sabato 11 settembre 2010

L'abrogazione del Parco degli Ausoni arriva in consiglio provinciale

Sarebbe un consiglio provinciale come tanti, se non fosse che il 20 settembre prossimo in via Costa di discuterà dell’abrogazione della Legge regionale del 4 dicembre 2008 numero 21. Quella, per intenderci, che ha istituito il Parco naturale regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi. Naturalmente la Provincia non ha il potere di abrogare una legge regionale, ma qualora il punto trovasse parere favorevole, la proposta da Latina arriverebbe fino al consiglio regionale, ente deputato a decidere. Che prima o poi l’intenzione di cancellare il Parco sarebbe arrivata in consiglio c’era da aspettarselo, dopo che a luglio la proposta aveva trovato il favore dei consiglieri di centrodestra in commissione Ambiente. A spingere per l’abrogazione è stato Enrico Tiero, l’assessore provinciale al ramo, tra i più agguerriti nemici del Parco. La sua idea ha facilmente trovato il favore dei colleghi, tra cui il sindaco di Fondi Salvatore De Meo. Tecnicamente, con la proposta di abrogazione, si vuole rideterminare lo stato precedente dei luoghi, ovvero la tutela dei Monumenti naturali. Ma per il resto l'effetto è quello di cancellare sia i confini che la natura del Parco stesso. Ente che al momento è commissariato e retto da Federico Carnevale. Che la Provincia sia sempre stata profondamente contraria al Parco non è un segreto. Nel 2006 il Tar di Roma ha respinto la richiesta di sospensiva dell’istituzione del Monumento Naturale del Lago di Fondi, avanzata dall’amministrazione provinciale di Latina e dalla società Saif. Dunque Saif e Provincia di Latina a braccetto contro l’istituzione regionale. Poi, però, dopo un lungo iter i Monumenti sono stati istituiti, seguiti dal Parco. Quando la proposta è passata in consiglio provinciale, gli esponenti del Partito Democratico che avevano espresso parere contrario, avevano ricordato "la lottizzazione da 400 mila metri cubi, destinata a costruire villette di vacanza per oltre 5000 persone proprio a ridosso del lago di Fondi". Per loro, "l'insediamento, bloccato dal provvedimento regionale che estendendo il perimetro del Parco ne compromise tutta la procedura", sarebbe il motivo dell’ostilità dell’ente di via Costa. D’altronde è innegabile che quella zona sia un tesoro. Non solo per i beni naturalistici e paesaggistici, ma per i fiumi di denaro che da l’lì potrebbero venire fuori. Non con l’ecosostenibilità, ma con l’edilizia.
Riccardo Antonilli

Nessun commento: