sabato 29 ottobre 2011

Frutta taroccata e carne avariata, maxi sequestro e quattro denunce

Spacciavano per italiani prodotti provenienti dall'Africa e dal sud America. In quattro sono stati denunciati dai militari della Guardia di Finanza di Fondi, che hanno sequestrato mezzo quintale di prodotti ortofrutticoli e quasi 400 chili di carne.

Questi i numeri dell'operazione "Made in Italy". Durante tutta la scorsa settimana, nell'ambito dei servizi di controllo economico del territorio, i finanzieri della locale compagnia, guidati dal capitano Fabio Calandrelli, hanno ispezionato una decina di supermercati tra Fondi e comuni limitrofi, al fine di tutelare il consumatore da possibili frodi in commercio grazie alla tracciabilità dei prodotti, che consente di ricostruire il percorso di un alimento per tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione. In tre casi è stato accertato che i prodotti venivano venduti come provenienti dall'Italia ma in realtà avevano la loro origine in Paesi sudamericani o africani. In particolare, sono stati sequestrati meloni, arance e castagne, i cui cartelli di vendita sottolineavano la provenienza italiana. Sulle cassette di alcuni limoni, inoltre, compariva l'indicazione «limoni di Sorrento», protetti con il marchio Igp. L'esame delle fatture ha però svelato come tutti i prodotti avessero origini ben diverse: Argentina, Sud Africa, Brasile e Spagna. La frutta, su diposizione dell'autorità giudiziaria, è stata consegnata alla Croce Rossa per essere destinata in beneficenza. Le attività di controllo si sono poi spostate sul settore delle carni. Presso una macelleria di Fondi, i militari si sono trovati costretti a richiedere l'intervento della Asl poiché, nel rilevare le giacenze di magazzino, hanno scoperto, all'interno di una delle due celle frigorifere, non funzionante, carne in evidente stato di decomposizione, nonché cassette di plastica contenenti salumi di vario genere con presenza di muffa. Nella stessa cella frigorifera erano posti sotto vuoto, confezionati e pronti per la vendita numerosi prodotti. Per tale motivo le fiamme gialle hanno effettuato anche una verifica dei prodotti del banco frigo immediatamente accessibili alla clientela. Il tutto è stato posto sotto sequestro ed anche in questo caso è scattata la segnalazione all'autorità giudiziaria.
Riccardo Antonilli

martedì 11 ottobre 2011

Raid xenofobi, denunciati tre giovani tra cui un minorenne

Dopo aver passato la notte in discoteca, tre giovani fondani davano sfogo alla propria imbecillità insultando e tirando pietre contro cittadini indiani. I fatti, secondo quanto accertato dagli agenti del locale commissariato di Polizia, si sono ripetuti per tre fine settimana. All’alba di domenica 2, 10 e 17 settembre, G.A. di 21 anni, C.M. di 19 anni e R.G. di 17 anni, tutti fondani, si sono divertiti nel peggiore dei modi. In macchina o qualche volta posteggiati in via Stazione, aprivano il bagagliaio della macchina e iniziavano con il lancio delle pietre contro gli immigrati che passavano in bici per andare a lavoro nelle aziende agricole della Piana. Alla violenza fisica, i tre aggiungevano quella verbale con insulti di ogni tipo, anche a contenuto xenofobo. Ieri mattina la squadra di Polizia giudiziaria del commissariato guidato dal vice questore Massimo Mazio ha dato esecuzione alle perquisizioni domiciliari delegate dal sostituto procuratore del tribunale di Latina, Raffaella Falcione, e dal sostituto procuratore presso il tribunale dei minori di Roma, Fulvio Filocamo, a carico dei tre giovani, già denunciati per lesioni personali aggravate dall’aver agito con finalità di discriminazione ed odio etnico – razziale. Le indagini sono scaturite da alcune denunce presentate da cittadini indiani. Appena ricevute le denunce, gli agenti si sono messi al lavoro sia per identificare gli autori delle terribili aggressioni sia per interrompere tale modus operandi, evitando che ulteriori "raid" potessero avere conseguenze peggiori di quelle denunciate. I tre giovani identificati non hanno precedenti e risultano vivere in normali condizioni di vita familiare. Le parti offese risultano tutte in regole con le norme di soggiorno sul territorio nazionale. Sono tutte persone dedite ad attività lavorative nel settore agricolo e ben inserite nella locale comunità indiana. Nonostante le perquisizioni eseguite nella mattinata di ieri, finalizzate alla ricerca di oggetti atti ad offendere, nonché di emblemi simboli o materiale di propaganda propri per finalità di discriminazione, abbiano dato esito negativo, le indagini continuano per verificare un eventuale collegamento degli indagati con gruppi dediti ad analoghe illecite iniziative. Non si può escludere che gli episodi criminosi possano essere ben più numerosi di quelli oggetto di denuncia. Infatti, potrebbero essersi verificati analoghi episodi di violenza che per motivi diversi, tra cui l’eventuale irregolarità delle vittime sul territorio nazionale, potrebbero non essere stati denunciati. Il primo obiettivo della Polizia adesso è identificare gli altri soggetti che in concorso con i tre indagati si sono resi responsabili delle aggressioni.
Riccardo Antonilli