno esatto. Tanto è passato da quella terribile notte in cui furono date alle fiamme una Hunday Accent e il portone della casa di riposo Villa Maria di Fondi. Un anno e si registra un nuovo rogo alla stessa struttura, situata in via Francia, quartiere Spinete. Sono le prime luci dell’alba di sabato, quando gli ospiti della casa e il personale sono allarmati dal fumo denso che si solleva dal retro della villa. Immediatamente i lavoratori della casa di riposo tentato di domare il rogo, ma, in difficoltà, allertano i Vigili del Fuoco di Terracina e i Falchi della protezione civile di Fondi. I mezzi di spegnimento, giunti sul posto, non impiegano molto a domare le fiamme. L’incendio ha distrutto un deposito di pannoloni dei degenti, vecchie sedie a rotelle e la pensilina del deposito stesso. Danni limitati, dunque, ma tanta paura per chi lì lavora e soprattutto per gli anziani ospiti di Villa Maria. Le fiamme, infatti, all’arrivo dei Falchi avevano già attecchito ad una finestra e il fumo aveva invaso l’interno della struttura. Tanto che gli uomini della Protezione civile e i pompieri hanno fatto evacuare la villa. Sul fatto indagano gli agenti di Polizia del commissariato di Fondi, le prime ipotesi lasciano intendere che si tratti di un rogo doloso. Dopo i rilievi di rito, gli uomini guidati dal vice questore Massimo Mazio, stanno tentando di capire chi possa aver avuto intresse a dare fuoco alla casa di riposo e se ci sia una relazione con i fatti simili avvenuti un anno addietro. Nel frattempo, secondo quanto ci è stato riferito, la proprietà di Villa Maria è cambiata. Questa volta i primi rilievi non hanno fatto emergere alcuna traccia tangibile di chi potrebbe aver appiccato il rogo. L’anno scorso, già dalle prime ipotesi, si parlava di due bottiglie incendiarie, lanciate dallo stesso soggetto sotto l’auto e poi sul portone. Nel 2009, a margine del doppio attentato incendiario, fu esclusa completamente la mano della criminalità organizzata sui due roghi. Le prime ipotesi lasciavano propendere per un’incomprensione mal digerita da parte di qualcuno che aveva pensato di vendicasi nella peggiore delle maniere. Adesso, però, la gestione è cambiata e Villa Maria è stata oggetto, nuovamente, di una attentato incendiario. Un episodio che preoccupa e che fa tornare alla mente i tanti fatti simili che da due anni a questa parte hanno letteralmente sconvolto la cittadinanza fondana.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
giovedì 21 gennaio 2010
Crisi del settore, gli agricoltori scendono in piazza
La crisi del settore è profonda e sta portando al collasso le aziende agricole della piana di Fondi. Tanto che per mercoledì prossimo la Coldiretti ha organizzato una manifestazione di protesta. All’iniziativa hanno aderito migliaia di imprenditori e lavoratori della piana. Sulla necessità di trovare soluzioni definitive all’indebitamento delle aziende si registra anche l’intervento del movimento politico Progetto Fondi. L’auspicio della lista è che «tutte le realtà produttive che persistono sul nostro territorio possano finalmente essere considerate come l’unica multinazionale della zona. Con la collaborazione di tutti gli agricoltori - proseguono - inizieremo un nuovo percorso fatto di idee e proposte per far ritornare l’ agricoltura al centro dell’interesse cittadino. Ci sentiamo parte di quella multinazionale, quella dei contadini, che non ha mollato, che forse parla poco le lingue straniere, che usa il dialetto e che probabilmente da sempre si fonda sulle grandi tradizioni che si tramandano da secoli. Noi non ci siamo fatti illudere da chi predicava promesse di lavoro e illudeva l’ intera cittadinanza, non ci siamo piegati a relegare la nostra città come un luogo dove poter solo dormire, ma abbiamo cercato di renderla viva e produttiva nonostante i numerosi problemi che attanagliano il settore». E di problemi ce ne sono tanti. Abbiamo cercato di elencarli e analizzarli in un’inchiesta pubblicata pochi giorni fa. Meno complesse da elencare, ma particolarmente difficili da raggiungere, sono le soluzioni. Un primo passo da compiere è puntare sulla qualità del prodotto italiano, pagato al giusto prezzo sia da chi consuma, ma anche a chi produce. Eppure la logica del profitto a discapito di consumatore e produttore è un nemico difficile da sconfiggere. La grande distribuzione e gli intermediari puntano a monetizzare, è il loro lavoro. Ma gli agricoltori non ce la fanno più e, questa volta, hanno intenzione di farsi sentire.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Usura, in aula il racconto delle vittime
Va avanti il processo per l’operazione «Damasco 1». In aula sono state ascoltate le parti offese, le vittime del sodalizio criminale sgominato dall’operazione della Direzione distrettuale antimafia a febbraio 2008. Quattro testimonianze quelle ascoltate ieri, altre quattro sono slittate al 9 febbraio, data della prossima udienza. Nella ricostruzione delle parti offese, assistite dagli avvocati Giovanni Pesce e Marco Pandozzi, è stato sostanzialmente ripetuto quanto riferito agli organi inquirenti. Numerose le corrispondenze tra le diverse testimonianze sulle modalità con cui il sodalizio criminale prestava soldi e ne chiedeva la restituzione con interessi fino al 120 % all’anno. E’ emerso, inoltre, il ruolo centrale di Vincenzo Garruzzo e quello di Massimo Anastasio Di Fazio, accusati di usura gravata dalle modalità mafiose con Giuseppe de Carolis, figura quest’ultima più margionale come Maurizio Macaro, accusato di favoreggiamento. Le vittime, sfilate in aula ieri, sono prevalentemente commercianti che per coprire le spese si affidavano ad una sorta di servizio di «cambio assegni» offerto da Garruzzo e soci, che incassavano l’assegno e elargivano contante trattenendo il 10% per un mese, il 20% per sessanta giorni e così crescendo fino al 120% l’anno. Il processo dunque continua, dopo che due settimane fa i giudici avevano accolto la richiesta di trascrivere solo una parte delle intercettazioni telefoniche nella misura di quelle indicate dal Pubblico ministero. In pratica, circa 64 su oltre 22mila telefonate registrate nel corso delle indagini portate avanti dai