Botte da orbi in un bar del centro di Fondi. E’ accaduto govedì sera, intorno alle 23 e 15, quando è stato richiesto l’intervento degli agenti del Commissariato di Polizia. Gli uomini guidati da Massimo Mazio, giunti sul posto, hanno cercato di ristabilire la calma tra le persone trovate in evidente stato di ubriachezza. Uno di essi, senza sentire ragione, in malo modo ha iniziato a strattonare un agente in divisa, cercando di scappare. Un tentativo inutile. I poliziotti, infatti, lo hanno bloccato e tratto in arresto. Si tratta di Ercole Rega di anni 42, pregiudicato, che dovrà rispondere dei reati di resistenza, lesioni e minacce a pubblico ufficiale, nonché rifiuto di fornire le proprie generalità. N.L. di anni 37, l’altro uomo coinvolto nella furibonda lite, è stato denunciato a piede libero per i medesimi reati. L’agente aggredito per una lieve contusione alla mano destra si è fatto medicare al Pronto soccorso del «San Giovanni di Dio». Come previsto, è stato avvisato il pubblico ministero di turno, che ha confermato l’arresto del 42enne.
Riccardo Antonilli
sabato 27 febbraio 2010
Botte in ospedale
Si prendono a botte nell’ospedale «San Giovanni di Dio» di Fondi. Il tutto si è verificato lunedì pomeriggio intorno alle 17 nel reparto di radiologia. Un medico ha avuto un alterco - nato da futili motivi - con una collega. Una parola di troppo ed ecco che tra i due iniziano a volare parole grosse e grida. Il medico, poi, stando alle testimonianze raccolte, si sarebbe allontanato e per eseguire una mammografia. Il tempo di iniziare la visita e nella stanza a quanto pare è piombato il marito della dottoressa. Tra i due a quel punto sarebbe iniziato un acceso diverbio finito presto alle mani. Terrorizzata la paziente che si stava sottoponendo alla mammografia
che, di corsa, sembra sia uscita dalla stanza gridando. Preoccupati e impauriti anche gli altri pazienti e dipendenti del reparto che hanno allertato i Carabinieri, prontamente giunti sul posto. I militari, dopo aver calmato gli animi, ieri mattina, hanno raccolto le denunce sull’accaduto. Le bocche sul caso sono cucite, ma, secondo alcune indiscrezioni, sarebbero state presentate ben due denunce. Una del medico nei confronti del marito della dottoressa, l’altra da parte di quest’ultima nei confronti del medico. Inoltre, la paziente che si è vista piombare il marito della donna in
stanza mentre si stava sottoponendo alla mammografia sembra abbia presentato un esposto.
Riccardo Antonilli
che, di corsa, sembra sia uscita dalla stanza gridando. Preoccupati e impauriti anche gli altri pazienti e dipendenti del reparto che hanno allertato i Carabinieri, prontamente giunti sul posto. I militari, dopo aver calmato gli animi, ieri mattina, hanno raccolto le denunce sull’accaduto. Le bocche sul caso sono cucite, ma, secondo alcune indiscrezioni, sarebbero state presentate ben due denunce. Una del medico nei confronti del marito della dottoressa, l’altra da parte di quest’ultima nei confronti del medico. Inoltre, la paziente che si è vista piombare il marito della donna in
stanza mentre si stava sottoponendo alla mammografia sembra abbia presentato un esposto.
