A fuoco, alle prime luci dell’alba di domenica, una Hunday Accent e il portone della casa di riposo «Villa Maria» di Fondi. Ignoti, intorno alle 5 e 40, hanno gettato del liquido infiammabile contro il portone in legno della villetta di via Francia, mandandolo in fiamme. Un’inserviente, resasi conto dell’accaduto, ha immediatamente allarmato Mario D’Angelis, padre della proprietaria della casa di riposo, e, nel frattempo, ha spento il rogo. L’uomo, appena ricevuta la telefonata, è uscito dalla propria abitazione di via Madonna delle Grazie per recarsi nella casa di riposo, ma appena giunto in strada ha trovato un’amara sorpresa: anche l’auto, sempre di proprietà della figlia Laura, stava andando a fuoco. A quel punto è scattata la chiamata ai Vigili del Fuoco che, con il supporto del Falchi - Protezione Civile, hanno domato i due roghi. Lievi i danni all’ingresso di «Villa Maria», mentre è andata completamente distrutta l’automobile. Solo la prontezza dell’intervento ha permesso di evitare che le fiamme dalla Hunday potesserro attecchire anche ad un vicino negozio. Degli autori del rogo non c’è alcuna traccia, ma le indagini, affidate ai Carabinieri della locale stazione guidati dal luogotenente Emilio Mauriello, vanno avanti. Non è ancora chiaro se i due incendi siano stati appiccati da due complici contemporaneamente o se sono frutto della stessa mano criminosa. Un solo uomo potrebbe aver lanciato, quella che presumibilmente è una bottiglia incendiaria, contro il portone e poi essersi recato nella vicina via Madonna delle Grazie dove, con un metodo simile, ha mandato a fuoco anche l’automobile. L’autore o gli autori dei roghi, comunque, oltre a causare danni alle strutture, avrebbero potuto generare conseguenze ben più ingenti alle persone ospitate dalla struttura di via Francia. Sette anziani, non autosufficienti, la cui incolumità è stata preservata dalla prontezza dell’inserviente. Dopo aver raccolto tutti gli elementi utili sul posto, il lavoro investigativo sta prendendo in esame il passato della famiglia D’Angelis, cercando di capire se ci siano stati eventuali dissidi e malumori tali da portare a una vendetta del genere. Come ha spiegato lo stesso Mario D’Angelis nè lui nè la sua famiglia hanno mai ricevuto minacce. La struttura di via Francia è operativa dal 2006 e da allora non si era mai verificato alcun episodio tale da lasciar immaginare un epilogo simile. Unica ombra, le diverse segnalazioni inoltrate alla Polizia per dei tossicodipendenti che, in passato, si ritrovavano dietro alla villetta e che sono stati allontanati in più occasioni dagli agenti. Esclusa completamente la mano della criminalità organizzata sui due roghi è probabile che il tutto sia riconducibile ad un’incomprensione mal digerita da parte di qualcuno che ha pensato di vendicasi nella peggiore delle maniere.
Riccardo Antonilli
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