A pochi mesi dalle elezioni, i partiti del centrosinistra fondano non hanno ancora individuato un proprio candidato a sindaco. Il centrodestra, invece, schiererà l’ex assessore e attuale consigliere provinciale, Salvtore De Meo. Oltre a lui, Franco Cardinale correrà con il supporto di una serie di liste civiche, fuori dalla coalizione “ufficiale”. Sempre nell’universo di centrodetsra dovrebbero presentarsi anche altri due candidati. Giunti agli sgoccioli del 2009, dunque, per il centrosinistra è venuto il momento di darsi da fare in vista della scandenza elettorale di marzo. E’ il circolo fondano di Sinistra Ecologia e Libertà, attraverso il suo portavoce Umberto Barbato a spiegare come: “Il centrosinistra deve differenziarsi dai propri avversari politici fin dalla modalità di scelta del proprio candidato, attraverso il coinvolgimento più ampio possibile dei cittadini a cui è necessario e urgente riconoscere il diritto di scegliere, abbandonando definitivamente logiche obsolete che impongono nomi calati dall’alto. E’ ormai evidente che una mera sommatoria dei partiti, uniti dalle sole contingenze elettorali, difficilmente stimola la mobilitazione necessaria a vincere le elezioni, né garantisce la coesione della coalizione e quindi la capacità di amministrare in maniera efficiente e stabile della stessa”. Per questro Sinistra Ecologia e Libertà ritiene “le primarie uno strumento fondamentale di partecipazione, che legittimano in modo indiscutibile il candidato vincitore, e arginano il rischio di astensione. Le primarie di coalizione diventano, quindi, un irrinunciabile strumento per il rilancio dell’iniziativa politica del centrosinistra, e segno della diversità e distanza di questo dalla destra gestita in modo padronale nel nostro paese. Sulla scorta di tutte queste considerazioni, - conclude Barbato - invitiamo i partiti del centrosinistra, il mondo dell’associazionismo progressista cattolico e laico, semplici cittadini a riunirsi entro la fine dell’anno per definire i punti programmatici essenziali, le modalità e la data di svolgimento delle primarie, e soprattutto ad individuare personalità che in modo inequivocabile rappresentino un elemento di rottura con logiche e pratiche obsolete e diano un segnale di novità e di speranza al disperso elettorato del centrosinistra”.
R.A.
lunedì 28 dicembre 2009
martedì 22 dicembre 2009
Elezioni, l'IdV candida la Scalfati
Sarà Anna Scalfati il candidato a sindaco dell’Italia dei Valori a Fondi. La giornalista Rai, nemica giurata di Cusani e Fazzone per le note vicende legate al Lago di Paola, sarà espressione della lista capeggiata da Arnaldo Faiola, ex consigliere di Fondi Viva. Lo stesso Faiola sembra stia trovando accordo con i dipetristi per una candidatura alle regionali. Quest’ultimo è stato il più votato dell’opposizione alle ultime comunali e ha ottenuto risultati lusinghieri alle recenti provinciali, candidato con Provincia Futura. Un nome capace di attirare voti e sopperire alla mancanza di una struttura forte di partito sul territorio. La Scalfati, invece, rappresenta il big che i dipietristi hanno voluto per attrarre consenso e che ha portato alla rottura con il resto del centrosinistra, che va verso le primarie di coalizione per cercare un candidato locale. Ovviamente tutto deve ancora essere confermato, ma, a meno di problemi inattesi, la situazione dovrebbe essere questa. Intanto nel Pd continuano le polemiche legate alle dimissioni del coordinatore del circolo di Fondi, Bruno Fiore. Questa volta ad intervenire è Paolo Di Biasio, già vicesindaco di Fondi nelle giunte di centrosinistra, che risponde alle dichiarazioni del segretario provinciale, Loreto Bevilacqua. “In un prolisso e contorto comunicato di tale Bevilacqua – spiega Di Biasio - si aggiunge ulteriore confusione alla situazione di crisi della locale sezione del Pd di Fondi, che dovrebbe rivestire, anche sulla base della logica astratta dei numeri, un ruolo nodale nella delicata e difficile fase delle prossime elezioni amministrative, in un Comune inquinato dalle mafie e controllato millimetro per millimetro da Forza italia. Al di là della riaffermazione di stima e piena solidarietà al dimissionario segretario sezionale, - sottolinea - non si riesce in nessun modo a capire come lo ‘statista di Roccagorga’ voglia poi affrontare una situazione che non consente in nessun modo vuoti di iniziativa politica, facendosi carico eventualmente in prima persona della individuazione di una soluzione immediata alla crisi sezionale. Non gli passa per la mente – si domanda Di Biasio - che una sezione che costringe alle dimissioni un segretario andrebbe commissariata subito nominando forse proprio il segretario dimissionario commissario?”. Invece la decisione di Bevilacqua, come noto, è stata quella di affidare il circolo fino alle elezioni a Massimo Di Fazio, Paolo Giardino e Michele Faiola, espressione ognuno di una diversa mozione congressuale.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
"Test antidroga per i candidati"
I candidati a sindaco e al consiglio comunale della città di Fondi si sottopongano al test antidroga. La proposta arriva dall’ex presidente del consiglio comunale, Giorgio Fiore e trova l’appoggio dell’ex assessore all’Istruzione, Egidio Turchetta. I due, a marzo, saranno avversari. Il primo sarà candidato con la sua Progetto Fondi e presenterà un proprio candidato a sindaco, il secondo sarà nuovamente schierato nella lista del PdL. Eppure il tema della lotta alla droga li trova uniti. “Come sta accadendo per i parlamentari a livello nazionale - spiega Fiore – ritengo necessario che chi aspiri a governare la città debba dimostrare di non fare uso di stupefacenti”. “Ognuno è libero di fare quello che vuole nel proprio privato – dichiara Turchetta – ma se si vogliono ricoprire determinati incarichi pubblici non si può fare uso di stupefacenti”. I due azzardano l’ipotesi di impedire la candidatura a chi non voglia sottoporsi al test. Intanto Progetto Fondi ha presentato un primo manifesto programmatico, in cui si ribadisce la volontà di presentare un candidato alla carica di primo cittadino diverso da quello della coalizione guidata dal PdL. “La città di Fondi e la politica – spiegano da Progetto Fondi - hanno bisogno di recuperare credibilità e ripristinare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni locali. Per questo ci presentiamo alle prossime amministrative con una rosa di candidati prevalentemente rinnovata, professionale, determinata e autonoma per dare una scossa alla politica e risvegliare le coscienze e le responsabilità di tutti”. Progetto Fondi non vuole “sottrarsi ad eventuali critiche relative alla precedente legislatura e per uscirne intende agire come segue presentando candidati che non hanno avuto e non hanno problemi con la giustizia, proponendo o sostenendo un candidato alla carica di sindaco che abbia autorevolezza, facendo sottoscrivere un codice etico a tutti i membri degli organi politici e amministrativi, affrontando in tempi utili la composizione degli organi istituzionali in modo che il sindaco, la giunta e il consiglio siano messi in condizioni di essere operativi fin dal primo giorno del loro insediamento ed elaborando un programma articolato su pochi punti qualificanti e realizzabili quali infrastrutture, turismo, ambiente e sanità”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
giovedì 17 dicembre 2009
Il PdL candida De Meo
Sarà l’ex assessore all’Urbanistica, Salvatore De Meo il candidato a sindaco per il centrodestra a Fondi.
Questo, a meno di colpi di scena. Lo stesso De Meo si sta confrontando con gli alleati della coalizione prima di dare l’ok definitivo che, ormai, appare solo una formalità. Dunque, dopo le voci delle scorse settimane, il PdL è tornato alle origini, o per meglio dire al primo nome venuto fuori. Già dalla passata legislatura, in molti, lo davano già per futuro candidato a sindaco. Il già assessore, attualmente, è consigliere provinciale. Carica ricoperta anche dall’ex sindaco, Luigi Parisella. La coalizione di centrodestra, oltre che dal PdL, sarà supportata da diverse liste civiche. In parte lo schieramento sarà lo stesso delle passate comunali. Ci saranno, di sicuro, Litorale e Sviluppo fondano e i Moderati per Fondi. Si chiama fuori Alleanza Fondana, che in questi giorni sta tentando di mettere in piedi una lista per supportare l’altro candidato del centrodestra, Franco Cardinale, che ha ufficialmente aperto al campagna elettorale con la sua lista Alleanza per Fondi. Tornando alla lista del PdL, per ora, le uniche certezze sono la presenza di diversi nomi noti, ex assessori e consiglieri di maggioranza e di facce nuove. La necessità di voltare pagina, dopo le vicende che hanno coinvolto il comune, ha portato alla scelta di puntare su una nuova generazione, senza lasciare fuori chi ha esperienza e voti certi. Sempre a destra c’è l’incognita Progetto Fondi che, al momento, ha intenzione di portare alle elezioni un suo candidato a sindaco con il supporto della Lega Nord. In sintesi, allo stato attuale, i candidati sarebbero tre. Altri due dovrebbero essere quelli del centrosinistra. Uno dell’Italia dei Valori che, al momento, non ha ricucito lo strappo con il Partito democratico e l’altro quello che verrà fuori dalle primarie di coalizione, a cui prenderanno parte, di sicuro, Pd, Sinistra e Libertà e Rifondazione. Poi c’è l’incognita liste civiche.
Per presentarsi c’è ancora tempo e non è dato sapere chi tra gli ex amministratori ed esponenti sia di maggioranza che di opposizione si presenterà in supporto ai candidati principali o autonomamente.
Riccardo Antonilli
Questo, a meno di colpi di scena. Lo stesso De Meo si sta confrontando con gli alleati della coalizione prima di dare l’ok definitivo che, ormai, appare solo una formalità. Dunque, dopo le voci delle scorse settimane, il PdL è tornato alle origini, o per meglio dire al primo nome venuto fuori. Già dalla passata legislatura, in molti, lo davano già per futuro candidato a sindaco. Il già assessore, attualmente, è consigliere provinciale. Carica ricoperta anche dall’ex sindaco, Luigi Parisella. La coalizione di centrodestra, oltre che dal PdL, sarà supportata da diverse liste civiche. In parte lo schieramento sarà lo stesso delle passate comunali. Ci saranno, di sicuro, Litorale e Sviluppo fondano e i Moderati per Fondi. Si chiama fuori Alleanza Fondana, che in questi giorni sta tentando di mettere in piedi una lista per supportare l’altro candidato del centrodestra, Franco Cardinale, che ha ufficialmente aperto al campagna elettorale con la sua lista Alleanza per Fondi. Tornando alla lista del PdL, per ora, le uniche certezze sono la presenza di diversi nomi noti, ex assessori e consiglieri di maggioranza e di facce nuove. La necessità di voltare pagina, dopo le vicende che hanno coinvolto il comune, ha portato alla scelta di puntare su una nuova generazione, senza lasciare fuori chi ha esperienza e voti certi. Sempre a destra c’è l’incognita Progetto Fondi che, al momento, ha intenzione di portare alle elezioni un suo candidato a sindaco con il supporto della Lega Nord. In sintesi, allo stato attuale, i candidati sarebbero tre. Altri due dovrebbero essere quelli del centrosinistra. Uno dell’Italia dei Valori che, al momento, non ha ricucito lo strappo con il Partito democratico e l’altro quello che verrà fuori dalle primarie di coalizione, a cui prenderanno parte, di sicuro, Pd, Sinistra e Libertà e Rifondazione. Poi c’è l’incognita liste civiche.
Per presentarsi c’è ancora tempo e non è dato sapere chi tra gli ex amministratori ed esponenti sia di maggioranza che di opposizione si presenterà in supporto ai candidati principali o autonomamente.
Riccardo Antonilli
mercoledì 16 dicembre 2009
Processo Holiday, se ne riparla marzo
Tutto rinviato. A causa di un impedimento ad essere presente di uno dei due imputati del processo per lottizzazione abusiva dell’Holiday Village, difesi dall’avvocato Corrado De Simone, la prima udienza si è risolta con un rinvio al prossimo 4 marzo. A poco meno di due anni dal sequestro preventivo della struttura, disposto dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Miliano. Tra tre mesi, dunque, entrerà nel vivo il procedimento in corso presso il Tribunale di Terracina. La vicenda del camping situato sul litorale di Fondi ha fatto “rumore” a causa di diversi fattori. Innanzitutto la protesta dei dipendenti che si sono a lungo opposti al il sequestro, poi la decisione improvvisa del Procuratore capo Giuseppe Mancini di dissequestrare l’Holiday e di chiedere l’archiviazione del caso, infine la visita del senatore Claudio Fazzone al gip Cario, titolare dell’inchiesta. Sotto accusa è finita anche la perizia del consulente di Miliano, l’architetto Patrizia Capolino. Ma questa è solo una parte di una vicenda più ampia, nata dal sequestro di un campeggio divenuto, con il passare degli anni, un villaggio turistico.
R.A.
R.A.
