Le rassicurazioni sul mantenimento del laboratorio di analisi dell’ospedale “San Giovanni di Dio” sono un “inganno”. Così il sindaco di Fondi, Luigi Parisella definisce le dichiarazioni dei consiglieri regionali Claudio Moscardelli, Domenico Di Resta e del vice presidente della Regione Lazio, Esterino Montino del 17 aprile scorso, in merito al mantenimento del servizio presso il nosocomio fondano. L’ennesimo attacco del primo cittadino sulla questione sanità si basa sul fatto che a quelle parole non è seguita la revoca del provvedimento del 5 dicembre 2008 della manager della Asl, Ilde Coiro con cui si disponeva la soppressione del laboratorio d’analisi entro il 9 giugno 2009. “L’artificioso gioco di sponda tra Moscardelli, Di Resta e compagni e la Coiro, complici lo stesso Marrazzo e Montino, - dichiara Parisella - non è più consentito. La farsa è finita. Prendere in giro le istituzioni rappresentative dei comuni di Fondi, Lenola, Sperlonga, Campodimele, Monte San Biagio, le rispettive popolazioni non è più tollerato. Le circa diciottomila firme apposte dai cittadini del comprensorio nella petizione a Marrazzo a difesa del laboratorio d’analisi di Fondi sono state dallo stesso inopinatamente ignorate”. Pertando, per il sindaco, “occorre procedere immediatamente alla mobilitazione popolare. Tutte le richieste (lettere, telegrammi, interrogazioni) inoltrate da settimane, mesi e anni scorsi dal sottoscritto - continua Parisella - al presidente Marrazzo per un confronto istituzionale sui molteplici problemi del nostro comprensorio (sanità, grande viabilità, rifiuti, ambiente, urbanistica) sono state sistematicamente disattese. Nemmeno una telefonata di circostanza. Altro che rapporti istituzionali tanto invocati dal coordinatore cittadino del Partito Democratico, Bruno Fiore: qui siamo al cospetto di una vera e propria ineducazione da parte del presidente Marrazzo. Pertanto, - conclude il sindaco - bando alle chiacchiere, basta con le false promesse elettorali, gli inganni. E’ ora della mobilitazione popolare, le cui forme e modalità saranno comunicate agli organi istituzionali preposti all’ordine e alla sicurezza pubblica”. La questione laboratorio, dunque, è tutt’altro che chiusa. Sulla paventata chiusura, nei mesi scorsi, tra la Coiro e Parisella c’è stato un vero e proprio duello senza esclusione di colpi. Oltre agli interventi politici, va ricordato, che c’è stata anche una petizione popolare e alcune manifestazioni simboliche per dire di no al declassamento del laboratorio a centro prelievi.
R.A.
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