giovedì 30 ottobre 2008

Sei anni di carcere per spaccio

E' stato condannato a 6 anni di reclusione Elia Martelli, il fondano arrestato lo scorso gennaio dai carabinieri per spaccio di droga. Si è tenuta ieri l’udienza preliminare davanti al giudice Giuseppe Cario, alla presenza del legale dell’arrestato, l’avvocato Maurizio Forte. I sei anni sono frutto dello sconto di pena ottenuto grazie al rito abbreviato. Martelli, 42 enne pregiudicato, era stato acciuffato dagli uomini del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Gaeta, con cinque dosi di eroina di 1,1 grammi ciascuna, una dose di cocaina di 0,2 grammi, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi. I militari avevano fatto irruzione nella sua abitazione, dove si trovava agli arresti domiciliari. Le manette per lui sono scattate in seguito alle indagini relative all’arresto risalente a pochi giorni prima di Fabio Guglietta, sorpreso dai militari nel centro storico di Fondi, con indosso 4,5 grammi di eroina e 3,4 grammi di hashish. I due erano moltro vicini, tanto che il 30 settembre dello scorso anno erano stati arrestati insieme dalla Polizia di Stato di Fondi. La rete di rapporti nell’ambiente dello spaccio di Martelli non si riduceva al Guglietta. Appena 24 ore dopo il suo arresto era stata fermata ad un posto di blocco della Polizia a Formia, la convivente, Silvia Cervo. La donna, portata in commissariato e perquisita, era stata trovata in possesso di diversi grammi di eroina. La 40 enne, inoltre, aveva effettuato il viaggio per l’acquisto della droga con la figlia, nel tentativo di evitare i controlli.
Riccardo Antonilli

Furto notturno al Cross

Furto al supermercato Cross di Fondi. Un colpo notturno, messo a segno tra domenica e lunedì, fruttato 98.000 euro ai malfattori. Sulla rapina stanno indagando i carabinieri della stazione di Fondi. I militari stanno tentando di ricostruire la dinamica del furto, per risalire agli autori. I primi ad accorgersi di quanto accaduto sono stati i dipendenti che, di primo mattino, si sono recati nell’esercizio commerciale. I ladri, evidentemente esperti nel «mestiere», hanno dapprima disattivato l’allarme e l’impianto di videosorveglianza, e, successivamente, una volta intruifolatisi nel supermercato, hanno scassinato il gabbiotto che custodisce la cassaforte. Un colpo portato a segno, non a caso, la domenica sera, prima del ritiro del contante da parte di un furgone blindato. Non va dimenticato, inoltre, che il Cross è vicino all’attuale sede del mercato domenicale, in cui si recano centinaia di persone che approfittano della presenza del market per fare la spesa. Proprio lì vicino si è consumato un altro tentativo di rapina nei confronti del punto vendita di elettrodomestici Trony. Un colpo finito male, al contrario di quello portato a segno con successo a luglio. Quella volta i malviventi si intrufolarono nell’esercizio commerciale attraverso un buco nella parete posteriore del magazzino, certi di non dare nell’occhio. E, seppure interrotti dall’allarme, riuscirono a portare via oggetti per un valore di oltre 50.000 euro.
Riccardo Antonilli

lunedì 27 ottobre 2008

Acquedotto, l'invito del sindaco

Potrebbe finalmente trovare soluzione l’emergenza idrica del comune di Lenola. Sono terminati, infatti, i lavori per il nuovo acquedotto. E’ stata la società Acqualatina a comunicarlo nella giornata di sabato. Tanto che il sindaco, Gian Battista De Filippis ha diramato un’ordinanza per chiedere alla società di attivate il nuovo impianto. “Considerato che lo stesso acquedotto – recita l’ordinanza - è stato realizzato a servizio dei comuni di Lenola e Vallecorsa allo scopo di risolvere l'annosa questione della grave carenza idrica nei due territori; che lo stato di grave disagio potrebbe continuare e addirittura peggiorare per il prossimo mese di novembre (come avvenuto lo scorso anno nello stesso periodo); che il perdurare della carenza idrica provoca indubbiamente incontrollabili azioni di protesta da parte della cittadinanza, stremata da una situazione non più sostenibile, generando altresì forme di degrado”. Quindi per motivi di ordine pubblico, ambientali, di igiene e di decoro per la popolazione, il primo cittadino giudica “non più tollerabile attendere l'avvio del nuovo impianto”. Tanto che De Filippis “ordina alla società Acqualatina di attivare tempestivamente l'acquedotto di cui all'oggetto, e comunque entro giorni tre dal ricevimento della presente. II comando di Polizia locale – conclude il sindaco - è incaricato di controllare l'adempimento di quanto previsto nella presente ordinanza”. D’altronde l’annoso disagio dei cittadini di Lenola è divenuto, ormai, insostenibile. La speranza è che Acqualatina attivi l’impianto senza ritardi.
R.A.

Petardo in classe, paura alla Don Milani

Un grave atto di vandalismo nei confronti della scuola media Don Milani di Fondi. Sabato mattina il personale scolastico ha rinvenuto, all’interno di un’aula della scuola del quartiere Portone della Corte, un petardo artigianale, ricavato da un tubo di plastica di circa due centimetri e mezzo con all'interno 2 grammi di polvere pirica. Lo stesso, secondo la ricostruzione dei carabinieri accorsi sul posto, è stato lanciato nell’aula da ignoti, dopo aver aperto senza danneggiare la finestra dell’Istituto scolastico. Il petardo, reso inerte attraverso l’immersione in acqua, è stato sottoposto a sequestro. Le indagini dei carabinieri del luogo restano aperte a tutte le piste. Ogni traccia è analizzata dettagliatamente per risalire all’autore e alla provenienza dell’ordigno. Non è la prima volta che la scuola fondana diviene, purtroppo, protagonista di episodi del genere. Già un paio di anni fa ignoti appiccarono un incendio nelle stanze della segreteria scolastica. Allora i fatti sembrarono molto lontani da una bravata, tanto che i danni furono ingenti e non mancarono sospetti di presunte ritorsioni nei confronti del dirigente scolastico. Nel caso di ieri la situazione sembra ben diversa, per fortuna l’ordigno non è esploso e non ha causato danni. Inoltre le dimensioni e la fattura del petardo non lasciano spazio a ombre e sospetti, è una bravata, grave, ma comunque imputabile a uno o più vandali. Qualcuno che magari ha voluto vendicarsi sulle strutture di una bocciatura o forse, ancor più semplicemente, il gesto è imputabile a qualcuno che ha deciso di spendere il suo tempo nel tentare di far del male a dei ragazzi e a danneggiare un edificio pubblico. Purtroppo, infatti, tutta la zona ha conosciuto, nel corso degli ultimi anni, una crescita di vandalici, contro una serie di edifici e servizi creati per lo sviluppo del quartiere. Dal centro studi multimediale Dan Danino Di Sarra, fino all’ex centro sociale, in parte restaurato e incendiato prima che i lavori potessero terminare.
Riccardo Antonilli

venerdì 24 ottobre 2008

Itri, revocato lo sciopero degli operatori ecologici

Revocato lo sciopero di tre giorni degli operatori ecologici della cooperativa Prisma di Itri. La decisione è giunta dopo un incontro tra il sindaco Giovanni Agresti, il direttore generale della Cgil-Funzione pubblica, Francesco Meschino e il presidente della cooperativa, Gianfranco Di Mascolo. Da novembre, infatti, il comune corrisponderà alla Prisma 2,00 euro in più per ogni dipendente, mentre, dal prossimo anno, l’importo pro capite aumenterà di altri due euro. Quindi il 30 ottobre e il 3 e 4 novembre i dipendenti lavoreranno normalmente, certi della soluzione di un problema sollevato, nei mesi scorsi, a più riprese. Va ricordato, inoltre, che a febbraio si svolgerà la gara d’appalto per il servizio della raccolta differenziata, mentre alla Prisma resterà il compito dello spazzamento del suolo.
R.A.

