lunedì 29 giugno 2009

In memoria di De Spagnolis

Ha saputo richiamare centinaia di cittadini la commemorazione di Domenico De Spagnolis, sottotenente del I battaglione arditi-paracadutisti, tenutasi giovedì sera in piazza Incoronazione a Itri. L’evento rientrante nel “Percorso della memoria” avviato dalla Provincia di Latina è stato utile anche per rendere omaggio alla cittadina aurunca insignita nei primi anni sessanta della medaglia di bronzo al valor civile con la seguente motivazione: “Colpita da numerosi bombardamenti aerei e da dure rappresaglie nemiche, sopportava con animo fiero ed impavido le immani distruzioni di molti suoi figli”. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il sindaco Giovanni Agresti, altri primi cittadini dei comuni della provincia e il vice prefetto, Caterina Amato. Il sottotenente De Spagnolis, oltre a due croci di guerra e altre onorificenze civili è decorato della medaglia di bronzo al valor militare con la seguente motivazione: "Volontario per una rischiosa missione di guerra, veniva aviolanciato nelle retrovie nemiche. Alla testa di un nucleo di patrioti eseguiva numerosi, audaci colpi di mano contro presidi e linee di comunicazione dell'avversario, infliggendogli gravi perdite ed intralciandogli gravemente in movimenti. Partecipava volontariamente ad alcuni fatti d'arme durante uno dei quali rimaneva ferito distinguendosi per aggressività e sprezzo del pericolo”. Alla figura di De Spagnolis la Provincia ha dedicato una stele in bronzo, della fonderia Marinelli di Agnone, che, montata su un blocco di marmo bucciardato di circa 2.600 chili, costituisce un monumento all'interno dell'area dedicata al monumento ai caduti. Insieme a De Spagnolis la Provincia ha voluto rivolgere il proprio omaggio alla storia contemporanea di Itri, dove tantissime persone persero la vita (solo il 12 dicembre 1943 morirono 60 persone nella distruzione del mulino Mancini) in 56 bombardamenti aerei e 14 navali prima che i fanti dell'88ensima divisione americana Blue devils, il 19 maggio 1944, liberassero il paese.
R.A.

Nuovi mercati, delegazioni in visita al Mof

Delegazioni internazionali in visita al Mof. Nella mattinata di mercoledì, a far visita al Centro agroalimentare all’ingrosso di Fondi, è stata una delegazione dei più importanti produttori ortofrutticoli del Costa Rica, guidata dai rappresentanti del commercio estero costaricense ed è stata promossa da Unioncamere Lazio e Assocamerestero in collaborazione con la Procomer (agenzia di promozione del Costarica). Nel pomeriggio, invece, è stata la volta di una delegazione vietnamita, la cui missione organizzata dall’ambasciata del Vietnam in Italia – ufficio commerciale - e Regione Lazio, ha visto la partecipazioni dei rappresentanti dell’associazione nazionale produttori ortofrutticoli vietnamita. Entrambe le visite, hanno avuto come obiettivo lo scambio delle reciproche esperienze e la valutazione di possibili rapporti commerciali. Le delegazioni hanno visitato, nella prima parte, le strutture del mercato, le sale lavorazioni, il laboratorio di analisi costatando l’organizzazione e la qualità dei prodotti e dei servizi presenti nel Mof. Gli incontri si sono poi conclusi con una tavola rotonda presso la sala conferenze a cui hanno partecipato i dirigenti della Mof s.p.a. e del consorzio Agrofondi, nel corso della quale si sono approfonditi aspetti di carattere commerciale e logistico-organizzativi. “Questo tipo di azioni - spiega il presidente del Mof, Giuseppe La Rocca - si pongono nell’ottica di internazionalizzazione delle imprese del Mof, che il Centro agroalimentare all’ingrosso di Fondi ha messo in campo ormai da alcuni anni, anche attraverso una costante cooperazione transnazionale, che mediante la condivisione e lo scambio di conoscenze tra istituzioni, imprese ed enti di riferimento, ci auspichiamo possa creare un vero e proprio sistema inteso, non come sovrastruttura, ma come metodologia di lavoro comune, che possa favorire la crescita del Mof e del suo territorio”.
R.A.

