«Il Parco non verrà solo ridimensionato, ma sarà eliminato». Il Parco è il Parco degli Ausoni e a parlare è Claudio Fazzone, il senatore e consigliere regionale del PdL in un’intervista rilasciata al periodico Confronto. Dunque l’ente di tutela e promozione del territorio, istituito ufficialmente da poco più di un mese dalla Regione Lazio ancora governata dal centrosinistra, è destinato a sparire. Questo, nelle intenzioni di Fazzone. Una decisione che l’esponente azzurro non può di certo prendere da solo. Ma lui non desiste: «Mi batterò per l’abrogazione della legge regionale del 4 dicembre 2008 numero 21 che lo ha istituito. Troppi i vincoli che risultano penalizzanti per i cittadini». Nelle intenzioni di Fazzone: «Sarà istituito un nuovo Parco dietro a un diverso assetto». Dunque la politica sta rispondendo alle intenzioni e alle promesse. Il centrodestra, Fazzone in testa, è sempre stato contrario al Parco e ora tenterà di farlo letteralmente sparire. Tra un paio di mesi la Regione dovrà confermare o meno l’attuale consiglio direttivo guidato dal presidente Onorato Mazzarrino e, alla luce di queste ultime dichiarazioni, le poche speranze di restare in carica si vanno assotigliando ancor di più. I membri saranno sostituiti da referenti della nuova guida regionale. Fazzone dice la sua anche sulle due delibere regionali con cui sono stati stanziati oltre un milione di euro per la manutenzione di quelli che allora erano ancora i Monumenti naturali, rientrati poi nel Parco. Lavori affidati a cooperative. Centosei persone assunte con contratti a tempo determinato a cavallo delle elezioni. «Non mi sono piaciute – afferma – le assunzioni sospette nel periodo elettorale e per quel milione di euro impegnato si interesserà la Corte dei Conti». Per il senatore non va bene neanche la sede destinata all’ente: «Cambierà, non può essere ubicata all’interno del Palazzo Caetani che era destinato inizialmente a sede istituzionale».
Riccardo Antonilli
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