sabato 5 dicembre 2009

Blitz della provinciale nella 'casa dei rifiuti'

L’operazione è stata più complessa del previsto. Entrare in quella casa di via stazione per gli uomini della Polizia provinciale, guidati dal comandante Attilio Novelli, non è stata cosa semplice. Cumuli di immondizia, infatti, barricavano le finestre, mentre i proprietari erano serrati all’interno. Il blitz di ieri mattina, portato avanti con il supporto dei Vigili del Fuoco della squadra 11 A di Fondi guidati dal caporeparto Stefano Santucci, con la presenza dei tecnici comunali Marcucci (Servizi Sociali) e Guglietta (Ambiente), si è reso necessario per costatare le condizioni in cui tre persone vivono ormai da anni. Una famiglia che ha riempito la propria abitazione di rifiuti raccolti in giro per la città. Cumuli di immondizia sistemati in ogni stanza. Nessun mobile, neanche un letto, solo rifiuti. Stessa situazione anche in cucina e nel bagno. Le tre persone sono Antonio di 83 anni, il figlio Roberto di 40 anni e Michela di 45. Un altro figlio, che vive altrove, è stato chiamato sul posto per convincere i parenti ad aprire la porta agli agenti. L’intervento di ieri, su disposizione del sostituto procuratore Marco Giancristofaro, è stato utile al sequestro dei rifiuti e alla contatazione dello stato dei luoghi. I tre sono stati accompagnati all’ospedale “San Giovanni di Dio” per un controllo, poi sarà il Comune a prenderli in carico, ospitandoli in una struttura comunale. Già poco più di un mese fa, in seguito ad un esposto di alcuni vicini, la provinciale era interventuta tentando inutilmente di farsi aprire la porta. Dunque è stata presentata la richiesta in Procura e il sostituto Giancristofaro ha autorizzato il blitz di ieri. L’abitazione non è il solo luogo dove la famiglia ha accumulato rifiuti. In un terreno di proprietà, ad appena un centinaio di metri dalla casa oggetto del blitz di ieri, sono stati trasportati oltre 10 mila metri cubi di immondizia. Tanto che nel 2006, sempre su disposizione di Giancristofaro, gli uomini di Novelli sequestrarono il sito. L’Arpa, in seguito, eseguì le analisi del caso e constatò che le acque del canale che costeggia la dicarica abusiva erano inquinate. Come se non bastasse l’anno scorso su quel terreno c’era stato un pricipio di incendio, se il rogo avesse preso piene i sarebbe giunti al disastro ambientale. I rifiuti raccolti sono di ogni tipo, anche pericolosi. Eppure nonostante i provvedimenti e i piani di bonifica continuano ad insistere ai bordi di via stazione.
Riccardo Antonilli

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