giovedì 25 giugno 2009

Cooperative, Carabinieri in Comune

I carabinieri hanno «fatto visita» martedì mattina all’ufficio Lavori Pubblici del comune di Fondi. I militari della locale stazione sono stati inviati dalla Procura della Repubblica di Latina per raccogliere degli atti. Sul «caso» sembra sia già in piedi da tempo un’indagine riguardante, nello specifico, l’assegnazione di alcuni lavori a delle cooperative. Il tutto sarebbe nato in seguito alla segnalaizone di una cooperativa che si è vista scavalcare da un concorrente privo dei giusti requisiti. Il comune, dunque, finisce di nuovo sotto i riflettori per un’indagine su presunti illeciti. Stando ad alcune indiscrezioni sembra che già nelle scorse settimane i militari avrebbero acquisito documenti sull’argomento.

Damasco, respinte le eccezioni

Respinte le eccezioni presentate dai legali degli imputati, l’udienza del processo «Damasco» è stata rinviata a mercoledì prossimo alle ore 16. La motivazione che ha spinto il collegio penale, presieduto dal giudice Raffaele Toselli, a rimandare di una settimana è la mancanza della trascrizione del verbale della prima udienza, quella del 28 maggio scorso. Gli imputati sono Vincenzo Garruzzo, Massimo Anastasio Di Fazio e Giuseppe De Carolis, tre dei quattro arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma. Tra gli imputati figura anche Maurizio Macaro con l’accusa di favoreggiamento. I legali nelle loro eccezioni avevano messo in discussione elementi alla base del processo, tra cui l’utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche intorno a cui è ruotata l’inchiesta dell’antimafia, il capo di imputazione con cui sono stati portati avanti gli arresti, la costituzione di alcune parti civili, la validità di alcuni interrogatori degli imputati e la competenza territoriale. E’ opportuno ricordare la portata dell’operazione dell’Antimafia di Roma. A febbraio 2008 scattarono gli arresti, dopo le lunghe e approfondite indagini della Dda. In manette finirono Garruzzo, considerato il capo del sodalizio criminale, Di Fazio, De Carolis e Domenico Capotosto, la cui posizione è stata poi rivista nei mesi successivi. Un’operazione da cui è nato quello che viene definito il «caso Fondi». I quattro, infatti, finirono in cella con l’accusa di usura gravata da modalità mafiose. Poi arrivò la commissione di accesso gali atti, nominata dal prefetto di Latina, Bruno Frattasi per verificare se l’amministrazione comunale fosse stata condizionata dalla malavita organizzata. E i risultati dell’inchiesta hanno lasciato poco spazio a dubbi, tanto che Frattasi ha chiesto al ministro Roberto Maroni di sciogliere, stessa richiesta «girata» dall’esponente leghista al consiglio dei ministri. Due indagini parallele, una penale l’altra amministrativa, che hanno contribuito a cambiare radicalmente l’immagine di Fondi. Superata questa fase «preliminare», dalla prossima settimana il processo «Damasco» entrerà nel vivo.
Riccardo Antonilli

