giovedì 10 settembre 2009

Di Pietro in piazza, scontro con il sindaco

Una bolgia. In questo si è trasformato l’incontro che l’Italia dei Valori ha organizzato per ieri sera in piazza Unità d’Italia a Fondi. Mentre sul palco si stavano alternando i relatori, uniti nel chiedere lo scioglimento del consiglio comunale, il sindaco Luigi Parisella, la sua giunta, il presidente del consiglio Giorgio Fiore, con alcuni consiglieri di centro destra hanno iniziano a protestare con cartelli e urla, tanto da impedire a Nicola Tranfaglia di terminare il suo discorso. Le sue parole hanno scatenato la reazione degli esponenti di centrodestra presenti in piazza. A quel punto ha preso la parola il senatore Stefano Pedica: “Mi meraviglio del sindaco che dovrebbe rappresentare la propria città”. Poi la manifestazione è andata avanti tra urla di protesta provenienti dalla piazza, risposte dal palco e dai cittadini, applausi e forze dell’ordine impegnate a placare gli animi. “Non state rendendo – ha affermato il presidente dell’associazione Caponnetto, Elvio Di Cesare rivolto agli amministratori presenti in piazza – un servizio alla città di Fondi. Dovreste vergognarvi. Questa è l’ennesima dimostrazione del degrado politico e sociale in cui è caduta questa città e la provincia intera a causa di una classe dirigente indegna”. Particolarmente acceso l’intervento di Bruno Fiore, coordinatore cittadino del Pd, che, rivolto al sindaco, ha detto: “Tu andrai a casa con i tuoi amici. Non sei il mio sindaco. Sei il peggior sindaco che Fondi abbia avuto dal dopoguerra ad oggi. Ormai siete isolati”. Dalla piazza qualcuno invoca: «Vattene, non sei il nostro sindaco». Poi la protesta è terminata, il sindaco, il presidente del consiglio e la giunta hanno abbandonato la piazza e l’incontro è andato avanti con il vice prefetto Maria Paola Ingenito del sindacato dei prefetti che ha espresso solidarietà a Frattasi. Di Pietro ha chiuso i lavori ricordando che quello che l’IdV sta contestando “è la mancata decisione del governo sullo scioglimento. Finora non hanno risposto perché c’è una ragione di interesse politico che è stata messa prima della sicurezza e della legittimità”. Riferendosi alla protesta inscenata dagli amministratori: “Già questa è un’azione mafiosa nei confronti di questa città e di questo territorio”.
Riccardo Antonilli

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