Bilancio del Parco, Ialongo stempera le polemiche

Il presidente del Parco Naturale dei Monti Aurunci, Giovanni Ialongo risponde alle accuse dei consiglieri dell’ente naturalistico Claudio Cardogna, Raffaele Mancini e Onorato Di Manno, che hanno bocciato il Bilancio di Previsione 2009. Il documento, per la prima volta in dieci anni, è stato respinto dal consiglio che, comunque, non ha poteri deliberativi. «Come consiglio direttivo - spiega Ialongo - abbiamo messo in campo tavoli tecnici volti alla collaborazione e alla concertazione, abbiamo intrapreso un dialogo con tutti i sindaci dei comuni del Parco e con i rappresentanti e i delegati delle diverse istituzioni presenti sul territorio, accogliendo sempre richieste e istanze e lavorando insieme alla realizzazione di un progetto territoriale che guarda al futuro e ci impone di superare le logiche di contrapposizione». Oltre a stemperare le polemiche, Ialongo spiega quali sono gli obiettivi del bilancio: «Garantire un consolidamento della sensibilità verso le tematiche ambientali e, nello stesso tempo, offrire delle opportunità di sviluppo in settori come il turismo e le attività agro-zootecniche tradizionali».
R.A.

Il Gabbiano, indagati "eccellenti"

La Procura della Repubblica di Latina ha iscritto nel registro degli indagati «per abuso d’ufficio» e «violazione dei vincoli ambientali» il dirigente della Polizia Muncipale di Fondi, Dario Leone e la segretaria del comune, Celestina Labbadia. La decisione della Procura è arrivata dopo lunghe e accurate indagini del Nipaf di Latina, in merito all’abbattimento del campeggio «Il Gabbiano» e alla successiva creazione di un parcheggio sull’area dove sorgeva la struttura ricettiva. Dopo la demolizione del camping dello scorso 27 maggio, il comune ha indetto una gara d’appalto per la realizzazione e la gestione di un parcheggio. La gara è stata vinta dalla cooperativa Luna Nera di Fondi. Fin qui tutto in regola, eppure c’è un dettaglio che non è sfuggito agli inquirenti. Il terreno su cui sorgeva Il Gabbiano, oltre ad essere demaniale ha anche una destinazione d’uso agricolo. In sintesi lì non era possibile costruire alcun parcheggio. Un altro capitolo, quindi, nell’annosa questione del campeggio fondano. Il comune aveva sequestrato il campeggio già dal 13 dicembre 2007, garantendo ai proprietari la possibilità di smontare autonomamente le strutture, senza, quindi, passare alla demolizione. Un accordo che avrebbe garantito un risparmio sia per il comune sia per i prorpietari che avrebbero recuperato almeno i materiali. Eppure, la mattina del 27 maggio, sono arrivate le ruspe, senza alcun preavviso e, soprattutto, senza motivazioni apparenti. Una «fretta» parsa ingiustificata ai proprietari. Non va dimenticato, infatti, che allora era ancora in pieno sviluppo il «caso Holiday», per la cui salvezza il sindaco si stava battendo strenuamente. Tanto che Romano Rambelli, uno dei proprietari de Il Gabbiano non si trattenne dal lanciare qualche sospetto sulla «disparità di trattamento con cui il comune sta trattando noi e altri campeggi. Non capiamo - ha sottolineato - perché il primo cittadino si sia mosso in loro difesa e, a quanto è dato sapere, anche il senatore Claudio Fazzone è andato addirittura a parlare con il giudice per cercare una soluzione in favore della riapertura, mentre con noi, che abbiamo meno abusi di loro, si comportano in maniera a dir poco opposta». I primi sospetti sulla sorte del campeggio sono nati anche dalla destinazione post abbattimento scelta dal comune. La demolizione de Il Gabbiano, inizialmente, doveva rientrare nelle opere di rinaturazione della duna, quindi, la vasta area di circa tre ettari doveva tornare a completa disposizione dei cittadini. Invece è nato un parcheggio.
Riccardo Antonilli

L'Idv organizza la Giornata della Legalità

A poche settimane dall’elezione del segretario cittadino, l’Italia dei Valori ha organizzato per domenica a Fondi, in piazza Unità d’Italia, la «Giornata della legalità». L’iniziativa, che andrà avanti per tutta la giornata, prevede la raccolta firme contro il Lodo Alfano. Sarà anche l’occasione per i cittadini fondani per avere un dialogo con il segretario Bruno Mattei e con i consiglieri comunali che si sono avvicinati all’Italia dei Valori. Alla manifestazione è stato invitato anche l’onorevole Leoluca Orlando, portavoce del partito che fa capo ad Antonio Di Pietro. Orlando, compatibilmente con i propri impegni, presenzierà alla «Giornata della legalità». Un impegno concreto, chiaro segnale della volontà della sezione fodana del partito di impegnarsi immediatamente sul territorio. L’Idv sarà impegnata nella raccolta firme contro il Lodo Alfano anche in altre piazze di numerosi comuni della provincia nel corso di tutto il week-end.
R.A.

Anche i democratici fondani manifestano per "salvare l'Italia"

Cresce in questi giorni in tutt’Italia la grande mobilitazione per la manifestazione nazionale del Partito Democratico di sabato. Sarà, come ha affermato il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni, «La tappa conclusiva del cammino iniziato questa estate con la raccolta di milioni di firme per salvare l’Italia dal declino politico, economico e morale al quale il governo della destra sta contribuendo in modo determinante con le sue scelte, con le sue decisioni». «Si tratta di scelte e decisioni - spiegano i democratifi fondani - che hanno avuto fin qui un solo fondamentale scopo, quello di tutelare e garantire gli interessi personali del presidente del consiglio, e almeno due gravissimi risultati: aver riportato il nostro Paese al tempo dei conflitti istituzionali, delle leggi ad personam e della confusione tra interessi privati e cosa pubblica; lasciando all’ultimo posto i problemi veri degli italiani, alle prese con un diffuso impoverimento, con salari e stipendi che hanno perso potere d’acquisto, con pensioni che non bastano più per arrivare a fine mese, con risparmi che rischiano di perdere il loro valore. La scuola pubblica viene attaccata alle sue fondamenta con una pseudo riforma fatta solo di tagli e di scelte che la fanno tornare indietro di qualche decennio». Per questo il Partito Democratico ha voluto una grande manifestazione: «perché siamo preoccupati per l’Italia, e perché vogliamo dare voce a milioni di italiani che non ne possono più delle politiche del governo e che aspettano altre risposte alle loro domande e ai loro bisogni». I democratici di Fondi non faranno mancare la loro presenza all’appuntamento di sabato.
R.A.

mercoledì 22 ottobre 2008

Infermieri sul piede di guerra

Infermieri sul piede di guerra per il mancato pagamento da parte dell’Asl delle prestazioni suppletive effettuate con i Poct (Point of care testing). Oltre ad aver inviato alla manager dell’Asl pontina Ilde Coiro la richiesta di pagamento, il legale dei numerosi infermieri non retribuiti, Arnaldo Faiola ha inviato una nota informativa alla Procura della Repubblica di Latina. Una nota che, oltre a sottolineare il sopraccitato mancato pagamento, chiede alla Procura di far luce sull’utilizzo dello strumento diagnostico. I Poct, è opportuno ricordarlo, sono utilizzati per effettuare analisi sui pazienti durante l’orario di chiusura dei laboratori di analisi. Già nei mesi scorsi si erano accese le polemiche su tali macchinari ritenuti imprecisi e, soprattutto, dispendiosi. Faiola, inoltre, ricorda che il progetto di utilizzo dei Poct era previsto dal 15 ottobre 2003 al 31 dicembre 2004 e che, dopo quella data, non ci sono altri atti che ne abbiano previsto l’attività. In sintesi la strumentazione in questione, teoricamente in fase sperimentale, viene utilizzata abitualmente dagli infermieri che, però, non vegnono pagati per tale compito. «Se l’Asl non prevede il pagamento delle prestazioni con i Poct, - spiega Faiola - perchè si continuano a spendere migliaia di euro per l’acquisto, peraltro sempre dalla solita casa farmaceutica, dei costosissimi reagenti necessari per il funzionamento degli stessi, ben sapendo che, data la breve scadenza della loro valenza operativa, vengono gettati ancora intatti negli appositi raccoglitori?». Si attendono riposte.
R.A.