martedì 23 giugno 2009

Incidenti, due vittime in pochi giorni

Tragico incidente stradale ieri pomeriggio a Fondi. Intorno alle 17 e 45, al chilometro 117.550 dell’Appia – lato Monte San Biagio, un furgone Nissan cassonato ha travolto un’Apecar Piaggio. L’impatto è stato violentissimo, tanto che il “tre ruote” si è ribaltato, non lasciando scampo al conducente. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi per il guidatore dell’Ape, le cui condizioni sono parse da subito particolarmente gravi. L’80 enne Vincenzo Notarberardino è stato trasportato d’urgenza presso l’ospedale “Fiorini” di Terracina, dove, purtroppo, è arrivato già privo di vita. Praticamente illeso il 45enne conducente del furgone, S. M. di Terracina. Sul posto sono giunti gli agenti della Polizia locale che hanno provveduto ad effettuare i rilievi di rito. Con loro anche i Falchi – Protezione civile che hanno deviato il traffico congestionato. Non è ancora del tutto chiara la dinamica del tragico scontro. Per ora le uniche certezze sono che i mezzi stavano viaggiando ambedue in direzione Terracina e che il furgone ha travolto da dietro l’Ape. L’ipotesi principale al vaglio della Polizia municipale, grazie anche alle testimonianze fornite, è che il “tre ruote” parcheggiato ai bordi dell’Appia, si sia reinserito in carreggiata con l’intenzione di effettuare un’inversione di marcia per tornare a Fondi, senza vedere l’altro veicolo che stava sopraggiungendo. Qualsiasi sia la causa, resta l’ennesima vittima della strada. Un altro incidente, dunque, che si è consumato sul territorio della piana, sempre più martoriato da questa terribile “piaga”. Il traffico, ovviamente, è rimasto a lungo bloccato per permettere ai vigili di effettuare i rilievi utili a chiarire definitivamente la dinamica dello scontro.
Purtroppo, la città di Fondi è costretta a piangere una seconda vittima degli incidenti stradali. Non ce l’ha fatta, ed è deceduta nel pomeriggio di ieri l’82enne Elena Bianchi, investita in Corso Italia nei giorni scorsi da uno scooter, guidato da un 27enne fondano. Un impatto violentissimo con l’anziana che era caduta in terra e le cui condizioni non erano parse nell’immediato particolarmente gravi. L’82enne, quindi, era stata trasportata presso l’ospedale ”Alfredo Fiorini” di Terracina. Qui era stata sottoposto ad una Tac alla testa che sembrava aver escluso gravi danni. Ricoverata, dunque, nel reparto di ortopedia, per fratture causate dall’impatto con il mezzo a due ruote, la Bianchi, nella giornata di ieri, ha avuto un brusco peggioramento, tanto che è stata trasferita d’urgenza al ”Dono Svizzero” di Formia. Purtroppo i sanitari formiani hanno potuto far poco per salvarle la vita e l’82enne si è spenta poche ore dopo il ricovero. Sull’incidente sono in corso accertamenti della Polizia locale di Fondi, che aveva provveduto nell’immediato a sequestrare lo scooter del 27enne, e non è escluso che sul corpo venga disposta l’autopsia.
Riccardo Antonilli

Ospedale, Fiore propone la "gestione comprensoriale"

Dopo l’approvazione dell’ordine del giorno in cui è stata indetta una giornata di mobilitazione e di protesta in difesa dell’ospedale di Fondi, il presidente della massima assise cittadina, Giorgio Fiore torna a ribadire la sua proposta per salvaguardare il nosocomio fondano. Per il leader di Progetto Fondi è ora “di trovare soluzioni definitive” e ritorna a chiedere una “gestione comprensoriale del San Giovanni di Dio”. Per Fiore, quella che spesso è stata interpretata come una provocazione “è una proposta concreta che garantirebbe un corretto funzionamento di una struttura come quella dell’ospedale di Fondi. Attraverso una fondazione composta dai sindaci del comprensorio e con la possibilità di investimenti di privati, l’ospedale, attraverso una gestione attenta, oculata e funzionale potrebbe andare avanti senza problemi di alcun genere, produrre degli utili e garantire servizi eccellenti. Questo – prosegue - porterebbe la cittadinanza ad avere dei referenti vicini a cui fare riferimento per le questioni sanitarie e non dei manager che appaiono troppo spesso irraggiungibili”. Per l’esponente di Progetto Fondi non bisogna dimenticare che “d’estate la popolazione del comprensorio si raddoppia e non è pensabile non riuscire ad offrire prestazioni adeguate a cittadini e turisti”. “Tre anni fa – sottolinea – avanzai questa proposta, ma da allora non ho trovato appoggio. Come Progetto Fondi vogliamo aderire alle varie battaglie, proteste e mobilitazioni indette per salvaguardare i servizi dell’ospedale, ma temiamo che tali azioni riguardanti singoli settori sottratti al nosocomio di Fondi, finiscano nel vuoto, per questo vogliamo ragionare su una soluzione definitiva”. Per Fiore, anche alla luce degli ultimi tagli riguardanti il San Giovanni di Dio, “appare evidente l’incapacità dei manager di gestire la sanità nel nostro comprensorio, per questo chiediamo alla Regione di valutare la nostra proposta, anche in via sperimentale, per vedere se concretamente si riescono a dare risposte all’utenza”.
Riccardo Antonilli

