lunedì 10 novembre 2008

Isola dei Ciurli, il Comune chiude per Legambiente

“Siamo stati cacciati dall’area dove sorgeva l’ecomostro, da cartelli e catene messi nottetempo dal comune di Fondi”. Non ci sta Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio costretto, insieme a 400 studenti, a tante associazioni e comitati, a dover spostare all’ultimo minuto la prima “Festa Regionale della Legalità Ambientale”, promossa da Legambiente in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio ed i circoli Legambiente di Fondi, Monte San Biagio e Sabaudia. Giunti sulla Flacca, ieri mattina intorno alle ore 10.00, gli organizzatori hanno trovato chiuso l’accesso all’area dell’ex Isola dei Ciurli, pur essendo stati autorizzati della questura e aver invitato a partecipare anche il comune. Nonostante il disagio, grazie alla collaborazione del commissariato di Fondi, la “Festa Regionale della Legalità Ambientale” è andata a buon fine, spostandosi nella spiaggia di fronte all’area in cui sorgeva il più grande ecomostro della regione, con diverse attività di educazione ambientale, una mostra sull’area dell’Isola dei Ciurli, stand, un’esibizione del gruppo di musica popolare “Canzoniere dell’Appia” e tante altre iniziative solidali. “Abbiamo voluto lanciare un messaggio forte e chiaro per la legalità, - spiega Parlati - coinvolgendo centinaia di giovani in una grande festa nel luogo dove la legalità ha vinto contro il più grande ecomostro del Lazio, un'area che va subito aperta completamente ai cittadini realizzando sentieri e pannelli didattici per la fruizione, superando la sciatta gestione del comune di Fondi, che in un anno non ha combinato niente e oggi ha anche tentato di rovinare l'iniziativa, chiudendo nottetempo gli accessi all'area apponendo anche dei cartelli di un fantomatico cantiere che non esiste da nessuna parte. Nel Lazio – prosegue - è allarmante la situazione dell'illegalità ambientale, dall'abusivismo edilizio, al traffico illecito di rifiuti, dall'inquinamento delle acque a quello atmosferico, con pesanti interessi e infiltrazioni della criminalità organizzata. I cittadini sono pronti e disponibili, lo dimostrano giornate come questa, - conclude - ora servono reazioni più decise da parte delle istituzioni, con una nuova stagione di abbattimenti degli abusi e l'inserimento dei reati ambientali nel codice penale, per farla pagare cara a chi compie scempi ambientali”.
Riccardo Antonilli

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