Elezioni, i primi nomi dei candidati
Il quadro si va delineando sempre più chiaramente. Alle elezioni comunali manca ancora molto, ma la politica a Fondi lavora febbrilmente nella costruzione delle liste. Nel centrodestra, come già annunciato nei giorni scorsi, sono già noti i nomi di due candidati a sindaco: Franco Cardinale con la lista Alleanza per Fondi e Salvatore De Meo per la coalizione del PdL. Al momento, però, c’è da considerare Progetto Fondi. La lista che fa capo all’ex presidente del consiglio comunale, Giorgio Fiore ha intenzione di correre per conto proprio, con un candidato a sindaco diverso da quello del PdL. La frattura con la maggioranza di centrodestra è nata al momento delle dimissioni del consiglio comunale, quando gli esponenti di Progetto Fondi furono gli unici a non dimettersi. Uno strappo che non si è sanato al momento di guardare al futuro, alle prossime elezioni. Divergenti sui nomi da proporre e sulla composizione delle liste, PdL e Progetto Fondi vanno in direzioni diverse. Con il passare dei giorni iniziano a venire fuori i primi nomi dei candidati. Ex assessori sono presenti in tutti e due gli schieramenti. Marco Carnevale, già assessore al commercio ed Egidio Turchetta all’istruzione si ripresenteranno del PdL. Pietro Cacciola, al bilancio, invece, è uno dei nomi certi di Progetto Fondi. Con lui ci sarà Luigi Parisella (omonimo dell’ex sindaco ed esponente della Lega Nord), il consigliere uscente Enzo D’Ambrogio, Vittorio Berardi, Gino Cataldi, Raffaele Cima, Luigi D’Andrea, Salvatore Di Fazio, Giuseppe Di Lauro e Andrea Notarberardino. Ovviamente si tratta di una lista di nomi ancora parziale. Ancora ignoti i candidati a sindaco del centrosinistra. Non c’è ancora certezza su quanti saranno gli aspiranti alla poltrona di primo cittadino. Il tutto dipende dall’eventuale big schierato dall’Italia dei Valori. Il movimento che fa capo ad Antonio Di Pietro, non avendo una struttura forte sul territorio, cerca consenso con un nome forte, capace di richiamare l’attenzione degli elettori.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
venerdì 11 dicembre 2009
Sindacato e sindacalista condannati
Sindacato e sindacalista condannati a restituire 1500 euro con gli interessi, oltre alle spese processuali. Il giudice di pace di Fondi, Eugenio Fedele così si è espresso su una controversia che ha visto opposti un 79enne di Monte San Biagio, il sindacalista G.C. e l’Uil - Unictus provinciale, rappresentati dall’avvocato Luigi Cerchione. Il monticellano, difeso dall’avvocato Luigi Vocella, è ricorso al giudice di pace per chiedere la restituzione della somma versata al sindacalista per un generico «contributo sindacale». Un passaggio di denaro testimonato da una ricevuta su carta intestata del sindacato, ma privo di qualsiasi giustificazione. L’Uil - Unictus ha incassato la somma senza - di fatto - prestare alcun servizio al lavoratore rappresentato. Il ricorrente ha presentato un verbale di accordo stipulato con il datore di lavoro, alla presenza del sindacalista, a cui ha poi dovuto versare ingiustamente i 1500 euro. Il sindacalista, segretario provinciale della Uil - Unictus, ha giustificato la somma pretesa come corrispettivo dei servizi resi per pervenire alla transazione. Una ricostruzione non supportata da prove e che non ha evidentemente convinto il giudice di pace. Oltre alle spese citate in precedenza, C.G. dovrà versare altri 1000 euro al monticellano.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
giovedì 10 dicembre 2009
"Commissario assenteista", Fazzone bacchetta Nardone
"Un commissario prefettizio non dovrebbe mai mancare a manifestazioni del genere, soprattutto perché si tratta di una manifestazione dell'identità culturale di una città. Squallido che non sia praticamente presente a nessuno degli eventi che si tengono in questa realtà che adesso il dottor Nardone rappresenta istituzionalmente". Così il senatore Claudio Fazzone, domenica scorsa, è intervenuto nel corso della cerimonia di premiazione del Premio di poesia Libero De Libero. Affermazioni sull’assenteismo del commissario che non potevano passare inosservate. Il senatore non è nuovo ad attacchi del genere. Va ricordato che lo stesso aveva minacciato, in più occasioni, di querelare il prefetto di Latina, Bruno Frattasi per falso. Tanto che anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva preso le difese di Frattasi. Ma Fazzone non si è fermato, e sempre nel corso del De Libero, ha detto la sua anche sull’assenza di luminarie natalizie: "Fondi non merita un Natale al buio, ed era compito preciso del commissario assicurare a questa città delle luci che manifestassero l'arrivo di una festività sempre estremamente sentita". Poi, qualche altra parola l’ha spesa sul caso Fondi: “Noi siamo sempre orgogliosi di vivere in questa città dove la mafia non c'è. Esistono sicuramente traffici di droga o altro da controllare, come è ragionevole che sia in un posto dalle grandi prospettive economiche”. Dunque continua la difesa a spada tratta della città da parte del senatore fondano, anche a costo di attaccare altre figure istituzionali e anche nel corso della cerimonia di premiazione di un concorso prestigioso, che si trasforma in luogo utile a generare polemiche. Tornando alle sue dichiarazioni su Frattasi, va ricordato che queste hanno spinto le forze di centrosinistra a presentare una mozione nei vari consigli comunali della provincia. Un documento di solidarietà al prefetto, che – come prevedibile – è stato bocciato dalla amministrazioni di centrodestra. Le stesse hanno approvato un’altra mozione in cui genericamente si condanna la criminalità organizzata. Ora, dopo l’attacco a Nardone, resta da vedere se dal comune arriverà una risposta del commissario prefettizio.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
martedì 8 dicembre 2009
Dirigenti, Parisella raddoppia gli stipendi e Nardone li dimezza
Parisella raddoppia gli stipendi ai dirigenti e Nardone li dimezza. E’ questo uno dei primi provvedimenti presi dal commissario prefettizio del Comune di Fondi. Almeno questo è quello che emerge da alcune voci di corridoio. Dopo le dimissioni del consiglio comunale, il compito di Nardone è quello di portare avanti l’ordinaria amministrazione fino a marzo, data delle elezioni. Un compito che il commissario sta eseguendo con il supporto dei due subcommissari, Giovanni Rossi e Maurizio Alicandro. Il primo obiettivo dei tre è quello di far quadrare i conti. E allora ecco che si giustifica il provvedimento nei confronti dei dirigenti. In una città che, tanto per fare un esempio, quest’anno non ha neanche le luminarie natalizie non ritenute evidentemente di un’importanza tale da far spendere soldi pubblici, sembra inserirsi perfettamente la decisione di ristabilire le retribuzioni preesistenti. D’altronde l’ex sindaco decretò l’aumento esponenziale degli stipendi ad appena 24 ore dalle dimisioni. Come si può leggere nell’atto protocollato 36748, firmato da Parisella, con un decreto sindacale del 16 giugno 2005 le indennità di posizione erano state determinate a 25 mila euro per il settore Affari Generali e a 30 mila per i settori Bilancio, Servizi alla persona, Pianificazione urbanistica e territoriale, Lavori Pubblici, e Polizia municipale. Poi con una determina dirigenziale, la numero 783 del 14 giugno 2007, emessa a seguito dell’applicazione del contratto nazionale - area dirigenza per il biennio economico 2004/2005, la retribuzione di posizione era stata determinata a 31.664 euro. Successivamente con un decreto sindacale del 31 agosto 2007 l’indennità di posizione del settore Urbanistico era stata rideterminata nella misura massima di 44.013,47 euro. Da allora nulla era cambiato, fino al provvedimento del sindaco a meno di 24 ore dalle dimissioni, in cui la retribuzione di posizione dei dirigenti era stata rideterminata così: “Settore Affari generali, 42 mila euro; Bilancio e Finanze, 44.013 euro; Servizi alla persona, 42 mila euro; Pianificazione urbanistica e territoriale, 44 013, 47 euro; Attività produttive e Polizia municipale, 42 mila euro”. Dunque in extremis anche i dirigenti dei settori Bilancio e Lavori Pubblici erano stati portati ai livelli dell’Urbanistica. Tutti gli altri erano cresciuti di almeno 12 mila euro. Ora le cose - a quanto pare – sono state riportate ai livelli precedenti.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Legalità, guerra tra mozioni
Una guerra tra mozioni. Su questo stanno vertendo le ultime riunioni dei consigli comunali in provincia di Latina. Una, del centrosinistra, esprime solidarietà al prefetto di Latina Bruno Frattasi per gli attacchi subiti; l’altra, del centrodestra, condanna la mafia in senso generale. Quest’ultima è stata votata, in ultimo, nei comuni di Sperlonga e Itri, due città governate dal PdL. Quel documento contro la criminalità organizzata, approvato dopo al bocciatura della mozione di solidarietà, ha il sapore di un escamotage per ‘salvare la faccia’. D’altronde gi attacchi a Frattasi sono stati portati avanti dal coordinatore provinciale del PdL, il senatore Claudio Fazzone, ed è quindi difficile che le maggioranze consiliari di centrodestra solidarizzino con il prefetto. Per chiarire le idee al lettore, è utile riportare alcuni stralci della mozione. “Visto – recita il documento - che stiamo assistendo al tentativo di delegittimare l'operato del prefetto e della commissione di accesso attraverso le dichiarazioni di qualche esponente politico locale che ha attaccato più volte il prefetto Frattasi, accusandolo di aver condotto ‘politicamente’ l'inchiesta contro il Comune di Fondi; visto che tali attacchi sono giunti al punto che un autorevole esponente politico locale ha esternato pubblicamente, anche nel corso di una trasmissione televisiva nazionale di ampio ascolto, il proprio intendimento di denunciare il prefetto Frattasi per quanto da riportato nelle relazioni presentate al ministro degli interni e da questi fatte proprie; considerato che, in un momento tanto delicato per il territorio pontino, è necessario che le istituzioni in provincia di Latina, diano un chiaro segnale alla cittadinanza, testimoniando anche con atti formali la volontà di sostenere la dura battaglia contro la criminalità e l'illegalità; il consiglio comunale esprime la totale ed incondizionata solidarietà al prefetto Bruno Frattasi per il lavoro svolto e per l’alto senso dello Stato che la sua azione è riuscita a profondere tra i cittadini della nostra provincia; e ribadisce il pieno e leale sostengo della città contro la criminalità, le infiltrazioni mafiose e per il ripristino della legalità”. Concetti che – a quanto pare - non sono condivisi da tutti.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
domenica 6 dicembre 2009
Monte San Biagio, tornano i bracconieri
Una ricognizione aerea ha permesso alla Polizia provinciale di “beccare” due bracconieri nel territorio di Monte San Biagio. Si tratta del 58enne V.E. e del 39enne M.D.F.. Gli uomini guidati dal comandante Attilio Novelli, attraverso l’uso di un elicottero, hanno scoperto i due cacciatori in zona Valle Imperiale, sui monti che sovrastano la frazione monticellana di Valle Marina. E’ il maresciallo Nicandro Sciortino ad aver coordinato l’operazione aerea, grazie a cui sono stati individuati i due cacciatori. Il 58enne e il 39enne a bordo di un fuoristrada, una volta visto l’elicottero che stava scendendo a terra, hanno tentato di darsi alla fuga, attraverso i monti, ma proprio la possibilità di osservare dall’alto l’intera area non ha lasciato scampo ai due. A quel punto due agenti sono scesi dal mezzo aereo, mentre l’elicottero è risalito per seguire dall’alto il tentativo, inutile, di fuga. Alla fine i bracconieri sono stati fermati e per loro sono scattate diverse sanzioni amministrative. Innanzitutto il sequestro del fucile, privo di assicurazione e del relativo pagamento della tassa governativa, poi il sequestro del libretto di circolazione del fuoristrada la cui revisione è risultata scaduta. Ma non è finita, ora bisognerà verificare se l’area in cui sono stati sorpresi è quella del Parco dei Monti Ausoni, zona protetta, in quel caso scatterebbe anche la denuncia. Un intervento importante, utile a mostrare che l’attenzione sul bracconiaggio resta sempre alta. Sono tante le specie che necessitano di tutela, messe a rischio dalle azioni illecite di chi caccia senza ripettare le regole. Non è la prima operazione contro il fenomeno portata avanti dagli uomini di Novelli. In questo caso va sottolineato l’uso del mezzo aereo, una nuova possibilità per la Polizia provinciale per monitorare il territorio ed osservare dall’alto i movimenti dei cacciatori illegali.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 5 dicembre 2009
Blitz della provinciale nella 'casa dei rifiuti'