Riccardo Antonilli
martedì 16 febbraio 2010
Mof, la parola agli avvocati
“Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di agire nei confronti della Regione e nei confronti degli stessi funzionari che si sono resi responsabili di tutti questi atti omissivi”. La Mof Spa non ci sta e reagisce. Anche perché l’incredibile situazione descritta da Addessi ha portato ieri mattina all’esecuzione da parte di alcuni creditori del pignoramento dei canoni dovuti al Mof. “Stiamo subendo – sottolinea Addessi - continue diffide e messe in mora. Avremmo dovuto risolvere il problema interrompendo le restituzioni delle somme agli operatori, provocando una loro sacrosanta reazione nei confronti del governo regionale, ancorché in un momento politico assai delicato come quello attuale. Finora abbiamo voluto subire questa incredibile situazione per evitare di incrinare ancora di più i già delicati ultimi rapporti con l’amministrazione regionale. Nonostante le sollecitazioni pervenute dagli stessi operatori di rendere pubblica la protesta, abbiamo voluto testardamente evitarlo per spirito di correttezza istituzionale”. Ma l’episodio di ieri mattina ha spinto la società ad “urlare tutta la nostra rabbia e di attivare ogni azione contro quello che ormai non possiamo che definire un vero e proprio sopruso”. Se tale comportamento dovesse ancora protrarsi, “oltre alle azioni legali attiveremo con gli operatori ogni forma di protesta, ivi compresa anche una chiusura ad oltranza delle attività”.
R.A.
R.A.
Mof-Regione, è guerra
La Regione Lazio non restituisce quanto dovuto al Mof. Milioni di euro di pagamenti arretrati che stanno mandando in crisi gli azionisti e gli operatori. A denunciarlo pubblicamente è l’amministratore delegato della Mof Spa, Enzo Addessi. Il tutto nasce dall’ampliamento del mercato, per cui gli operatori hanno anticipato ingenti somme che la società ha restituito agli stessi operatori in attesa di un rimborso regionale che non è mai arrivato. A spiegare nel dettaglio quanto accaduto è proprio Addessi: “Il Mof ha realizzato l’intervento di ampliamento e ristrutturazione del nuovo Centro agroalimentare. In corso d’opera sono state inserite nel progetto anche opere di migliorie del vecchio mercato di proprietà regionale, che la Regione si impegnava a restituire a consuntivo. In attesa di consuntivo, per sostenere i costi di realizzazione di tali migliorie (risultate poi 15,5 milioni di euro), gli operatori - oltre all’accensione di un mutuo - si sono sobbarcati l’onere di corrispondere un’anticipazione di circa 5,5 milioni di euro. Poi il 29 novembre 2005, a conclusione dei lavori, la Regione ha determinato di corrispondere l’importo delle migliorie mediante rate in anticipazione annuali di 1,100 milioni di euro. In conseguenza di tale deliberazione, - sottolinea l’amministratore delegato - l’assemblea degli azionisti della Imof approvò un piano industriale che, tra l’altro, consentiva di restituire agli operatori, anno per anno, le somme sino ad allora anticipate. Ebbene, il Mof ha iniziato immediatamente a restituire agli operatori le somme anticipate. La Regione, invece, non ha erogato sinora neanche un euro delle somme stabilite. Soltanto ad aprile 2008 ha erogato una sola delle 5 anticipazioni annuali scadute”. L’amministratore delegato continua spiegando che “per poter far fronte agli impegni presi con gli operatori il Mof si è dovuto sempre più indebitare”. Tanto che, ad oggi, la Regione “deve versare per le predette migliorie l’incredibile somma di 5,500 milioni”. Ma la finisce qui. “La Regione – continua Addessi - ha approvato negli ultimi anni diversi progetti di sviluppo che il Mof ha presentato, al pari del Car di Roma, la cui rendicontazione di spese già sostenute non viene pagata da oltre un anno e mezzo. Peggio: alcuni mandati di pagamento da dover corrispondere entro il 31 dicembre scorso non sono stati pagati, rendendo le somme non più utilizzabili perché finite in perenzione. Il Mof, quindi, ha addebitato alla Regione tutti gli interessi bancari sostenuti. Il credito complessivo vantato ad oggi – conclude - è salito all’incredibile importo di circa 8 milioni di euro”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 15 febbraio 2010
La Democrazia Cristiana appoggia Cardinale
La Democrazia Cristiana sostiene la candidatura a sindaco di Franco Cardinale. La Dc non presenterà una propria lista, ma il commissariocomunale del partito, Aldo Lauretti sarà candidato al consiglio comunale nella lista Uniti per Fondi. “Il perché della scelta – spiega Lauretti - è facile a dirsi. Da tempo la Democrazia cristiana locale aveva auspicato un radicale cambiamento della politica e dei personaggi, per uscire da quelle politiche personalistiche che hanno condizionato, negativamente, la città a livello economico e culturale. Nel codice genetico della Dc, infatti, esiste un valore assoluto, imprescindibile, che è il libero collante che ha unito nuovamente insieme, attorno ad una storica e gloriosa idea uomini e donne che hanno sempre creduto nei principi di libertà democratica intesa come libera autodeterminazione dell’individuo. In ossequio a queste idee, oggi, la Democrazia Cristiana di Fondi, ufficializza l’accordo con il candidato a sindaco Franco Cardinale ed invita tutti i suoi iscritti e simpatizzanti ad impegnarsi per appoggiare questo effettivo cambiamento della politica fondana”. Sicura del successo di Cardinale, la Dc si impegna, fin d’ora, “a rappresentare nella futura amministrazione gli ideali di sempre che hanno ispirato uomini come Sturzo e De Gasperi”.