Incidente, una condanna

E' stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione per omicidio colposo, pena sospesa, e a quattro mesi di sospensione della patente, Begu Ionel, il romeno protagonista dell’incidente stradale del nove dicembre 2007 sulla provinciale Fondi - Sperlonga in cui ha perso la vita un bambino di tre anni. Difeso dall’avvocato Marco Ferri, l’uomo è comparso ieri mattina a Latina davanti al pubblico ministero, Marco Giancristofaro e al giudice per le indagini preliminari, Tiziana Coccoluto. Il bambino vittima dello schianto viaggiava in macchina con Bagu e con la mamma, mentre il padre della vittima era rimasto a casa a Itri con l’altro figlio di appena tre mesi. Lo schianto, generato dalla forte velocità della Citroen C2, è stato fatale. La macchina, dopo essere uscita fuori strada, è andata a schiantarsi contro un palo dell’illuminazione elettrica. Un impatto violentissimo che ha scaraventato il piccolo contro il parabbrezza. Doveva essere una passeggiata per la mamma e il piccolo che si erano fatti accompagnare a Fondi dall’amico di famiglia. Un giro al mercato domenicale, purtroppo, finito in tragedia.
R.A.

martedì 21 ottobre 2008

Commissione, tensione e veleni in attesa delle decisioni

In città si dava quasi per certo l’inserimento all’ordine del giorno nel consiglio dei Ministri di venerdì scorso della proposta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi. Invece, al contrario delle aspettative, ci sarà ancora da attendere. La tensione resta alta nella politica e tra la gente che vuole capire quale sarà il destino del comune. Tanto che ormai sembra vacillare anche la certezza dell’intenzione del Ministro di proporre lo scioglimento. Se, invece, tale intenzione ci fosse realmente, allora non resta che aspettare qualche giorno, perché, a meno di ulteriori ritardi, entro la settimana in corso, il decreto dovrebbe arrivare. Intanto tra dubbi e incertezze che non tendono a sfumare, la politica si sta scatenando tra inviti allo scioglimento e quelli opposti volti a verificare l’operato del prefetto. Da un lato Rifondazione Comunista, a livello locale e non solo, ritiene Fondi e il territorio del sud pontino appetibile e già ampiamente compromesso dalle infiltrazioni; dall’altro il primo cittadino ritiene la situazione ben diversa da come è stata dipinta dall’opposizione. Proprio Parisella, appena pochi giorni fa, ha spiegato che “i nodi veri verranno al pettine, a prescindere dalle pieghe e dalle conclusioni dei prossimi giorni. I cittadini - ha proseguito - sanno di essere stati amministrati dai loro legittimi rappresentanti e non da forze occulte. Le trasformazioni profonde, i grandi problemi affrontati in questi anni di duro lavoro sono nella consapevolezza dei nostri concittadini, il cui vasto consenso ripetuto ormai in più elezioni non è solo l’espressione di una fiducia, ma è anche l’espressione di una sovranità e di una dignità che nessun disegno malefico e anti istituzionale di carattere contingente ed episodico potrà mai ledere e sovvertire”. Restano, ovviamente, al di la delle opinioni quelle che saranno le scelte. Decisioni che arriveranno dopo una lunga e accurata indagine.
Riccardo Antonilli

Raccolta differenziata, la protesta dei lavoratori

L’altra faccia della “brillante” raccolta differenziata del comune di Itri viene fuori grazie alla Cgil - Funzione Pubblica che ha indetto uno sciopero di tre giorni per chiedere adeguamenti salariali e più sicurezza. La differenziata del comune aurunco è curata dalla cooperativa Prisma, i cui dipendenti, già ad aprile, avevano protestato senza ottenere risultati. Ora, in una nota rivolta al sindaco di Itri, al prefetto e al presidente della cooperativa , la Cgil spiega che “l’assemblea dei lavoratori ha stigmatizzato l’inaccettabile atteggiamento adottato dall’amministrazione comunale che, sebbene più volte sollecitata, ha evitato fino ad oggi di convocare le parti per riprendere il confronto necessario per completare l’adeguamento delle retribuzioni all’applicazione del contratto nazionale vigente”. Per questo, nelle giornate di giovedì 30, lunedì 3 e martedì 4 novembre è stato proclamato lo stato di agitazione.
R.A.

Il Consiglio boccia il bilancio del Parco

Per la prima volta in dieci anni il consiglio del Parco Naturale dei Monti Aurunci ha respinto il Bilancio di previsione. L'atto, bocciato dall’assemblea composta dai rappresentanti dei comuni afferenti all’ente naturalistico e della provincia, riguarda il bilancio di previsione 2009 e il piano pluriennale 2009. Un voto che non ha valore deliberativo, ma è il chiaro segnale che qualcosa non ha convito i rappresentanti della comunità. “Si tratta – spiegano i consiglieri Claudio Cardogna, Raffaele Mancini e Onorato Di Manno - di un fatto di indubbio significato politico perché è la prima volta che il massimo documento operativo della struttura viene bocciato dall'espressione dei rappresentanti dei comuni, nomi, perciò, suffragati dal voto popolare. Il nostro no – sottolineano – vuole suonare come la bocciatura della politica di un Parco che non ha contatti con il teorico referente principale, i comuni. Altro serio motivo della nostra contrarietà – concludono - è il fatto che il Piano Regolatore del Parco, già adottato nella passata gestione, stia ancora fermo, rendendo acefala una istituzione priva di indirizzo operativo".
R.A.

sabato 18 ottobre 2008

Parisella risponde a Rifondazione: "Attacchi strumentali"

Mentre, diversamente da quanto ci si aspettava in città, la proposta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi non è approdata nel consiglio dei Ministri di ieri mattina, il sindaco Luigi Parisella risponde alle dichiarazioni rilasciate sul “caso Fondi”, nei giorni scorsi, da Ivano Peduzzi e Dario Gargiulo, rispettivamente capogruppo regionale e responsabile della commissione provinciale legalità di Rifondazione Comunista. “La logica aberrante di costoro - risponde Parisella - parte dalla circostanza dagli stessi dichiarata alla stampa che siccome “nel territorio pontino la presenza della criminalità organizzata si allarga a macchia d’olio”, l’atto di scioglimento del consiglio comunale di Fondi significa dare un segnale chiaro ai cittadini sull’indirizzo del governo in tema di criminalità organizzata. Come dire: Fondi deve essere di esempio per tutti, a prescindere dalle circostanze. Siamo al cospetto – sottolinea – di dichiarazioni che trovano modalità di cognizione dei fatti solo dalle cronache di stampa e non già dalla conoscenza fattuale degli atti ancora coperti dalla segretezza. Eppure, per costoro, che si professano campioni di legalità e di garantismo, non importa se gli organi governativi ed istituzionali decidenti in materia devono ancora effettuare le loro valutazioni di merito e quindi assumere le conseguenti decisioni”. Per il primo cittadino è in atto “un meschino ed infamante gioco trasversale di interessi politici e di potere, cha messo da mesi e mesi una città laboriosa in stato d’assedio, prendendo spunto da vicende ben circoscritte e che avrebbero dovuto già da qualche anno trovare il naturale sbocco nell’ambito della giustizia penale, poiché di questo si tratta, di violazioni, di reati di ordine penale che configurano dirette responsabilità”.
Riccardo Antonilli

Droga in casa, Grossi si difende: "Era per uso personale"