L’operazione è stata più complessa del previsto. Entrare in quella casa di via stazione per gli uomini della Polizia provinciale, guidati dal comandante Attilio Novelli, non è stata cosa semplice. Cumuli di immondizia, infatti, barricavano le finestre, mentre i proprietari erano serrati all’interno. Il blitz di ieri mattina, portato avanti con il supporto dei Vigili del Fuoco della squadra 11 A di Fondi guidati dal caporeparto Stefano Santucci, con la presenza dei tecnici comunali Marcucci (Servizi Sociali) e Guglietta (Ambiente), si è reso necessario per costatare le condizioni in cui tre persone vivono ormai da anni. Una famiglia che ha riempito la propria abitazione di rifiuti raccolti in giro per la città. Cumuli di immondizia sistemati in ogni stanza. Nessun mobile, neanche un letto, solo rifiuti. Stessa situazione anche in cucina e nel bagno. Le tre persone sono Antonio di 83 anni, il figlio Roberto di 40 anni e Michela di 45. Un altro figlio, che vive altrove, è stato chiamato sul posto per convincere i parenti ad aprire la porta agli agenti. L’intervento di ieri, su disposizione del sostituto procuratore Marco Giancristofaro, è stato utile al sequestro dei rifiuti e alla contatazione dello stato dei luoghi. I tre sono stati accompagnati all’ospedale “San Giovanni di Dio” per un controllo, poi sarà il Comune a prenderli in carico, ospitandoli in una struttura comunale. Già poco più di un mese fa, in seguito ad un esposto di alcuni vicini, la provinciale era interventuta tentando inutilmente di farsi aprire la porta. Dunque è stata presentata la richiesta in Procura e il sostituto Giancristofaro ha autorizzato il blitz di ieri. L’abitazione non è il solo luogo dove la famiglia ha accumulato rifiuti. In un terreno di proprietà, ad appena un centinaio di metri dalla casa oggetto del blitz di ieri, sono stati trasportati oltre 10 mila metri cubi di immondizia. Tanto che nel 2006, sempre su disposizione di Giancristofaro, gli uomini di Novelli sequestrarono il sito. L’Arpa, in seguito, eseguì le analisi del caso e constatò che le acque del canale che costeggia la dicarica abusiva erano inquinate. Come se non bastasse l’anno scorso su quel terreno c’era stato un pricipio di incendio, se il rogo avesse preso piene i sarebbe giunti al disastro ambientale. I rifiuti raccolti sono di ogni tipo, anche pericolosi. Eppure nonostante i provvedimenti e i piani di bonifica continuano ad insistere ai bordi di via stazione.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
martedì 1 dicembre 2009
A Sperlonga nessuna solidarietà a Frattasi
Bocciata la mozione di solidarietà al prefetto Frattasi, la maggioranza consiliare di Sperlonga ’salva la faccia’ con un documento per la legalità. E’ accaduto nel corso della riunione della massima assise cittadina di ieri mattina, in cui, oltre all’approvazione dell’assestamento di bilancio e al conferimento della cittadinanza onoraria a Baldo Conticello, già direttore del museo archeologico, è stato discusso l’ordine del giorno presentato dall’Italia dei Valori e dall’Udc. Nel documento firmato da Nicola Reale, Benito Di Fazio, Alfredo Rossi, Biagio Galli e Enzo Matacchione si esprimeva apprezzamento al lavoro svolto dal prefetto di Latina per l’impegno profuso nel contrasto alle infiltrazioni mafiose nel territorio pontino e piena solidarietà per gli attacchi subiti da parte di alcuni noti esponenti politici locali del centrodestra. «Si è notata tra i banchi consiliari - spiegano i consiglieri di minoranza in una nota congiunta - l’assenza del capogruppo PdL Armando Cusani, il quale, evidentemente, essendo egli anche presidente della Provincia e sodale del senatore Fazzone, si è voluto sottrarre all’imbarazzante situazione di dover respingere la mozione di solidarietà al prefetto. Particolarmente risibili ed insulse le motivazioni con le quali l’assessore Toni De Simone, a nome della maggioranza, ha motivato il no alla mozione: ’non c’è ragione di esprimere alcuna solidarietà ad un funzionario dello Stato, qual è il prefetto Frattasi, che ha semplicemente fatto il suo dovere e che, peraltro non ha ricevuto alcuna minaccia o nessun attentato’». La minoranza esprime «sconcerto per motivazioni tanto squallide ed insulse che non riescono a nascondere l’avversione che il centrodestra locale cova nei confronti di un prefetto che ha avuto il coraggio e la capacità di smascherare i rapporti di collusione tra mafia e alcuni politici nel sud pontino». La maggioranza, quindi, dopo aver ricevuto l’ordine del giorno di IdV e Udc, ha presentato una propria mozione a favore della legalità e dell’impegno contro la mafia. «Mozione - spiegano dall’opposizione - copiata integralmente da quella predisposta dal comune di Latina, dal contenuto fumoso e generico, carente nell’analisi, priva di proposte concrete e densa di quella vecchia retorica sulla lotta alla mafia buona solo per lavarsi la coscienza a poco prezzo». Tanto che la minoranza, in segno di protesta, ha abbandonato l’aula.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 30 novembre 2009
Immigrazione, i dati sul fenomeno
Sono decine le attività commerciali gestite da stranieri che insistono a Porta Roma, quartire della città di Fondi in cui si concentra la presenza di immigrati provenienti da ogni parte del mondo. Oltre a Porta Roma è soprattutto il centro storico ad ospitare stranieri. Zone da cui ogni mattina decine di persone alimentano l’economia locale con il loro lavoro. Alle prime luci dell’alba sono in particolare indiani e pakistani, a bordo delle loro biciclette, a mettersi in strada per percorre chilometri su chilometri per giungere nelle campagne della piana. Un “esercito di invisibili” che contribuisce con manodopera a basso costo a tenere in vita interi settori produttivi. I dati forniti dal Comune di Fondi, aggiornati al 31 ottobre scorso, offrono uno spaccato sulla presenza di cittadini immigrati in città. In totale i regolari sono 2234, di cui 1183, ovvero il 53% del totale, sono ragazzi di età compresa tra i 20 ed i 39 anni. Facendo una divisione per nazione di provenienza, notiamo che di questi 609 sono arrivati in città dall’Albania, 24 sono polacchi, 499 rumeni, 89 ucraini e 23 moldavi. Presenti, anche se in maniera minore, due ungheresi, quattro lituani e due estoni. Andando verso oriente sono 44 quelli provenienti dalla Cina, 428 dall’India e 110 dal Pakistan. I numeri scendono se si considerano quelli provenienti dalle Filippine (7), dalla Thailandia e dall’Uzbekistan (due per Paese). Cambiando continente e arrivando in Africa, si registrano 42 cittadini provenienti dall’Algeria, 72 dal Marocco e 74 dalla Tunisia. Pochi i nigeriani (8) e gli egiziani (14). Sul totale delle presenze il 43,8%, quindi 979 stranieri, sono donne, a fronte di 1255 uomini. Dando uno sguardo a livello provinciale, secondo il Rapporto Immigrazione 2009 di Caritas Migrantes, a fine 2008, rispetto al 2007, in provincia di Latina si è regitrata la crescita più vistosa di presenze a livello regionale con il + 30,2%. Un altro dato interessante offerto dal dossier è quello relativo agli alunni stranieri in provincia: sono 4583, a cui vanno aggiunti altri 1021 stranieri nati in Italia che frequenstano le scuole pontine. Rispetto al lavoro sono 25.601 gli occupati nati all’estero. Buona parte del denaro guadagnato viene spedito nel Paese d’origine. Tanto che nel 2008 sono stati più di 34 i milioni di euro in uscita dalla provincia di Latina verso altri Paesi. Dati, questi, ufficiali. Dunque riferibili a quella parte di immigrati che vivono e lavorano a Fondi e in provincia di Latina alla luce del sole. Tanti altri, e non è possibile sapere quanti, sono costretti alla clandestinità. Ad una vita nell’ombra.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Centrosinistra, il Comitato antimafia cerca di ricucire lo strappo
Il Comitato permanente di lotta alle mafie del Comune di Fondi tenta di ricucire lo strappo tra Partito Democratico e Italia dei Valori. Con una lettera inviata ai segretari regionali dei partiti di centrosinistra, si invitano tutte le forze della coalizione a riunirsi a Fondi il prossimo 10 dicembre per cercare una programma e un candidato a sindaco comune a tutti i partiti. Non va dimenticato che mentre il Pd con Sinistra e Libertà, Rifondazione e Socialisti stanno redigendo un programma e lavorando in vista delle primarie per la scelta del candidato a sindaco, l’Italia dei Valori ha deciso di andare per conto proprio, pensando di candidare a primo cittadino un big, con tutta probabilità il senatore e segretario regionale, Stefano Pedica. Questo perché i dipietristi hanno speso molto sul “caso Fondi” e ora non hanno intenzione di fare le comparse. Proprio sul tema della lotta alle mafie fa leva il Comitato per tentare una mediazione. “Le vicende giudiziarie e politiche che hanno interessato l’amministrazione comunale di Fondi negli scorsi due anni – recita la missiva - hanno fatto sì che il cosiddetto ‘caso Fondi’ diventasse un caso nazionale, interessando i mezzi di comunicazione nazionali e coinvolgendo varie associazioni e tutti i partiti politici. Questo Comitato ritiene che oggi più che mai sia necessario che i ‘riflettori non si spengano’, sia indispensabile che l’attenzione della stampa, della società civile e delle forze politiche resti ‘accesa’ su questo territorio. È indispensabile – sottolineano Corrado Pesce e Vincenzo Trani per il Comitato - che tutte le forze sane del nostro paese lavorino in sinergia avendo come obiettivo primario il ripristino della legalità e della fiducia nelle istituzioni per i nostri cittadini. La campagna elettorale che ci prepariamo ad affrontare – concludono - dovrebbe secondo noi, partire da uno sforzo unitario di tutti i partiti del centro sinistra teso a mantenere quanto più possibile unito il fronte dell’antimafia (cui abbiamo sempre lavorato come Comitato) anche con la presentazione di un’unica lista o, comunque, di un insieme di liste accomunate, però, da un programma e da un candidato alla carica di sindaco unici e da una chiara caratterizzazione antimafia”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 28 novembre 2009
Elezioni, Pedica pronto a candidarsi a sindaco
Si sono riuniti ad un centinaio di metri di distanza l’uno dall’altro. Il Partito Democratico e l’Italia dei Valori di Fondi ormai viaggiano su due binari diversi. Giovedì sera i democratici hanno chiamato a raccolta le altre forze del centrosinistra per programmare le primarie utili all’elezione del candidato a sindaco; i dipietristi, invece, si sono riuniti alla presenza del segretario provinciale Enzo De Amicis per valutare se correre da soli alle comunali. L’IdV, dopo la riunione, avrebbe dovuto raggiungere i possibili alleati, ma non è stato così. E alla luce delle parole spese nel pomeriggio dal vice segretario comunale del partito, Brunello di Nardo che, senza peli sulla lingua, ha definito le primarie di coalizione “una stronzata”, non è difficile capire che i candidati a sindaco del centrosinistra, probabilmente, saranno due. Da un lato un big per l’Italia dei Valori: il segretario regionale e senatore, Stefano Pedica; dall’altro il resto del centrosinistra, dunque Pd, Sinistra e Libertà, Rifondazione e Socialisti, con il candidato espressione delle primarie. Il partito che fa capo ad Antonio Di Pietro ha speso molto sul “caso Fondi” nel chiedere lo scioglimento del consiglio comunale e animando rumorose manifestazioni anche a Roma, con protagonista assoluto proprio quello che appare sempre più concretamente come il futuro candidato a sindaco di Fondi, Pedica. Un nome su cui non c’è alcuna convergenza con il resto del centrosinistra. La riunione di coalizione, organizzata dal Pd, è stata utile a programmare i primi passi da compiere in vista della tornata elettorale di marzo. Il centrosinistra ha intenzione di partire da un programma unitario, per poi chiamare la voto i cittadini per la scelta del candidato a primo cittadino. Proprio sulla “questione primarie” si è registrata qualche perplessità da parte delle forze minori, per cui si può arrivare a scegliere un nome in maniera unitaria anche senza chiamare alle urne i fondani. Intanto anche nel centrodestra continuano incontri, ipotesi e voci su candidati e composizione delle coalizioni. Per ora le certezze sono poche. Di sicuro Franco Cardinale, espressione di Nuova Area e altre liste civiche si candiderà a sindaco, come lui - a meno di ripensamenti - ci sarà un candidato espressione della lista civica Progetto Fondi e della Lega. Proprio quest’ultima alleanza era stata oggetto di un pesante attacco dell’Italia dei Valori di Fondi, gli stessi esponenti dipietristi, in seguito, se l’erano presa con il Pd e il resto del centrosinistra per l’ipotesi primarie.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
L'IdV contro le primarie
