sabato 10 aprile 2010

Peculato e abuso d'ufficio, gli intrecci con il caso Fondi

Non è che l’ultimo scossone del terremoto che da un paio d’anni a questa parte ha il suo epicentro a Fondi. Così si profila l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a Tommasina Biondino, Riccardo Izzi, Romolo Del Balzo, Dario Leone, Pietro Munno, Giuseppe Canale, Luigi Spagnardi, Roberto D’Agostino e Mario Izzi. Dopo le due maxi operazioni Damasco 1 e Damasco 2 che hanno portato in cella complessivamente 21 persone, adesso si registra un nuovo capitolo relativo ai reati comuni di competenza della Procura di Latina. In particolare sono contestati il peculato e l’abuso d’ufficio. Un troncone d’inchiesta che si intreccia con le indagini amministrative che hanno riguardato il comune di Fondi. Un dato su tutti, a Riccardo Izzi e Tommasina Biondino è contestato il peculato per avere usato il telefono cellulare del Comune per effettuare chiamate d’interesse personale. Ma non solo, si ritrovano in questo procedimento Leone, Munno, Izzi e la Biondino, tutti rimasti coinvolti nella seconda fase di Damasco. Una serie di favori per alcune ditte e persone chiaro esempio di un “modus operandi” illecito ormai purtroppo ben noto. Non è un caso che l’inchiesta amminsitrativa abbia portato fino alla richiesta di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. E non è un caso che l’attenzione degli inquirenti continui a concentrarsi sul comune della piana. In sintesi il “caso Fondi”, in cui si condensano le inchieste amministrative e penali riguardanti la città e gli intrecci della criminalità con la cosa pubblica, non è chiuso.
R.A.

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