carabinieri del Nucleo investigativo provinciale, coordinati dalla Procura distrettuale di Roma. Poi, la scorsa settimana, era stato nominato il perito, Milana, incaricato di trascrivere le telefonate. Il processo - va ricordato - nasce dall’operazione portata avanti dalla Dda di Roma, che ha contribuito alla nascita di quello che comunemente viene definito «caso Fondi». A febbraio 2008, dopo lunghe e approfondite indagini, Garruzzo, considerato il capo del sodalizio criminale, Di Fazio, De Carolis e Domenico Capotosto (la cui posizione è stata rivista in seguito) finirono in cella con l’accusa di usura gravata da modalità mafiose. Agli arresti sono seguiti anche sequestri milionari di beni e conti correnti nei confronti di Garruzzo e Di Fazio, i quali sono stati successivamente confiscati dal tribunale di Latina. Dopo due anni il processo sta entrando nel vivo e il 9 febbraio continueranno le testimonianze delle vittime.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
martedì 19 gennaio 2010
Italia dei Valori, dimissioni di massa
Le acque sembravano essersi calmate. Invece nel centrosinistra fondano arriva un’altra notizia che rimette in discussione la stabilità della coalizione. Il vicesegretario cittadino dell’Italia dei Valori, Brunello di Nardo si è dimesso dal proprio incarico, manifestando la volontà di lasciare definitivamente il partito. La cosa di per se non sarebbe neanche tanto incisiva, se, appena un mese fa, non avesse rinunciato all’incarico anche il segretario cittadino, Bruno Mattei e se adesso, insieme a Di Nardo, non avesse lasciato il partito di Di Pietro, tutto il Comitato cittadino ‘Gianni Vattimo’. Dunque i vertici e l’intera struttura fondana dell’IdV abbandonano la nave, quando mancano poco più di due mesi alle elezioni comunali e regionali. Di Nardo spiega che i motivi “sono riassumibili nella dimostrata impossibilità di incidere sull’azione politica dell’Idv, guidata da una logica ritenuta inaccettabile, espressione di un decisionismo poco rispettoso della dialettica interna al partito. Sarebbe, dunque, un atto irresponsabile quello di continuare ad assecondare scelte altrui, prodotte da teoremi discutibili, pericolosamente inclini al populismo. Naturalmente, Di Nardo e il comitato ‘Gianni Vattimo’, pur prendendo le distanze dall’Italia Dei Valori, rinnovano la propria stima nei confronti della candidata alla carica di sindaco, professoressa Maria Civita Paparello, alla quale non faranno mancare il loro sostegno”. L’Italia dei Valori aveva deciso di entrare nella coalizione di centrosinistra, dopo aver puntato a lungo su una propria candidatura a sindaco. Alla fine i dipietristi hanno optato per il supporto alla Paparello, con la candidatura alle regionali del fondano e già consigliere comunale di Fondi Viva, Arnaldo Faiola che correrà come capolista alle comunali. Le polemiche di fine 2009 dell’IdV, che avevano visto proprio Di Nardo protagonista, sembravano non lasciare spazio a possibilità di riallacciare i rapporti con il Pd e, più in generale, con il resto della coalizione di centrosinistra. Eppure, dall’alto, è stata presa la decisione di rientrare e, stando a quanto sostiene il vicesegretario dimissionario, proprio dall’alto si stanno prendendo altre decisioni con scarsa collegialità. Ora resta da vedere chi entrerà nella formazione guidata, a questa punto, interamente da Faiola.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Panico in centro, ubriaco con il coltello a passeggio
Panico la scorsa notte nel centro di Fondi. Un rumeno, completamente ubriaco, se ne andava in giro per le vie cittadine brandendo un coltello. Tanti passanti spaventati hanno allertato il commissariato di Polizia guidato dal vice questore Massimo Mazio. Gli agenti della squadra volante, intervenuti sul posto, hanno bloccato ed identificato il cittadino rumeno, G. C. di 32 anni che armato di un grosso coltello affilato, girava a piedi in evidente stato di ebbrezza. Intercettato dalla volante, lo straniero, dapprima ha tentato maldestramente di disfarsi del coltello, ma senza averne il tempo, è stato reso inerme, perquisito e condotto in ufficio per gli accertamenti di rito e per il relativo controllo Afis attraverso la banca dati che comunque è risultato negativo. Anche il personale del 118 con un’ambulanza è intervenuto per somministrare al predetto una dose di medicinale e tranquillanti. Pertanto il cittadino straniero, che non è riuscito neanche a ricordare le proprie generalità né dove abitasse, al termine degli adempimenti e del fotosegnalamento, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Latina, per porto ingiustificato di oggetto atto ad offendere, debitamente posto sotto sequestro. Inoltre, nell’ambito dell’attività di prevenzione e repressione dei reati, disposta dal questore di Latina, personale del commissariato, nei giorni scorsi, ha intensificato i controlli sul territorio effettuando servizi straordinari con numerosi posti di blocco tesi anche a limitare il fenomeno della guida in stato di ebbrezza, nonché per scongiurare incidenti (le cosiddette “stragi del sabato sera”). Durante i controlli, rivolti prevalentemente alle auto condotte da giovani in direzione di pub vari e discoteche, sono state fermate 46 autovetture, identificate 65 persone di cui 9 con precedenti di polizia, effettuati 2 fermi amministrativi (con ritiro della carta di circolazione) ed elevate 10 contravvenzioni al codice della strada. Le verifiche sono state estese anche alle abitazioni dei sorvegliati e degli arrestati ai domiciliari.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
L'agricoltura in ginocchio
