Un’analisi della “situazione insostenibile” che sta vivendo la città di Fondi. Il sindaco Luigi Parisella e il capogruppo di Fondi Viva e sfidante dell’attuale primo cittadino alle ultime amministrative, Fernando Di Fazio si sono messi a confronto sul presente, ma, soprattutto, sul futuro della città. L’occasione è stata la trasmissione televisiva LiberaMente di Canale7, condotta da Enzo Di Manno. Ovviamente l’attenzione è stata incentrata sulla richiesta di scioglimento del consiglio comunale avanzata dal prefetto di Latina, Bruno Frattasi al ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Così quando il discorso è andato a vertere sulle motivazioni per cui il prefetto ha avanzato la richiesta di scioglimento, il sindaco, senza mezzi termini, ha spiegato che si tratta di “atti facilmente smentibili”, non a caso il primo cittadino è andato in onda con diversi documenti utili a mostrare la trasparenza della sua amministrazione. Uno dei punti cruciali della relazione di Frattasi è il presunto accreditamento da parte del sindaco del figlio di un boss presso il consiglio comunale per fargli vincere alcuni appalti. Per Parisella non c’è “niente di più falso”. Il sindaco ha spiegato che la commissione è venuta a conoscenza di “tale presunto accreditamento dalle dichiarazioni di due dipendenti che hanno mentito spudoratamente e che dovranno risponderne civilmente e penalmente. Credo – ha proseguito – che una commissione che vuole accertare la verità avrebbe dovuto sentire anche il sottoscritto”. Il sindaco ha anche sottolineato quanto la sua amministrazione ha fatto negli anni passati per contrastare le eventuali infiltrazioni malavitose. ”Con il prefetto Pironti – ha dichiarato – avevamo avviato un lavoro per monitorare tali fenomeni. Quella era la strada giusta. Noi non possiamo sapere se chi opera apparentemente nelle regole in realtà non è una persona per bene. La lotta alla mafia – ha sottolineato – no si fa con le interrogazioni (il riferimento è chiaramente a Orlando e Realacci) ma con la concertazione tra le istituzioni e le forze del’ordine. La quinta mafia – ha continuato - non è un’invenzione dei giornali ma è un problema reale che va combattuto, ma non può essere il comune da solo a farlo”. Per Di Fazio “è necessario che il ministro decida sulle sorti del comune il più presto possibile, per mettere fine a una situazione divenuta ormai insostenibile”. Sul ricorso al Tar sulla nomina della commissione, il sindaco ha spiegato che “è stato presentato in seguito al diniego del prefetto a farci conoscere alcuni atti. Si tratta di due organi dello Stato che la vedono in maniera diversa e che ricorrono a un terzo per fare chiarezza”. Per Parisella, infatti, le motivazioni addotte alla nomina “erano troppo generiche”. Per il capogruppo di Fondi Viva “pur rispettando la legittimità del ricorso, dal punto di vista della dialettica politica” la sua lista ha “espresso alcune critiche”. Non sono mancati accenni ad altri temi, uno su tutti l’istituzione del Parco Naturale dei Monti Ausoni, realizzato per Parisella in seguito “al ricatto della sinistra radicale che ha minacciato Marrazzo di far cadere il governo regionale”.
Riccardo Antonilli
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