Appare sempre più insanabile la frattura tra Partito Democratico e Italia dei Valori a Fondi. I democratici, ieri sera, hanno chiamato a raccolta le altre forze di centrosinistra per dettare tempi e regole per organizzare le primarie per decidere il candidato a sindaco. I dipietristi, invece, nel pomeriggio, hanno diramato una nota in cui, senza peli sulla lingua, hanno definito le primarie della coalizione “una stronzata”. E’ il vice segretario fondano dell’IdV , Brunello Di Nardo a chiudere ogni speranza di giungere ad un compromesso tra quelle che sono e due principali forze del centrosinistra. All’origine della divisione c’è proprio la scelta del candidato a primo cittadino. L’IdV vuole un big, un nome forte capace di attirare consensi, il Pd, al contrario, vuole chiamare alle urne i fondani. “Le primarie, - per Di Nardo - presentate come una iniezione di democraticità, non sono nient'altro che la riaffermazione del principio berlusconiano secondo cui il consenso legittimerebbe persone e azioni in ogni circostanza. Il coinvolgimento popolare ad un livello così basso non permette l'espressione della coscienza della base, ma esprime solo il bisogno di un capo carismatico. Trattasi, in definitiva, di una procedura che sancisce la dissoluzione della vita del partito, ridotto a mero organizzatore di eventi, privo di un'attività pulsante, incapace di avviare un ampio dibattito intorno a questioni cruciali come la scelta di un programma e di un leader. I votanti, tenuti lontani dalle sezioni, convocati solo per scegliere il candidato, magari uno sconosciuto che viene indicato loro da qualche burocrate, uno con cui non hanno mai scambiato una sola parola, non vengono rispettati con l'adozione di un metodo, quello delle primarie, più adatto per eleggere le veline che per designare un sindaco”. Infine, viene ufficializzata la decisione di chiamarsi fuori: “L'Italia Dei Valori non intende prestarsi ad un gioco così pericoloso, che rischia di far sprofondare la campagna elettorale in un clima da televoto, ed invita i tesserati, i simpatizzanti e tutti gli interessati ad impegnarsi nella ricostruzione di una vera attività partitica, ripartendo dalle riunioni, dalle discussioni, dai confronti, dalla politica”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 21 novembre 2009
Elezioni, spunta l'idea primarie
Ormai si stanno schierando tutti ai blocchi di partenza. Le forze politiche di centrodestra e centrosinistra di Fondi stanno definendo alleanze, liste e soprattutto candidati a sindaco in vista delle comunali di marzo. Tutti - viene da dire – meno che il Pd. In città su tutti i fronti politici si moltiplicano le voci, stanno iniziando campagne adesioni e congressi, nei democratici sembra non ci siano ancore le idee chiare sul prossimo candidato a sindaco. Allora arriva l’idea primarie. Una proposta avanzata da un noto esponente locale, uno stimolo ai colleghi a definire nomi e alleanze il prima possibile. D’altronde anche i probabili alleati dell’Italia dei Valori, sabato scorso si sono riuniti in congresso per definire i primi punti in vista della campagna elettorale. Il segretario cittadino Bruno Mattei ha spiegato come sia “arrivato il tempo di rimboccarsi le maniche per cercare di imprimere le nostre politiche in merito alle prossime elezioni e calare sul territorio il nostro credo, fatto di trasparenza e limpidezza della pubblica amministrazione. Pensiamo che questo territorio abbia bisogno del nostro partito per rappresentare al meglio quella parte della popolazione che ancora crede nelle istituzioni, nella costituzione e nelle leggi dello stato italiano". Sul candidato a sindaco, si è convenuto all'unanimità, che debba essere di alto profilo politico-istituzionale, di valore e che possa rappresentare tutti gli schieramenti che si sono spesi nella lotta sul caso Fondi. Dunque un solo nome per i due schieramenti che maggiormente sono stati impegnati nel chiedere lo scioglimento del consiglio comunale e, forse, anche per le altre forze di sinistra. A destra, intanto, prosegue il cammino di Progetto Fondi che va avanti con la sua campagna elettorale. La lista civica, con il supporto della Lega porterà - almeno nelle intenzioni – un proprio candidato a sindaco contro quello del PdL. Sempre a destra c’è il terzo candidato: Franco Cardinale di Nuova Area.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Litorale, la Caponnetto sulla "strane" compravendite
Il maltempo dei giorni scorsi ha fatto emergere dalle sabbie di Tumulito a Fondi discariche di eternit e altro materiale edilizio. Materiale che sembra provenire dagli abbattimenti delle costruzioni abusive voluti dal comune di Fondi nell’ambito della rinaturazione della duna. A tal proposito l’associazione Caponnetto chiede al Nipaf e alla Procura della Repubblica di indagare, prestando attenzione anche alle “strane compravendite” di terreni sulla Marina di Fondi e intorno al Mof. “Il maltempo dei giorni scorsi – recita una nota dell’associazione contro le mafie - ha scoperchiato le pentole e messo a nudo quanto è stato fatto con un dispendio di soldi non risibile. Eternit ed altro materiale nocivo sono - interrati con approssimazione - comparsi improvvisamente. Ma non è stata anche abbassata la duna di 2-3 metri e non è anche sparita la macchia mediterranea? – si domandano dalla Caponnetto - Già che ci troviamo, però, vogliamo aggiungere qualche altro spunto per investigatori e magistrati per consentire ad essi come stia andando avanti un disegno di occupazione complessiva di tutta l’area della Marina di Fondi. Ci è stato segnalato che ad un chilometro, un chilometro e mezzo – direzione Sperlonga partendo da Tumulito - c’è uno strano passaggio di proprietà di terreni, sulla costa e al di là della Flacca. La stessa cosa si starebbe verificando nella zona artigianale, nei pressi del Mof”. Una richiesta di approfondimento quella dall’associazione che vuole vederci chiaro sugli interventi di rinaturazione e sulle eventuali connessioni con le compravendite di terreni. Continua, dunque, l’impegno per la trasparenza della Caponnetto, associazione rientrante anche nel Comitato permanente di lotta alle mafie di Fondi. Risale ad un paio di settimane fa la segnalazione alle forze dell’ordine sulle concessioni edilizie firmate da un impiegato del Suap, anziché dal dirigente competente. Una serie di situazioni su cui si chiede una verifica da parte di chi di dovere.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Mof e centro città, controlli a tappeto della Polizia
Circa 60 agenti della Polizia di Stato hanno effettuato una serie di controlli a Fondi. L’operaizone di quello che in ambienti di Polizia viene definito “pattuglione” ha avuto luogo nella notte a cavallo tra giovedì e venerdì. Le zone maggiormente interessate sono state quella del Mof, il centro cittadino e il litorale. In strada sono scesi gli uomini della Questura di Latina (Upgsp - Squadra volanti, Digos, Squadra mobile, Divisione Pac e Squadra Polizia amministrativa e sociale ), dei commissariati di Fondi, Formia, Gaeta e Terracina, della Polizia Stradale, due unità cinofile di Nettuno, nonchè del Reparto Prevenzione Crimine Lazio. Alla fine dell’operazione una persona è stata denunciata in stato di libertà e cinque autotrasportatori hanno subito contravvenzioni. Gli uomini della Polizia di Stato si sono dedicati principalmente a servizi tesi alla ricerca di stupefacenti, armi e al monitoraggio di pregiudicati. Le operazioni hanno consentito, in particolare all’ingresso del Mercato ortofrutticolo, di controllare 11 autotreni ed di elevare a 5 conducenti, contravvenzioni al codice della strada per irregolarità varie, dalla manomissione dei tachigrafi a gravi inadempienze nella manutenzione dei mezzi stessi. Tra le oltre 70 persone che sono state controllate tra il litorale, il centro di Fondi e la zona del Mof diversi sono risultati i pregiudicati controllati. Uno di loro C.A., del ‘64, nato a Casoria (NA) e residente a Fondi, è stato denunciato per violazione dei sigilli. Nel corso delle numerose perquisizioni effettuate e dei controlli agli esercizi commerciali, uno di essi, con all’interno diversi pregiudicati è stato contravvenzionato per inadempienze amministrative. Una lunga notte utile a tenere sotto controllo il territorio e a monitorare, in particolare, il traffico di automezzi in entrata e in uscita dal Centro agroalimentare all’ingrosso di Fondi.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Biblioteca, Sinistra e Libertà scrive al commissario prefettizio
Sinistra e Libertà torna sulla difficile situazione del Centro studi multimediale Dan Danino di Sarra di Fondi, scrivendo al commissario prefettizio Guido Nardone per chiedere verifiche e interventi utili “a rimediare in tempi rapidi agli errori di progettazione, realizzazione e funzionamento della nuova biblioteca comunale”. Come si ricorderà nelle scorse settimane a causa del maltempo, in più occasioni, la struttura, inaugurata appena tre anni fa, era stata oggetto di ingenti infiltrazioni d’acqua. Una situazione che aveva messo a repentaglio, oltre al patrimonio librario della bilioteca, anche l’impianto elettrico, le postazioni internet, la sicurezza del personale impiegato e degli utenti. Non va dimenticato, infatti, che la forte pioggia aveva portato anche alla caduta di diversi pannelli del controsoffitto. Nella missiva si chiede: “Di verificare se il complesso denominato Centro studi multimediale Dan Danino di Sarra (comprendente la biblioteca) sia stato realizzato conformemente alle normative vigenti riguardanti le opere pubbliche, sia in materia di sicurezza che in riferimento alla destinazione d'uso quale biblioteca comunale; di accertare altresì se l'opera sia stata sottoposta ai controlli, alle verifiche e ai collaudi tecnici previsti dalle correnti leggi edilizie; risulta quanto meno anomalo – sottolinea il portavoce Umberto Barbato - che una costruzione recente (l'inaugurazione risale alla primavera del 2006) abbia bisogno di interventi di riparazione e di manutenzione straordinari così frequenti e onerosi per l'erario pubblico”. Inoltre Sinistra e Libertà chiede: “Di voler predisporre, anche in vista dell’approvazione del bilancio 2010 dell’ente, un adeguato finanziamento per i necessari e urgenti interventi alla struttura che rimedino agli errori di progettazione e di realizzazione commessi da chi nel passato badava solo all’immagine e non alla sostanza delle cose, specie in un settore in cui il ritorno clientelare è scarso”.
R.A.
R.A.
martedì 10 novembre 2009
Biblioteca, piove e crolla il controsoffitto
La biblioteca di Fondi si è allagata per la terza volta nel giro di due settimane. Ieri mattina, a causa del maltempo della notte a cavallo tra domenica e lunedì, il personale del Centro studi Dan Danino Di Sarra, che ospita la biblioteca comunale, si è trovato di fronte ad una serie di danni incredibili per una struttura inaugurata nel 2006. Oltre alle purtroppo solite infiltrazioni d’acqua, con l’ultima nottata di pioggia sono crollati i pannelli del controsoffitto davanti all’ingresso e l’acqua è pericolosamente penetrata nelle pareti vicino al quadro elettrico. Sulla precaria situazione della struttura si registra anche l’intervento di Umberto Barbato, segretario cittadino di Sinistra e Libertà: «Siamo ormai all’emergenza vera e propria: una costruzione realizzata pochi anni fa mostra ’crepe’ e guasti talmente seri da metterne a repentaglio la frequentazione da parte dei tanti lettori che vi si recano giornalmente. E se d’inverno i problemi dipendono da una struttura che non regge nemmeno banali acquazzoni, d’estate il calore insopportabile, acuito dalla copertura metallica, rende penosa la permanenza in biblioteca. Ci chiediamo: è mai possibile che un’opera pubblica presenti carenze e difetti così macroscopici? Non ci sono precise responsabilità di mancato o insufficiente controllo da parte dei tecnici e degli uffici comunali che dovevano verificare la rispondenza del fabbricato ai requisiti progettuali? Eppure i soldi pubblici sono stati spesi; progettazione, esecuzione dei lavori e collaudi sono stati effettuati. Come spiegare allora la ’truffa’ di un’opera edilizia che giorno dopo giorno si scopre così fragile e scadente? Ove ce ne fosse ancora bisogno, - conclude Barbato - il caso della realizzazione della biblioteca comunale sembra esemplificare un triste e consueto modello di malgoverno che negli ultimi anni ha caratterizzato il Comune di Fondi: l’importante è spendere senza scrupoli risorse pubbliche, i risultati e le conseguenze interessano poco, tanto no si è chiamati a risponderne».
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Parole e mafia, appuntamento a Fondi
Si terrà domani l’appuntamento fondano con «Parole e mafie», il ciclo di incontri su informazione e criminalità organizzata nel Lazio realizzati dalla Fondazione Libera Informazione in collaborazione con la Casa della Legalità della Regione Lazio. L’appuntamento è all’auditorium di San Domenico con inizio alle ore 18.00. «Cercare le mafie dove non si vedono ma agiscono e si arricchiscono, - recita una nota di presentazione dei lavori - assieme a quello della magistratura e delle forze di polizia è anche compito di una buona informazione e di un buon giornalismo d’inchiesta. Rompere il muro di omertà è un impegno che devono assumersi non solo le forze della società civile ma anche le istituzioni». All’incontro interverranno: don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Francesco Forgione, coordinatore della Casa della Legalità, Antonio Turri, referente di Libera Lazio e Santo Della Volpe, giornalista di Articolo 21.
R.A.
R.A.