Sarebbero pronti per la raccolta, ma ci si passa sopra con la fresa. A questo punto sono arrivati gli agricoltori della piana di Fondi. Il frutto del loro lavoro non si vende, i loro investimenti non pagano e allora via, non vale la pena raccogliere gli ortaggi. Siamo stati in due aziende agricole, qui abbiamo incontrato una trentina di imprenditori del settore. Con loro abbiamo cercato di capire quanto è profonda la crisi agricola in un territorio in cui l’economia di questo settore ha ancora grande importanza. Molti, se non tutti, sono parsi esasperati da una crisi che rischia di portare buona parte delle loro imprese al collasso. Stando a quanto ci viene riferito nelle serre e tra i filari di verdure, anche la richiesta dello stato di crisi non sarebbe una soluzione. O meglio, tamponerebbe debiti e problemi economici di chi ha avuto perdite superiori al 35%, ma i problemi degli agricoltori sono da ricercare in un sistema che non va. Un mercato che paga a loro i prodotti a prezzi invariati da vent’anni e li rivende al consumatore a quattro, cinque volte tanto. Un problema di filiera, viene detto da anni. Troppi passaggi che portano alla moltiplicazione del prezzo. Non è esattamente così. Anche con una vendita con passaggi ridotti, a filiera corta, la situazione resta invariata. La grande distribuzione organizzata, creata proprio per evitare gli sperperi, non ha migliorato le condizioni degli imprenditori agricoli. I prodotti vengono acquistati allo stesso prezzo, poi portati nelle piattaforme distributive e infine venduti. Alla fine di questo processo, il prezzo al consumatore è sempre alto e quello pagato all’agricoltore è basso. Oltretutto l’importazione indiscriminata da paesi esteri con costi di produzione più bassi e la mancanza di controlli sui veri prodotti italiani, generano una beffa sia per chi produce in Italia sia per chi consuma prodotti provenienti da ogni parte del mondo e, troppo spesso, etichettati come italiani. In sintesi nella visione di chi quei prodotti li produce, c’è chi guadagna a discapito di agricoltori e consumatori e l’unica soluzione per evitare che le aziende falliscano e che si debba parlare di crisi del settore ogni anno è riformare il sistema dall’alto. Un primo passo da compiere è puntare sulla qualità del prodotto italiano, pagato al giusto prezzo sia da chi consuma, ma anche a chi produce.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Elezioni, presentazione ufficiale per De Meo
Presentazione ufficiale per il candidato a sindaco del centrodestra, Salvatore De Meo. L’esponente della coalizione che fa capo al PdL, ieri mattina, ha tenuto una conferenza stampa alla presenza del coordinatore provinciale del partito, Claudio Fazzone, del presidente della Provincia, Armando Cusani, dei rappresentanti delle liste in suo supporto, oltre che di numerosi sindaci dei comuni vicini e assessori provinciali. L’attuale consigliere provinciale e già assessore all’Urbanistica correrà con una lista civica “Io si, con Salvatore De Meo”, il Popolo della Libertà, Moderati pr Fondi, La Destra, Litorale e Sviluppo fondano. Una coalizione in cui, a giorni, potrebbe approdare anche l’Udc. Nel corso dei lavori De Meo ha illustrato alcuni punti cardine del programma, che resta ancora aperto “ai suggerimenti e alle indicazioni dei cittadini”. Un programma che per il candidato dovrà essere “serio, sintetico e realizzabile e caratterizaato da cadenze precise, ma che soprattutto punti in ogni suo ambito alla competitività del territorio”. Dall’investimento sulla formazione e sul sapere, ad un’offerta turistica qualificata che punti sul litorale, passando per il potenziamento della zona industriale, arrivando alla riqualificazione del centro storico e delle periferie. La prima “ufficiale” da candidato per De Meo, non poteva non vertere sulle vicende che hanno interessato la passata amministrazione. Questioni che hanno quasi del tutto monopolizzato gli interventi di Fazzone e Cusani. Il senatore ha spiegato che “questa coalizione e l’amministrazione che si è dimessa non hanno nulla da rimproverarsi. Soprattutto tenendo presente che per due anni c’è stata una commissione di accesso che ha bloccato e paralizzato l’attività amminsitrativa”. Per questo Fazzone ha sostenuto con fermezza come adesso, più che mai, sia necessario “continuare, con più forza di prima”. “Ciò che è stato fatto – ha sottolineato – è evidente, come è evidente ciò che faremo”. Cusani che ha definito il risultato del lavoro della commissione di accesso e del prefetto “una relazione patacca”, ha ribadito che “Fondi è una città di persone oneste con amministratori altrettanto onesti” e che è necessario “dare il meglio per recuperare due anni in cui l’immagine di Fondi è finita sotto i piedi”. Un argomento ancora scottante, su cui De Meo è parso avere le idee molto chiare: “La vera risposta la dobbiamo dare con la nostra capacità di amministrare”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
venerdì 15 gennaio 2010
Giudice di pace, ufficio al collasso
L'ufficio del giudice di pace di Fondi è al collasso. A denunciarlo è il Comitato di fatto in difesa dei diritti dei cittadini di Fondi. E’ il responsabile del Comitato, Francesco Fusco, che di mestiere fa l’avvocato, a spiegare quanto sia critica la situazione. «Tutti – spiega - sanno lo stato drammatico in cui versa l’Ufficio del giudice di pace, questa mattina (ieri, ndr) sono andato in questo ufficio, per controllare una pratica nella cancelleria penale; mi viene risposto che il cancelliere è andato in pensione, non è stato ancora sostituito, e solo nei giorni di udienza mandano dagli uffici limitrofi qualcuno. Ho chiesto di un giudice, per controllare un fascicolo; mi viene risposto, che da dicembre 2009, si sta aspettando il rinnovo della sua carica, per cui anche questo ufficio di fatto è chiuso e tutte le sue udienze vengono rinviate d’ufficio». La carenza di personale purtroppo non è una novità per la giustizia pontina. Anche i Tribunali di Terracina e Latina sono costretti a sacrifici immensi. «La giustizia – continuano dal Comitato - è al collasso. Mancano persone che non vengono rimpiazzate, servono risorse finanziarie che non arrivano e gli uffici aprono solo in giorni alterni e con orari ridotti». Inoltre, attenendosi a quanto sostenuto da Fusco, nell’ufficio, ospitato nei locali dell’ex pretura, manca addirittura il collegamento a internet. Dunque è invalidata la possibilità di utilizzare la posta elettronica certificata, che garantirenbbe uno snellimento delle procedure. Il tutto mentre «da quest’anno – conclude il responsabile del Comitato - le cause esenti dinanzi al giudice di pace non lo saranno più, quindi saranno soggette al pagamento come ogni altra causa civile».