lunedì 22 giugno 2009

Il consiglio si mobilita per l'ospedale

Una giornata di mobilitazione e di protesta in difesa dell’ospedale di Fondi. E’ questo quanto deciso dal consiglio comunale di venerdì scorso. Nella sua relazione, il sindaco Luigi Parisella ha ripercorso l’iter che dalla gestione Petti e dai suoi impegni presi formalmente anche nella seduta del consiglio comunale del 25 settembre 2006, arriva alla gestione Coiro. Il primo cittadino, quindi, ha snocciolato atti, delibere e dati per testimoniare, quello che, a dire della maggioranza, è “un indirizzo di politica sanitaria che incapace di assicurare la tanto conclamata razionalizzazione dei servizi”. Per Parisella: “Il deliberato del consiglio comunale del 25 settembre 2006 approvato con voto unanime, con cui si richiedeva al manager Petti che l’ospedale di Fondi dovesse essere la struttura di riferimento per il trattamento di tutte le patologie acute e di emergenza, con l’attivazione di tutte le analisi diagnostico-terapeutiche per l’arco delle 24 ore, è rimasto completamente disatteso. Dalla gestione Petti alla gestione Coiro l’ospedale è oggetto di uno stillicidio di decisioni che man mano lo privano di servizi, strumenti e risorse professionali”. Massimo Di Fazio del Pd ha contestato al sindaco di aver detto “mezze verità”, e di aver strumentalizzato a fini elettorali la questione dell’ospedale. Ma, al contempo, il consigliere ha lanciato accuse pesantissime contro il direttore medico del presidio centro, Sergio Parrocchia, addebitando a lui le colpe di diverse problematiche sorte soprattutto negli ultimi mesi nel nosocomio della piana.”A seguito del fallimentare indirizzo del governo Marrazzo e dei manager susseguitisi”, Giorgio Fiore ed Enzo D’Ambrogio, hanno rivendicato “una gestione comunale e comprensoriale della politica sanitaria. La salute – hanno spiegato - non può più essere delegata a manager ma deve essere riportata al centro della politica della comunità”. A conclusione del dibattito il consiglio comunale ha approvato l’ordine del giorno nel quale è prevista la giornata di mobilitazione. Il punto è stato approvato con 19 voti favorevoli da parte della maggioranza; un astenuto (Raffaele De Bonis di Fondi Viva); un contrario (Antonio Forte di Alleanza fondana), mentre il gruppo consiliare del Pd ed il consigliere Arnaldo Faiola hanno abbandonato l’aula. Prima di entrare nel vivo della discussione, l’assise aveva sancito il passaggio di Xenio Bortone al gruppo misto e la surroga del consigliere dimissionario del Pd, Paolo Giardino con Giovanni Quadrino.
Riccardo Antonilli

mercoledì 17 giugno 2009

Pedica: "Fondi è terrorizzata, necessario sciogliere"

Fondi è oramai un punto di crescita della criminalità organizzata». Così il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Stafano Pedica torna a dire la sua sul «caso Fondi». «La cittadinanza - per Pedica - ha paura persino di uscire. E’ una città terrorizzata da continue minacce e ritorsioni nei confronti anche di chi vuole denunciare la camorra. Pochi giorni fa l’auto di un carabiniere è stata data alle fiamme, e nessuno ha alzato un dito per condannare l’accaduto. L’appello del prefetto Frattasi a far presto per lo scoglimento del comune, per evidenti rapporti con la criminalità organizzata, ad oggi è risultato vano». Per il senatore dipietrista, che a Fondi ha letto pubblicamente la relazione consegnata dal prefetto al ministro Robero Maroni, elencando nomi e date, «c’è un potere di veto che va da esponenti locali fino a parlamentari come Fazzone che vogliono ritardare l’atto di un prefetto».
Riccardo Antonilli