Resta in carcere il 46 enne fondano Antonio Grossi. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri per aver creato, nell’orto di casa, una piantagione di marijuana. Il 46enne, ieri mattina, ascoltato dal Gip, Nicola Iansiti, alla presenza del proprio legale Maurizio Forte, si è difeso sostenendo che la coltivazione era per uso personale. Una risposta che deve aver sconcertato gli inquirenti. Va considerato, infatti, che il fondano, pluripregiudicato, ha piantato e cresciuto, con estrema cura, un centinaio di piante di marijuana accanto alla propria abitazione in via Giovanni Tribuzio, in contrada San Magno a Fondi. Tra limoni e aranci i carabinieri, all’alba di mercoledì, hanno rinvenuto «piante illecite» dell’altezza di sei metri, coltivate all’aria aperta e senza troppe precauzioni. Anzi i carabinieri hanno notato come le piante erano perfettamente curate e sorrette da corde in nylon per agevolarne la crescita. Inoltre, hanno appurato che l’arrestato aveva sistemato i tubi irrigatori con gocciolatoi che erogavano acqua a ciascuna delle piante. I militari, infine, hanno rinvenuto all’interno dell’abitazione del 46 enne due damigiane piene di «erba» già tagliata ed essiccata, altri 70 rami di pianta in essiccazione e 3 bilance di precisione, adoperate per il peso della sostanza. La particolarità dell’operazione, proseguita per l’intera giornata, è riscontrabile nelle modalità di sequestro della droga. Trattandosi di piante rigogliose, i militari, con l’ausilio di alcuni operai del comune, hanno iniziato a sradicarle già dal primo mattino e hanno finito solo intorno alle 16.00. Le dimensioni e il numero degli esemplari ha richiesto l’intervento di un camion, con cui le piante sono state trasportate fino al Mof. Solo lì, infatti, è stato possibile trovare delle bilance adatte a pesare il quantitativo di droga posto sotto sequestro. Dopo lunghe ore passate tra l’orto dell’arrestato e il Mof, i militari sono riusciti a quantificare la marijuana sequestrata in 761,700 chilogrammi. Che Grossi sostiene fosse per uso personale.
Riccardo Antonilli

giovedì 16 ottobre 2008

Otto quintali di droga in casa

Una vera e propria piantagione di marijuana nell’orto di casa. Questo è quello che hanno scoperto, a seguito di una lunga indagine, i carabinieri della stazione di Fondi con il supporto dei colleghi della compagnia di Gaeta. Ieri mattina, decine di militari hanno portato a termine un blitz a carico del 46 enne fondano Antonio Grossi. L’uomo, pluripregiudicato, ha piantato e cresciuto, con estrema cura, un centinaio di piante di marijuana accanto alla propria abitazione in via Giovanni Tribuzio, in contrada San Magno a Fondi. Tra limoni e aranci i carabinieri hanno rinvenuto «piante illecite» dell’altezza di sei metri, coltivate all’aria aperta e senza troppe precauzioni. Anzi i militari hanno notato come le piante erano perfettamente curate e sorrette da corde in nylon per agevolarne la crescita. Inoltre, hanno appurato che l’arrestato aveva sistemato i tubi irrigatori con gocciolatoi che erogavano acqua a ciascuna delle piante. I carabinieri, infine, hanno rinvenuto all’interno dell’abitazione del 46 enne due damigiane piene di «erba» già tagliata ed essiccata, altri 70 rami di pianta in essiccazione e 3 bilance di precisione, adoperate per il peso della sostanza. Grossi è stato immediatamente arrestato e attualmente è detenuto nel carcere di Latina. L’operazione è proseguita per l’intera giornata, i militari, con l’ausilio di alcuni operai del comune, hanno iniziato a sradicare le piante già dal primo mattino e hanno finito solo intorno alle 16.00. Le dimensioni e il numero degli esemplari ha richiesto l’intervento di un camion, con cui le piante sono state trasportate fino al Mof. Solo lì, infatti, è stato possibile trovare delle bilance adatte a pesare il quantitativo di droga posto sotto sequestro. Dopo lunghe ore passate tra l’orto dell’arrestato e il Mof, i militari sono riusciti a quantificare la marijuana sequestrata in 761,700 chilogrammi. Un quantitativo enorme, che avrebbe fruttato all’uomo diversi milioni di euro. L’indagine dei carabinieri, quindi, ha permesso di bloccare l’immissione sul mercato di numerosi chili di marijuana. Un’operazione di grande rilevanza per un territorio come quello fondano, sempre più segnato dalla piaga della diffusione della droga, soprattutto tra i più giovani. Per capire la gravità del fenomeno basta riportare alla mente le decine di arresti, denunce e segnalazioni che riguardano ragazzi appena maggiorenni «beccati» dalle forze dell’ordine intenti a consumare, o peggio ancora, a spacciare droga.
Riccardo Antonilli

Scioglimento del consiglio "provvedimento urgente"

Dopo le accuse reciproche tra il sindaco Luigi Parisella e il circolo fondano del Partito Democratico, ora ad intervenire sulla delicata situazione della città di Fondi sono Ivano Peduzzi e Dario Gargiulo, rispettivamente capogruppo regionale e responsabile della commissione provinciale legalità di Rifondazione Comunista. «Nel territorio pontino la presenza della criminalità organizzata - spiegano - si allarga a macchia d’olio. In particolare, la pax mafiosa tra ‘ndrine calabresi e clan camorristici campani con l’aiuto di politici compiacenti ha trovato nell’area di Fondi il terreno fertile per incrementare i profitti derivanti da racket, traffico di stupefacenti e appalti. Una situazione evidenziata dalla magistratura con l’operazione Damasco e dalla commissione d’accesso, istituita a Fondi nel febbraio scorso. Adesso manca solo l’atto conclusivo. Chiediamo, quindi, - sottolineano - al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, di accelerare la firma del decreto di scioglimento del consiglio comunale del comune pontino». Anche Rifondazione, quindi, si associa all’invito (riportato in un’interrogazione parlamentare) del senatore del Pd, Raffaele Ranucci. Una scelta quella di rivolgersi al Ministro che aveva spinto il sindaco a rispondere immediatamente. Un intervento quello di Ranucci che è stato giudicato dal primo cittadino «privo di qualsiasi fondamento logico e giuridico. Ranucci – ha proseguito Parisella - dovrebbe avere più rispetto delle istituzioni. Se lui ha concluso le indagini, se ha già condannato il comune, se si sostituisce agli inquirenti allora l’interrogazione ha un senso, mentre, in realtà, mi sembra solo un’intrusione fuori luogo che si commenta da se». «Firmare l’atto per il commissariamento del comune - aggiungono Peduzzi e Gargiulo - non solo significa dare un segnale chiaro ai cittadini sull’indirizzo del Governo in tema di criminalità organizzata. Ma vuol dire anche aprire uno scenario nuovo in tutto il sud pontino per il rispetto della legalità, della trasparenza amministrativa, della correttezza istituzionale. E’ fondamentale - proseguono - non abbassare la guardia: sarebbe un errore enorme sottovalutare gli insediamenti mafiosi in provincia di Latina. Per questo, siamo convinti che le dichiarazioni del presidente Armando Cusani facciano male al territorio e siano assolutamente fuorvianti rispetto alla realtà. I magistrati, infatti, hanno evidenziato un quadro agghiacciante sui rapporti tra politica e criminalità organizzata. Da diversi filoni d’indagine, dalla «Circeo Connection» alle inchieste della Direzione distrettuale antimafia, sono emersi legami tra esponenti locali di Forza Italia e affiliati al clan dei casalesi. Un unico filo conduttore unirebbe politici dei diversi comuni dell’area pontina, da San Felice Circeo a Minturno passando per Fondi, a settori economici gestiti dalla malavita. Un’organizzazione ramificata - concludono - con un potere tale da condizionare amministrazioni e centri di potere». Ancora polemiche e inviti, dunque, il tutto in attesa della decisioni definitive di chi di dovere sul comune di Fondi.
Riccardo Antonilli

mercoledì 15 ottobre 2008

Commissione, è scontro aperto "Condizionano il Ministro"