Udc-PdL, è fatta
Era nell’aria. I dubbi sul fatto che l’UdC avrebbe appoggiato la candidatura di Salvatore De Meo a sindaco della città di Fondi erano davvero pochi. Nonostante la presunta e immediatamente smentita alleanza con la coalizione in sostegno a Franco Cardinale di qualche settimana fa, era questione di giorni la presentazione ufficiale dell’accordo tra la coalizione guidata dal PdL e l’Unione di Centro. Ieri mattina i vertici provinciali dei due partiti, alla presenza di De Meo, hanno annunciato pubblicamente il proseguimento del percorso comune e l’ingresso della lista “Moderati per Fondi” nell’Udc. Dunque, alle comunali, dietro al simbolo del partito di Casini ci saranno anche Gianni Giannoni e soci. Michele Forte, Claudio Fazzone e Armando Cusani hanno presentato con Menenio Di Trocchio e Maurizio Cima dell’UdC locale e Giannoni (Moderati per Fondi) qual è il progetto che si apprestano a mettere in campo con la rinnovata alleanza. Fazzone, in particolare, ha ribadito la sua idea di filiera di partiti, che, dal Comune, arrivi fino al governo, passando per la Provincia e la Regione. “Se il nostro territorio non lo difendiamo noi – ha dichiarato – non possiamo aspettarci che lo facciano gli altri”. Per Cusani: “Si ricompone un quadro affidabile, una consolitada alleanza di persone che la pensano allo stesso modo e che mettono sempre al primo posto la difesa degli interessi locali”. Anche lui si è mostrato in linea con quanto sostenuto da Fazzone. “Questo territorio non può essere amminsitrato dalle liste civiche. Ci vogliono i riferimenti provinciali, regionali e nazionali. Questa – ha concluso – è la nostra formula vincente”. Il discorso, alla fine, è andato a vertere sul “caso Fondi” e sulle note vicende che hanno interessato l’amministrazione comunale. Un’amministrazione che, per Cusani, era “composta da persone che esasperate da un’ingiustizia hanno deciso di rassegnare le dimissioni”. Per Forte l’accordo di ieri è il primo passo “per dare a Fondi un po’ di serenità. Dobbiamo – ha proseguito il sindaco di Formia – avere fiducia tra di noi, perché non possiamo accettare che governi chi va contro il territorio”. De Meo ha chiuso i lavori illustrando i punti salienti del suo programma. Un programma che adesso è condiviso anche dall’Udc.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
venerdì 12 febbraio 2010
Molotov contro il benzinaio
Atto intimidatorio contro un benzinaio la scorsa notte a Fondi. Ignoti hanno gettato una molotov piena di liquido infiammabile contro l’ufficio dell’area di servizio Total, situata in via Appia lato Monte San Biagio. La bottiglia si è infranta sul muro generando un rogo di piccole dimensioni. Il tutto è accaduto intorno alle 23 di martedì. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e la Polizia di Fondi. I danni alla fine sono risultati limitati. Il proprietario, che da poco più di un anno ha preso in gestione la struttura, non sa spiegarsi chi possa aver compiuto un gesto simile. Appena un mese fa, nell’area di servizio, fu distrutta la finestra del punto vendita che affianca l’ufficio preso di mira martedì. Sul caso indagano gli agenti guidati dal vice questore Massimo Mazio. Secondo un prima ricostruzione, sembra che la bottiglia incendiaria sia stata lanciata da un’auto in corsa. Al vaglio degli inquirenti ci sono i filmati della videosorveglianza. Ora bisognerà capire se si tratta di un avvertimento o di un atto vandalico. Resta comunque la certezza che se le fiamme avessero preso piede i danni sarebbero stati incalcolabili. Un fatto che riaccende i riflettori sulla situazione dell’ordine pubblico a Fondi. Tanti gli episodi criminali che hanno riguardato attività commerciali e imprese. Basta ricordare gli incendi ai danni della fabbrica di imballaggi Fidaleo, della ditta di noleggio di mezzi edili Elispanair e della Cobal.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 10 febbraio 2010
Usura, in aula le altre vittime
Altre testimonianze e altre conferme sul sodalizio criminale sgominato con l’operazione Damasco 1. Ieri mattina in aula sono state ascoltate altre parti offese. La più attesa era quella di un imprenditore, titolare di un’azienda di riciclaggio multimateriale, il quale ha conermato il sistema dell’usura ma soprattutto - quel che interessava al Pm della Procura distrettuale- le minacce ricevute a fronte della sua impossibilità a pagare. Il testimone ha riferito al tribunale dei nemmeno tanto velati accenni da parte di Garruzzo ad amicizie importanti con le cosche della ’ndrangheta calabrese o al possesso di pistole. Il meccanismo del prestito usuraio era semplice. Sempre l’imprenditore ha spiegato che consegnava a Garruzzo un assegno post-datato il quale ne restutuiva uno con un importo inferiore di circa il 10% mensile. Lui aveva una necessità media mensile di circa 30-40mila euro. Alla fine, la crisi finanziaria dell’impresa è precipitata e si è ritrovato costretto a firmare un atto di riconoscimento del debito garantito da una serie di ipoteche sugli immobili dell’azienda per un valore di 300mila euro. Altre testimonianze hanno riguardato i rapporti di altre persone con Di Fazio, un altro degli imputati. Anche all’udienza del prossimo 9 marzo continueranno ad essere ascolati altre parti offese costituite parte civile con gli avvocati Giovanni Pesce e Marco Pandozzi. Gli imputati sono Vincenzo Garruzzo e quello di Massimo Anastasio Di Fazio, accusati di usura gravata dalle modalità mafiose con Giuseppe de Carolis, figura quest’ultima più marginale nelle ricostruzioni fornite, come Maurizio Macaro, accusato di favoreggiamento. Secondo la tesi accusatoria e i testimoni, il gruppo incassava l’assegno e elargiva contante trattenendo il 10% per un mese, il 20% per sessanta giorni e così crescendo fino al 120% l’anno. Il processo nasce dall’operazione portata avanti dalla Dda di Roma a febbario 2008, che ha contribuito alla nascita di quello che comunemente viene definito “caso Fondi”. L’Antimafia, dopo lunghe e approfondite indagini, arrestò quattro persone per usura gravata da modalità mafiose. Tre di questi sono sotto processo per quest’accusa e con loro c’è Macaro per favoreggiamento. Agli arresti, non va dimenticato, sono seguiti anche sequestri milionari di beni e conti correnti nei confronti di Garruzzo e Di Fazio, successivamente confiscati dal tribunale di Latina.
R.A.