Sospesa la radiologia nelle ore notturne

E' sospeso, da lunedì, il servizio di reperibilità notturna e festiva del reparto di radiologia del «San Giovanni di Dio». Un altro duro colpo per il nosocomio fondano. A comunicarlo, con la lettera protocollata numero 2864 del 12 giugno, sono il direttore del dipartimento attività di supporto del presidio centro, Emanuele Monti e il direttore medico del presidio centro, Sergio Parrocchia. Nella nota si legge: «Tutti gli esami radiografici ed ecografici del padiglione di Fondi, da effettuarsi in emergenza - urgenza durante le ore notturne (quindi dalle 20 alle 8 del mattino) e festive, dovranno essere indirizzati al padiglione di Terracina, dove esiste un servizio di guardia h 24 sia del medico che del tecnico di radiologia». Sparisce, quindi, un servizio necessario per garantire le prestazioni di emergenza. Conseguentemente diverrà impossibile lavorare nelle ore notturne al Pronto soccorso e sarà necessario dirottare i pazienti al «Fiorini». Dopo la chiusura, momentanea, del day hospital e di neurologia nel reparto di medicina, ora chiude la radiologia notturna. Una novità, ovviamente, ben poco gradita ai sindacati. «L’azienda sta colpendo l’ospedale di Fondi - spiega il dirigente provinciale della Cgil, Franco Addessi - portando via servizi necessari. La sospensione del servizio di reperibilità per radiologia significa rendere impossibile qualsiasi intervento di emergenza a favore di altri nosocomi, il tutto a discapito dei cittadini della piana. Il nostro, non va dimenticato, è un comprensorio molto ampio composto da tanti comuni e con un bacino di utenza particolarmente numeroso, in cui si sta lentamente smantellando un ospedale che ha sempre garantito prestazioni d’eccellenza».
Riccardo Antonilli

martedì 16 giugno 2009

Sanità, consiglio monotematico e possibili proteste

La “questione sanità” torna al centro del dibattito politico. Per venerdì, alle ore 20 presso il castello baronale di Fondi, è stato convocato il consiglio comunale con all’ordine del giorno, a parte la surroga del consigliere dimissionario Paolo Giardino, solo le determinazioni sulla situazione dell’ospedale. Il tema è variegato e complesso ed è, da mesi, terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. Accanto al solo Partito democratico che spesso si è mosso in difesa dell’operato della Regione Lazio e della manager della Asl pontina, llde Coiro, continuano a registrarsi la preoccupazione e le critiche tutt’altro che velate del centrodestra. Tanto che la massima assise di venerdì sarà l’occasione per valutare le azioni da intraprendere a tutela del “San Giovanni di Dio”. Non si escludono azioni pubbliche di protesta. Al centro del dibattito continua ad esserci, innanzitutto il laboratorio di analisi. Sul mantenimento del servizio sono arrivate le rassicurazioni sia della Coiro che del vicepresidente regionale, Esterino Montino. Eppure la maggioranza consiliare, sindaco Luigi Parisella in testa, continuano nella battaglia in difesa del servizio, sostenendo che non ci sono atti formali a garanzia delle parole di rassicurazione. Nel mesi passati nel comprensorio della piana, quindi tra Fondi, Lenola, Monte San Biagio e Sperlonga, sono state raccolte circa 18 mila firme e il primo cittadino sul laboratorio ha scritto per tre volte al governatore regionale Piero Marrazzo, missive che, stando a quanto affermato dal sindaco, sono rimaste tutte senza risposta. Di recente anche il reparto di medicina è entrato nel dibattito per la carenza di personale, risolta con la chiusura, fino a fine giugno, di due ambulatori. Poi, tra quindici giorni, arriverà una nuova unità medica che dovrebbe garantire il ripristino del servizio. Una soluzione temporanea che ha spinto anche i sindacati a chiedere all’azienda soluzioni diverse e più celeri.
Riccardo Antonilli

