venerdì 20 aprile 2012

Operazione Plata, due fondani tra i 32 arrestati

Ci sono anche due fondani tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Dda capitolina, nei confronti di 32 persone, ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish, nonché di reati di detenzione illegale e riciclaggio di armi da fuoco. Si tratta del 44enne Alfiero Zizzo e del 38enne Massimiliano Pannozzo. I due, già noti alle cronache per fatti legati allo spaccio, secondo gli inquirenti, sarebbero stati fornitori dell’organizzazione sgominata. Zizzo, a gennaio 2011, era stato condannato a 10 anni di reclusione e trovava ai domiciliari, stessa condanna inflitta a maggio del 2010 a Pannozzo, ristretto in una comunità. L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba di ieri ed è stata portata avanti dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma. L’operazione , ha visto impiegati oltre 250 uomini dell’arma ed ha interessato, oltre a varie zone della capitale e dei territori dei gruppi dei Carabinieri di Ostia e Frascati, anche le provincie di Latina, Livorno Macerata e Parma. La misura cautelare si basa sulle risultanze acquisite nel corso di quasi due anni di indagine dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma, in collaborazione con la Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri presso la Procura della Repubblica di Roma e con la Stazione Carabinieri di Roma - Villa Bonelli. L’indagine ha consentito di delineare i contorni di un agguerrito sodalizio criminale operante nella capitale, prevalentemente nel quartiere del Trullo, in una florida attività di traffico internazionale di cocaina e hashish, importate dalla Spagna e dall’Albania e successivamente smerciate nell’area sud di Roma. Il gruppo era capeggiato dal pluripregiudicato di origine siciliana Fortunato Stassi, classe 1955, già inserito in contesti criminali di tipo mafioso dediti al traffico internazionale di stupefacenti e disponeva, quale base operativa, di un’abitazione sita in viale G. Porzio, dove gli associati si riunivano per programmare i traffici e per confezionare lo stupefacente da smerciare. Il livello criminale e la pericolosità dell’organizzazione emerge oltre che dai considerevoli quantitativi di narcotico commercializzato dagli indagati, anche da alcuni significativi sequestri di armi da fuoco rinvenute nella disponibilità di persone contigue al sodalizio. Inoltre, uno dei componenti del gruppo criminale, colui che gestiva i contatti con le organizzazioni criminali straniere fornitrici del narcotico, era Antonio Maria Rinaldi, classe 1948, assassinato da ignoti con colpi d’arma da fuoco il 24 gennaio scorso. Il corposo quadro indiziario acquisito sul conto degli indagati è stato corroborato da una lunga serie di arresti e sequestri risalenti fino a tre anni fa, riconducibili all’attività del gruppo criminale. Riccardo Antonilli

sabato 14 aprile 2012

Moto data alle fiamme nella notte

Una moto di grossa cilindrata è stata distrutta da un incendio. L’episodio è avvenuto all’incirca alla mezzanotte di giovedì in via Toscana, quartiere Portone della Corte, a Fondi. Il mezzo è di proprietà di G.G., un giovane del posto, di professione meccanico, ma già noto alle forze dell’ordine, che abita in un appartamento della palazzina sotto cui era posteggiata la moto. Sul posto è prontamente giunta una volante del locale commissariato di Polizia. Sono stati gli agenti guidati dal vice questore Massimo Mazio a spegnere il rogo insieme al proprietario, evitando che le fiamme potessero propagarsi alla palazzina con le conseguenze che si lasciano immaginare. L’incendio ha comunque danneggiato l’androne del palazzo e il fumo ha invaso le scale, allarmando i residenti. Ieri mattina il vicequestore Mazio ha inviato sul posto anche gli uomini della polizia scientifica, che hanno eseguito i rilievi del caso, acquisendo elementi che potrebbero rilevarsi di grande utilità, insieme alle testimonianze raccolte, per risalire agli autori del gesto criminoso. I poliziotti non hanno rinvenuto alcun innesco, ma ci sono pochi dubbi sulla natura dolosa del rogo. Per ora le indagini non escludono alcuna ipotesi, anche se alla luce dei precedenti del proprietario, legati al mondo della droga, questa sembra essere una delle piste maggiormente battute dagli inquirenti. Naturalmente solo le indagini degli agenti di Mazio potranno definitivamente far luce su quanto avvenuto la scorsa notte.
Riccardo Antonilli

mercoledì 11 aprile 2012

38enne schiacciato dal camion in panne

Tragedia sfiorata ieri mattina a Monte San Biagio. Alle 10 e 30 circa un camionista si è fermato sull’Appia, al chilometro 110. Il suo mezzo era in panne. Il 38enne, residente proprio nel comune monticellano, non si è perso d’animo e ha pensato di riparare il camion. Sceso dalla cabina, ha preso il cric e ha sollevato il mezzo. Poi si è infilato sotto la motrice nel tentativo di riparare il guasto. Il cric, però, ha ceduto e il camion è caduto sul torace del 38enne. Per fortuna un operaio che si trovava nelle vicinanze, che ha assistito a tutta la scena, con prontezza è andato sul posto con il suo muletto ed ha sollevato il camion, liberando il camionista. Nel frattempo sull’Appia sono arrivati i mezzi del 118 e i carabinieri della locale stazione, guidati dal maresciallo Michelangelo Nania. Per il camionista si è reso necessario il trasporto in eliambulanza al "Santa Maria Goretti" di Latina. Il 38enne è rimasto miracolosamente cosciente, riportando comunque fratture toraciche. Le sue condizioni sono state giudicate un codice rosso dai sanitari, ma non è in pericolo di vita. L’uomo è ancora ricoverato nella struttura sanitaria del capoluogo e ne avrà per diversi giorni. Quella di ieri mattina sarà un’esperienza che difficilmente dimenticherà. Di certo un ruolo fondamentale nell’evitare che l’incidente si tramutasse in tragedia lo ha avuto l’operaio che ha sollevato il mezzo ed allertato i soccorsi.
Riccardo Antonilli