Il sindaco Luigi Parisella torna ad intervenire sulla delicata situazione della città di Fondi. Il primo cittadino si scaglia contro il Pd reo di aver «orchestrato un’incessante campagna mirata a ledere la stessa gerarchia costituzionale». Il riferimento è all’interrogazione presentata dal senatore Raffaele Ranucci e sottoscritta dal capogruppo del Pd Angela Finocchiaro, in cui si chiede al Ministro dell’Interno Roberto Maroni di accellerare l’iter per lo scioglimento del consiglio comunale. Per Parisella, in questo modo: «Si agisce e si opera con evidente incoerenza e manifesta parzialità di comportamenti e decisioni in materie delicate per la stessa dignità e onorabilità delle istituzioni. Occorre far luce su tutto questo. Anche se ogni legittima riflessione di ordine giuridico in ordine alle modalità di accesso della commissione prefettizia, a comportamenti incoerenti, alle violazioni sistematiche dell’art.326 cod. penale a seguito delle rivelazioni e indebite utilizzazioni dei segreti d’ufficio, alla manifesta inosservanza di altri principi costituzionali, sembrano cedere il passo a motivazioni esclusivamente di ordine politico. E’ intorno a tale aspetto strumentale - continua- che si sono coagulati forze ed interessi, che tentano di condizionare la libera ed autonoma decisione del Ministro dell’Interno». Accuse pesanti, dettate anche dalla consapevolezza che «i nodi veri verranno al pettine, a prescindere dalle pieghe e dalle conclusioni dei prossimi giorni. I cittadini sanno di essere stati amministrati dai loro legittimi rappresentanti e non da forze occulte. Le trasformazioni profonde, i grandi problemi affrontati in questi anni di duro lavoro - conclude - sono nella consapevolezza dei nostri concittadini, il cui vasto consenso ripetuto ormai in più elezioni non è solo l’espressione di una fiducia, ma è anche l’espressione di una sovranità e di una dignità che nessun disegno malefico e anti istituzionale di carattere contingente ed episodico potrà mai ledere e sovvertire». Immediata la risposta dei democratici fondani. «Il sindaco Parisella - spiegano dal circolo fondano del Pd - sta tentando in ogni modo di travisare i fatti gravissimi che si sono verificati nella nostra città e le responsabilità politiche sue e della sua giunta, così come sarebbero emerse dalle indagini della commissione d’accesso. Quando parliamo di responsabilità politiche ci riferiamo quantomeno ad una mancanza di controllo sui tentativi da parte della criminalità organizzata di condizionare la macchina amministrativa. Non necessariamente - sottolineano - imputiamo alla persona del sindaco o a membri della sua giunta, una responsabilità penale o di collusione diretta con personaggi o organizzazioni malavitose, ma chiediamo che sia lasciato al Ministro dell’Interno e al governo di centro-destra di Silvio Berlusconi l’apprezzamento degli elementi su collegamenti diretti o indiretti, onde evitare il consolidarsi del condizionamento della criminalità organizzata sull’attività amministrativa dell’ente locale».
Riccardo Antonilli

martedì 14 ottobre 2008

Fiore: "Per colpa delle indagini la città è in ginocchio"

Ormai è guerra aperta. Un conflitto politico caratterizzato da battaglie a suon di interrogazioni e attacchi frontali. Il caso Fondi è approdato nelle “stanze dei bottoni” dove si deciderà, a breve, il futuro dell’amministrazione fondana. E così accanto alla richiesta di ulteriori elementi in merito alle indagini della commissione, avanzata dal Ministro degli Interni Roberto Maroni, sono iniziate le interrogazioni. Da un lato è Raffaele Ranucci del Pd a chiedere di velocizzare i tempi per lo scioglimento del consiglio comunale e dall’altro Gabriele Boscetto del PdL di verificare l’operato del prefetto nella gestione delle indagini amministrative. Intanto sono iniziati gli interventi politici. Ora è il presidente del consiglio comunale Giorgio Fiore a dire la sua per sottolineare le difficoltà economiche che stanno investendo la città. "Mai, negli anni passati, - spiega - si è verificata un’emergenza di tale portata, proprio per la riconosciuta laboriosità della gente di Fondi, popolazione che sa cosa è il lavoro e sa come si cresce e si investe con onestà e spirito di iniziativa, doti forse ignote a chi ha cercato di offuscarne l'immagine tanto genuina. Purtroppo la responsabilità di un baratro annunciato va addebitata, tutta, a quanti, con il supporto di ogni subdolo mezzo mediatico, hanno portato avanti una lotta solo personale e neppur tanto malcelata, lotta che ha fatto sentire i suoi malefici effetti solo sulla gente onesta che da una vita, con il caldo o con il freddo, per 365 giorni all'anno, coniuga la sua esistenza con il verbo del lavoro e della dedizione alla famiglia". Tanto che Fiore non esclude la possibilità di chiedere i danni a chi ha leso l’immagine di Fondi. Una decisione già presa dal primo cittadino Luigi Parisella, che appena un paio di giorni fa era intervenuto sull’interrogazione presentata da Ranucci, definita “priva di qualsiasi fondamento logico e giuridico. Ranucci – ha proseguito il primo cittadino - dovrebbe avere più rispetto delle istituzioni. Se lui ha concluso le indagini, se ha già condannato il comune, se si sostituisce agli inquirenti allora l’interrogazione ha un senso, mentre, in realtà, mi sembra solo un’intrusione fuori luogo che si commenta da se”. Al suo intervento ha fatto immediatamente seguito quello del consigliere comunale d’opposizione Arnaldo Faiola (Fondi Viva) che, dopo aver attaccato l’interrogazione parlamentare di Boscetto, ha “bacchettato” il sindaco per l’attacco al senatore del Pd. Nella stessa giornata anche la deputata del Pd Sesa Amici con Emilio Ciarlo hanno difeso il lavoro di Frattasi dall’attacco, ormai continuo, del centrodestra.
Riccardo Antonilli

domenica 12 ottobre 2008

Faiola: "La situazione amministrativa è allarmante"

Mentre Fondi attende con apprensione la decisione del Ministro dell’Interno Roberto Maroni, il consigliere comunale di Fondi Viva Arnaldo Faiola interviene nuovamente sulla difficile situazione che la città sta vivendo. Le prime parole dell’esponente d’opposizione sono riferite al senatore del PdL, Gabriele Boscetto: “Venisse qui e andasse a verificare come è ridotta la nostra amministrazione. Gli attuali amministratori – continua - con il loro modo di fare sono riusciti a cambiare anche il modo di pensare dei cittadini. Come Fondi Viva per primi abbiamo chiesto lo scioglimento del consiglio comunale, perché noi che siamo sul territorio siamo e dobbiamo essere sempre più i primi a denunciare determinate situazioni, per ridare serenità alla città, a tutti i cittadini fondani laboriosi e onesti che non vogliono più dover vivere in certe condizioni”. Faiola, in seguito, non tralascia le ultime dichiarazioni del primo cittadino Luigi Parisella. “Il sindaco – spiega - prima ha aperto le porte al prefetto con tanto di auguri di buon lavoro e poi ha messo tutti gli ostacoli possibili al lavoro della commissione. Inoltre voglio ricordare al sindaco, lui che ha accusato Raffaele Ranucci di non avere rispetto delle istituzioni, quello che dichiarò sulla Corte dei Conti in seguito alle indagini sul comune e l’invito ad occuparsi di altri territori rivolto al pubblico ministero Miliano”. Il consigliere, quindi, chiede al Ministro dell’Interno “di firmare immediatamente, lui primo garante delle istituzioni può in questo modo ridar fiducia alla gente. La situazione in cui è sprofondata la città – sottolinea – era sotto gli occhi di tutti da tempo, tanto – prosegue - che la prima interrogazione volta a verificare la chiarezza dell’amministrazione comunale e non solo l’hanno prodotta ben 17 senatori del PdL e non dell’opposizione”. Intanto la battaglia in attesa del responso sullo scioglimento o meno si annuncia ancora lunga.
Riccardo Antonilli

sabato 11 ottobre 2008

Legambiente a Sperlonga per i nuovi ecomostri

Sono stati il complesso turistico “Consorzio Residence Tiberia” e l’”Holiday Village” i protagonisti dell’iniziativa, nell’ambito della campagna “Goletta Verde nel Lazio”, realizzata da Legambiente ieri mattina a Sperlonga. In particolare l’associazione ambientalista ha presentato un dossier “Nuovi e vecchi Ecomostri tra Sperlonga e Fondi”. “Giù le mani dalla costa, basta con queste vicende di abusivismo che non si chiudono mai, chiediamo al Comune di Sperlonga di mettere la parola fine allo scempio di Punta Cetarola, respingendo le domande di condono per gli oltre cento abusi ancora pendenti – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio –. E’ l’ennesima storia incredibile, i permessi rilasciati dall’amministrazione hanno, infatti, per oggetto la realizzazione di 20 bungalows per 4.300 metri cubi complessivi, ma ora, grazie ad un numero infinito di abusi, in quella stessa area ci sono invece 80 appartamenti, quasi 13mila metri cubi”. “La Goletta Verde torna a denunciare la situazione del complesso turistico Holiday Village di Fondi: nato come campeggio è divenuta una vera e propria lottizzazione abusiva - ha spiegato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio -. La struttura oggi è chiusa dopo essere stata sequestrata in attesa del giudizio di merito del tribunale di Latina per il reato di lottizzazione abusiva. Dopo la grande vittoria della demolizione dell’Isola dei Ciurli a Fondi, bisogna fare in modo che la nuova e positiva legge regionale contro l’abusivismo sia anche un’occasione per riprendere storie che sembrano vecchie ma invece restano ancora del tutto attuali. Per questo, su entrambe le vicende, Legambiente Lazio inoltrerà un esposto alla Direzione Urbanistica Regionale chiedendo un rapido intervento nel merito”.
R.A.