domenica 14 giugno 2009

Il Pd riparte dopo la delusione elettorale

Analizzare e discutere il risultato elettorale. Con quest’obiettivo venerdì si è riunito il circolo fondano del Partito democratico, che ha preso atto delle dimissioni irrevocabili del consigliere comunale, Paolo Giardino. L’occasione è stata utile per programmare il futuro del partito sul territorio, individuando i prossimi passi da compiere per recuperare consenso tra la cittadinanza. Innanzitutto è stato preso atto del risultato elettorale delle provinciali, in cui è stata riconfermata una forbice sempre esistente in queste competizioni con il centrodestra. Intanto, come spiega il coordinatore cittadino Bruno Fiore, il partito deve liberarsi “dove ce ne fosse bisogno dei lacci e lacciuoli che lo hanno legato a figure di riferimento sul territorio che si sono dimostrate del tutto incapaci ed inutili, se non dannose dal punto di vista elettorale”. Un segnale di cambiamento chiaro e senza mezze misure. Al tempo stesso, resta “l’obbligo politico, morale ed etico di rappresentare, insieme alle altre forze politiche del centro sinistra, l’opposizione in un territorio ogni giorno sempre più preso di mira dalla malavita organizzata”. Intanto, mentre su Fondi continua a pendere la decisione sullo scioglimento del consiglio, continuano i mutamenti nella massima assise cittadina. Va ricordato che il Pd (rappresentato dopo la rinuncia di Giardino solo da Massimo Di Fazio), comunque, finché il governo non prenderà una decisione continuerà a non partecipare alle riunioni consiliari. Prima dell’esponente del Pd, si erano dimessi nelle file del centrodestra: l’assessore alle Attività produttive Pier Luigi Avallone, amareggiato per non aver ottenuto una candidatura, e poi il consigliere Antonio Ciccarelli, sostituito con Donatella Di Biasio. Una serie di movimenti che avrebbero avuto un peso diverso in una situazione di normalità. Ma la politica fondana, finché non sarà sciolto il nodo sulla legittimità dell’attuale amministrazione, non potrà tornare alla normalità.
Riccardo Antonilli

sabato 13 giugno 2009

Holiday, in aula contro il consulente

Si è tornati in aula sul “caso Holiday”. Davanti al Gip, Tiziana Coccoluto si è tenuta l’udienza preliminare sull’opposizione all’archiviazione presentata dal legale dei proprietari del villaggio turistico di Fondi, Corrado de Simone, in merito a una denuncia presentata dallo stesso avvocato nei confronti dell’architetto Patrizia Capolino, consulente del pm, Giuseppe Miliano che ha eseguito la perizia sulla struttura ricettiva. Quella perizia è stata fondamentale affinché il villaggio turistico finisse sotto sequestro. Per i proprietari della struttura la Capolino sarebbe colpevole di falsa perizia, per questo si sono opposti alla richiesta di archiviazione presentata dal pm, Saveriano. La Capolino, difesa dall’avvocato Francesco Tarsitano, nel caso in cui il procedimento andasse avanti, rischierebbe l’interdizione dalla professione. Il giudice si è riservato di decidere, quindi, per sapere se il tutto verrà archiviato o meno, sarà necessario attendere.
R.A.

Furto al "San Giovanni di Dio", sparisce una sonda da 40 mila euro

Furto all’interno dell’ospedale di Fondi. Giovedì, dal reparto di radiologia del “San Giovanni di Dio”, è sparita una sonda per Cpre, un esame effettuato settimanalmente nel nosocomio della piana. Ogni giovedì medici chirurghi del “San Giovanni di Dio” e del “Goretti” di Latina effettuano la visita specialistica. Due giorni fa, appena prima di entrare in sala, la sonda era poggiata su un carrello. Sono bastati pochi minuti di distrazione del personale e il prezioso e costoso strumento è letteralmente scomparso. La sonda ha un costo di circa 40 mila euro e serve ad effettuare la colangiopancreatografia retrograda endoscopica. La sparizione, ovviamente, è stata denunciata alle forze dell’ordine che stanno indagando per capire chi possa aver trafugato lo strumento diagnostico. Un fatto gravissimo, soprattutto perché consumato all’interno di un ospedale e ai danni di numerosi pazienti che necessitano dell’esame. Un duro colpo per l’ospedale della piana che, oltre alle tante e ben note problematiche e polemiche che lo stanno caratterizzando da diversi mesi a questa parte, ora deve fare i conti anche con i ladri.
Riccardo Antonilli

