«Qui c'è da parte di un pm un abuso, perché il sequestro non poteva essere
effettuato per il tipo di reato contestato. C'era già stato un sequestro
e poi un dissequestro nel '92. Ora è accaduto che ha visto quelle maledette
case mobili e ha fatto una cosa assurda: ha dato continuità al reato. E'
una cosa vergognosa da parte di un pm». Queste le dichiarazioni del senatore
Claudio Fazzone per cui ieri mattina è scattato un vertice in Procura.
Il procuratore capo, Andrea De Gasperis, il procuratore aggiunto, Nunzia
D'Elia, il sostituto procuratore, Giuseppe MIliano e il giudice per le
indagini preliminari, Nicola Iansiti, si sono confrontati su quanto detto
dal senatore nel corso dell'inaugurazione della riqualificata piazza De
Gasperi a Fondi. Il coordinatore provinciale del PdL, domenica sera, si
era fermato a parlare con i lavoratori del camping Sant'Anastasia, sequestrato
da circa due mesi. Fazzone non aveva risparmiato attacchi alla magistratura
e in particolare al pm Miliano. Parole forti, che non potevano passare
inosservate. Ecco allora che in Procura hanno deciso di valutare quanto
accaduto e se segnalare il tutto al Consiglio superiore della magistratura.
La vicenda del Sant'Anastasia richiama quella dell'Holiday. Anche in quel
caso il reato ipotizzato era lottizzazione abusiva, c'erano dei lavoratori
a rischio e Fazzone si interessò alla vicenda. Un caso che fece «rumore»
proprio per una visita del senatore del Pdl al Gip Giuseppe Cario, negli
uffici del tribunale di Latina, per chiedere informazioni sul sequestro
della struttura. A quel punto la sezione pontina dell'Associazione nazionale
magistrati aveva inviato un documento al Consiglio superiore della magistratura
in cui denunciava l'accaduto e manifestava solidarietà al giudice. Poi
era arrivata la revoca del sequestro, disposta dall'allora procuratore
capo Giuseppe Mancini.
Riccardo Antonilli
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