R.A.
martedì 2 febbraio 2010
Incidente, 29enne muore in ospedale
E’ morto ieri pomeriggio Francesco Pezza, il 29enne itrano coinvolto nell’incidente stradale di sabato notte sull’Appia. Nel terribile schianto il giovane aveva riportato un’emorragia celebrale. Purtroppo a nulla sono servite le cure dei medici del “Santa Maria Goretti” di Latina. Francesco era giunto nel nosocomio del capoluogo dopo essere passato per il “San Giovanni di Dio” di Fondi, dove era stato stabilizzato. Le sue condizioni erano parse, da subito, disperate. Resta ricoverato in gravi condizioni sempre al “Goretti” anche Gianluca Ruggieri, anch’egli 29enne di Itri che si trovava sulla stessa auto di Pezza. Lui, domenica, è stato operato per un’emorrargia interna. Decisamente migliori le condizioni del 38enne fondano Francesco Pannozzo. Mentre, come si ricorderà, Salvatore e Francesco Cesco, padre e figlio di Formia, commercianti ambulanti che si stavano recando al mercato domenicale di Fondi hanno riportato solo qualche contusione. Lo schianto, avvenuto alle 5 e 45 di domenica mattina all’altezza della contrada Sant’Andrea, tra Fondi e Itri, è stato particolarmente violento. Tre i mezzi coinvolti: un’Opel Corsa con a bordo i due itrani, un’Apecar Piaggio condotta dal Pannozzo e un camioncino con i Cesco. Le prime indicazioni sulla dinamica lasciano intendere che l’Opel, diretta verso Itri, nel tentativo di sorpassare l’Ape, si sia scontrata frontalmente con il mezzo dei Cesco diretto verso Fondi. I dettagli dell’accaduto, comunque, sono al vaglio della Polizia stradale di Formia, giunta sul posto con i Carabinieri delle stazioni di Itri e Fondi, i Vigili del Fuoco di Terracina e la Polizia municipale di Fondi. L’Appia, dunque, si conferma triste scenario di sinistri stradali, troppo spesso caratterizzati da tragici bilanci di vittime e feriti. Ora non resta che il dolore di familiari e amici di Francesco. Figlio di Emilio e Silvana, Francesco aveva due fratelli, Luigi e Marco. Non è stata ancora stabilita la data delle esequie. La Famiglia ha deciso di donare gli organi.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Incidente sull'Appia, cinque feriti
Strage del sabato sera sfiorata a Fondi. Alle prime luci dell’alba di ieri, intorno alle 5 e 45, sull’Appia al chilometro 126,400, all’altezza della contrada San Raffaele, sono entrate in collisione una Opel Corsa, un’Apecar Piaggio e un camioncino Fiat. Cinque le persone coinvolte, di cui tre in condizioni più gravi. Salvatore e Francesco Cesco, padre e figlio, di Formia, commercianti ambulanti che si stavano recando al mercato domenicale di Fondi hanno riportato solo qualche contusione. Mentre Francesco Pezza e Gianluca Ruggieri, ambedue 29enni di Itri, che viaggiavano sulla Opel, si trovano ricoverati in condizioni più serie, il primo al “Goretti” di Latina, il secondo al “Fiorini” di Terracina. Trasferimento avvenuto dopo il passaggio al “San Giovanni di Dio”, dove i sanitari hanno riscontrato la gravità delle loro condizioni. E nel nosocomio del capoluogo è sato trasportato anche il guidatore dell’Ape, il 38enne fondano Francesco Pannozzo. Lo schianto è stato particolarmente violento, l’auto su cui viaggiavano i due itrani è rimasta completamente distrutta nella parte anteriore e dal lato guida, mentre sia il camion sia l’Ape sono finite nella scarpata che costeggia la strada. I due ragazzi nell’urto sono stati sbalzati sull’asfalto. Sul posto, oltre ai mezzi del 118, sono giunti, per primi i finanzieri della compagnia di Fondi, seguiti immediatamente dai Carabinieri delle stazioni di Itri e di Fondi, la Polizia stradale di Formia, i Vigili del Fuoco di Terracina e la Polizia municipale di Fondi. I 29enni stavano rientrando a casa dopo una serata passata in una nota discoteca di Fondi, quando si sono scontrati con gli altri due mezzi, il camion dei Cesco che stava sopraggiungendo in direzione opposta e l’Ape diretta anch’essa a Itri e che precedeva l’Opel Corsa. Presumibilmente l’auto ha tentato di sorpassare l’Ape al momento sbagliato, quando in senso opposto stava sopraggiungendo il mezzo delgi ambulanti. Ma la dinamica è al vaglio della stradale di Terracina.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
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