R.A.
R.A.
"Lavori in Comune, procedura viziata"
E' polemica a Lenola per i lavori di ristrutturazione delle sedi comunali. Per la minoranza consiliare il bando di gara per l’affidamento dei lavori, finanziati dalla Regione per 224.366,85 euro, è «viziata». Il Comune, infatti, avrebbe pubblicato il bando la notte di Natale, a cinque gorni dalla scadenza, impedendo così - di fatto - alle ditte locali di partecipare. Tanto che la gara è stata vinta con un ribasso minimo da un’impresa di Monte San Biagio. L’opposizione non si arrende ed ha già chiesto l’annullamento della procedura. «L’11 dicembre - recita una nota diffusa - il competente dirigente, con propria determinazione, ha indetto la gara per l’affidamento dei lavori prevedendo la pubblicazione del bando di gara all’albo pretorio e sul sito internet dell’ente; il bando risulta pubblicato all’albo pretorio in data 14 dicembre, ma nel sito la prescritta pubblicazione è ritardata fino alla data del 24. Siamo - sottolineano dalla minoranza - a cinque giorni dalla scadenza (29 dicembre) di cui tre festivi, ed a ridosso delle festività natalizie. ll risultato di tale discutibile operato è stato che a partecipare a questa gara è stata una sola ditta non locale che, guarda caso, ha offerto un ribasso irrisorio.Tutte le numerose imprese locali, in possesso dei requisiti di partecipazione richiesti, sono rimaste escluse da tale procedura. In un momento di grave crisi finanziaria in cui molti operatori sono costretti a chiudere i battenti, ponendo sul lastrico gli operai e le loro famiglie, l’amministrazione comunale così facendo è riuscita, apparentemente, a realizzare ’un delitto perfetto’, fregandose delle giuste aspettative delle ditte locali, anche di quelle che l’hanno sostenuta in campagna elettorale». Proprio per questo l’opposizione, che annuncia battaglia anche in consiglio, «ritiene che la procedura di gara sia viziata, poiché l’impianto posto in essere non rispetta la normativa vigente in tema di termini per la ricezione delle offerte e pubblicità del bando»; annunciando l’intenzione di «porre in essere tutte le possibili iniziative finalizzate ad ottenere l’annullamento dell’intera procedura ed una conseguente riproposizione secondo i principi di Riccardo Antonilli
Mof, il CdA elegge Placidi
Bruno Placidi è il nuovo presidente del Mof.
Il Consiglio di amministrazione della Mof Spa, la società che gestisce il Centro agroalimentare all’ingrosso di Fondi, nel corso della seduta di sabato scorso, inoltre, ha confermato Enzo Addessi nella carica di amministratore delegato e nominato Francesco Polese nuovo vice presidente. Dunque trova ufficialità una notizia ormai certa da mesi. La riunione utile all’elezione di Placidi era attesa dal 31 ottobre scorso, quando l’assemblea dei soci aveva nominato il nuovo cda, composto da Placidi, designato dalla Regione Lazio, Polese, designato dal Comune di Fondi e Addessi, Sergio Pinto e Marco Stravato, designati dal consorzio Euromof. Il cda - va ricordato - è espressione delle quote societarie detenute dalla Regione (30%), Comune (15%), Camera di commercio (6%), e dal consorzio degli operatori Euromof con il restante 49%. Dunque nessuna sorpresa, dopo dieci anni La Rocca lascia il timone al nuovo rappresnetante regionale nella società. «L’elezione dei nuovi vertici - recita una nota diffusa dalla società - avvenuta all’unanimità testimonia lo spirito con il quale il nuovo cda intende proseguire nell’azione di rilancio del Mof consapevole che, con una grande unità d’intenti sarà possibile superare i momenti di difficoltà che investono l’intera economia e principalmente il comparto ortofrutticolo. Il nuovo Consiglio ha poi inteso esprimere un sentito ringraziamento al presidente uscente, Pino La Rocca, riconoscendogli l’alto profilo e la costante abnegazione, signorilità e correttezza che ha caratterizzato il suo impegno nei dieci anni della sua presidenza». Il rinnovo delle cariche è stato fortemente voluto, dopo che a luglio l’Antimafia ha portato a termine l’operazione Damasco, per cui sono finiti in cella anche operatori del mercato ortofrutticolo. Una vicenda quella, che ha portato un ingente danno di immagine al Mof e soprattutto ha gettato pesanti ombre
sul mercato. Ora si punta ad innalzare l’attenzione sulle tematiche della legalità e a partire con un importante progetto di rilancio.
