martedì 3 marzo 2009

Usi civici, vittoria nel Comune in Tribunale

Il tribunale di Terracina, nelle scorse settimane, ha emesso ben quattro sentenze a favore del comune di Fondi sull’annosa questione degli usi civici. Il comune ha trascinato in tribunale quei cittadini della contrada Selvavetere che si sono opposti al pagamento dell’indennità di occupazione imposta dall’amministrazione di Palazzo San Francesco, perché ritenuta non conforme ai parametri dettati dalla Regione Lazio. Ora gli occupatari saranno costretti a versare nelle casse comunali 25mila euro ognuno, oltre ad altri 26mila di spese legali. Cifre da capogiro, ben superiori alle richieste avanzate dal comune. L’amministrazione, infatti, aveva avanzato pretese per circa 5mila euro per occupatario, mentre gli abitanti della contrada ora saranno costretti a sborsare cinque volte tanto. Un affare per l’ente comunale, che si è trovato ad incassare ben più di quanto richiesto, il tutto con una decina di cause ancora pendenti che potrebbero risolversi nello stesso modo. E’ utile chiarire alcuni passaggi della vicenda per capire come si è giunti fino alle aule di tribunale. Il 31 gennaio 1985 la Regione Lazio ha emesso un’ordinanza presidenziale, la numero 6, con cui dichiarava ammissibili e accoglibili le legittimazioni nella zona di Selvavetere e ne furono approvate 271 (circa il 90% del territorio). La stessa ordinanza determinava che l’entità della somma da versare al comune, per avere la legittimazione, andava decurtata del 60% per gli occupatari ordinari e dell’80% per i coltivatori diretti. Parametri a cui il comune si è fermamente opposto. Per questo ha proceduto alla nomina di un perito demaniale, determinando un’indennità di occupazione più alta rispetto a quella stabilita dall’ente regionale. Diversi occupatari, a fronte delle divergenze tra i due enti, hanno deciso di non versare quanto richiesto nelle casse comunali, finché l’amministrazione non li ha citati per chiedere al giudice civile di liquidare l’indennità di arricchimento senza causa a seguito delle occupazioni. Sul tema, nei mesi scorsi, si erano accese le polemiche tra il sindaco, Luigi Parisella e il consigliere regionale, Domenico Di Resta. Quest’ultimo, la scorsa estate, aveva presentato un’interrogazione per conoscere la legittimità delle richieste del comune. Dalla Pisana erano giunte rassicurazioni per i cittadini, determinando l’illegittimità dell’indennità risarcitoria richiesta dall’amministrazione Parisella. Tanto che lo stesso consigliere ha presentato una proposta di legge, la numero 378 del 30 aprile 2008, al vaglio della commissione Agricoltura e Usi Civici, che reintrodurrà le riduzioni in presenza di abusi di necessità abitativa. Intanto pochi giorni fa, a fronte anche delle sentenze a favore dell’ente comunale, il comitato Selvavetere aveva diffidato il sindaco ad intraprendere ogni azione volta ad imporre il pagamento di un canone per arricchimento indebito. Al tempo stesso, il comitato aveva rivolto a Parisella l’invito “a fissare un incontro con i dirigenti responsabili della Regione Lazio al fine di valutare le possibili soluzioni da adottare per la definizione della controversia”. Una mediazione necessaria per chiarire una volta per tutte una questione che pesa sulle spalle di numerose famiglie fondane.
Riccardo Antonilli

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