Itri, 45enne muore sul Corso
Lo hanno trovato riverso in terra in Corso Appio Claudio lato Napoli, in pieno centro a Itri. Si tratta del 45enne Alessandro Cortese. A notare il corpo steso sul marciapiede sono stati alcuni passanti, intorno alle 23 di domenica a Itri. Pensando ad un malore o ad uno svenimento, hanno tentato di inutilmente di rianimarlo, ma presto si sono resiconto che per il 45enne non c’era più nulla da fare. A quel punto hanno allertato i Carabinieri e i mezzi del 118. I sanitari, giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del Cortese. La salma dell’uomo è stata successivamente trasportata nella camera mortuaria dell’ospedale «Don Luigi Di Liegro». La morte sembra sia dovuta ad un infarto. Le esequie dell’itrano saranno celebrate questa mattina, alle ore 11, nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Cortese non era sposato e non aveva una fissa occupazione, saltuariamente lavorava come imbianchino. Il 45enne viveva con la madre, lascia una sorella e due fratelli. L’uomo era molto legato alla locale squadra di calcio, in cui, negli anni passati, aveva anche allenato le giovanili.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 9 novembre 2009
Comunali, gli schieramenti si preparano alla tornata di marzo
La campagna elettorale è aperta. A Fondi a marzo i cittadini torneranno alle urne per rieleggere i propri rappresentanti in Comune. Immediatamente dopo la decisione del consiglio dei ministri di non sciogliere per infiltrazioni mafiose e quindi di optare per il commissariamento ordinario, i dimissionari e rieleggibili consiglieri e assessori comunali si sono messi in moto per capire “come muoversi”. Il Popolo delle Libertà, sta cercando di “guardare avanti” e di proporre nuovi nomi nella propria lista. Nuovi nomi e volti a rappresentare il centrodestra che ha guidato la città per quindici anni e che, dopo l’esplosione del “caso Fondi” ha necessità di rinnovarsi. Quindi i dimissionari, o almeno parte di essi, non troveranno posto nel partito e stanno cercando strade alternative per riproporsi, tentando di inserirsi in liste già esistenti o andando per conto proprio anche in appoggio ad un candidato a sindaco alternativo a quello del PdL. Ad avere “aperto le danze” è stata la lista civica progetto Fondi, che nella scorsa amministrazione ha espresso anche il presidente del consiglio Giorgio Fiore. In Progetto Fondi è già certo l’arrivo di un ex assessore, mentre ad altri sono state chiuse le porte. Questo perché gli esponenti di Progetto Fondi sono stati gli unici a non aver rassegnato le dimissioni “scaccia scioglimento”. Intanto, dopo l’esperienza delle provinciali, tornerà anche Franco Cardinale che si candiderà con una lista in appoggio all’asse Ciarrapico – Conte di Nuova Area. La Destra, dopo la pace sancita dal leader Francesco Storace con il PdL, dovrà adeguarsi ad appoggiare il candidato del PdL. A sinistra, a breve, ci sarà un confronto tra il Partito Democratico e le altre forze, per definire innanzitutto il nome del candidato a sindaco. Il Pd ha intenzione, come spiegato proprio a Fondi dal segretario regionale Roberto Morassut, di presentare un esponente locale, al contrario dell’Italia dei Valori che dopo aver investito sul “caso Fondi” cercherà di ottenere il massimo dei consensi anche attraverso la candidatura di un big. Un primo punto di frizione tra le forze di centrosinistra che tenteranno, in ogni modo, di presentarsi unite per fare fronte comune e ristabilire una situazione di equilibrio in consiglio comunale.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Il centro storico dimenticato
Una traversa di Corso Appio Claudio, proprio di fronte alla cattedrale di Santa Maria, è via Giuseppe Mazzini. Esempio di centro storico “dimenticato”. Basta percorrere pochi metri e sulla sinistra c’è quello che un tempo era il Novocine, cinema chiuso da anni e completamente in abbandono, di fronte c’è un’area, una sorta di piazzetta anch’essa completamente abbandonata e tristemente nota come luogo di incontro dei tossicodipendenti che lì lasciano anche le siringhe. La questione era stata sollevata qualche settimana fa anche dal partito La Destra, una denuncia che però non è servita a mutare lo stato dei fatti. Non è solo via Mazzini a non godere della giusta attenzione. Questo perché manca un piano di recupero della Fondi storica che quindi affianca a edifici privati mirabilmente restaurati, palazzi in totale abbandono. Sul piano degli edifici pubblici, mentre è in fase di ultimazione il restauro del Palazzo del Principe, per il resto va detto che la tendenza negli ultimi anni è stata quella di investire su nuove strutture. La scelta di costruire la nuova casa comunale e di restaurare e realizzare l’anfiteatro su piazza de Gasperi, contribuisce a spostare l’asse del centro cittadino lontano dal “corso” e, senza un’adeguata politica di recupero e promozione della parte storica di Fondi, il degrado per forza di cose riuscirà ad avere la meglio. Corso Appio Claudio che dal Castello arriva fino alle mura megalitiche, passando per la cattedrale di Santa Maria, un pezzo di Fondi vero e proprio “cuore” della città, sta finendo lentamente e inesorabilmente nell’abbandono. Gli stessi fondani, oramai, tendono ad “ignorare” parte di corso Appio Claudio. Con la nuova pizza Municipio e piazza Unità d’Italia rifatta da qualche anno, sono in pochi coloro che passeggiano o si ritrovano sul corso. La speranza è che presto vengano presi provvedimenti utili a risollevare le sorti del centro storico di Fondi, magari con un serio piano di recupero inserito all’interno dei programmi delle forze politiche che si preparano ad affrontare le elezioni comunali di marzo.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 7 novembre 2009
Profumo di mafia, Fondi su Annozero
Profumo di mafia, un titolo forte quello scelto dalla trasmissione Annozero per la puntata su Fondi. Mafia, una parola che in città non vorrebbe sentire più nessuno. Eppure non c’è modo di non legarla alla cittadina del sud pontino. Vuoi per l’inchiesta Damasco 1 (quattro arresti per usura gravata da modalità mafiose), vuoi per Damasco 2 (33 indagati e 17 arresti, di cui molti per associazione mafiosa) e vuoi per una richiesta di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, qui a Fondi ci si trova sempre a parlare di mafia. Tanto che il cosiddetto “caso Fondi” ha ottenuto un’attenzione mediatica non indifferente. Non è un caso che la trasmissione condotta da Michele Santoro abbia deciso di incentrare sulla cittadina del sud pontino un’intera puntata. Quello di giovedì sera è stato un appuntamento televisivo che pochi fondani si sono persi. Nel corso della trasmissione - va detto - non è emerso nulla di nuovo rispetto a quello che lentamente è venuto fuori da un paio d’anni a questa parte. L’ottimo reportage di Stefano Bianchi è stato utile ad ascoltare - o almeno a tentare di farlo - tutti i protagonisti della vicenda. In studio, accanto a Luigi De Magistris (IdV), Claudio Fava (Sinistra e Libertà) e Italo Bocchino (PdL), c’era anche il leader pontino del Popolo della Libertà e fondano doc, Claudio Fazzone. Lui ha giocato il ruolo del difensore della città e degli amministratori, ribadendo pubblicamente la volontà di querelare il prefetto di Latina, Bruno Frattasi per falso. Per Fazzone tutto il “caso Fondi” è una macchinazione messa in piedi per colpire il suo feudo elettorale. Il discorso, a tratti, si è allargato a temi di carattere nazionale e, nonostante le richieste di De Magistris, i due ospiti della maggioranza non hanno spiegato quali fossero le perplessità che hanno spinto il Consiglio dei ministri a non decidere sulla richiesta di scioglimento fino a quando il consiglio comunale non si è dimesso. Dunque, il “caso Fondi” è stato ripercorso, analizzato e reso noto ad una platea nazionale, ma i dubbi non si sono dissolti. I cittadini, quei tanti occhi incollati allo schermo televisivo, appaiono, dopo la puntata, divisi esattamente come lo sono stati durante le indagini e dopo il mancato scioglimento. Accanto a chi crede che la mafia a Fondi non sia altro che un’invenzione, c’è chi è convinto che sarebbe il caso di non negare per evitare che una situazione già critica possa deteriorarsi ulteriormente.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Processo a Cusani e Scalingi, rinvio in attesa di un nuovo collegio
Si tornerà in aula il 3 febbraio per il processo per abuso di ufficio a carico di Rocco Scalingi e Armando Cusani, rispettivamente sindaco ed ex primo cittadino di Sperlonga. Un lungo rinvio, quello deciso nella prima udienza di ieri, necessario a nominare un nuovo collegio per l’incompatibilità di Claudia Dentato, membro del collegio e già Gup che confermò il rinvio ai giudizio per i due imputati. La vicenda è quella relativa alla rimozione della comandante dei vigili urbani e all’affidamento del medesimo incarico ad una impiegata con funzioni di dirigente. La storia, secondo il pm, è fatta di soprusi da parte dell’amministrazione comunale guidata, al tempo, da Cusani nella veste di sindaco e da Scalingi come membro dell’esecutivo e perpetrata anche nella consiliatura successiva, quella durante la quale è stato eletto l’attuale primo cittadino. Sempre secondo il pm, Scalingi avrebbe firmato una dichiarazione falsa sostenendo che la nomina si rendeva necessaria perché l’ente era sprovvisto di personale con la giusta professionalità per l’esercizio della funzione fino ad allora occupata dalla comandante dei vigili rimossa. La questione, a Sperlonga, accese anche aspre polemiche politiche, con l’opposizione che chiese con fermezza la revoca del provvedimento.
R.A.
R.A.
martedì 3 novembre 2009
Antenna a Porta Roma, per il commissario è tutto in regola
Per ora non ci sarà alcuna sospensione dei lavori e quindi, da un momento all’altro, i lavori per l’installazione del secondo ripetitore perr la telefonia mobile di via Roma potrebbero ricominciare. I cittadini che compongono il Comitato no all’elettrosmog di via Roma, ieri pomeriggio, si sono incontrati con il commissario prefettizio, Guido Nardone chiedendo una sospensione dei lavori per poter analizzare la documentazione ricevuta, solo ieri mattina, dal Comune. Al centro dell’incontro, inoltre, c’è stata la mancanza di alcune parti fondamentali, come il progetto, nelle “carte” fornite dagli uffici comunali al Comitato. Su questo punto Nardone ha rassicurato gli abitanti che avranno la possibilità con consultare tutti i documenti richiesti, ma, al momento, non ci sono i presupposti per fermare l’installazione dell’antenna. Dunque, già questa mattina, gli operari della ditta incaricata potrebbero tornare in via Roma. Anche questa volta, però, non sarà facile portare a termine l’opera iniziata. Dal Comitato, infatti, fanno sapere di non aver alcuna intenzione di restare con le mani in mano e, per la seconda volta nel giro di pochi giorni, si dicono pronti a bloccare di nuovo i lavori. Nel frattempo continua ininterrottamente il presidio in via Roma e la raccolta firme. Il nodo cruciale è la presenza sul tetto della stessa palazzina di un altro ripetitore installato un paio di anni fa. Quindi due impianti, a distanza di pochi metri uno dall’altro, a Porta Roma, uno dei quartieri più popolosi della città di Fondi. Via Roma è tra le più trafficate delle strade fondane, ai piedi della palazzina accanto a quella su cui sta sorgendo la seconda antenna c’è un supermercato, altri market si trovano a poche centinaia di metri, e sempre lì vicino ci sono un Istituto scolastico superiore, una scuola elementare, una media e l’ospedale di Fondi. I cittadini allora chiedonoa gran voce un Piano delle antenne per regolarizzare, una volta per tutte, l’installazione dei ripetitori per la telefonia mobile e scacciare via le paure legate all’inquinamento elettromagnetico.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 2 novembre 2009
Concessioni, le tracce nella relazione di Maroni
Il caso delle concessioni edilizie firmate da un impiegato del Suap, anziché dal dirigente competente, inizia a delinearsi con più chiarezza. Ad essere stato approvato in questo modo, tra gli altri, sarebbe un progetto, particolarmente ingente, su cui ci furono accesi scontri tra maggioranza e opposizione anche in commissione urbanistica. Tale opera, ad oggi, è stata ultimata. La pratica, seguita appunto dallo Sportello Unico Attività Produttive, fu poi avallata da un impiegato dello stesso senza che il progetto fosse esaminato e approvato, come da prassi, dal dirigente del settore. La questione è emersa nei giorni scorsi grazie ad una denuncia dell’associazione Caponnetto. Tanto che l’associazione contro le mafie aveva chiesto al comando provinciale dei Carabinieri di Latina ed ai commissari prefettizi di verificare se “la notizia è fondata e se prima del rilascio della certificazione siano stati e vengano effettuati tutti i controlli necessari ad impedire ulteriori infiltrazioni nel tessuto economico e sociale fondano da parte di eventuali soggetti sospettati di collegamenti con la criminalità organizzata”. Che l’urbanistica sia uno dei settori più delicati all’interno di un Comune non è un segreto, se poi il Comune è oggetto di indagini per infiltrazioni mafiose allora la questione si fa più delicata. Basta analizzare la relazione presentata dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni al consiglio dei ministri per chiedere lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, per rendersi conto che i sospetti sono molti. “La commisione (di accesso agli atti, ndr) – recita il documento – ha acclarato come nell’amministrazione comunale si siano radicate anomalie organizzative e procedurali nonché illegittimità gravissime quanto diffuse, i cui esiti hanno spesso oggettivamente favorito soggetti direttamente o indirettamente collegati alla criminalità organizzata”. E non solo, sono state rilevate “irregolarità nell’attività posta in essere in alcuni settori amminstrativi, tra cui, segnatamente, quello dell’urbanistica, che hanno agevolato,, in diverse circostanze, interessi economici di soggetti collegati a esponenti della criminalità di tipo mafioso”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Mof, il nuovo Cda
E’ stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione della Mof Spa. Accanto a Bruno Placidi, esponente della Regione Lazio, ci sono Francesco Polese, rappresentante del Comune di Fondi e i tre membri espressione dell’Euromof, società che racchiude gli operatori del Mercato: Enzo Addessi, Sergio Pinto e Marco Stravato. Dunque, rispetto a quanto previsto, l’assemblea presieduta da Giuseppe la Rocca (presidente uscente) ha nominato Polese, scelto dal commissario prefettizio Guido Nardone al posto di Salvatore Di Manno, uomo designato dall’ex giunta municipale. L’ufficializzazione del nuovo cda, è il primo passo concreto per la nomina del presidente del Mof, Placidi che succederà a La Rocca. Da ieri il consiglio avrà un mese di tempo per portare avanti gli adempimenti burocratici che porteranno Placidi alla guida della società per azioni che gestisce il Mercato ortofrutticolo più grande d’Italia e secondo in Europa. Il cda è espressione delle quote societarie detenute dalla Regione (30%), Comune (15%), Camera di commercio (6%), e dal consorzio degli operatori Euromof appunto, con il restante 49%. Il presidente è di nomina regionale, è per questo che Placidi succederà a La Rocca. Il nome di Placidi è ormai noto da diversi mesi. Già a settembre fu l’ex governatore regionale, Piero Marrazzo a fare il nome del nuovo esponente in seno al cda, annunciando che la decisione di sostituire i vertici del mercato voleva essere un segnale del rinnovato impegno sulle problematiche della gestione del Mercato ortofrutticolo di Fondi. Proprio per questo la Regione si è posta una serie di obiettivi che nei prossimi mesi saranno portati avanti. Primo tra tutti, e più importante dal punto di vista formale, è la modifica dello statuto. In seguito si passerà alla programmazione, con diversi progetti utili al rilancio del comparto e la stipula di accordi di programma tra Regione Lazio e ministeri competenti per la valorizzazione del Mof. In ultimo l’innalzamento dell’attenzione sulle problematiche relative alle infiltarazioni criminali all’interno della struttura di viale Piemonte. D’altronde non è un caso che il rinnovo delle cariche sia giunto proprio ora, dopo che a luglio l’Antimafia ha portato a termine l’operazione Damasco, per cui sono finiti in cella anche operatori del mercato ortofrutticolo. Una vicenda quella, che ha portato un ingente danno di immagine al Mof e soprattutto ha gettato pesanti ombre sul mercato. Anche perché il Centro agroalimentare è finito al centro delle cronache nazionali, con conseguenze sul piano degli affari che è facile immaginare.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 31 ottobre 2009
Rapina lampo al Monte dei Paschi
Rapina lampo alla Banca Monte dei Paschi di Siena di via Madonna delle Grazie a Fondi. Ieri pomeriggio, intorno alle 15, due malviventi hanno portato via dall’istituto di credito ben 18 mila euro. Uno dei due a volto semicoperto e armato di taglierino è entrato all’interno e, con fare nervoso, si è fatto consegnare dal cassiere il denaro, per poi raggiungere il “palo” appostato all’esterno e fuggire a piedi. Con tutta probabilità i due avevano posteggiato un’autovettura in una via collaterale della trafficata e commerciale via Madonna delle Grazie per non dare nell’occhio, oppure ad attenderli c’era un terzo complice. Al momento del “colpo” all’interno della Banca non c’era nessuno, i due hanno infatti atteso l’uscita dell’unico cliente prima di entrare in azione. L’ammontare del bottino, stimato dal cassiere, è di circa 18 mila euro. Immediatamente i dipendenti hanno allertato il commissariato di Polizia diretto dal vice questore Massimo Mazio, che ha inviato i suoi agenti sul posto. Secondo una prima ricostruzione, il rapinatore entrato all’interno aveva un forte accento campano, sui trent’anni e di media statura. Le indagini, al momento, oltre che alla ricostruzone dettagliata di quanto accaduto, si stanno affidando al lavoro della Polizia scientifica che ha già provveduto ad effettuare i rilievi di rito. Per fortuna, oltre al furto di denaro, non ci sono state altre conseguenze per i dipendenti, cassiere e direttore che al momento del colpo si trovavano nella Banca. Dopo un periodo di relativa calma, dunque, va registrata un’altra rapina a Fondi. Episodi come quello di ieri, non troppo tempo fa, stavano caratterizzando negativamente il territorio fondano. Alla Polizia il compito di risalire agli autori del colpo di ieri pomeriggio.