venerdì 12 giugno 2009

Distrutta dalle fiamme l'auto di un Carabiniere

Un’altra auto in fiamme a Fondi. Nella notte a cavallo tra mercoledì e giovedì una Mercedes classe C station wagon, posteggiata nel cortile di un’abitazione in via Liguria, è stata completamente distrutta da un incendio. Erano le 3 e 45 circa quando le fiamme hanno iniziato a divampare. Diversi abitanti del popoloso quartiere Portone della Corte si sono svegliati di soprassalto dopo aver sentito un boato. Immediatamente sono stati allertati i Vigili del Fuoco, che, con il prezioso supporto del Falchi - protezione civile, in un’ora circa, hanno avuto la meglio sul rogo, evitando che potesse espandersi ad altre automobili e all’abitazione. L’auto è di proprietà di un Carabiniere. Si tratta del brigadiere Giosuè Cappiello, di stanza proprio nella stazione fondana. Con i colleghi militari della locale stazione, guidata dal luogotente Emilio Mauriello, si è distinto anche per diverse operazioni. Sono proprio i militari ad indagare sul fatto. Al vaglio ci sono diverse ipotesi, anche quella della vendetta nei confronti del Carabiniere impegnato in operazioni antidroga e, più in generale, nella lotta al crimine. Dopo un periodo di relativa calma, dunque, a Fondi tornano gli incendi. E sull’ennesimo atto criminoso si registra l’intervento del sindaco, Luigi Parisella, che, a nome delle istituzioni cittadine, condanna il gesto ed esprime solidarietà alla vittima.
Riccardo Antonilli

giovedì 11 giugno 2009

Elezioni, dominio incontrastato del PdL

Un risultato in positivo sopra ogni aspettativa. Resta stabile, anzi cresce il consenso del Popolo della Libertà sul territorio di Fondi. E’ questo il responso delle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale. Sia Salvatore De Meo, sia Luigi Parisella fanno parte del nuovo consiglio di via Costa. Il primo, assessore comunale all’Urbanistica, ha ottenuto nel collegio Fondi II, 5.679 preferenze, pari al 50,63 %; il primo cittadino, invece, nel collegio I, 4,801, pari al 53,78%. Sommando i due risultati, a Fondi il PdL ha ottenuto 10.480 consensi, il 52,02% delle preferenze. Accanto alla riconferma dei due protagonisti della vita amministrativa fondana, Nuova Area con il candidato Franco Cardinale ha ottenuto 2,486 voti, pari al 12,34 %. Un buon risultato, considerando che Nuova Area è una formazione nata pochi mesi fa. Diversa la situazione del Partito democratico che si è attestato al 10,47%, con 2.109 voti ottenuti dai candidati nei due collegi, Andreina Roma e Crescenzo Fiore. Un risultato sotto le aspettative su cui i democratici fondani hanno intenzione di avviare una riflessione, in programma già per domani sera, con un attivo convocato per analizzare il dato elettorale e varare nuove proposte per la ricostruzione del partito sul territorio. Soddisfacente anche il risultato del consigliere comunale di Fondi Viva, Arnaldo Faiola che, candidatosi con la lista Provincia Futura, ha ottenuto 1.078 preferenze (5,35%). Sinistra Unita che, come il Pd, era in appoggio alla candidatura di Sesa Amici, con Umberto Barbato ha raggiunto quota 588 voti (2,91%). Un dato significativo che, con il 2,41% raccolto dell’Italia dei Valori, ha scongiurato il sorpasso della coalizione a sostegno di Umberto Macci (14,36%) sulla quella di Sesa Amici (15,95 %). Per Macci si sono candidati anche i fondani espressione de La Destra, Francesco Ciccone e Angelo Macaro che hanno ottenuto 271 voti (1,34%). Intanto, messa da parte la parentesi elezioni, va sempre ricordato che sul consiglio comunale di Fondi è pendente la richiesta di scioglimento del consiglio comunale. Tema principe della campagna elettorale appena trascorsa e su cui il consiglio dei ministri a breve si pronuncerà. La dimostrazione di fiducia data dagli elettori a due dei principali protagonisti (sindaco e assessore all’urbanistica) della giunta comunale, non può comunque far dimenticare quella che è stata una lunga ed intensa indagine e sui cui risultati è nata una rischiesta di scioglimento presentata prima dal prefetto Bruno Frattasi al ministro Roberto Maroni e poi da Maroni al consiglio dei ministri.
Riccardo Antonilli

