Dopo aver passato la notte in discoteca, tre giovani fondani davano sfogo alla propria imbecillità insultando e tirando pietre contro cittadini indiani. I fatti, secondo quanto accertato dagli agenti del locale commissariato di Polizia, si sono ripetuti per tre fine settimana. All’alba di domenica 2, 10 e 17 settembre, G.A. di 21 anni, C.M. di 19 anni e R.G. di 17 anni, tutti fondani, si sono divertiti nel peggiore dei modi. In macchina o qualche volta posteggiati in via Stazione, aprivano il bagagliaio della macchina e iniziavano con il lancio delle pietre contro gli immigrati che passavano in bici per andare a lavoro nelle aziende agricole della Piana. Alla violenza fisica, i tre aggiungevano quella verbale con insulti di ogni tipo, anche a contenuto xenofobo. Ieri mattina la squadra di Polizia giudiziaria del commissariato guidato dal vice questore Massimo Mazio ha dato esecuzione alle perquisizioni domiciliari delegate dal sostituto procuratore del tribunale di Latina, Raffaella Falcione, e dal sostituto procuratore presso il tribunale dei minori di Roma, Fulvio Filocamo, a carico dei tre giovani, già denunciati per lesioni personali aggravate dall’aver agito con finalità di discriminazione ed odio etnico – razziale. Le indagini sono scaturite da alcune denunce presentate da cittadini indiani. Appena ricevute le denunce, gli agenti si sono messi al lavoro sia per identificare gli autori delle terribili aggressioni sia per interrompere tale modus operandi, evitando che ulteriori "raid" potessero avere conseguenze peggiori di quelle denunciate. I tre giovani identificati non hanno precedenti e risultano vivere in normali condizioni di vita familiare. Le parti offese risultano tutte in regole con le norme di soggiorno sul territorio nazionale. Sono tutte persone dedite ad attività lavorative nel settore agricolo e ben inserite nella locale comunità indiana. Nonostante le perquisizioni eseguite nella mattinata di ieri, finalizzate alla ricerca di oggetti atti ad offendere, nonché di emblemi simboli o materiale di propaganda propri per finalità di discriminazione, abbiano dato esito negativo, le indagini continuano per verificare un eventuale collegamento degli indagati con gruppi dediti ad analoghe illecite iniziative. Non si può escludere che gli episodi criminosi possano essere ben più numerosi di quelli oggetto di denuncia. Infatti, potrebbero essersi verificati analoghi episodi di violenza che per motivi diversi, tra cui l’eventuale irregolarità delle vittime sul territorio nazionale, potrebbero non essere stati denunciati. Il primo obiettivo della Polizia adesso è identificare gli altri soggetti che in concorso con i tre indagati si sono resi responsabili delle aggressioni.
Riccardo Antonilli
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