R.A.
R.A.
Antenna a via Roma, il Comitato ferma i lavori
Non hanno intenzione di arrendersi e ieri mattina lo hanno dimostrato efficacemente. I cittadini che compongono il Comitato spontaneo contro l’elettrosmog di via Roma hanno impedito alla ditta che sta eseguendo l’installazione del ripetitore di proseguire i lavori. Sul posto si è reso necessario l’intervento degli agenti del commissariato di Polizia di Fondi, guidati dal vice questore Massimo Mazio, che, dopo una lunga trattativa, hanno riportato l’ordine predisponendo un rinvio dei lavori. Il camion caricato con il traliccio pronto per essere montato ha fatto dietrofront. Come ci spiega il responsabile del Comitato, Francesco D’Angelis: “Stiamo attendendo di incontrare il commissario prefettizio del Comune di Fondi, per spiegargli le nostre ragioni e cercare di ottenere una sospensione. In quel modo avremmo la possibilità di ottenere e consultare tutta la documentazione sull’impianto per valutare il da farsi”. Il Comitato intanto continua a raccogliere firme, sono circa 600 quelle raccolte finora e continua a chiedere risposte. Il nodo principale della questione è la presenza sul tetto della stessa palazzina di un altro ripetitore installato un paio di anni fa. Quindi due impianti, a distanza di pochi metri uno dall’altro, a Porta Roma, uno dei quartieri più popolosi della città di Fondi. Via Roma è tra le più trafficate delle strade fondane, ai piedi della palazzina accanto a quella su cui sta sorgendo la seconda antenna c’è un supermercato, altri market si trovano a poche centinaia di metri, e sempre lì vicino ci sono un Istituto scolastico superiore, una scuola elementare, una media e l’ospedale di Fondi. Dunque la protesta nasce da una questione di opportunità: se è necessario realizzare dei nuovi ripetitori non è altrettanto necessario che questi siano situati in pieno centro abitato. La questione già nota per situazioni simili, accadute in altre zone, contrada Querce e Portone della Corte su tutte, è la mancanza di un Piano comunale delle Antenne. Senza lo strumento e la conseguente regolamentazione delle aree su cui è possibile installare ripetitori, le antenne continueranno a “spuntare come funghi” e i cittadini a vivere nella preoccupaizone per le conseguenze che l’inquinamento elettromagnetico può avere sulla propria salute.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Nasce il marchio del Parco
Il Parco dei Monti Aurunci ha mostrato ieri il suo strumento di marketing attraverso il quale coniugare economia e tutela. Si tratta del Marchio del Parco Naturale dei Monti Aurunci, che si rivolge ai settori dell’artigianato, del turismo, ristorazione, agricoltura e vendita al dettaglio. Lo strumento sarà a disposizione di chi rispetterà determinati parametri di tutela delle produzioni locali e rispetto dell’ambiente e varrà da qualifica per attività e produzioni locali. Hanno illustrato l’importante novità il presidente del Parco Naturale dei Monti Aurunci, Giovanni Ialongo, il direttore Giuseppe Marzano, Corrado Boccia e alcuni membri del consiglio direttivo. Ospiti i rappresentanti di alcune Pro Loco dei comuni rientranti nell’area protetta. D’altronde affinchè il progetto decolli è necessario che le realtà locali collaborino a stretto contatto con l’ente dei Monti Aurunci. Un concetto sottolineato anche da Ialongo: “Riteniamo che iniziative del genere necessitino della collaborazione di tutte le istituzioni”. Inoltre il presidnete ha annucniato che “in tempi strettissimi” sarà formulato “l’albo delle imprese, perché si vuole rendere operativo il marchio il prima possibile”. Marzano si è soffermato sugli aspetti legati al turismo. “Coinvolgere in questo progetto le attività ricettive, rappresenta il primo passo di quella che potrà essere l’agenzia turistica del Parco”. Una rete di attività virtuose, dunque, che può sostenere lo sviluppo di un nuova categoria di turismo legato alle produzioni locali e alla bellezza del territorio racchiuso nell’area protetta. Dunque il marchio del Parco Naturale dei Monti Aurunci è un passo importante per passare dalla tutela ambientale alla creazione di indotto. Boccia, in chiusura, si è soffermato sugli aspetti tecnici. Per otterere il marchio le imprese dovranno presentare una domanda che sarà valutata, anche attraverso un sopralluogo nell’azienda o nell’esercizio commerciale da un’apposita commissione. Il marchio dunque verrà rilasciato a chi “lo merita”, ma per continuare a fregiarsene bisognerà rispettare, nel tempo, le condizioni dettate dall’ente.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 28 ottobre 2009
Concessioni edilizie firmate da un impiegato, la denuncia della Caponnetto
Concessioni edilizie firmate dagli impiegati e non dal dirigente competente. E’ questa la denuncia dell’associazione Caponnetto riguardante il comune di Fondi. Dall’associazione contro le mafie chiedono alle forze dell’ordine di verificare se l’informazione secondo la quale un impiegato dell’ufficio dello Sportello Unico Attività Produttive (Suap) stia firmando atti che non gli spettano, sia fondata. “Ci è stato segnalato – recita una nota diffusa - che l’amministrazione comunale di Fondi starebbe rilasciando numerose concessioni edilizie. Il rilascio di tali documenti verrebbe effettuato, non dal dirigente del settore Urbanistica, ma tramite l’ufficio Suap e con la firma di un impiegato. Chiediamo al comando provinciale dei Carabinieri di Latina e ai commissari prefettizi di verificare se: la notizia è fondata e se prima del rilascio della certificazione siano stati e vengano effettuati tutti i controlli necessari ad impedire ulteriori infiltrazioni nel tessuto economico e sociale fondano da parte di eventuali soggetti sospettati di collegamenti con la criminalità organizzata”. Una richiesta di verifica, dunque, da parte della Caponnetto, associazione rientrante anche nel Comitato permanente di lotta alle mafie, da mesi in prima linea nel denunciare le infiltrazioni malavitose nell’amministrazione comunale e nel chiedere lo scioglimento del consiglio. Un sospetto, niente di più, quello riguardante le concessioni edilizie. Una questione che qualora fosse oggetto di accertamento e risultasse fondata farebbe “rumore”, alla luce dell’attenzione riservata al comune fondano da quasi due anni a questa parte e della conseguente richiesta di scioglimento per infiltrazioni mafiose inviata per ben due volte dal prefetto di Latina al minsitro dell’Interno, Roberto Maroni e da questo al consiglio dei ministri. Il comune, alla fine, non è stato sciolto ma tanti sospetti rimangono alla luce di quanto scritto nelle relazioni finali. E l’urbanistica - si sa - è uno dei settori più delicati.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Elettrosmog, altra antenna altra protesta
Si riaccendono i riflettori sull’elettrosmog a Fondi. Ieri mattina sono iniziati i lavori per l’installazione di un ripetitore per la telefonia mobile in via Roma. Alle porte del quartiere Porta Roma, uno dei più popolosi della città è già ben visibile, sul tetto di una palazzina, la nuova antenna, l’ennesima che sorge sul territorio fondano. Tanto che già ieri si sono registrate le prime proteste dei residenti preoccupati per le conseguenze che l’installazione dell’impianto può avere sulla salute dei cittadini. Nelle vicinanze, infatti, ci sono oltre a una scuola e centinaia di abitazioni, anche l’ospedale San Giovanni di Dio e diverse frequentatissime attività commerciali. Una questione non nuova per Fondi. Nei mesi passati i residenti della contrada Querce, riunitisi in un comitato, avevano dato vita ad un sit in 24 ore su 24, durato diverse settimane, per impedire l’installazione di un ripetitore. Prima ancora, un comitato era sorto nel quartiere Portone della Corte, dove numerosi abitanti si erano messi insieme per dire no all’elettrosmog. Proprio quel comitato lo scorso mese di gennaio aveva dato vita ad una manifestazione in piazza a cui avevano partecipato circa 400 persone, tra cui i rappresentanti locali di Legambiente, de La Destra e del Partito Democratico, tutti uniti da una problematica che preoccupava allora e preoccupa oggi, perché legata alla salute dei cittadini. Va comuque detto che le rilevazioni sull’inquinamento elettromagnetico effettuate dall’Arpa, illustrate anche in un convegno tenutosi a San Magno, sono tutt’altro che allarmanti e ridimensionano il fenomeno.
R.A.