lunedì 8 giugno 2009

Medicina, chiusi il day ospital e neurologia

Anche il reparto di Medicina dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Fondi è al collasso. Dal primo giugno sono chiusi il Day ospital e l’ambulatorio di Neurologia. Due servizi importanti, dunque, del nosocomio fondano che vengono meno. Ovviamente la situazione crea non pochi disagi agli utenti che vengono dirottati a Formia e Latina. La situazione, che dovrebbe essere momentanea, è causata dall’assenza di due medici per malattia, bloccati da seri problemi di salute. La loro assenza porta il personale del reparto a solo tre medici, tra cui il primario. I tre stanno sostenendo ritmi di lavoro estenuanti per garantire almeno i servizi necessari. Sulla situazione, oltre alle lamentele di diversi cittadini, raccogliamo anche l’appello della Cgil – Funzione Pubblica che, con il dirigente provinciale Franco Addessi, si domanda “perché l’azienda non proceda allo spostamento di medici da altri reparti a Medicina o all’assunzione di altri dottori, ma preferisca chiudere due servizi. Questa – prosegue Addessi – è l’ennesima dimostrazione della volontà della Asl di colpire il “San Giovanni di Dio””. La paura dei sindacati e della cittadinanza è che, anziché momentanea, la chiusura diventi definitiva. Un'altra questione legata al nosocomio fondano che è destinata a suscitare polemiche. Dopo mesi di botta e risposta e dichiarazioni “al vetriolo” sulla paventata e poi scongiurata chiusura del laboratorio di analisi, l’ospedale di Fondi continua a restare al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. D’altronde quando si parla di ospedale si parla della salute dei cittadini e, nel caso del “San Giovanni di Dio”, dei cittadini di un comprensorio molto vasto.
Riccardo Antonilli

giovedì 4 giugno 2009

Indennità di rischio, infermieri sul piede di guerra

Continua il braccio di ferro tra Asl e sindacati. Questa volta le recriminazioni della Cgil – Funzione pubblica, che interviene con il dirigente provinciale, Franco Addessi, riguardano le indennità di rischio. La retribuzione di 5,16 euro per ogni giornata di servizio viene riconosciuta infatti solo ad alcuni infermieri della provincia pontina. Tra questi, da aprile, non ci sono più quelli impiegati nel Pronto soccorso del «San Giovanni di Dio» di Fondi. Mentre il personale in servizio, ad esempio, nel «Goretti» di Latina percepisce l’indennità. I motivi che hanno portato l’azienda a riconoscere l’indennità solo ad alcuni infermieri ce li spiega Addessi. «La Asl – dichiara - sembra pagare solo coloro che arrivano fino alle aule di tribunale e si vedono riconoscere il dovuto. Il 4 giugno 2008 – prosegue il sindacalista – il tribunale di Latina ha dato ragione ad un gruppo di infermieri e ha condannato l’azienda non solo al pagamento dell’indennità di rischio, ma anche a 5.600 euro di spese di giudizio e ad altri 3.800 per onorari e spese generali. Mi domando – continua – come mai, alla luce di questo precedente, la Asl non si decida a riconoscere a tutto il personale l’indennità e si ostini, invece, ad ingaggiare onerose battaglie legali a spese dei contribuenti. Quella dell’indennità è un’altra tegola che la politica aziendale della manager Ilde Coiro fa cadere sulle teste dei lavoratoti». Va ricordato, infatti, che la Cgil da mesi sta ingaggiando vere e proprie battaglie con l’azienda. Tra le tante, va ricordata, quella per il mantenimento del laboratorio di analisi. Un servizio che, come hanno assicurato la manager Coiro e il vice presidente della Regione Lazio, Esterino Montino la scorsa settimana in occasioen dell’inaugurazione del nuovo Tsmree, resterà invariato.
Riccardo Antonilli