mercoledì 27 luglio 2011

Sanatorie false, sequestrato il Maury's

Abusivismo edilizio a Fondi, la Guardia di Finanza sequestra il Maury’s. La struttura realizzata su 1700 metri quadri in cui trova spazio il megastore di casalinghi, per gli inquirenti sarebbe abusiva. Sono stati i baschi verdi del gruppo di Formia, guidati dal maggiore Luca Brioschi, nella mattinata di ieri a dare esecuzione ad un provvedimento d’urgenza, emesso dalla Procura della Repubblica di Latina a firma del pubblico ministero Olimpia Monaco, con il quale è stato disposto il sequestro dell’immobile commerciale di via Diversivo Acquachiara. L’immobile che ospita la rivendita della catena di negozi di prodotti per la casa, sarebbe stato illecitamente costruito e successivamente «sanato» con atti illegittimi. L’attività investigativa delle fiamme gialle, rivolta in particolar modo al controllo economico del territorio e al contrasto dei reati in materia ambientale e di abusivismo edilizio, ha permesso di acclarare che il capannone, costruito negli anni ‘90 senza i prescritti titoli abitativi e non tenendo conto dei vincoli paesaggistici, era stato «sanato» anche grazie a false autocertificazioni e determine dirigenziali, tramutandone la reale destinazione d’uso da semplice «magazzino e servizi» ad «attività commerciale». Tre responsabili sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per i reati di abuso d’ufficio e falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. Si tratta dell’ex comandante della Polizia municipale, il generale della Finanza a riposo, Franco Attardi, del dirigente del settore urbanistica del Comune di Fondi, Gianfranco Mariorenzi e il titolare del negozio. Il valore stimato della struttura sotto sequestro ammonta a circa 3 milioni di euro. Un’operazione che arriva poche ore prima dall’approvazione in consiglio comunale del Piano del commercio, uno strumento utile a «fare ordine». Per arrivare a redigere il documento e dopo le polemiche degli esercenti, per i sei mesi appena trascorsi il Comune ha sospeso le licenze ai megastore. Tra questi c’è la catena Lidl, che avrebbe voluto aprire a Fondi e, visto il diniego giunto da Palazzo, è anche ricorsa al Tar.
Intanto, già dal pomeriggio di ieri, i dipendenti del megastore rimasti improvvisamente senza lavoro hanno messo in piedi una manifestazione di protesta con tanto di striscioni.
Riccardo Antonilli

lunedì 25 luglio 2011

Fondi, terra di abusi e nessun abbattimento

Nonostante l’assenza della Goletta intesa come imbarcazione, fermata da un guasto, la storica campagna dell’associazione ambientalista è andata avanti. Ed è significativo che ieri mattina l’iniziativa sia passata per Sant’Anastasia, praticamente davanti al campeggio sequestrato per lottizzazione abusiva. Ma non è solo il Sant’Anastasia ad interessare il presidente regionale di Legambiente, Lorenzo Parlati, e soci.

Nel dossier “Coste Negate” c’è, ad esempio, l’area su cui sorgeva l’ecomostro dell’Isola dei Ciurli, ancora chiusa, ci sono gli abusi sulle sponde del lago, e i villini del residence La Selva. C’è soprattutto un dato: su 90 abusi accertati a Fondi nel 2009, le demolizioni sono state pari a zero. I dati, forniti dalla Regione Lazio, permettono di sapere che nel periodo 2004/2009, Fondi si colloca al 5° posto dei comuni del Lazio per numero di abusi rilevati, con 662 illeciti edilizi, ovvero il 3,10% del totale regionale. Un peso, che aumenta ancora di più, se raffrontato con il dato della provincia di Latina, per cui il comune fondano pesa per il 28,5% sul totale degli abusi commessi negli ultimi 5 anni. Andiamo ad analizzare alcuni “casi”. La vicenda del camping Santa Anastasia è la storia paradigmatica di numerosi campeggi che sorgono sullo splendido litorale fondano. La struttura, nasce come campeggio, per poi trasformarsi, nel corso degli anni, in un vero e proprio villaggio turistico. 13 ettari di fascia costiera, urbanizzati, che hanno via via soppiantato tende e roulotte. Ed ecco, dunque, che lo scorso 20 aprile, gli uomini del Nucleo investigativo della forestale, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Latina, hanno fatto scattare i sigilli alla struttura, ipotizzando il reato di lottizzazione abusiva. Ad inizio maggio, poi, il sequestro dell'intera struttura viene convalidato dal gip di Latina Nicola Iansiti e successivamente, a fine maggio, il Tribunale del Riesame respinge il ricorso della proprietà. Ed il 7 giugno la magistratura chiude l'inchiesta, ribadendo, così l'ipotesi accusatoria formulata lottizzazione abusiva, nei confronti del titolare della struttura. L'abusivismo fondano non si caratterizza solo per l'aggressione al litorale, ma passa anche attraverso le colate di cemento ai danni del Lago di Fondi. Nonostante il Lago sia un Monumento naturale, inserito nel Parco dei Monti Ausoni, è ancora vittima di aggressioni. L'ultima, in ordine di tempo, è dello scorso 24 maggio, quando i militari delle Guardia di Finanza di Fondi, su segnalazione pervenuta dai loro colleghi della sezione aerea di Pratica di Mare, nell'ambito di un'operazione volta al contrasto del dilagante abusivismo edilizio, hanno individuato due capannoni di 1000 metri cubi ciascuno, del tutto abusivi.

Incendia l'auto della ex, arrestato

Lasciato dalla compagna , le incendia la macchina. Protagonista del terribile episodio il 29enne di Trentola Ducenta, ma di fatto domiciliato a Fondi, Massimo Gallucci. L'uomo, intorno alla mezzanotte di ieri, dopo un pomeriggio trascorso a discutere animatamente, ha dato fuoco alla vettura dell'ex.

La Peugeot 306 era posteggiata sotto l'abitazione della donna, in via Capua, traversa di via Arnale Rosso. Il Gallucci è passato a bordo di uno scooter e dopo aver cosparso la vettura di liquido infiammabile, le ha dato fuoco, per poi fuggire via. Immediatamente sul posto sono giunti i Falchi della Protezione civile di Fondi che hanno domato le fiamme. Allertati da alcuni passati, gli agenti del commissariato di Polizia di Fondi si sono messi subito sulle tracce del 35enne, fermandolo poco dopo in via stazione. Condotto il commissariato, il Gallucci è stato arrestato e trasferito, nella tarda mattinata, presso il carcere di Latina. A suo carico è stato formulato il reato di “incendio doloso”. Il 29enne è stato anche contravvenzionato ai sensi del codice della strada, poiché il mezzo utilizzato per commettere il reato, era privo di copertura assicurativa obbligatoria.