mercoledì 30 giugno 2010

Filiera abusiva di carni diretta alle moschee

Partiva da Fondi la filiera abusiva di carni bovine diretta alle moschee scoperta dalla Polizia municipale di Roma. A gestire lo smercio clandestino di carne era un cittadino del Bangladesh che vendeva la carne in tagli da 5 chili, messa in semplici buste di plastica senza involucro, al prezzo di 20 euro. Dunque senza alcun accorgimento sanitario e senza seguire alcuna regola fiscale e commerciale. La scoperta è arrivata dopo un mese di intense indagini del Reparto Operativo del Gruppo Sicurezza della Polizia Municipale di Roma. La notte scorsa è scattato il blitz che ha permesso di scoprire che numerosi quarti di bue venivano scaricati e introdotti in un locale adibito a luogo di culto. Una moschea divenuta centro di smercio. Agli agenti è bastato seguire i movimenti dei fedeli, che dopo la preghiera uscivano con delle buste da una porticina laterale di un piano interrato. L'analisi di questi movimenti ha reso possibile l'individuazione di quello che era diventato un vero e proprio centro carni localizzato in via Ascoli Piceno al Pigneto. Oltre alla vendita diretta, il locale funzionava anche come centro di distribuzione per altre tre moschee della città. Una rete che garantiva al gestore un redditizio giro d'affari. Il Gruppo sicurezza, diretto dal comandante Angelo Giuliani, ha ricostruito anche l'intero percorso dei camion che trasportavano la merce. L' itinerario partiva proprio da Fondi per terminare a notte fonda al Pigneto. La Guardia di Finanza, chiamata a collaborare, ha rilevato anche l'evasione fiscale dell'attività che avveniva con una partita Iva completamente falsa. L'indagine non finisce qui. Al momento, infatti, il servizio veterinario della Asl sta lavorando sulle campionature della carne sequestrata per stabilirne il livello di qualità ed il suo stato di conservazione. Tutta la merce in deperimento e mal conservata sarà distrutta, mentre la moschea, ovviamente, è stata posta sotto sequestro.
Riccardo Antonilli

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