Parisella - Ranucci: è scontro

E’ slittata nuovamente, a data da destinarsi, la seduta al Tar sui due ricorsi presentati dal comune di Fondi contro l’istituzione della commissione di accesso agli atti. Il legale dell’amministrazione ha chiesto il rinvio sulla base di una circolare del Ministero dell’Interno datata 1991, in cui si dichiara necessario il coinvolgimento, al momento dell’istituzione delle commissioni di accesso da parte dei Prefetti, del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Intanto il sindaco Luigi Parisella interviene sull’interrogazione parlamentare presentata dal senatore del Partito Democratico, Raffaele Ranucci, sottoposta al Ministero dell’Interno, firmata anche dal capogruppo al Senato del Partito Democratico Anna Finocchiaro e dal senatore Luigi Zanda, volta ad accelerare l’iter per lo scioglimento del consiglio comunale di Fondi. Un intervento quello di Ranucci che viene giudicato da Parisella “privo di qualsiasi fondamento logico e giuridico. Ranucci – prosegue il primo cittadino - dovrebbe avere più rispetto delle istituzioni. Se lui ha concluso le indagini, se ha già condannato il comune, se si sostituisce agli inquirenti allora l’interrogazione ha un senso, mentre, in realtà, mi sembra solo un’intrusione fuori luogo che si commenta da se”. Il senatore del Pd ha spiegato che “il prefetto di Latina Bruno Frattasi, verificato che ricorrevano le condizioni, ha deciso di chiedere al Ministero dell’Interno di procedere allo scioglimento anticipato del consiglio comunale di Fondi, a causa di presunti condizionamenti malavitosi. Ad oggi – ha proseguito l’esponente del Pd - non c’è stato nessun atto da parte del ministro, mentre sarebbe importante intraprendere tempestivamente provvedimenti per contrastare la criminalità organizzata e le infiltrazioni malavitose nella provincia di Latina, al fine – conclude - di garantire in questi territori una vita democratica e civile”. Per Parisella l’intervento del senatore di centrosinistra dimostra “poco rispetto per le istituzioni che devono decidere senza influenze esterne. Tanto – sottolinea - che noi non abbiamo mai fatto dichiarazioni che potessero in qualche modo andare ad influenzare il lavoro di chi di dovere. La democrazia che tanto auspicano a parole - accusa - dovrebbero imparare ad applicarla ai fatti”. Il primo cittadino, in seguito, passa al contrattacco “potremmo proporre al governo Berlusconi di operare con il “metodo Ranucci”: basta togliere le istituzioni e gli organi inquirenti e istituire di nuovo l’inquisizione. Il senatore – prosegue Parisella – si preoccupasse di cose più importanti come le conseguenze irreparabili per l’ambiente che il progetto del porto di Formia da lui appoggiato porterebbe”. In conclusione il sindaco annuncia di aver dato mandato ai suoi legali “per tutelare l’immagine del sottoscritto e del comune in qualsiasi sede, anche per le fughe di notizie rispetto alle indagini su Fondi apparse negli ultimi tempi sulla stampa”.
Riccardo Antonilli

giovedì 9 ottobre 2008

"Laboratorio di analisi, nessun depotenziamento"

Dopo Claudio Moscardelli anche Domenico Di Resta si interessa alle vicende del laboratorio di analisi del san Giovanni di Dio, incontrando la manager della Asl pontina, Ilde Coiro. Nella giornata di martedì, infatti, una delegazione del Partito Democratico di Fondi, insieme al consigliere regionale, hanno avuto modo di confrontarsi con la Coiro. E’ stato il circolo fondano del Pd a richiedere l’incontro per conoscere le iniziative della Asl relativamente al territorio di Fondi. La delegazione ha sottolineato nello specifico la necessità di non procedere ad atti di ridimensionamento dei laboratori di analisi al di fuori di ipotesi di riorganizzazione complessiva della sanità nel comprensorio di Fondi. La Coiro ha quindi smentito l’esistenza di provvedimenti relativi al depotenziamento del laboratorio dell’Ospedale, confermando che ogni ristrutturazione che dovesse rendersi necessaria nel sistema dei laboratori in provincia di Latina, sarà fatta sulla base di analisi obiettive e valutazioni condivise, e che al momento non esistono decisioni attuative assunte in tal senso. Inoltre la delegazione del Pd ha richiamato l’attenzione sulla necessità di avviare un confronto più generale sulla riorganizzazione e sul rafforzamento della presenza di strutture sanitarie sul territorio. Un confronto di merito quindi, volto a costruire una sanità, specialmente per quanto attiene i servizi territoriali, fortemente adeguata alle nuove esigenze emergenti sul territorio. Altre rassicurazioni, quindi, sulla garanzia dei servizi nel nosocomio fondano. Eppure, riportando alla mente le ultime dichiarazioni di alcuni esponenti della maggioranza, primo tra tutti il presidente del consiglio comunale Giorgio Fiore, viene da chiedersi se basteranno a raffreddare gli animi su una delle tematiche più sentite sul territorio di Fondi.
Riccardo Antonilli

Isola dei Ciurli, Legambiente celebra l'abbattimento

Un evento per celebrare, insieme alle scuole, l’esito di una battaglia combattuta e vinta da Legambiente «contro l’ecomostro più grande nel Lazio»: l’Isola dei Ciurli. Si terrà a Fondi la «Festa della Legalità ambientale», organizzata da Legambiente Lazio e prevista per sabato 18 nell’area dove sorgeva la lottizzazione abusiva. Circa 300 bambini e ragazzi di diverse scuole della provincia di Latina parteciperanno all’evento, come gli alunni delle elementari e dell’Itc «Libero De Libero» di Fondi, della scuola elementare di Monte San Biagio, ma anche una rappresentanza del liceo «Russel» di Roma. Durante l’evento si svolgeranno numerose attività didattiche, attraverso mostre fotografiche e laboratori su temi come rifiuti, consumo critico, stili di vita e agricoltura di qualità. Alla festa sono stati invitati il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, l’assessore regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti, il sindaco del comune di Fondi, Luigi Parisella, e alcuni rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato. «Adesso - spiega il vicepresidente di Legambiente Lazio, Valentina Romoli - bisognerà ragionare su come utilizzare l’area della lottizzazione abusiva dei ciurli, sottratta ai proprietari e affidata al comune di Fondi».
R.A.

martedì 7 ottobre 2008

"Edilizia, Commissione in regola"

Arriva la risposta della maggioranza consiliare del comune di Lenola alle accuse della minoranza sulla nomina della commissione edilizia. “Qualche mese fa – si legge in una nota - accusavano l'amministrazione di essere lenta nel nominare la commissione. Adesso propongono invece l'abolizione della stessa e la nomina di un dirigente tecnico esterno. Siamo veramente alla comicità. Innanzitutto – continuano – vogliamo ribadire la legittimità degli atti consiliari: l'adeguamento alla nuova legge riguardante la composizione della commissione edilizia è stato condiviso anche dalla minoranza. Il consiglio comunale, - concludono - nella sua autonomia e con voto segreto, ha votato i membri della nuova commissione, scegliendo figure di esperienza e giovani tecnici per ogni settore: un geometra, un architetto, un perito industriale elettrotecnico abilitato, un esperto in edilizia e un agronomo esperto ambientale”.
R.A.