Riccardo Antonilli
Il Consiglio di amministrazione della Mof Spa, la società che gestisce il Centro agroalimentare all’ingrosso di Fondi, nel corso della seduta di sabato scorso, inoltre, ha confermato Enzo Addessi nella carica di amministratore delegato e nominato Francesco Polese nuovo vice presidente. Dunque trova ufficialità una notizia ormai certa da mesi. La riunione utile all’elezione di Placidi era attesa dal 31 ottobre scorso, quando l’assemblea dei soci aveva nominato il nuovo cda, composto da Placidi, designato dalla Regione Lazio, Polese, designato dal Comune di Fondi e Addessi, Sergio Pinto e Marco Stravato, designati dal consorzio Euromof. Il cda - va ricordato - è espressione delle quote societarie detenute dalla Regione (30%), Comune (15%), Camera di commercio (6%), e dal consorzio degli operatori Euromof con il restante 49%. Dunque nessuna sorpresa, dopo dieci anni La Rocca lascia il timone al nuovo rappresnetante regionale nella società. «L’elezione dei nuovi vertici - recita una nota diffusa dalla società - avvenuta all’unanimità testimonia lo spirito con il quale il nuovo cda intende proseguire nell’azione di rilancio del Mof consapevole che, con una grande unità d’intenti sarà possibile superare i momenti di difficoltà che investono l’intera economia e principalmente il comparto ortofrutticolo. Il nuovo Consiglio ha poi inteso esprimere un sentito ringraziamento al presidente uscente, Pino La Rocca, riconoscendogli l’alto profilo e la costante abnegazione, signorilità e correttezza che ha caratterizzato il suo impegno nei dieci anni della sua presidenza». Il rinnovo delle cariche è stato fortemente voluto, dopo che a luglio l’Antimafia ha portato a termine l’operazione Damasco, per cui sono finiti in cella anche operatori del mercato ortofrutticolo. Una vicenda quella, che ha portato un ingente danno di immagine al Mof e soprattutto ha gettato pesanti ombre
sul mercato. Ora si punta ad innalzare l’attenzione sulle tematiche della legalità e a partire con un importante progetto di rilancio.
Riccardo Antonilli
martedì 12 gennaio 2010
Progetto Fondi sostiene Cardinale
Progetto Fondi sosterrà la candidatura a sindaco di Franco Cardinale. Il movimento politico che fa capo all’ex presidente del consiglio comunale Giorgio Fiore, dopo aver abbandonato il PdL, si avvicina all’altro candidato di centrodestra. Questa sera, nel corso di un incontro tra le parti, sarà ratificato l’accordo. Una notizia che cambia, e non di poco, gli equilibri della politica fondana in vista delle comunali di marzo. La coalizione in sostegno al candidato Salvatore De Meo, dopo aver visto approdare con Cardinale già Alleanza Fondana ed ex consiglieri eletti in Forza Italia (Xenio Bortone) adesso vede sfumare qualsiasi possibilità di ricucire lo strappo con Fiore e soci. Una lista civica che alle ultime elezioni ha raccolto circa 2800 voti. La rottura con il PdL era stata sancita ufficialmente nei giorni scorsi. In una nota gli esponenti del movimento avevano giustificato l’uscita con la scarsa concertazione nella coalizione e , pur senza mai nominarlo, avevano definito il senatore Fazzone «un capo che decide tutto e per tutti, consapevole che la città è un suo feudo da gestire e amministrare a suo piacimento». Dopo aver pensato a lungo ad una propria candidatura, la scelta è ricaduta su Cardinale che, al momento, gode del sostegno di Uniti per Fondi, Lega Lazio, Nuova Area e Progetto Fondi. Smentita seccamente, invece, l’alleanza con l’Udc, data per certa da Cardinale. Stando a quanto spiegato dal rappresentante locale del partito, Menenio Di Trocchio: «L’accordo non c’è, ci siamo incontrati e c’è stato un dialogo, nel tentativo di farli rientrare nella nostra coalizione».
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Anziani, anni di menzogne
Sono tre le strutture che dovevano essere adibite ad ospitare il centro anziani Purificato di Fondi. Questo almeno nelle intenzioni e nelle promesse non mantenute. Tre edifici che nel corso degli anni sono diventati la speranza degli oltre 1000 iscritti del centro anziani. Partiamo dall'ex carcere Cesare Beccaria. Un immobile destinato all'abbattimento e salvato dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici su interessamento di Rifondazione Comunista. Grazie ad un finanziamento provinciale di un milione e duecento mila euro lo stabile è stato completamente recuperato e restituito alla città nel 2005. Dopo quasi 5 anni la struttura non ha mai avuto una destinazione d'uso. Viene da chiedersi allora perché il centro anziani non possa trovare spazio nel cinquecentesco ex carcere. Entrando nel vivo delle false promesse, troviamo la struttura che affianca il Centro studi multimediale Dan Danino Di Sarra. Un rudere parzialmente recuperato in concomitanza con la realizzazione della biblioteca e ad oggi completamente abbandonato. Anzi, bisognoso di un profondo e nuovo intervento di restyling. A causa dell'inutilizzo, l'immobile è stato preso di mira dai vandali, che, oltre a graffiti e danni a porte e finestre, un paio di anni fa hanno anche dato fuoco agli interni. In risposta l'amministrazione comunale ha pensato di serrare ogni ingresso con pannelli di legno. In più occasioni, nel corso di assemblee del centro Purificato, gli amministratori comunali hanno promesso agli anziani quella struttura come possibile soluzione al sovraffollamento dell'attuale sede. In ultimo è stato l'ex ufficio tecnico di Palazzo San Francesco ad essere divenuto oggetto delle false promesse. Con lo spostamento degli uffici nella nuova casa comunale, quegli spazi, con tanto di cortile annesso e situati in pieno centro, sono stati - neanche a dirlo a margine dell'ultima tornata elettorale – l'ultimo oggetto dell'illusione. Tutto questo mentre l'attuale sede continua ad essere fatiscente e troppo piccola per il numero di iscritti. Impedendo di fatto un corretto svolgimento delle attività programmate. In conclusione un dettaglio non da poco, tutti gli edifici menzionati sono di proprietà comunale, mentre l'attuale sede è privata e per il suo utilizzo si paga mensilmente un ingente canone di locazione.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Operazione Big Nose, in manette i pusher dei minorenni