R.A.
domenica 25 ottobre 2009
Abusivismo, sequestrati due campi da tennis
Ha costruito due campi da tennis, con tanto di spogliatoi, senza autorizzazioni, per questo il 50enne fondano Q. A. è stato denunciato dalla Polizia municipale. Gli agenti della municipale, coordinati dall’ Ispettore di vigilanza Luigi Di Cicco, durante le operazioni di controllo del territorio finalizzate al contrasto dell’abusivimo edilizio, hanno provveduto a deferire all’ autorità giudiziaria il fondano Q.A. e a sequestrare un terreno di 2.500 metri quadri. Questo perché il 50enne - come accennato - ha realizzato, in via San Sossio, in località Querce, due campi da tennis e una struttura prefabbricata di 15 metri quadri senza le dovute autorizzazioni. Nel dettaglio, il terreno (già oggetto di una precedente informativa del 26 maggio scorso) è stato riempito con pietrisco e materiale da cava divenendo così un impianto sportivo con due campi da tennis, di cui uno rifinito con rete e linee delimitanti. I campi praticamente erano pronti all’uso grazie anche al prefabbricato che sarebbe avrebbe dovuto fungere da spogliatoio, alla recinzione esterna e all’impianto di illuminazione già rifiniti. Quindi il proprietario era andato avanti nei lavori, nonostante il divieto. Dunque va registrato un altro sequestro legato al fenomeno illecito e purtroppo diffuso a macchia d’olio sul territorio fondano. Una piaga per la città e i comuni limitrofi, dove denunce e sequestri riguardano sia strutture relativamente piccole come quella di ieri, sia costruzioni di dimensioni e valore ben più ingenti. Continua quindi senza sosta l’impegno della municipale contro chi costruisce in barba a qualsiasi regola.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Masso cade su un'abitazione, panico a Monte San Biagio
Panico venerdì sera, intorno alle 22 e 30, in un’abitazione di Monte San Biagio. Tre massi, a causa del maltempo, si sono staccati dalla montagna che sovrasta via Portella superiore. Due sono rotolati senza conseguenze, il terzo, invece, più grande e pericoloso è andato a finire sul tetto di un’abitazione. L’impatto è avvenuto all’altezza della camera da letto della casa indipendente, all’interno della quale stavano riposando Antonella Teseo, 35enne con il figlio di cinque anni Samuele. Il masso è andato prima a finire sul tetto per poi cadere dietro l’abitazione, distruggendo una porzione del soffitto. Sul letto dove stavano dormendo mamma e figlio sono cadute pietre e calcinacci. Tanta paura per la donna e per il figlioletto sorpresi nel sonno da un fatto impensabile, la prima idea venuta in mente alla madre, ancora terrorizzata per quanto stava accadendo,, è stata quella di un terremoto. Immediatamente sono stati allertati i mezzi del 118 che hanno provveduto a trasportare i due al Pronto Soccorso del San Giovanni di Dio di Fondi. Qui i sanitari li hanno medicati e dimessi. Non sono state riscontrate fratture ed è stata scongiurata qualsiasi grave conseguenza. Sul posto sono giunti anche i Vigili del Fuoco di Terracina, i Carabinieri della stazione di Monte San Biagio e la locale Polizia municipale. Un episodio che fa riflettere sulla necessità di mettere in sicurezza la zona, dove sorgono diverse abitazioni non protette da fatti come quello di venerdì. Manca completamente nella parte più alta della montagna una rete per la protezione dalla caduta massi. Una situazione di cui il sindaco di Monte San Biagio, Gesualdo Mirabella si sta interessando. Il primo cittadino, ieri mattina, si è recato sul posto per constatare quanto fosse accaduto. “ La zona – ha detto - è ad alto rischio frane, ci stiamo muovendo con la Regione per metterla in sicurezza”. La speranza è che si prendano provvedimenti in tempi brevi, per evitare che episodi come questo possano ripetersi.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
giovedì 22 ottobre 2009
Fiore, disposta la sorveglianza
Le istituzioni si sono date immediatamente da fare e così, nel corso di una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia presieduta dal prefetto Frattasi, è stata decisa l’adozione di un dispositivo di vigilanza a favore di Bruno Fiore. Nel corso della riunione, a cui hanno preso parte il questore di Latina, Niccolò D’Angelo, il comandante provinciale dei Carabinieri, Roberto Boccaccio, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Giuseppe Colombi e il vice prefetto Sergio Di Martino, responsabile dell’area ordine e sicurezza pubblica, si è a lungo discusso dell’attentato incendiario, fortunatamente mal riucito, ai danni del coordinatore del Comitato permanente di lotta alle mafie e del circolo fondano del Partito democratico. Intanto le indagini, affidate alla Polizia, vanno avanti su diversi fronti. In questa prima fase non può essere esclusa alcuna ipotesi. Le uniche certezze, per ora, sono il messaggio che si è voluto inviare a Fiore e le modalità con cui l’attentato è stato portato a termine. Come si ricorderà il tutto è avvenuto intorno alle 23 di lunedì sera, quando Fiore, appena rientrato da una riunione del Comitato antimafia, era stato chiamato da una vicina allarmata dal forte odore di benzina. Fiore, a quel punto, era sceso in strada e aveva trovato la sua auto e quella della moglie completamente cosparse di benzina e una tanica da 20 litri sistemata sotto una delle macchine. Gli attentatori, presumibilmente, erano fuggiti perché «disturbati» dalla stessa vicina scesa per prima in strada o da qualche rumore. Se il piano criminoso fosse riuscito le conseguenze sarebbero state, senza dubbio, disastrose.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 21 ottobre 2009
Comune, nominati due subcommissari prefettizi
In una città ancora scossa dall’atto intimidatorio contro Bruno Fiore, si registrano importanti novità sul piano amministrativo. Ieri mattina il prefetto di Latina, Bruno Frattasi ha nominato i due subcommissari prefettizi del Comune di Fondi. Si tratta di Giovanni Rossi e Maurizio Alicandro, che affiancheranno Guido Nardone. Il primo, presidente onorario della Corte dei Conti, docente presso la Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze, nel corso della carriera ha ricoperto diversi incarichi, tra i quali quelli di Sostituto procuratore Generale della Corte dei Conti e di magistrato incaricato del controllo presso la Sezione Enti. Ha ricoperto anche incarichi di amministrazione attiva da Capo di Gabinetto del Ministero dei Beni Culturali e del Ministero del Turismo, oltre ad essere consulente giuridico di Poste Italiane.Maurizio Alicandro, invece, è dirigente del Servizio Contabilità e Gestione Finanziaria della Prefettura di Latina, e, nel corso della sua carriera, ha maturato diverse esperienze commissariali straordinarie (Nettuno, Marcianise e Gioia Tauro) e ordinarie. Inoltre è stato componente della Commissione straordinaria di liquidazione del Comune di Minturno. Con loro si completa la compagine commissariale che assicurerà la provvisoria gestione del Comune fondano fino alle elezioni di marzo. Intanto continuano le vicende legate al mancato scioglimento per infiltrazioni mafiose. Infatti l’ufficio di presidenza della Commissione parlamentare Antimafia incontrerà la prossima settimana il ministro dell’Interno Roberto Maroni sul «caso Fondi».
La richiesta è venuta dalle opposizioni, in particolare da Walter Veltroni e Laura Garavini (Pd), e dal vicepresidente della commissione Fabio Granata (Pdl). Granata ha detto che con la scelta su Fondi «si è creato un precedente che potrebbe essere seguito anche da altri comuni in odore di scioglimento. Così - ha concluso - si elude qualsiasi controllo reale, oltre a mantenere intatta la burocrazia comunale e a permettere la ricandidatura dei componenti della giunta».
Riccardo Antonilli
La richiesta è venuta dalle opposizioni, in particolare da Walter Veltroni e Laura Garavini (Pd), e dal vicepresidente della commissione Fabio Granata (Pdl). Granata ha detto che con la scelta su Fondi «si è creato un precedente che potrebbe essere seguito anche da altri comuni in odore di scioglimento. Così - ha concluso - si elude qualsiasi controllo reale, oltre a mantenere intatta la burocrazia comunale e a permettere la ricandidatura dei componenti della giunta».
Riccardo Antonilli
Attentato contro Bruno Fiore
Lo hanno seguito fin sotto casa con l’intenzione di «avvertirlo», di fargli capire che ora deve smetterla. Così ignoti hanno tentato di dare fuoco alle automobili di Bruno Fiore, coordinatore del Comitato permanente di lotta alle mafie di Fondi e del locale circolo del Partito democratico. Fiore, intorno alle undici di lunedì sera, era appena rientrato a casa da una riunione del Comitato antimafia, quando è stato chiamato da una vicina preoccupata per il forte odore di benzina che proveniva dalle auto posteggiate in via Umbria, traversa di via Madonna delle Grazie. Fiore allora è sceso in strada e ha potuto constatare che la sua Daewoo Leganza e la Renault Scenic della moglie erano completamente cosparse di benzina. Sotto la Renault era stata sistemata anche una tanica di benzina da 20 litri e sul tetto era stato gettato uno straccio dato alle fiamme che, fortunatamente, si è spento prima di poter attecchire al combustibile. Immediatamente Fiore ha allertato la Polizia e i Falchi della Protezione civile. Sul posto, con loro, sono giunti anche i Carabinieri della locale stazione. La scientifica ha effettuato i rilievi di rito, mentre, ieri mattina il vice questore Massimo Mazio ha provveduto ad ascoltare la vittima dell’atto intimidatorio per ricostruire l’accaduto. Gli attentatori potrebbero aver seguito Fiore o averlo atteso nelle vicinanze dell’abitazione. E’ probabile che siano passati da un cantiere che costeggia la casa e che da lì siano fuggiti prima del previsto, probabilmente «disturbati» dalla vicina. Se l’obiettivo era fermare l’impegno del coordinatore del Comitato o dell’uomo poitico ad andare fallito non è stato solo l’attentato, ma anche il secondo fine perseguito. Fiore, ieri mattina, davanti al commissariato ha rilasciato le prime dichiarazioni in cui ha lasciato chiaramente intendere che non ha intenzione di desistere. «Il clima di Fondi - ha spiegato - è sempre più pesante e nervoso, frutto di diversi fattori tra cui il mancato scioglimento del consiglio comunale. A dimostrazione di ciò basterebbero le reazioni scomposte contro i giornalisti arrivati a Fondi la scosa settimana. Questa città - ha continuato - non sta subendo un attacco mediatico, perché c’è bisogno che certe cose vengano raccontate». Va detto, infatti, che Fiore, nei giorni scorsi, ha spesso accompagnato anche pubblicamente le troupe di Annozero e Ballarò che stanno preparando servizi sul «caso Fondi». Un fattore questo che forse ha dato fastidio a qualcuno, considerando la «pessima accoglienza» riservata ai giornalisti Rai. Certo è che da mesi il coordinatore è in prima linea nell’organizzazione di manifestazioni antimafia, prima tra tutte quella nazionale del 25 settembre scorso, e non si è mai tirato indietro, da segretario del Pd, nel dire la sua sulla difficile situazione che la città sta vivendo. E’ evidente che il suo impegno politico e sociale ha messo in allarme qualcuno. «Non ho paura, - ha detto in conclusione ieri - sono preoccupato, questo si, perché non sono un eroe e non voglio esserlo».
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Sequestrate due ville, indagine sugli "agganci" in Comune
Sequestrate dalla Polizia di Fondi due ville in località Selva Vetere. L’operazione degli agenti guidati dal vice questore Massimo Mazio, che rientra nell’ambito dell’attività di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina, non è che il primo passo di un’indagine ben più ampia. I due immobili posti sotto sequestro nei giorni scorsi sono di proprietà di commercianti residenti nel frusinate, che li utilizzano prettamente nel periodo estivo. Fin qui nulla di strano, ma mentre sono in corso le indagini di polizia giudiziaria, su delega del magistrato procedente, per accertare la natura della legalità dei due immobili in argomento, nel commissariato si stanno svolgendo ulteriori accertamenti su varie abitazioni che insistono sul territorio fondano, presumibilmente abusive, per verificare eventuali connivenze che a vario titolo ne hanno consentito l’illecita realizzazione. Dunque oltre alle due ville per le vacanze, di circa 200 metri quadrati ognuna e del valore di circa 250 mila euro ciascuna, potrebbero esserci diverse altre case abusive, realizzate grazie agli “agganci” giusti, sparse negli angoli più disparati di Fondi. L’inchiesta, quindi, promette risvolti non da poco. Gli agenti stanno verificando innanzitutto l’origine del flusso di denaro investito dai commercianti del frusinate e poi eventuali rapporti privilegiati che questi e altri soggetti potessero avere nel Comune. Rapporti utili alla costruzione di ville e case abusive.
R.A.
