Assolto perché il fatto non sussiste. L'ex vice comandante della Polizia municipale di Fondi, Pietro Munno, difeso dall'avvocato Maurizio Forte, esce indenne dal processo che lo vedeva accusato per falso, abuso d'ufficio e omissione di atti d'ufficio. Il procedimento è nato in seguito a una denuncia presentata contro Munno dal proprietario di un terreno situato a Fondi. L'allora vice comandante della municipale doveva sequestrare l'appezzamento, ma, non avendo trovato il proprietario a cui notificare l'atto, ha proceduto a presentare una denuncia contro ignoti, portando avanti il sequestro. Sull'appezzamento c'erano numerose bufale appartenenti allo stesso proprietario del terreno. Munno, quindi, dispose lo spostamento dei capi di bestiame in un altro luogo. Una scelta infelice, perché le bufale furono rubate da ignoti. Tanto che il proprietario non ci pensò due volte a denunciare il vice comandante della municipale. Una denuncia ritenuta fondata tanto che si è arrivati fino al processo e alla sentenza di ieri. Tra l'altro si ricorda che nel corso del procedimento, l'avvocato difensore della parte offesa, Giulio Mastrobattista aveva depositato, ai sensi dell'articolo 236 del Codice di procedura penale (Documenti relativi al giudizio sulla personalità), le intercettazioni dell'inchiesta «Damasco» della Direzione distrettuale antimafia di Roma, in cui è coinvolto proprio Munno. Arrestato insieme all'ex comandante della municipale fondana, Dario Leone con altre 15 persone a luglio 2009. Per questa vicenda, completamente scollegata dai fatti per cui Munno è stato assolto ieri, è iniziato il processo proprio mercoledì scorso. Il legale di parte civile non commenta l'assoluzione, in attesa delle motivazioni della sentenza.
Riccardo Antonilli
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