Duro colpo inferto al mercato della droga dai Carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Gaeta e della stazione di Fondi. Alle prime luci dell’alba di ieri i militari hanno arrestato due giovani pusher. Si tratta dei pluripregiudicati Stefano Nallo di 22 anni e Biagio Faiola di trent’anni, ambedue operai. Gli arrestati erano al centro del mercato dello spaccio di hashish e marijuana rivolto ai giovani fondani. Nell’ambito dell’operazione chiamata “Big Nose”, inoltre, è stata data esecuzione ad un’ordinanza di sottoposizione alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria nei confronti del 19enne G.L., studente incensurato, colpevole di aver ceduto hashish e marijuana ad un minorenne. Le indagini, condotte dagli uomini del nucleo operativo della compagnia gaetana, diretti dal tenente Piero Antonini e coordinate dal sostituto procuratore Raffaella De Pasquale, sono state indirizzate nei confronti di un gruppo di giovani con a capo i due arrestati, risultati essere il punto di riferimento per l’acquisto di stupefacenti di minorenni e loro coetanei. L’operazione, sviluppata in appena due mesi di indagini, ha consentito ai militari di sequestrare quantità minime di droga ma ha comunque permesso di abbattere il muro di omertà nell’ambiente giovanile fondano vistosi, in quei giorni, attenzionato in maniera particolare dai Carabinieri. Un fattore necessario alla buona riuscita dell’operazione. Infatti i giovani identificati nel corso delle indagini hanno deciso di collaborare con i militari del nucleo operativo indicando, negli arrestati di “Big Nose” il canale di approvvigionamento, per molti di loro, di hashish e marijuana. Oltre a loro, va detto, che il vero imput all’inchiesta è nato in seguito alla segnalazione di una madre che ha rinvenuto, in più occasioni, piccole quantità di hashish in tasca al figlio 17enne. La donna si è fatta coraggio e ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri. Un risultato importante quello raggiunto dai militari, che hanno inferto un colpo durissimo a quella fetta di mercato illecito della droga indirizzato ai più giovani. Consumatori spesso ancora minorenni. I due arrestati sono stati tradotti presso la casa circondariale di Latina, dove nei prossimi giorni saranno interrogati. Un’operazione che ha consentito di fermare due pusher al centro dello spaccio tra i più giovani e di lanciare un segnale forte agli spacciatori che nell’ombra operano sul territorio fondano.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 6 gennaio 2010
Pusher in fuga con le manette preso dopo una giornata di ricerche
Scappa con le manette ai polsi, la ragazza chiama il 112 e lo fa arrestare. E’ più complesso e rocambolesco di quanto si possa pensare l’arresto di Haddaoui El Maati, 23enne marocchino, fermato prima dai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Fondi e consegnatosi, in un secondo momento, ai Carabinieri della locale stazione. Il tutto ha inizio intorno alle 12 di ieri mattina in piazza delle Benedettine nel centralissimo quartiere La Giudea a Fondi. Le fiamme gialle, guidate dal tenente Antonino Costa, fermano il 23enne e gli trovano addosso 20 grammi di hashish e circa 300 euro, ritenuti provento dell’attività di spaccio. I finanzieri, a quel punto, entrano nella vicina abitazione dell’immigrato, dove recuperano altri 60 grammi di hashish e un panetto della stessa sostanza del peso di 100 grammi. Ammanettato, appena uscito di casa, il 23enne sferra un calcio nel basso ventre di un appuntato e scappa nei vicoli dello storico quartiere, facendo perdere le proprie tracce. Da qui inizia la ricerca dell’uomo, in Italia senza permesso di soggiorno e già noto alle forze dell’ordine per reati commessi in altre zone del nord Italia. A Fondi, come confermato da una divisa ritrovata nell’armadio di casa, il pusher lavora in un noto e frequantatissimo locale del posto. Il 23enne, dopo la fuga, si reca casa della ragazza con ai polsi ancora le manette. La giovane fondana, trovandosi di fronte il ragazzo con le manette ai polsi capisce che l’unica strada è quella di convicerlo a consegnarsi alle forze dell’ordine. Così lo fa riflettere e chiama il 112. Alle 16 e 30 circa i Carabinieri, guidati dal luogotenente Emilio Mauriello e le fiamme gialle lo prelevano e mettono la parola fine al rocambolesco arresto del giovane marocchino. Un’operazione più complessa del previsto, costata dieci giorni di prognosi ad un finanziere, ma che, al tempo stesso, ha permesso di fermare un pusher e di sequestrare un ingente quantitativo di sostanza stupefacente.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Faiola candidato alle regionali con L'Italia dei Valori
Come annunciato lo strappo tra Italia dei Valori e Partito democratico a Fondi è stato ricucito. I dipietristi sono rientrati nella coalizione di centrosinistra e sostengono la candidatura a sindaco di Maria Civita Paparello. Inoltre il partito a Fondi vanterà anche un candidato alle regionali. Si tratta dell’ex consigliere comunale di Fondi Viva, Arnaldo Faiola. Il vicesegretario comunale, Brunello Di Nardo spiega perché, dopo la rottura di qualche settimana fa, l’IdV abbia deciso di tornare in coalizione e chiede alla Paparello di prestare particolare attenzione al tema della legalità. “La professoressa Paparello – dichiara Di Nardo - è persona seria e competente, dalla sua esperienza di insegnante e di dirigente scolastico potrà attingere per prepararsi al nuovo ruolo di primo cittadino, nel quale assai utile si dimostrerà la propensione al problem solving, caratteristica peculiare di chi ricopre incarichi di alta responsabilità, soprattutto in un settore complesso come quello scolastico. L'Italia Dei Valori chiede alla candidata un impegno forte nell'affermare la cultura della legalità, riconoscendo fin da subito che su simili temi nessun partito politico può arrogarsi il diritto di autoproclamarsi portatore della giustizia. Le vicende che hanno coinvolto la città di Fondi, relative al rischio di infiltrazioni malavitose nella pubblica amministrazione, sollevando una bufera mediatica senza precedenti, inducono a tenere alta la guardia, come suggerito anche dal Prefetto di Latina Bruno Frattasi, di recente promosso e destinato a dirigere un importante ufficio a Roma. Misurando le parole e i toni, che ad un certo punto hanno effettivamente superato il limite, minacciando di spaccare la coesione sociale, bisognerà concentrarsi sul concetto di organizzazione: per rispondere al carattere organizzato della criminalità occorre un unico fronte politico altrettanto organizzato e compatto. Non è, infatti, immaginabile che una contesa elettorale in un paese civile si trasformi in uno scontro tra legalità e illegalità. Centrale, dunque, - conclude - sarà il dovere di collaborare su una tematica come quella della ‘cittadinanza attiva’, per poter superare una fase di esasperata conflittualità e per arrivare a ribadire il valore universale dei principi della Costituzione repubblicana”.
