Il reparto di ostetricia del San Giovanni di Dio è ormai al collasso. A denunciarlo è il dirigente provinciale della Cgil – funzione pubblica, Franco Addessi. In una nota rivolta alla manager dell’Asl, Ilde Coiro, al direttore amministrativo, Giuseppe Testa e al direttore sanitario, Carlo Saitto spiega come “la chiusura della unità operativa di ostetricia dell’ospedale di Priverno, che garantiva l’assistenza a circa 500-600 partorienti l’anno, sta portando al collasso operativo l’unità complessa di ostetricia–ginecologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, dovuto, soprattutto, all’abnorme carico di lavoro che quotidianamente le ostetriche turniste h 24, operanti presso la struttura, devono sopportare. Al, seppur prevedibile, incremento del numero di parti che, per forza maggiore, saranno espletati nei prossimi mesi e che attualmente si stanno portando a termine presso tale unità operativa complessa, non ha fatto seguito una adeguata soluzione organizzativa che avrebbe dovuto garantire livelli di assistenza ostetrica in sala parto o nelle sale di degenza ordinaria ritenuti in qualche modo ‘accettabili’ senza frustrare ed aggravare lo stress psicofisico del personale ostetrico turnista di servizio”. Per il sindacalista: “La dotazione organica già carente e preesistente alla chiusura dell’ospedale di Priverno si è pienamente aggravata. Infatti, delle tre ostetriche assegnate all’ospedale di Fondi, provenienti per trasferimento dall’ospedale di Priverno, soltanto una ha preso effettivo servizio presso l’unità di ostetricia–ginecologia, creando un aumento dei carichi di lavoro per il personale intollerabile. Tutto ciò – conclude - porterà al collasso operativo la struttura dell’ospedale di Fondi”.
R.A.
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