mercoledì 6 maggio 2009

Rapporto Ecomafie, preoccupazione su Fondi

Il ‘caso Fondi’ al centro del Rapporto Ecomafie 2009 di Legambiente. “Siamo molto preoccupati – ha spiegato Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio - visto che dopo otto mesi dalla relazione del prefetto di Latina non si ha ancora una risposta certa sullo scioglimento del consiglio comunale, positiva o negativa che sia, mentre è stata di recente aperta un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul Mof, il grande mercato ortofrutticolo che si trova proprio nel comune pontino.” Analizzando il rapporto per argomenti si nota come Fondi appaia in diverse categorie. Innanzitutto nell’abusivismo: “Ogni tanto non mancano le vittorie sul terreno della legalità. – recita il Rapporto - Dopo l’abbattimento dell’ecomostro più grande della Regione Lazio, quello dell’Isola dei Ciurli, ormai da parecchi mesi si attende la decisione definitiva circa lo scioglimento dello stesso consiglio comunale della città. Legambiente continua intanto la sua battaglia contro vecchi e nuovi ecomostri, come il complesso turistico Holiday Village, situato sempre a Fondi, direttamente sul mare, al momento sotto sequestro, oppure il complesso turistico alberghiero Punta Cetarola, situato in località Montepiano, nel comune di Sperlonga, in un’area ‘supervincolata’”. Particolare attenzione viene riservata al Mof, in relazione alle Agromafie: “Nel Lazio, l’interesse principale risiede senz’altro nel mercato ortofrutticolo di Fondi, visto che è il più grande d’Italia ed uno dei più importanti d’Europa, con 4mila operatori: qui vengono lavorati e trasformati 12 milioni di quintali di prodotti, per un giro d’affari di circa un miliardo di euro, che non può non richiamare l’attenzione della criminalità organizzata. Iniziata negli anni sessanta, quando a Fondi erano arrivate alcune famiglie perdenti delle guerre interne alla ‘ndrangheta, negli ultimi anni l’invasione criminale del sud del Lazio ha assunto contorni preoccupanti, tanto da portare a dire che la provincia di Latina è sotto il controllo criminale della camorra e della ‘ndrangheta. Sarebbe questa – continuano da Legambiente - la cosiddetta ‘Quinta mafia’, che sta nascendo a sud di Roma e ha forti interessi anche nella capitale. Ed è proprio intorno al mercato ortofrutticolo che sembra saldarsi una stretta alleanza tra mafiosi e politici laziali, su cui i magistrati stanno ancora indagando”.
Riccardo Antonilli

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