martedì 10 novembre 2009

Biblioteca, piove e crolla il controsoffitto

La biblioteca di Fondi si è allagata per la terza volta nel giro di due settimane. Ieri mattina, a causa del maltempo della notte a cavallo tra domenica e lunedì, il personale del Centro studi Dan Danino Di Sarra, che ospita la biblioteca comunale, si è trovato di fronte ad una serie di danni incredibili per una struttura inaugurata nel 2006. Oltre alle purtroppo solite infiltrazioni d’acqua, con l’ultima nottata di pioggia sono crollati i pannelli del controsoffitto davanti all’ingresso e l’acqua è pericolosamente penetrata nelle pareti vicino al quadro elettrico. Sulla precaria situazione della struttura si registra anche l’intervento di Umberto Barbato, segretario cittadino di Sinistra e Libertà: «Siamo ormai all’emergenza vera e propria: una costruzione realizzata pochi anni fa mostra ’crepe’ e guasti talmente seri da metterne a repentaglio la frequentazione da parte dei tanti lettori che vi si recano giornalmente. E se d’inverno i problemi dipendono da una struttura che non regge nemmeno banali acquazzoni, d’estate il calore insopportabile, acuito dalla copertura metallica, rende penosa la permanenza in biblioteca. Ci chiediamo: è mai possibile che un’opera pubblica presenti carenze e difetti così macroscopici? Non ci sono precise responsabilità di mancato o insufficiente controllo da parte dei tecnici e degli uffici comunali che dovevano verificare la rispondenza del fabbricato ai requisiti progettuali? Eppure i soldi pubblici sono stati spesi; progettazione, esecuzione dei lavori e collaudi sono stati effettuati. Come spiegare allora la ’truffa’ di un’opera edilizia che giorno dopo giorno si scopre così fragile e scadente? Ove ce ne fosse ancora bisogno, - conclude Barbato - il caso della realizzazione della biblioteca comunale sembra esemplificare un triste e consueto modello di malgoverno che negli ultimi anni ha caratterizzato il Comune di Fondi: l’importante è spendere senza scrupoli risorse pubbliche, i risultati e le conseguenze interessano poco, tanto no si è chiamati a risponderne».
Riccardo Antonilli

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