R.A.
R.A.
martedì 5 gennaio 2010
De Meo candidato, polemiche e spaccature
Suscita subito polemiche l’ufficializzazione della candidatura di Salvatore De Meo. L’ex assessore all’Urbanistica e attuale consigliere provinciale sarà il candidato sindaco del centrodestra alle comunali di marzo. Un nome già noto e parte della giunta Parisella, su cui interviene a muso duro il circolo fondano di Rifondazione comunista. “De Meo – spiegano - dapprima si è dichiarato indisponibile, poi nicchiante ed infine obbediente per sudditanza al diktat del senatore Claudio Fazzone”. E non è solo Rifondazione a sostenere la scarsa concertazione nella coalizione di centrodestra. Nei giorni scorsi anche il movimento politico Progetto Fondi, capeggiato dall’ex presidente del consiglio comunale Giorgio Fiore, nel separarsi dal PdL, aveva definito Fazzone “un capo che decide tutto e per tutti, consapevole che la città è un suo feudo da gestire e amministrare a suo piacimento”. Proprio a destra si stanno moltiplicando le candidature fuori dalla coalizione “ufficiale”. Correranno contro De Meo, Franco Cardinale con Uniti per Fondi, supportato da altre liste civiche, Progetto Fondi con un suo candidato e Dante Mastromanno (ex PdL) con due liste civiche. Tornando alla candidatura di De Meo, Rifondazione sottoliena le motivazioni che avrebbero dovuto portare ad una scelta diversa. “Come se nulla fosse successo in questi due infelici anni per la città di Fondi, oggetto di particolare attenzione da parte dei mass-media nazionali - e non certo per le sue pregevoli caratteristiche paesaggistiche, monumentali, storico-culturali e commerciali, quanto per le note vicente amministratire e giudiziarie -, il PdL, con la candidatura di De Meo, ha deciso che nulla va cambiato e che bisogna proseguire sulla stessa strada sciaguratamente tracciata dalla giunta Parisella che ha visto tra i suoi esponenti di maggiore spicco proprio De Meo, già assessore all'Urbanistica, cioè ad uno dei rami più esposti ad accertamenti giudiziari, ed oggi premiato per la sua mancata ‘preziosa’ vigilanza con la candidatura a sindaco. Siamo fiduciosi – concludono - che nella prossima tornata elettorale i cittadini di Fondi non si lasceranno turlupinare dalle scelte del senatore Fazzone e capiranno che è arrivato finalmente il momento di voltare pagina, premiando l'impegno della candidata del centrosinistra Maria Civita Paparello per un rinnovato e sano governo della città".
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
De Meo ufficializza la sua candidatura
Il candidato a sindaco del centrodestra per le elezioni amministrative previste per il prossimo mese di marzo è Salvatore De Meo. I dubbi, ormai, erano pochi. L’ex assessore all’Urbanistica e attuale consigliere provinciale ha sciolto la riserva, accettando di presentarsi alle comunali. De Meo correrà per il Popolo della Libertà, con il supporto delle liste Litorale e Sviluppo Fondano, Moderati per Fondi e La Destra. Una coalizione diversa da quella presentatasi quattro anni fa. Allora si registravano anche le presenze di Alleanza Fondana e Progetto Fondi. I primi stanno supportando l’altro candidato di centrodestra già ufficializzato: Franco Cardinale, i secondi hanno deciso di correre per conto proprio e, anche loro, in caso di ballottaggio si schiereranno con Cardinale. Mentre La Destra entra nella coalizione guidata dal PdL. Nei prossimi giorni De Meo si presenterà alla stampa e lì inizierà a parlare di programma. Per adesso una nota della coalizone spiega che “considerata l'attuale congiuntura economico sociale il programma amministrativo che il candidato sindaco intende costruire in modo propositivo con le forze sociali, economiche e culturali di tutta la città dovrà necessariamente essere operativo e realizzabile nel breve e medio termine. La strada per una futura efficace azione amministrativa – spiegano - deve necessariamente passare attraverso la responsabile partecipazione di tutti i cittadini, le cui esigenze ed i relativi bisogni devono rappresentare il punto di riferimento di una amministrazione a servizio della città, impegnata sul territorio, trasparente nei suoi atti e aperta al confronto democratico con tutte le forze politiche che hanno a cuore il bene comune. L'auspicio è che i toni siano, poi, adeguati ad un confronto politico capace di affrontare e discutere le priorità e le esigenze di una città che esprime infinite potenzialità. La delicatezza dell'attuale momento politico – concludono - richiede una grande sfida di rinnovamento e cambiamento politico che sappia coniugare la determinazione e la convinzione di un'attività politica già avviata con azioni nuove e rinnovato entusiasmo”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
domenica 3 gennaio 2010
Progetto Fondi lascia ufficialmente il PdL
