Un’assemblea tra gli operatori e la dirigenza per fare chiarezza su una situazione divenuta quanto mai complessa. E’ quella tenutasi ieri sera al Mof e fortemente voluta dagli operatori del Centro agroalimentare all’ingrosso di Fondi. La prima questione posta sul banco è stata quella delle polemiche legate all’operazione Damasco. Il Mof, dal 6 luglio, giorno in cui scattarono gli arresti della Dda, non ha mai smesso di essere al centro delle polemiche, con richieste di commissariamento provenienti da ogni fronte politico. Una situazione che ha creato un danno di immagine ed economico non indifferente alla struttura di viale Piemonte. Gli operatori hanno voluto ribadire a gran voce che loro con la mafia non c’entrano nulla. Anzi, forse organizzeranno una fiaccolata. Un altro punto su cui gli operatori hanno voluto confrontarsi è l’arrivo di Bruno Placidi, esponente regionale nominato direttamente dal governatore Piero Marrazzo, che sotituirà nel consiglio di amministrazione il presidente uscente Pino la Rocca. La designazione di Placidi vuole rappresentare un segnale forte del rinnovato impegno sulle problematiche della gestione del Mercato ortofrutticolo di Fondi. Proprio per questo la Regione intende, partendo dall’acquisizione delle quote societarie che la Provincia di Latina intende alienare, perseguire diversi obiettivi, primo tra tutti la modifica dello statuto vigente. Poi seguirà l’elaborazione di un programma di sviluppo del comparto, la stipula di un accordo di programma tra Regione Lazio e ministeri competenti per la valorizzazione del Mof, e infine una rinnovata attenzione alle problematiche della sicurezza e della legalità. Dunque sono tanti gli obiettivi che la Regione e il suo presidente Marrazzo si sono posti per il rilancio economico e di immagine del Mof, su cui chi nel mercato lavora da anni se non da decenni ha chiesto chiarimenti.
Riccardo Antonilli
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