venerdì 24 ottobre 2008

Il Gabbiano, indagati "eccellenti"

La Procura della Repubblica di Latina ha iscritto nel registro degli indagati «per abuso d’ufficio» e «violazione dei vincoli ambientali» il dirigente della Polizia Muncipale di Fondi, Dario Leone e la segretaria del comune, Celestina Labbadia. La decisione della Procura è arrivata dopo lunghe e accurate indagini del Nipaf di Latina, in merito all’abbattimento del campeggio «Il Gabbiano» e alla successiva creazione di un parcheggio sull’area dove sorgeva la struttura ricettiva. Dopo la demolizione del camping dello scorso 27 maggio, il comune ha indetto una gara d’appalto per la realizzazione e la gestione di un parcheggio. La gara è stata vinta dalla cooperativa Luna Nera di Fondi. Fin qui tutto in regola, eppure c’è un dettaglio che non è sfuggito agli inquirenti. Il terreno su cui sorgeva Il Gabbiano, oltre ad essere demaniale ha anche una destinazione d’uso agricolo. In sintesi lì non era possibile costruire alcun parcheggio. Un altro capitolo, quindi, nell’annosa questione del campeggio fondano. Il comune aveva sequestrato il campeggio già dal 13 dicembre 2007, garantendo ai proprietari la possibilità di smontare autonomamente le strutture, senza, quindi, passare alla demolizione. Un accordo che avrebbe garantito un risparmio sia per il comune sia per i prorpietari che avrebbero recuperato almeno i materiali. Eppure, la mattina del 27 maggio, sono arrivate le ruspe, senza alcun preavviso e, soprattutto, senza motivazioni apparenti. Una «fretta» parsa ingiustificata ai proprietari. Non va dimenticato, infatti, che allora era ancora in pieno sviluppo il «caso Holiday», per la cui salvezza il sindaco si stava battendo strenuamente. Tanto che Romano Rambelli, uno dei proprietari de Il Gabbiano non si trattenne dal lanciare qualche sospetto sulla «disparità di trattamento con cui il comune sta trattando noi e altri campeggi. Non capiamo - ha sottolineato - perché il primo cittadino si sia mosso in loro difesa e, a quanto è dato sapere, anche il senatore Claudio Fazzone è andato addirittura a parlare con il giudice per cercare una soluzione in favore della riapertura, mentre con noi, che abbiamo meno abusi di loro, si comportano in maniera a dir poco opposta». I primi sospetti sulla sorte del campeggio sono nati anche dalla destinazione post abbattimento scelta dal comune. La demolizione de Il Gabbiano, inizialmente, doveva rientrare nelle opere di rinaturazione della duna, quindi, la vasta area di circa tre ettari doveva tornare a completa disposizione dei cittadini. Invece è nato un parcheggio.
Riccardo Antonilli

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