E’ ufficiale: Progetto Fondi lascia il PdL e la coalizione di centrodestra. Il movimento politico che fa capo all’ex presidente del consiglio comunale, Giorgio Fiore correrà da solo alle prossime elezioni comunali di marzo. La scelta annunciata in passato e che adesso trova conferma si deve alla scarsa collegialità delle decisioni nella coalizione. In una nota gli esponenti del movimento lo spiegano senza mezzi termini e pur senza mai nominarlo fanno riferimento al senatore Fazzone, definito “un capo che decide tutto e per tutti, consapevole che la città è un suo feudo da gestire e amministrare a suo piacimento”. “La crisi economica e occupazionale che sta dilaniando la città - sottolineano - avrebbe richiesto un confronto sereno e democratico con tutte le forze politiche, una riflessione seria ed attenta, invece si è preferito utilizzare l'arroganza e modi poco democratici”. Uno strappo che potrebbe significare molto in termini elettorali. Ora a destra ci sono tre candidati “forti”: Salvatore De Meo per la coalizione del PdL, Franco Cardinale per Uniti per Fondi e il nome che verrà scelto per Progetto Fondi. Nel centrosinistra, invece, è stata ritovata unità e tutto lo schieramento supporterà Maria Civita Paparello. In un’ipotesi ballottaggio, a questo punto, Progetto Fondi appoggerebbe l’oppositore del PdL e il risultato sarebbe tutt’alto che scontato. Soprattutto se al ballottaggio andassero De Meo e Cardinale, con quest’ultimo che riceverebbe l’appoggio sia di Progetto Fondi che della coalizione di centrosinistra. Ma questa, per ora, è solo fantapolitica.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 2 gennaio 2010
M.S. Biagio, duplice attentato alle onoranze funebri
Dopo l’incendio che ha completamente distrutto l’agenzia di onoranze funebri Di Crescenzo, la notte a cavallo tra il 30 e il 31, ignoti hanno sparato due colpi di fucile contro la vetrina della Arof e dato alle fiamme l’auto del titolare dell’attività, Gerardo Soscia. Due fatti gravissimi avvenuti entrambi a Monte San Biagio ai danni di agenzie di pompe funebri. L’auto del Soscia, che gestisce la Arof con il socio Luca Pacione, un fuoristrada Jeep Gran Cherokee era posteggiata in via Roma quando è stata danneggiata dal rogo. Nella stessa notte in viale Europa sono stati esplosi i due colpi di arma da fuoco. Non ci sono dubbi sull’origine dolosa dell’incendo ai danni della Jeep. I Vigili del Fuoco di Gaeta intervenuti sul posto, e impegnati per oltre due ore nelle operazioni di spegnimento e bonfica della zona, hanno rinvenuto i resti di una tanica utilizzata per appiccare il fuoco. Sul fatto stanno indagando i Carabinieri della locale stazione. Ai militari il compito di ricostruire il legame tra incendio e spari e di chiarire quali siano gli eventuali collegamenti con il rogo avvenuto nella notte tra il 20 e 21 dicembre sull’Appia e che ha distrutto l’agenzia Di Crescenzo. Di certo è difficile pensare che i fatti: spari e incendio della scorsa notte e rogo alla Di Crescenzo non abbiano nulla in comune. Per il momento nessuna ipotesi può essere esclusa. Gli episodi che stanno già diventando un caso. Per la prima agenzia andata a fuoco sembrava potesse trattarsi di un corto circuito, ma l’ipotesi è stata accantonata dopo le prime ore. Sugli episodi della scorsa notte, invece, non ci sono dubbi sulla matrice dolosa. Ora, però, inizia a crescere anche la preoccupaizone dei cittadini che nel giro di pochi giorni hanno assistito ad una serie di fatti criminosi di inaudità gravità. Una serie ben più lunga ha caratterizzato la vicina Fondi per un periodo durato circa due anni. Nel caso di Monte San Biagio il settore di appartenenza della due attività prese di mira appare già un punto di partenza investigativo, a Fondi, invece, ad essere stati colpiti sono stati professionisti, aziende ed attività commerciali. Ma questa è un’altra storia.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Il centrosinistra candida Maria Civita Paparello
Il centrosinistra ha scelto il suo candidato a sindaco. E’ Maria Civita Paparello, dirigente scolastico della scuola media “Garibaldi – Milani”, il nome su cui si sono ritrovati Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra e Liberta, Rifondazione Comunista e Socialisti. Dunque saltano le primarie e si entra nel vivo della campagna elettorale. La scelta di candidare la Paparello arriva al termine di un periodo particolarmente difficile per i democratici fondani, - principale forza della coalizione - culminato con le dimissioni del coordinatore del circolo, Bruno Fiore e la lunga scia di polemiche che ne è conseguita. ”I partiti del centrosinistra di Fondi, - si legge in una nota diffusa - nella riunione del 30 dicembre, hanno formalizzato l’accordo di coalizione per le prossime elezioni comunali, individuando unanimamente nella professoressa Maria Civita Paparello il candidato a sindaco. La professoressa Paparello, dirigente della scuola media “Garibaldi – Milani”, da sempre impegnata nel mondo della scuola, nella società civile e nell’associazionismo, rappresenta la figura ideale per guidare una nuova stagione di rinascita e rinnovamento nella politica e nella amministrazione della nostra città. Intorno a questa candidatura – spiegano dalla coalizione - sono chiamate a coalizzarsi tutte le forze sane della città, tutti i movimenti civici, tutte le associazioni che, al di là delle strette differenziazioni di parte, hanno a cuore gli obiettivi comuni di far rinascere nei cittadini la voglia di partecipazione alla vita politica, di difendere il nostro territorio dalle infiltrazioni della malavita organizzata, di ridare legalità e trasparenza all’amministrazione pubblica, di individuare le giuste soluzioni per uscire dalla crisi sociale ed economica in cui il centrodestra ha gettato la nostra città”. Una candidatura in cui si riconosce tutto il centrosinistra. Quindi anche l’Italia dei Valori da sempre contraria fermamente all’ipotesi primarie e pronta a candidare un big e a correre da sola alle comunali di marzo, rientra in coalizione. La Paparello sarà espresisone di una lista civica supportata da tutti i partiti della coalizione.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
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