Gemellaggi a Campodimele, indagine della Finanza

Scambi culturali fantasma. Ci sarebbe questo al centro di un’indagine della Guardia di Finanza di Formia riguardante il comune di Campodimele. Il tutto è nato da un esposto presentato, lo scorso anno, dalla minoranza consiliare proprio alla Finanza di Formia. Nel dettaglio, ai tempi dell’amministrazione di Aldo Lisetti con Paolo Zannella vicesindaco, alcuni consiglieri di minoranza hanno trovato un paio di delibere di giunta riguardanti scambi culturali con Germania e Russia, per cui il comune ha speso decine di migliaia di euro. Fin qui nulla di strano, anzi teoricamente si tratta di un’ottima opportunità formativa sia per i ragazzi di Campodimele che per i russi e i tedeschi che avrebbero così avuto la possibilità di confrontarsi. Il problema è che, in realtà, non c’è un solo giovane campomelano che sia stato coinvolto in qualche iniziativa del genere. In seguito le fiamme gialle formiane hanno ascoltato i consiglieri di minoranza denunciatari e hanno visitato il comune in cerca di documentazione relativa agli scambi. Quella degli scambi culturali e dei gemellaggi è una realtà, quindi, che continua a suscitare polemiche. Basta ricordare quello che sta accadendo nella vicina Fondi, gemellata, da dieci anni, con la cittadina tedesca di Dachau. Mentre si è appena conclusa una visita di una delegazione fondana in Germania e ci si appresta ad ospitare i “cugini” tedeschi a Fondi, il presidente del Comitato Casa D’Europa, in passato impegnato nell’organizzazione di eventi nell’ambito del gemellaggio, ha gettato benzina sul fuoco attaccando apertamente l’amministrazione Parisella. “Purtroppo - spiega il presidente - molti sono stati i veti posti dall'amministrazione comunale a manifestazioni nella cui organizzazione sono presenti persone non iscritte al partito del sindaco, ve le elenco senza problemi: la Festa del vino a Dachau; lo scambio commerciale Fondi-Dachau; la festa dei pescatori al Lago di Fondi e la regata storica di Lagune d'Italia”. Il presidente rincara la dose spiegando che “in ognuna di queste manifestazioni è intervenuta prepotentemente l'amministrazione guidata da Parisella, con interventi diretti del sindaco o dell'assessore Marco Carnevale”.
Riccardo Antonilli

lunedì 6 ottobre 2008

Gemellaggio con Dachau, tutto pronto per la visita della delegazione tedesca

Prosegue con la visita di una delegazione tedesca a Fondi il gemellaggio con Dachau. In occasione della celebrazione del 10° anniversario del gemellaggio tra le due città, un nutrito numero di cittadini tedeschi, capeggiati dal Borgomastro Peter Burgel e del quale faranno parte anche giornalisti della stampa nazionale tedesca, giungeranno a Fondi. I contenuti del programma celebrativo sono i seguenti: giovedì, alle ore 19.00, accoglienza degli ospiti presso il castello baronale, con rappresentazione in costume di “Giulia Gonzaga”; il giorno seguente partecipazione alla Santa Messa e alla processione di Sant’Onorato ed il giorno 11, alle ore 19.00, presso la “Giudea” spettacolo di marionette offerto dal comune di Dachau agli amministratori di Fondi. La visita si concluderà domenica. Un gemellaggio che continua a suscitare polemiche. Appena un paio di giorni fa il presidente del comitato Casa D’Europa era intervenuto ricordando quelle che, a suo dire, sono le colpe dell’amministrazione Parisella nella mancata organizzazione di alcune manifestazioni nell’ambito del gemellaggio. E’ opportuno ricordare che il comitato fino a un paio di anni fa organizzava, con il supporto del comune, alcune iniziative. “Non aver organizzato la Festa del vino a Dachau – ha sottolineato il presidente di Casa D’Europa - a causa di un veto posto dall'amministrazione comunale è stato un vero peccato. Purtroppo - continua Augusto Parisella - molti sono stati i veti posti dall'amministrazione comunale a manifestazioni nella cui organizzazione sono presenti persone non iscritte al partito del sindaco, ve le elenco senza problemi: la Festa del vino a Dachau; lo scambio commerciale Fondi-Dachau; la festa dei pescatori al Lago di Fondi e la regata storica di Lagune d'Italia”. Il presidente rincara la dose spiegando che “in ognuna di queste manifestazioni è intervenuta prepotentemente l'amministrazione guidata da Parisella, con interventi diretti del sindaco o dell'assessore Marco Carnevale. Non si riesce a comprendere - conclude - l'ostilità a tali iniziative da parte dell'amministrazione, forse è il voler avere sempre e comunque le mani su tutto”.
R.A.

domenica 5 ottobre 2008

Usi civici, è scontro tra Parisella e Di Resta

Continuano le polemiche sugli usi civici nel comune di Fondi. Dopo l’intervento del consigliere regionale Domenico Di Resta che, supportato dal parere dell’assessore regionale competente, ha definito illegittimo il “canone provvisorio per illecito arricchimento” richiesto dal comune ai cittadini occupatari dei terreni gravati da usi civici, ora ad intervenire è nuovamente il sindaco Luigi Parisella. “Ormai, - spiega Parisella - appare quanto mai strumentale il persistente tentativo del consigliere regionale Di Resta, teso a contestare immotivatamente l’azione dell’amministrazione comunale nell’ambito dello storico contenzioso con gli occupatori abusivi (senza titolo) dei terreni demaniali e di uso civico di Selva Vetere. Eppure, - prosegue il primo cittadino - occorre evidenziare che sono molteplici le sentenze emesse dal Commissario per gli usi civici di Roma nei vari procedimenti promossi dagli occupatori abusivi che contestavano la natura demaniale del bene, riconoscendo non solo la natura civica dei terreni occupati, ma anche l’abusività dell’occupazione medesima. Già si è avuto modo di rilevare – continua - come l’interrogazione presentata dal consigliere Di Resta al presidente del consiglio regionale nel giugno scorso è fondata su di un assunto completamente fuorviante, che confonde, non so se artatamente, elementi che configurano situazioni giuridiche differenti: il canone, presuppone l’esistenza di un titolo; l’indennità risarcitoria (che sta perseguendo il comune ai sensi di legge), presuppone l’assenza di titolo. Il comune di Fondi – sottolinea - sta agendo in giudizio non per rivendicare la corresponsione di un canone (come erroneamente afferma Di Resta), circostanza che presuppone a fronte dell’occupazione il possesso di un titolo concesso dal comune stesso, ma per vedersi riconosciuta dal giudice la relativa indennità risarcitoria a seguito del danno prodotto alla collettività dall’occupazione senza titolo del bene demaniale. L’inerzia degli amministratori comporterebbe un evidente danno erariale che la Corte dei conti non esiterebbe ad imputare a loro carico”. Parisella, in seguito, passa al contrattacco. “Se c’è qualcuno – conclude - che sta difendendo situazioni e condizioni al di fuori di ogni previsione e fondamento giuridico-legislativo è proprio il consigliere Di Resta e tutti coloro che stanno giocando una perfida sfida, suscitando false e inconsistenti attese e inducendo gli stessi occupatori abusivi a procedere in un assurdo contenzioso i cui onerosissimi costi in termini di risarcimento disposti dal giudice ricadranno esclusivamente sugli stessi occupatori abusivi”.
Riccardo Antonilli

La Destra: "A Fondi è necessario voltare pagina"

