Respinte le eccezioni presentate dai legali degli imputati, l’udienza del processo «Damasco» è stata rinviata a mercoledì prossimo alle ore 16. La motivazione che ha spinto il collegio penale, presieduto dal giudice Raffaele Toselli, a rimandare di una settimana è la mancanza della trascrizione del verbale della prima udienza, quella del 28 maggio scorso. Gli imputati sono Vincenzo Garruzzo, Massimo Anastasio Di Fazio e Giuseppe De Carolis, tre dei quattro arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma. Tra gli imputati figura anche Maurizio Macaro con l’accusa di favoreggiamento. I legali nelle loro eccezioni avevano messo in discussione elementi alla base del processo, tra cui l’utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche intorno a cui è ruotata l’inchiesta dell’antimafia, il capo di imputazione con cui sono stati portati avanti gli arresti, la costituzione di alcune parti civili, la validità di alcuni interrogatori degli imputati e la competenza territoriale. E’ opportuno ricordare la portata dell’operazione dell’Antimafia di Roma. A febbraio 2008 scattarono gli arresti, dopo le lunghe e approfondite indagini della Dda. In manette finirono Garruzzo, considerato il capo del sodalizio criminale, Di Fazio, De Carolis e Domenico Capotosto, la cui posizione è stata poi rivista nei mesi successivi. Un’operazione da cui è nato quello che viene definito il «caso Fondi». I quattro, infatti, finirono in cella con l’accusa di usura gravata da modalità mafiose. Poi arrivò la commissione di accesso gali atti, nominata dal prefetto di Latina, Bruno Frattasi per verificare se l’amministrazione comunale fosse stata condizionata dalla malavita organizzata. E i risultati dell’inchiesta hanno lasciato poco spazio a dubbi, tanto che Frattasi ha chiesto al ministro Roberto Maroni di sciogliere, stessa richiesta «girata» dall’esponente leghista al consiglio dei ministri. Due indagini parallele, una penale l’altra amministrativa, che hanno contribuito a cambiare radicalmente l’immagine di Fondi. Superata questa fase «preliminare», dalla prossima settimana il processo «Damasco» entrerà nel vivo.
Riccardo Antonilli
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