R.A.
lunedì 19 ottobre 2009
L'ex comandante Leone ricorre al Tar contro il Comune
Spesso la mancanza di trasparenza è stata denunciata a gran voce dagli oppositori politici, adesso a ricorrere al Tar per ottenere alcuni atti è stato l’ex comandante della Polizia municipale di Fondi, Dario Leone. Leone era rimasto coinvolto nell’inchiesta Damasco della Direzione distrettuale antimafia. Lui è uno dei tre dirigenti finiti in cella lo scorso luglio per abuso d’ufficio. Poi la sua posizione e quella degli altri vertici dell’amminsitrazione comunale fondana si è chiarita, tanto che è tornato in servizio. Ma non al suo posto, non più da facente funzione di comandante, ma da semplice agente della municipale. Allora Leone, lo scorso 6 agosto ha chiesto alcuni atti che lo riguardavano per vederci chiaro e capire quali fossero le motivazioni che avevano portato al suo cambio di ruolo. Certo l’essere coinvolto nell’inchiesta della Dda è stato un duro colpo, in particolare per l’immagine della municipale, un organo di Polizia. Anche perché, oltre a lui, era finito nel vortice di Damasco anche il suo vice. Ma al di la dell’opportunità di reintegrare Leone nella stessa posizione al vertice della Polizia locale, era un suo diritto, come di ogni cittadino, poter accedere agli atti del comune previa richiesta, regolarmente presentata. Eppure, come troppo spesso accaduto negli anni passati, le “carte” sono state negate. Allora Leone, con l’ausilio dell’avvocato Franco Ciufo, ha presentato ricorso al Tar. Un passo che è servito ad ottenere la documentazione richiesta. Ora la prossima udienza è fissata al 19 novembre. Dagli arresti di Damasco di tempo ne è passato e tanti sono stati i cambiamenti nel Comune di Fondi. Alla guida dell’amministrazione, adesso, c’è un commissario prefettizio, Guido Nardone. A lui il compito di portare avanti la macchina amminsitrativa, nel pieno della trasparenza, fino alle prossime elezioni di marzo.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
giovedì 15 ottobre 2009
Mancato scioglimento, manifestazione e ricorso
Mancano poche ore alla manifestazione del Comitato permanente di lotta alle mafie in programma per oggi pomeriggio a Roma. Un corteo sflierà da Palazzo Chigi e arriverà fino al Quirinale per ribadire che il «caso Fondi» non è chiuso. All’evento hanno annunciato la loro adesione anche Paolo Ferrero e Giovanni Russo Spena di Rifondazione comunista.«Domani (oggi, ndr) saremo sotto Palazzo Chigi per protestare, insieme alle altre forze politiche democratiche e alle associazione antimafia, contro un governo che sta consegnando il Paese in mano alle mafie attraverso lo scudo fiscale e la mancata applicazione della legislazione sullo scioglimento dei comuni per infiltrazioni malavitose. Il caso del mancato scioglimento del comune di Fondi da parte del governo, che ha visto un ministro degli Interni smentire se stesso per ben due volte, è un precedente gravissimo che fa passare il messaggio pericoloso dell’inconsistenza dello Stato nella lotta alla mafia. Da oggi le amministrazione pubbliche possono essere ancora più facile preda delle famiglie criminali e i politici conniventi farla franca e ricandidarsi alle elezioni successive semplicemente dimettendosi come hanno fatto il sindaco e i consiglieri di Fondi. Scendiamo in piazza - concludono - per denunciare questo scandalo e per chiedere l’applicazione delle leggi di contrasto alla criminalità, che sono figlie di battaglie storiche per la legalità costate la vita a tanti uomini e donne». Intanto l’IdV è in attesa del verbale del consiglio dei ministri di venerdì scorso, chiesto dal senatore Stefano Pedica. Un documento che potrebbe essere utile ad impostare un ricorso contro la decisione del governo. Una sentenza del Consiglio di Stato del 2006 riguardate il comune di Volla, sciolto per infiltrazioni mafiose, ha ribadito che nonostante le dimissioni prevale lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Quella sentenza nasce da un ricorso al Tar della giunta e del consiglio del comune del napoletano che si erano opposti al commissariamento straordinario. Nel caso di Fondi il ricorso sarebbe inverso, l’opposizione ricorrerebbe contro il mancato scioglimento, ma questo non cambia la sostanza della sentenza. Pedica, che oggi pomeriggio sarà tra i protagonisti della manifestazione, distribuirà la richiesta di scioglimento presentata da Maroni al consiglio dei ministri.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Bancarotta Eurotrans, in sei a giudizio
Sono stati rinviati a giudizio per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale Giuseppe D’Alterio, il figlio Luigi (ambedue arrestati per questi fatti nel 2006), Armando D’Alterio, Francesco Lamberti, Umberto Perone e Antonio Pannozzo. L’udienza è fissata al 23 dicembre. D’Alterio padre e figlio e Perone sono imputati in qualità di amministratori della società Eurotrans, dichiarata fallita il 9 ottobre 2003. I tre, in concorso, per ottenere un ingiusto profitto avevano occultato o distrutto in parte i libri e le altre scritture contabili della società (il libro degli inventari e i registri Iva). Inoltre, nonostante il fallimento, avevano provveduto a vendere i beni della Eurotrans, mai consegnati alla curatela fallimentare. In particolare si erano liberati di due motrici, tre trattori stradali, due rimorchi e un semirimorchio, oltre un ad un camion Iveco venduto a febbraio 2004, dunque dopo la dichiarazione di fallimento. I D’Alterio, inoltre, sono imputati anche quali amministratori di fatto della Lazialfrigo che ha acquistato alcuni beni della Eurotrans, sottraendoli così alla procedura fallimentare. Nel dettaglio si tratta di due camion e una Mercedes. Infine, tutti e sei gli imputati hanno contribuito a far confluire nella Lazialfrigo altri mezzi: un camion, un autocarro e due rimorchi. Questo procedimento non è che parte di una vicenda ben più ampia, che, nel 2006, sgominò quell che venne definito il clan D’Alterio, con accuse di estorsione, ricettazione, tentato incendio e minacce.
R.A.
R.A.
mercoledì 14 ottobre 2009
In corteo per dire che il "caso Fondi" non è chiuso
Un corteo che si snoderà da Palazzo Chigi al Quirinale per dire che il «caso Fondi» non può dirsi concluso. Così, con la manifestazione indetta per domani a partire dalle 16 a Roma, il Comitato permanente di lotta alle mafie va avanti nel chiedere spiegazioni sul mancato scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. «Non si può lasciare - recita una nota diffusa dal Comitato - un intero territorio, il sud pontino, nelle mani delle organizzazioni ’ndraghetiste, camorriste e di cosa nostra. Il Consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi ha operato per soli calcoli politico-elettorali, dichiarando tutta la sua impotenza contro lo strapotere della criminalità organizzata. Nel momento in cui il Ministro Maroni, prima di annunciare la resa dello Stato di diritto davanti alla richiesta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi, snocciola dati per dimostrare quanto il suo dicastero sta facendo per combattere le mafie, compie un’operazione diversiva per tentare di nascondere la gravità che questa mancata decisone comporta. Hanno voluto una legislazione più stringente per poi, di fatto, svuotarla di ogni applicazione. Quanti saranno i comuni che potranno essere sciolti per mafie dopo questa mancata decisione del Consiglio dei Ministri sul ’caso Fondi’, giustificata con l’intervenuto scioglimento ordinario per dimissioni volontarie del sindaco e dei consiglieri di maggioranza? Come è possibile che il Ministro dell’Interno Maroni affermi che le prossime elezioni amministrative, da tenersi entro sei mesi, saranno la panacea per ristabilire la necessaria trasparenza nell’amministrazione comunale? Sa benissimo il Ministro Maroni - concludono dal Comitato - che per poter svolgere una consultazione elettorale libera da condizionamenti della libera espressione del voto, c’era bisogno di un periodo di commissariamento straordinario; con commissari che avessero poteri in grado di ristabilire la trasparenza nella macchina amministrativa, e non solo, e il tempo necessario per poterlo fare».
R.A.
R.A.
Mancato scioglimento, Pedica chiede le carte
"Ho provveduto ad inviare una richiesta ufficiale, indirizzata a Berlusconi, Maroni e al segretario generale del Cdm, Manlio Strano, di accesso al verbale del Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, quando è stato vergognosamente deciso di non sciogliere il comune di Fondi per infiltrazioni mafiose». Così il senatore Stefano Pedica dell’Italia dei Valori continua la sua battaglia sul «caso Fondi». L’esponente dipietrista, da mesi in prima linea nel chiedere lo scioglimento del consiglio comunale fondano per infiltrazioni mafiose, spiega come sia «una scelta a discrezione del presidente del consiglio quella di dare accesso o meno al verbale delle riunioni del Cdm, ma spero - continua - che su un fatto così importante come quello del contrasto alla criminalità organizzata non osino negarmi il permesso, altrimenti i già pesanti sospetti di un clima di connivenze del governo con la criminalità diverrebero ancora più allarmanti. In ogni caso - conclude il senatore - siamo pronti, come comitato permanente antimafia, ad adire le vie legali, con un’azione al Tar, per fare chiarezza sul caso Fondi, ed impedire che questa vergogna diventi un precedente pericoloso di tolleranza de facto della mafia da parte delle istituzioni». Pedica chiede spiegazioni perché il governo non ha negato la presenza di infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale. «Il consiglio comunale - ha spiegato Maroni nella conferenza stampa a margine del Cdm - si è sciolto, l’amministrazione non c’è più. Io, Ministro dell’Interno, anzi, il Prefetto di Latina, ha nominato un commissario nei giorni scorsi per l’amministrazione straordinaria. Avevamo due scelte: procedere comunque al commissariamento per 18 mesi oppure ridare la parola al popolo sovrano. Ed io ho proposto, ed il Consiglio ha accolto la mia proposta, di scegliere la via della democrazia che è sempre meglio di qualunque commissariamento». Eppure lo stesso Ministro, in due occasioni, aveva sostenuto la necessità di sciogliere per infiltrazioni mafiose e le dimissioni non avrebbero dovuto influenzare in alcun modo la decisione governativa.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
martedì 13 ottobre 2009
"Maroni sconfessato dai suoi colleghi"
Ha ottenuto la possibilità di partecipare ai lavori del consiglio dei ministri per seguire «da vicino» l’operato del governo sul «caso Fondi», ma l’epilogo è ben diverso da quello che avrebbe voluto. Così Stefano Pedica dell’Italia dei Valori <+corsivo 12>(in foto mentre interrompe la conferenza stampa del ministro Gelmini per protestare sul mancato scioglimento) <+testo chiaro 12>definisce «una vergogna assoluta» la bocciatura della proposta di scioglimento. «Maroni in pratica - per il dipietrista - è stato sconfitto e se è coerente dovrebbe dimettersi». Pedica, inoltre, spiega che a questo punto il consiglio dei ministri avanzerà la proposta di commissariamento al presidente Napolitano «per la promulgazione». «Noi - conclude - dovremo andare sotto il Quirinale con le magliette ’Giorgio non firmare’, perchè non può firmare questa porcata». Altrettanto ferma nel condannare l’operato del governo Berlusconi è Luisa Laurelli, presidente della commissione sicurezza della Pisana. «Dopo oltre un anno di colpevole impasse, - dichiara - il governo partorisce il topolino, e sul comune di Fondi prende una decisione gravissima nel metodo e nel merito. Stabilisce infatti di commissariare l’amministrazione, non per infiltrazioni mafiose, comprovate lunghe e accurate indagini della magistratura, bensì per non meglio specificati motivi tecnico-amministrativi». Per l’esponente del Pd si tratta di «una manovra che consentirà, di fatto, agli amministratori uscenti, alcuni dei quali indagati, di potersi ricandidare alla guida del comune alle prossime elezioni senza che, nel frattempo, il commissario designato abbia ricevuto il mandato di agire in profondità per liberare l’amministrazione comunale dalle infiltrazioni che la infestano». La Laurelli, infine, sottolinea che «per la prima volta nella storia della Repubblica il ministro dell’interno è stato pubblicamente sconfessato dai suoi colleghi. Se Maroni intende rispettare il ruolo di rappresentante dei cittadini - conclude - è bene che agisca di R.A.
Parisella: "Giustizia è fatta"
Sono contento perché oggi si è affermata la verità. Abbiamo sempre detto di non essere collusi con nessun tipo di criminalità». Così l’ex sindaco di Fondi, Luigi Parisella commenta il no del consiglio dei ministri alla richiesta di scioglimento del consiglio comunale. Ora la parola spetta al popolo che, a marzo, tornerà alle urne per votare i propri rappresentanti. Per Parisella, che è attualmente consigliere provinciale, non ci sono dubbi sul risultato : «Il popolo sovrano si è già espresso alcuni mesi fa. Sono stato il più votato alle elezioni provinciali». Parisella, da sabato scorso, ha liberato il suo ufficio nella nuova Casa comunale. Proprio in quella enorme struttura voluta e realizzata dalla sua giunta, ieri mattina, alla notizia del no definitivo allo scioglimento per infiltrazioni mafiose, l’aria era di festa. I dirigenti, gli impiegati, alcuni ex assessori e consiglieri di maggioranza si sono riuniti spontaneamente per ascoltare le dichiarazioni di Maroni e Berlusconi. Per molti di loro è la fine di un incubo. Proprio i dirigenti hanno ottenuto un grande beneficio dall’ex sindaco, che venerdì, appena un giorno prima di dimettersi, ha aumentato - e non di poco - la loro retribuzione. Diversa la situazione nella piazza antistante il nuovo comune, dove si sono radunati gli esponenti del Pd. E’ stato Crescenzo Fiore, ex consigliere comunale a protestare vistosamente. Seduto su una panchina si è appeso un cartello al collo con su scritto: «Consiglio dei ministri: una decisione vergognosa». A dir poco opposta la reazione nel centrodestra, qualcuno degli ex assessori, ben certo di essere ascoltato, si è lasciato andare ad un «giustizia è fatta», mentre tra sorrisi e pacche sulle spalle è iniziato il via vai nelle stanze del nuovo palazzo comunale. Anche perché assessori e consiglieri dimissionari potranno ricandidarsi. Dunque il commissariamento, per loro, non sarà altro che una pausa. Tra qualche mese inizierà ufficialmente la campagna elettorale. In realtà la politica riparte già da oggi. «Superato lo scoglio» si inizia a pensare alle elezioni, che, tutto sommato, non sono così lontane. Il tutto mentre a guidare il comune di Fondi c’è Guido Nardone, commissario ordinario che, alla luce della decisione di ieri, resterà in carica fino a marzo, quando i cittadini torneranno alle urne in concomitanza con le regionali. Nardone, che non si è mai espresso sul «caso Fondi», un paio di giorni fa ha illustrato alla stampa obiettivi e priorità del suo periodo alla guida del Comune. A lui il compito di far ripartire la macchina amministrativa dopo un lungo periodo di impasse.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Iscriviti a:
Post (Atom)