Il partito La Destra di Fondi, “preso atto della situazione politico-amministrativa venutasi a creare nella città, che ha indotto il prefetto di Latina Frattasi a nominare la commissione d'accesso allo scopo di accertare eventuali infiltrazioni malavitose e preso atto dei vari procedimenti a carico di dirigenti e funzionari del nostro comune”, interviene invitando “i rappresentanti del PdL e delle liste civiche presenti nella massima assise comunale a dare il via ad una profonda verifica politica interna ad ogni singolo partito ed all'intera coalizione di maggioranza, prendendo in seria considerazione l'eventualità di un "rimpasto" in seno alla giunta. Se ciò non dovesse essere possibile per ragioni strettamente personali o per via dell'acutizzarsi di frizioni interne – sottolineano - riteniamo non debba essere esclusa l'ipotesi di dimissioni volontarie dell'intera maggioranza”. Quello richiesto dal partito che fa capo a Francesco Storace è “un atto di coraggio politico che chiediamo ai partiti di centro della nostra città, non come ammissione di chissà quali responsabilità o colpe, ma in forza della necessaria autocritica che sono chiamati a fare e della presa di coscienza sui tanti errori commessi che portano oggi all'ingovernabilità, convinti che sia indispensabile per voltare decisamente pagina, per il bene di Fondi e dei suoi abitanti. Approfittiamo, inoltre, - proseguono - per riproporre a tutti i movimenti cittadini l'adozione di un codice etico per la politica fondana, affinché si sviluppi una nuova classe politica, con la voglia di portare nella pubblica amministrazione sempre più efficienza e legalità, moralità ed eticità, trasparenza e partecipazione. Netta dovrà essere – concludono - la distinzione tra incarichi politici ed amministrativi, perché chi viene chiamato ad amministrare deve togliersi gli abiti di rappresentante di parte ed indossare quelli di rappresentante di tutta la comunità ed essere soprattutto super partes”.
R.A.

sabato 4 ottobre 2008

Comitato Casa D'Europa, scontro con l'amministrazione

Il presidente del comitato Casa d'Europa - Amici di Dachau, Augusto Parisella, nel sottolineare la propria soddisfazione per aver preso parte, su invito, all'Oktober Fest di Monaco, coglie l’occasione per riaccendere le polemiche che vedono contrapposti il comitato e il comune di Fondi. "E' stata una bella esperienza e la delegazione che ha partecipato – spiega Parisella - è rimasta molto contenta delle tradizioni e del folklore bavarese, abbiamo rilasciato una intervista a Munich TV, una delle televisioni più importanti della baviera, in onda in questi giorni e ripetuta molte volte, abbiamo colto l'occasione per salutare il Borgomastro di Dachau e parlare del 10° del gemellaggio tra Fondi e Dachau. Non aver organizzato la Festa del vino a Dachau – sottolinea - a causa di un veto posto dall'amministrazione comunale è stato un vero peccato. Purtroppo - continua Parisella - molti sono stati i veti posti dall'amministrazione Parisella ad associazioni in cui sono presenti persone non iscritte al partito del sindaco, ve le elenco senza problemi: la Festa del vino a Dachau; lo scambio commerciale Fondi-Dachau; la festa dei pescatori al Lago di Fondi e la regata storica di Lagune d'Italia”. Parisella rincara la dose spiegando che “in ognuna di queste manifestazioni è intervenuta prepotentemente l'amministrazione guidata da Parisella, con interventi diretti del sindaco o dell'assessore Marco Carnevale. Non si riesce a comprendere - conclude - l'ostilità a tali iniziative da parte dell'amministrazione, forse il voler avere a sempre e comunque le mani su tutto, oppure il fatto che queste manifestazioni sono state realizzate senza l'aiuto economico del comune di Fondi (ad esclusione di Lagune d'Italia), cosa oramai molto rara visto che ogni manifestazione a Fondi viene realizzata a suon di migliaia di euro”.
R.A.

giovedì 2 ottobre 2008

Urbanistica, polemica aperta

"Con l’elezione dei membri della Commissione Edilizia, l’amministrazione De Filippis ha compiuto un ulteriore passo verso il totale controllo politico dell’edilizia privata, l’unico settore a cui sono veramente interessati». Inizia così una nota polemica della minoranza consiliare di Lenola su uno dei settori amministrativi più delicati per la comunità lenolese. «Oltre a presentare ai professionisti un bando farsa - proseguono - al quale molti si sono sottratti in quanto, tra le righe, era facile leggere un chiaro fine politico-clientelare, è stata seguita una procedura illegale e poco trasparente che ha portato alla nomina di una commissione composta da parenti ed amici degli attuali amministratori di maggioranza. Addirittura hanno inserito come esperto un ragazzo poco più che ventenne, di Fondi, solo perche legato ad un assessore! A Lenola non c’erano altri esperti di edilizia!? Ribadiamo - sottolineano - la nostra proposta, che è quella della abolizione della Commissione Edilizia e della nomina di un dirigente, tecnico laureato, con il compito di guidare l’intero iter amministrativo, affinché il permesso a costruire o altra autorizzazione venga sottratto al controllo politico e con l’ulteriore vantaggio, di non poco conto, di una accelerazione della procedura a tutto vantaggio della collettività. Ci sono, inoltre, situazioni al limite della decenza visto che in commissione c’è il figlio dell’assessore all’urbanistica. In questa Commissione - continua la nota - non c’è alcun membro che rappresenti la minoranza, questo significa che potranno fare quello che vogliono. Evidentemente le nostre iniziative volte a garantire legalità e trasparenza nel settore dell’edilizia non sono piaciute agli amministratori, i quali hanno pensato di tenerci lontano dalle carte. Questa per loro - concludono - si rivelerà una amara illusione!»
R.A.

mercoledì 1 ottobre 2008

Itri, Consiglio comunale segnato dalle polemiche

Approvato l’assestamento di bilancio, il consiglio di Itri, riunitosi lunedì sera, ha saputo riservare la solita ampia dose di polemiche politiche. Nel corso della massima assise cittadina l’opposizione, per bocca del consigliere della lista civica «Itri sei tu» Italo la Rocca, ha criticato su tutti i fronti l’operato dell’amministrazione Agresti. Dieci punti a cui corrispondono altrettante interrogazioni. Si va dal Piano Regolatore Generale, passando per gli incarichi di progettazione in materia urbanistica, fino ai lavori pubblici. Quindi, ancora una volta, la politica edilizia dell’amministrazione di centrodestra itrana è stata al centro dell’attenzione. L’edilizia resta uno dei «temi caldi» riguardanti il territorio itrano, in cui negli ultimi mesi si sono susseguiti sequestri e denunce per abusivismo. Proprio per questo sembra sempre più necessaria l’approvazione di un nuovo Prg, strumento necessario per regolamentare un territorio di circa 11.000 ettari e stemperare gli «appetiti» degli abusivi.
R.A.

Debiti fuori bilancio: E' scontro in assise

Si è aperto con la dichiarazione di astensione del gruppo consiliare del Pd il consiglio comunale della città di Fondi, tenutosi ieri sera nel castello baronale. Massimo Di Fazio ha spiegato che il suo partito manterrà la linea dell’astensione finché non saranno noti i risultati dell’indagine condotta dalla commissione di accesso. Poi l’assessore al bilancio Pietro Cacciola ha letto la sua relazione sul primo punto all’ordine del giorno, ovvero la variazione al bilancio annuale di previsione dell’esercizio finanziario 2008, successivamente approvato dall’assise. Subito dopo lo stesso Cacciola è passato al secondo punto: il riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio. Argomento questo che non ha mancato di suscitare accese polemiche. Proprio Di Fazio ha ripreso la parola per chiedere delucidazioni sul debito contratto dal comune con la Cogest spa, società che ha riscosso tra il ’98 e il 2001 la Tarsu e l’Ici per conto del comune. «Mentre si parla di risanamento - ha spiegato il consigliere di opposizione - i debiti vanno per fatti loro». A quel punto l’assessore Pierluigi Avallone ha ritenuto doveroso fornire una risposta. Un tentativo di fare chiarezza che non ha soddisfatto il consigliere di «Fondi Viva» Arnaldo Faiola che ha sottolineato «l’enormità delle spese che il comune si è accollato per la convenzione». «A fronte di quasi 500mila euro - ha proseguito - ci sono altri 200mila euro circa più altri oneri. Perché abbiamo aspettato tutto questo tempo?» si è domandato il Faiola. Prima della votazione non è mancato uno scambio di battute al vetriolo tra il primo cittadino e il consigliere d’opposizione Massimo Di Fazio. Un consiglio, quindi, che rispetto alla scorsa assise è rimasto, almeno nella prima parte, incentrato sui punti all’ordine del giorno, evitando di sfociare in polemiche politiche legate alle indagini della commissione di accesso. Va ricordato, infatti, che le dichiarazioni del sindaco Luigi Parisella sulle modalità di insediamento della commissione hanno lasciato una lunga scia di polemiche. Al tempo stesso non si erano risparmiati attacchi frontali tra gli schieramenti politici.
R.A.